di Beatrice Lavelli
11/5/2026
Le mobilità che per noi sono rese possibili grazie al progetto europeo Erasmus+, anche se soltanto della durata di una settimana, possono diventare esperienze intense e significative. Per me e per un gruppo di ragazzi dei plessi “G. Mazzini” e “G. Moia” è stato così. Non conta il tempo, ma ciò che si vive ogni giorno: conoscere una nuova cultura, entrare nelle abitudini di un’altra famiglia e condividere momenti che restano impressi. Secondo me, il vero senso di questa esperienza sta proprio nello scambio tra persone.

Vivere con una famiglia finlandese significa osservare da vicino uno stile di vita diverso, imparare nuove tradizioni e confrontarsi con persone che, pur avendo abitudini differenti, riescono a farti sentire accolto.


Al mattino, si andava normalmente a scuola, camminando tra lo scricchiolio della neve e con l’occhio attento a non scivolare sul ghiaccio. L’orario e le materie, in Finlandia, sono organizzati diversamente rispetto all’Italia: vi sono ore dove, con la tua classe, raggiungi laboratori dove si tengono corsi di cucito, cucina o falegnameria; sono anche molto importanti i momenti di svago e stacco tra una materia e l’altra: si fanno “ricreazioni” di 15 minuti l’una. Per entrare nelle classi, è necessario levare le scarpe e lasciarle fuori e, abbiamo sperimentato che un tema assai importante è quello del rispetto dell’ambiente e della natura. Ma si faceva solo questo? Assolutamente no: le attività pomeridiane (dalla fine delle ore scolastiche alla sera) erano organizzate dalle famiglie ospitanti: queste erano un assaggio degli svaghi della vita finlandese: come camminare sul mare ghiacciato, provare la vera sauna naturale finlandese seguita dal tuffo nell’ “Avantoo” (un buco scavato nel ghiaccio), visitare musei, passare una giornata con scout del posto, fare slittino di sera tutti insieme, assaggiare le loro liquirizie o anche semplicemente guardare un film o giocare sulla neve.

Eppure, oltre alle attività, ciò che ha reso davvero speciale un’esperienza come questa è il modo in cui ogni momento veniva condiviso. Tra risate nella neve, nuove amicizie e giornate vissute in compagnia senza mai annoiarsi, anche le cose più semplici riuscivano a diventare parte indelebile di quest’esperienza. Alla fine, sono tornata a casa con uno zaino più pesante, non per i vestiti o i souvenir, ma per tutto ciò che questa settimana mi ha lasciato dentro. La Finlandia mi ha insegnato che bastano pochi giorni per sentirsi parte di qualcosa di nuovo, per creare legami autentici e per scoprire modi diversi di vivere il mondo. E forse è proprio questo il significato più bello dei viaggi Erasmus: partire da sconosciuti e tornare con ricordi, emozioni e persone che porterai con te molto più a lungo di una semplice settimana.


















































































