Ricordami di ricordarti: perché la libertà parte dalla voce di chi ne ha bisogno

Di Lakha Giulia e Stanojevic Sara

29/1/2026

Nel corso della piovosa giornata di mercoledì 28 gennaio, le classi 3E e 3A della scuola G. Mazzini si sono recate in treno presso il Teatro dei Filodrammatici di Piacenza. Qui, nel cuore antico della città, in una splendida cornice Liberty, Matteo Corradini, scrittore ed ebraista, ha proposto al pubblico uno spettacolo per celebrare la Giornata della Memoria. “Proserpina: la Memoria è un tranello”. L’autore si è ispirato al mito di Proserpina, la moglie di Ade, il Dio degli Inferi.

In scena, Corradini che dialoga a distanza con Saba Poori, giovane ballerina ed attivista originaria dell’Iran che si fa portavoce delle ingiustizie le donne subiscono da secoli: dalle donne accusate di stregoneria alle vittime della Shoah, dalle donne dell’Armenia, alle violenze in Ruanda fino ad arrivare all’Iran.

Saba, nella prima parte del suo spettacolo, personifica Proserpina, mitica figlia di Cerere, giovane libera che un giorno viene rapita ed ingannata da Plutone, che la porta nel regno degli Inferi. Grazie all’intercessione della madre, Proserpina può tornare sulla terra ma solo per qualche mese all’anno: il tranello nel quale è caduta riguarda una maledizione. Infatti ha mangiato alcuni chicchi di melograno e, se si mangia cibo infernale, si resta legati all’inferno. Sei gli arilli di melograno mangiati, sei i mesi di ogni anno in cui dovrà restare all’inferno, condannando il mondo all’inverno.  Corradini ha reso l’idea dell’inganno mortale con un melograno dal quale sgorga sangue, che si mescola con il sangue dell’uomo. È stata una scena davvero impressionante.

L’ultima storia raccontata dalla ballerina è stata proprio la sua personale. Considerata come traditrice dal suo paese, per essere una ballerina, Saba è emigrata in Italia, dove ha utilizzato la danza come mezzo di protesta contro il regime iraniano e come strumento per ribadire che la libertà è un bene primario e nessuno può permettersi di considerare le persone “solo” un corpo. Come Proserpina, è finita nell’inferno delle prigioni iraniane ma è riuscita a tornare alla luce. Nonostante questo, raccontare, fare Memoria è necessario ma fa male, è un tranello. Saba Poori ha ribadito che tutte le donne hanno il diritto di essere se stesse, senza temere di subire conseguenze.

Mentre la storia viene raccontata, si provano diverse emozioni: prima dolore e senso di ingiustizia, ma poi anche un senso di orgoglio nei confronti della protagonista che ricorda la forza di tante donne che come Saba hanno potuto ribellarsi e farsi valere. Il mito si fonde con la realtà nella danza di Saba, fluente, leggera, coinvolgente che esprime in ogni suo gesto speranza e forza, e negli altri interventi di Corradini, altrettanto toccanti. E così si comprende che la vicenda Proserpina non è soltanto storia antica. La memoria non appartiene solo al passato, ma anche al presente, e permette di comprendere il dolore di coloro che, ancora oggi, vivono senza libertà, il diritto di parola e della possibilità di scelta.

Lo spettacolo ci serve a riflettere sull’importanza della libertà e della Memoria, non solo come ricordo del passato ma soprattutto come un modo attraverso il quale  migliorare il presente. “Ricordami di ricordarti”.

