Di Melissa Tosca, Ameli Coku e Alessio Groppi
5/3/2026
L’arte occupa un posto molto importante nella cultura e nella società. Nella nostra scuola, da molto tempo, insegna arte il professor Giuseppe Bernini; per questo abbiamo deciso di cogliere l’occasione per fargli alcune domande per conoscere meglio il suo punto di vista sull’arte e sull’insegnamento ma anche per sapere qualche cosa in più sulla sua vita.

D1.Tre aggettivi per definirsi.
R1.Ironico, imprevedibile, creativo.
D2.Quali studi ha fatto e perché ha deciso di studiare quella materia?
R2.Alle superiori ho frequentato l’ITIS, ora ISII, mi piacevano gli esperimenti sull’elettricità, la costruzione di circuiti elettrici e gli apparecchi radio. Al Politecnico di Milano, ho frequentato la facoltà di Architettura, mi interessava l’organizzazione urbanistica del territorio.
D3.Cosa pensava di fare quando era piccolo?
R3. Da piccolo non avevo pensieri sul tipo di lavoro che avrei svolto.
D4.Che musica o genere musicale ascolta?
R4.Generi di musica tra i più vari: dal blues, rock, heavy metal, rock progressivo, jazz alla musica leggera.
D5.Ha mai praticato uno sport?
R5.Pratico tuttora sport con allenamenti bisettimanali di corsa. Da giovane (14/15 anni di età) ero iscritto alla Società di Atletica castellana. Praticavo il mezzofondo in pista e il fondo in campestre. Alle scuole superiori ho partecipato ai Giochi della Gioventù. Per più edizioni ho vinto i campionati d’istituto in pista e alle campestri, qualificandomi per le fasi provinciali e regionali dell’Emilia Romagna.
D6. Preferisce il salato o dolce?
R6.Non prediligo il dolce o il salato ma una via di mezzo, mi piace sia l’uno che l’altro senza esagerare nelle quantità.
D7.Cosa apprezza e non apprezza del suo lavoro?
R7.Nell’attività che svolgo le soddisfazioni non sono tante, non consideriamo lo stipendio che non mi pare soddisfacente in confronto ad altri lavori di pari livello e ai colleghi europei. Senz’altro soddisfacente è riuscire a scoprire qualche talento nell’espressione grafico artistica da poter indirizzare a scuole d’Arte superiore; oppure, quando spiego, essere seguito senza banali interruzioni che disturbano la concentrazione della classe. Tra le negatività, quando uno studente dimostra di avere capacità e conoscenze, ma non le approfondisce e non le potenzia accontentandosi di basse medie matematiche. Le peggiori situazioni a cui frequentemente assisto sono la maleducazione, il mancato rispetto delle cose altrui o il voler avere più diritti di altri.
D8.Prima di insegnare in questa scuola, ha insegnato in altre scuole? Se no, ha fatto altri lavori?
R8.Ho insegnato anche in altre scuole pubbliche della provincia e in città. Dalle scuole secondarie di 1° grado (medie) a quelle secondarie di 2º grado (Liceo Scientifico Mattei Fiorenzuola). Ho insegnato varie discipline: Tecnologia, Disegno, Storia dell’Arte e Arte e Immagine, tutte con abilitazione conseguita per l’insegnamento. Ho praticato esperienze lavorative diverse: impiegato alle poste, operaio stagionale all’Eridania, infine anche come obiettore ho espletato il Servizio Civile al Museo Civico di Piacenza.
D9.Se potesse proporre una legge che tutti devono rispettare, quale sceglierebbe?
R9.Di leggi ne esistono abbastanza, il difficile è farle rispettare. Ciò che proporrei è una sorta di attività di autocoscienza, ossia chi accetta un incarico deve essere in grado di portarlo a termine. Spesso vedo figure che ricoprono importanti livelli ad esempio nel settore politico che però dimostrano con i fatti di non essere all’altezza.
D10.Quali personaggi dell’attualità o della storia sono di ispirazione per la sua vita?
R10.Non seguo grandi personaggi della storia o dell’attualità come riferimenti, ma persone comuni che mi aiutano a risolvere i problemi che giornalmente devo affrontare. Gente semplice che dimostra di essere capace. Ad esempio anni fa un abile meccanico riusciva a ripararmi l’auto ogni volta che mi rivolgevo a lui, oppure persone che mi insegnano qualcosa di nuovo.
D11.Che cosa bisogna avere nella vita? Quali sono le tre cose essenziali per la vita?
R11.
- Sia nella vita lavorativa che non, serve una grande dose di pazienza. Non sempre si riesce ad ottenere ciò che si vuole nell’immediato. A volte serve più tempo perché maturino le condizioni.
- Non farsi prendere dal panico o da paure dovute alle ansie da prestazione.
- Avere capacità creativa da poter adattare alla bisogna. Senza creatività, fantasia e capacità sognare, la vita scorrerebbe comunque essendo legata al tempo che passa, ma la vivremmo in modo piatto, squallido, non a colori ma in bianco e nero.
Ringraziamo il professore per la sua disponibilità e professionalità oltre alla sua grande creatività che ci ha trasmesso in questi anni assieme!






















































