Recensione del libro: “La regina delle Ombre”

autore: Marcus Sedgwick
di Valentina Lakha

 22\01\26

Peter si trasferisce nel villaggio di Chust insieme a suo padre Tomas, un uomo che da tempo ha problemi con l’alcol e che fatica a occuparsi del figlio in modo responsabile. Il loro arrivo non passa inosservato: gli abitanti del villaggio sono diffidenti e seguono tradizioni molto antiche, legate a credenze popolari e a storie tramandate da generazioni. Poco dopo il trasferimento, un uomo del villaggio viene trovato morto in circostanze misteriose e sepolto in modo altrettanto misterioso. Gli abitanti cercano di minimizzare l’accaduto, ma Peter comprende che tutti stanno nascondendo qualcosa. Iniziano a circolare voci sugli “ostaggi”, spiriti inquieti che, secondo le leggende locali, tornerebbero dalla morte per bussare alle porte durante la notte e uccidere i vivi. In questo clima di paura e sospetto, Peter incontra Sofia, una ragazza riservata che sembra conoscere bene le antiche storie del luogo. Nel frattempo, Thomas continua a comportarsi in modo instabile e nasconde un passato che potrebbe essere collegato agli eventi che stanno sconvolgendo il villaggio. La tensione cresce giorno dopo giorno, tra morti misteriose e strane apparizioni, mentre la figura malvagia della “Regina delle Ombre” sembra avvicinarsi sempre di più, mettendo in pericolo l’equilibrio della comunità e costringendo Peter a confrontarsi con verità che non avrebbe mai immaginato.
“La regina delle Ombre” mi è piaciuto tantissimo, davvero più di quanto mi aspettassi. La storia è piena di mistero e ti tiene sempre con il fiato sospeso, così non riesci a smettere di leggere. Mi sono affezionata ai personaggi e ho trovato tutto molto coinvolgente. Lo consiglierei perché è un libro che ti cattura dall’inizio alla fine.

“Fino a quando la mia stella brillerà”, un libro di Liliana Segre per crescere

22/1/2026

“Fino a quando la mia stella brillerà” è un libro di Liliana Segre che parla della sua soffocante esperienza di in un campo di concentramento. Liliana è una bambina come tutte che vive a Milano con suo padre e i suoi nonni. Poi, però, quando suo padre le dice che lei è ebrea, la sua vita viene stravolta dalle leggi razziali con terribili conseguenze: perde delle care amiche, viene espulsa dalla sua scuola e mandata in una scuola per ebrei. Poi, è costretta a trasferirsi in montagna e dopo aver tentato di scappare in Svizzera, lei e suo padre vengono presi e deportati a Auschwitz. Per tutto il tempo, Liliana ha sofferto per la separazione dal padre (che poi è stato ucciso), ma non si arrende e sviluppa un atteggiamento severo verso se stessa, conosce nuove persone e sopravvive. Poi, per fortuna, arrivano gli alleati a liberarli e dopo Liliana va a vivere con i suoi nonni materni e suo zio Amedeo. All’inizio non è facile superare questa esperienza, ma poi si sposa e nel 1990 comincia a raccontare la sua sofferenza ad Auschwitz, soprattutto nelle scuole. 

Questo libro è dedicato alle vittime della Shoah e ai ragazzi, per fare in modo che conoscano quello che successe tra gli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso. Non dobbiamo dimenticare quello che è accaduto, MAI.

Aspettando le Olimpiadi Invernali 2026 Milano – Cortina

22 gennaio 2026

Il giorno venerdì 6 febbraio, inizieranno le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali del 2026, che, quest’anno, si terranno in Italia, a Milano e a Cortina D’Ampezzo. La cerimonia di apertura si svolgerà allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano; quella di chiusura all’Arena di Verona. Le Olimpiadi invernali sono state praticate per la prima volta nel 1924 a Chamonix, in Francia. Comprendono gare sportive collegate al freddo e alla neve, come: il pattinaggio artistico, lo sci, hockey su ghiaccio, snowboad. Parteciperanno atleti di tutte le nazioni. L’Italia ha già ospitato le Olimpiadi invernali sempre a Cortina d’Ampezzo nel 1956 e a Torino nel 2006.

Anticamente, le Olimpiadi  si svolgevano ad Olimpia, in Grecia, in onore di Zeus, il padre di tutti gli dei. Erano molto importanti, infatti, ogni volta che iniziavano, le guerre tra le città-stato si fermavano!  Tuttora la fiaccola olimpica, che rappresenta pace, unità e amicizia viene accesa ad Olimpia. Da lì  è partito anche questa volta il suo lungo viaggio, iniziato il 26 novembre 2025. La fiamma olimpica attraversa paesi e città e, il 6 febbraio, arriverà a Milano. Il giorno 16 gennaio, i tedofori hanno sfilato per il piacentino, a Bobbio e sono arrivati a Piacenza, ad accendere il braciere olimpico che si trovava in Piazza Cavalli, accolti da una grande festa.

Ogni edizione olimpica ha una mascotte: per questi giochi olimpici invernali, ci sono due adorabili ermellini di nome Milo e Tina disegnati da degli studenti italiani: Milo (il cui nome ci ricorda “Milano”) ha il manto color marrone scuro, ed è senza una zampa perché simboleggia  le Paralimpiadi. Tina  ha il manto color bianco niveo e nel nome ricorda la città di Cortina, con le sue piste innevate. Queste mascotte simboleggiano l’inclusione, il rispetto e l’ingegno.

Alcuni campioni italiani, da cui ci aspettiamo buoni risultati, che parteciperanno alle Olimpiadi Invernali 2026 sono: Federica Brignone e Sofia Goggia per lo sci alpino, Arianna Fontana, per la specialità Short Track, Federico Pellegrino per lo Sci di fondo, Sara Conti e Niccolò Macii per le Coppie di Pattinaggio Artistico. Auguriamo a tutti i partecipanti  buona fortuna e buon divertimento!

OrientaMENTI: l’incontro che ha acceso scintille

21/10/2025

Abbiamo incontrato lo scrittore Matteo Corradini per un laboratorio intitolato “OrientaMENTI”, che aveva come obiettivo aiutarci a riflettere su noi stessi per poterci conoscere meglio e affrontare così la scelta delle scuole superiori. Durante il primo incontro, ci siamo presentati e abbiamo parlato di una grande schermitrice tedesca ed ebrea, Helene Mayer, alla quale Corradini ha dedicato il libro “La spada non mi ha salvata”. Siamo rimasti molto colpiti quando l’esperto ha estratto dal suo zaino una vecchia  maschera da scherma, tale e quale a quella che Helene Mayer avrebbe indossato in una delle sue gare, negli anni Trenta. Ispirandosi a essa, Corradini ci ha assegnato un’attività da svolgere in classe, intitolata: “Quali sono le nostre maschere?”. L’attività consisteva nello scrivere un breve testo parlando delle nostre “maschere” su una pagina di quaderno. La metafora della maschera ci ha aiutato a riflettere su noi stessi, a capire quali sono le nostre paure, perché ci nascondiamo e che a volte le maschere sono rassicuranti. E’ stato un passo per avvicinarci alle nostre insicurezze. 

Successivamente, l’esperto ci ha chiesto di disegnare il nostro corpo. Non com’è ma come vorremmo che fosse. In modo fantastico e soprattutto soprannaturale. I corpi che abbiamo disegnato erano composti da elementi diversi tra loro: ali di farfalla, zampe di leopardo, arti robotici e molto altro. Ne nasceva una versione del corpo irreale, ma allo stesso tempo sorprendentemente armoniosa e bellissima. 

Infine, Corradini ha proposto l’attività di scrivere una poesia, intitolata “Quel che resta di giorno, quel che torna la notte”. E’ stato un momento intenso, perché molti hanno tirato fuori delle paure davvero profonde e toccanti. Abbiamo poi letto i nostri testi “a testa in giù”, perché a volte dobbiamo cambiare prospettiva per vedere meglio le cose.

Ci è piaciuta l’attività proposta per la sua creatività e perché abbiamo capito che non dobbiamo dare nulla per scontato, anche su noi stessi, ma riflettere, fare un passo indietro e, se serve, capovolgere le nostre idee.

La città ideale delle classi prime

15/01/2026

Nelle prime settimane di scuola, la professoressa Chiara Dionedi ci ha spiegato il progetto della “Città ideale” che poi avrebbe valutato. Per prima cosa, ci ha diviso in gruppi, nei quali avremmo dovuto scegliere un tema per la nostra città, da realizzare con materiali di riciclo portati da casa. Successivamente, ci siamo messi all’opera per costruire materialmente il modello della città. Inoltre, dovevamo scrivere le leggi più opportune per noi e per il genere di città che avevamo progettato. Abbiamo avuto vari giorni a disposizione per organizzare la struttura della città. Arrivato il giorno della consegna, la professoressa si è complimentata perché ogni progetto era magnifico e originale in ogni suo particolare. Per noi è stata una bellissima esperienza dal punto di vista creativo, collaborativo e scolastico. Ringraziamo la prof. Dionedi per questo magnifico progetto perché è stato divertente ed educativo. Inoltre, abbiamo avuto la possibilità di lavorare in gruppo. 

Le città che abbiamo presentato, erano  fantastiche ognuna a modo suo, erano piene di  elementi che le rendevano a tutti gli effetti uniche. Le città in questione sono:  la Città Del Relax e La Città Del Natale. Come detto, ogni città aveva delle leggi diverse, inerenti al tema stabilito. Nella Città Del Relax, non era obbligatorio andare a scuola; era consigliato andare al mare una volta al giorno per non subire il troppo caldo perché sì, nella Relax City, le temperature sono elevate. Bisognava portare rispetto per gli altri. Nella città del Natale, invece, si fa beneficenza almeno una volta al mese, l’elettricità delle luci viene presa dai pannelli solari e i riscaldamenti si possono tenere accesi massimo 4-5 ore al giorno. Ecco, queste erano due delle meravigliose “città ideali“ realizzate per il progetto. Chi non vorrebbe vivere in posti del genere?

La Giornata degli Alberi 2025: la nostra festa 

Di Elsehiti Ahmed, Loccisano NIcolas

15/01/2026

La Giornata degli alberi è un momento speciale per dire “grazie” agli alberi. Non è una festa nuova: è stata inventata più di 100 anni fa perché si era capito già allora che senza alberi non potremmo vivere bene.

Durante questa giornata, ricordiamo che gli alberi riescono a fare cose incredibili: sono condizionatori naturali, infatti in d’estate rinfrescano l’aria sotto le loro fronde, sono fabbriche di ossigeno perché assorbono l’anidride carbonica e ci regalano aria pulita per respirare, sono case affollate, dato che ospitano uccelli, scoiattoli, insetti e tantissimi altri animali, infine trattengono il terreno, perché con le loro radici forti, impediscono alla terra di scivolare via quando piove tanto, evitando le frane.


Nella Giornata degli Alberi 2025, che nel nostro paese abbiamo festeggiato il 28/11/2025, ci sono state diverse attività ed eravamo veramente tanti, circa 400: le classi della scuola dell’Infanzia, le classi seconde della primaria, le prime della secondaria. Inoltre, ci hanno raggiunto anche i bambini della scuola dell’Infanzia “San Francesco”.

Il giorno della festa, una bellissima mattina di sole, ci siamo tutti riuniti in piazza “Card. Agostino Casaroli” per un momento di accoglienza con canti e poesie. 

Poi tutti ci siamo trasferiti in viale Amendola per il flash mob “Abbracciamo gli alberi”: tutte le classi avevano preparato abbracci di stoffa da legare ai tigli del viale.

I bambini e i ragazzi hanno portato tutta la loro energia e gioia per dare un segnale alla cittadinanza, anche agli adulti, perché gli alberi fanno parte del futuro di tutti.

Scuola e orientamento: una nuova possibilità per noi ragazzi con  l’Istituto professionale quadriennale in Logistica 

15/1/2026

Il giorno 13 gennaio 2026, le classi 3D e 3E dell’Istituto Comprensivo Casaroli si sono recate insieme alle professoresse Braga, Chiesa e Paratici alla sede del polo Volta di Castel San Giovanni per poter ascoltare e osservare la presentazione di un nuovo percorso di studi: il Q4log. Questo incontro è stato molto interessante perché il percorso che ci hanno illustrato ci assicurerebbe la possibilità di entrare velocemente nel mondo del lavoro con una specializzazione particolare e molto vicina all’economia del nostro territorio. Infatti la dirigente Simona Favari  lo ha promosso con convinzione perché è simbolo di una scuola che collabora con il territorio e con i bisogni delle sue aziende per assicurare un futuro ai giovani.

Nell’auditorium del liceo, erano presenti la dirigente scolastica, Simona Favari, il sindaco Valentina Stragliati, alcuni rappresentanti di Confindustria e di importanti aziende locali. Il nuovo percorso quadriennale logistica 4.0 è pensato con la formula 4+2, cioè prevede un diploma di maturità quadriennale, con possibilità di accesso ai percorsi universitari o agli Istituti tecnici superiori. Il nuovo percorso, che tratta la logistica sostenibile, con competenze in innovazione tecnologica e digitale avanzate, vede la collaborazione con l’ente di formazione Enaip e grandi aziende come Amazon e Fiege logistics.

Per concludere, gli studenti delle superiori hanno fatto partecipare gli alunni delle scuole medie ad un’attività molto interessante e divertente: una “caccia al tesoro”, che consisteva nel trovare disegni contenenti parole chiave, riguardanti il mondo della logistica, in giro per i corridoi.

PMI Day | la classe 3 A ospite dell’azienda “Poplast”

15/1/2026

Durante il mese di novembre, all’interno del percorso di orientamento alle scuole superiori, le classi terze, grazie ad un’iniziativa programmata da Confindustria, sono andate a visitare delle aziende del nostro territorio. In particolare, la classe 3 A è andata a visitare una delle aziende più dinamiche della zona: la “Poplast”.

La Poplast si occupa del packaging flessibile, cioè produce sacchetti e imballaggi flessibili che contengono e conservano il cibo che arriva alle nostre tavole. La 3 A è stata accolta dai responsabili dell’azienda e ha visitato i diversi ambienti di cui è composta la struttura: il capannone della stampa rotocalco, quello della stampa flessografica e l’ufficio prestampa. Dopo una breve introduzione, la classe si è divisa in due gruppi ed è partita per il suo percorso dentro l’azienda.

Impressionante è stato ammirare le immense stampanti che producevano immagini sulle bobine di pellicola plastica con una velocità così alta da finire il lavoro in pochissimo tempo. Poi abbiamo anche potuto conoscere tutta la parte prima della stampa, ovvero la progettazione e la “Color Correction”, fase in cui i grafici sistemano il colore del packaging utilizzando Photoshop.

Dopo aver visitato tutti gli spazi dell’azienda disponibili, le nostre guide ci hanno fatto strada verso la sala riunioni principale, dove ci hanno offerto un buffet con pizza e bere bibite. È stata un’esperienza davvero interessante e sorprendente, che ci ha permesso di scoprire come nascono oggetti che utilizziamo ogni giorno nella nostra vita, spesso senza conoscerne l’origine. E’ stato un viaggio curioso che ci ha permesso di riflettere su quanto studio e professionalità sta dietro ogni lavoro. Abbiamo capito, come ci ha ribadito un responsabile dell’azienda, che non dobbiamo mai fermarci, che inizieremo un nuovo percorso di studi per poter arrivare al mondo del lavoro ed usare le nostre capacità per migliorare e innovare. Possiamo dire che l’esperienza ci ha aiutato a guardare la quotidianità ma anche il futuro con occhi nuovi e più consapevoli.