Volete conoscere le più famose auto d’epoca italiane? Vi confesso che questa è una delle mie grandi passioni… Bene, allora cominciamo!Iniziamo col dire che una delle case automobilistiche (originariamente italiana) più conosciute è importanti in Italia è la Fiat (Fabbrica italiana automobili Torino). L’auto della Fiat più iconica e conosciuta è la classica 500, di cui il primo modello era la 500c. Inoltre, una delle prime macchine di questa casa automobilistica fu la Balilla, prodotta negli anni ‘20 e ‘30, seguita dalla 1100, la 1300, la 1500, la 2300 e l’850, tutte prodotte dagli anni ‘30 agli anni agli anni ‘60.
Immagine generata con l’AI
Sempre negli anni ‘60, la Fiat ha cominciato a produrre macchine come la 124 e la 125. Hanno avuto tutte abbastanza successo, tranne la Fiat 130, che consumava molta benzina (è stata prodotta negli anni della crisi del petrolio) e era costosa. Tra le auto più ricordate della Fiat, troviamo la 127, prodotta da Pio Manzù che fu molto apprezzata anche nelle versioni sport e special. Inoltre, dobbiamo ricordare la Panda, molto nota in tutto il mondo (è in produzione ancora oggi), progettata da Giorgetto Giugiaro: ebbe successo anche nella versione 4×4. Infine, non possiamo dimenticare la Uno, la Ritmo e la Punto, che rivestirono un ruolo importante nella storia della Fiat e grazie alle quali, nel 1995 vinse il premio auto dell’anno.
Immagine generata con l’AI
Sebbene la Fiat abbia prodotto auto molto belle, si ricorda anche per aver creato macchine orribili, come la Duna, considerata come la macchina più brutta della Fiat, oppure come la Palio, la Multipla, la 133 e la 127 rustica, che, la maggior parte, sono state criticate per l’estetica, per i consumi e per la potenza del motore.
Immagine generata con l’AI
In provincia di Piacenza, si tengono raduni di auto d’epoca, come la Giornata nazionale del veicolo d’epoca a Roveleto di Cadeo, a settembre, dove gli appassionati come me possono incontrare altri amanti delle vecchie auto.
Bene, speriamo di avervi incuriosito con questo articolo sulle auto d’epoca.
L’arte occupa un posto molto importante nella cultura e nella società. Nella nostra scuola, da molto tempo, insegna arte il professor Giuseppe Bernini; per questo abbiamo deciso di cogliere l’occasione per fargli alcune domande per conoscere meglio il suo punto di vista sull’arte e sull’insegnamento ma anche per sapere qualche cosa in più sulla sua vita.
D1.Tre aggettivi per definirsi.
R1.Ironico, imprevedibile, creativo.
D2.Quali studi ha fatto e perché ha deciso di studiare quella materia?
R2.Alle superiori ho frequentato l’ITIS, ora ISII, mi piacevano gli esperimenti sull’elettricità, la costruzione di circuiti elettrici e gli apparecchi radio. Al Politecnico di Milano, ho frequentato la facoltà di Architettura, mi interessava l’organizzazione urbanistica del territorio.
D3.Cosa pensava di fare quando era piccolo?
R3. Da piccolo non avevo pensieri sul tipo di lavoro che avrei svolto.
D4.Che musica o genere musicale ascolta?
R4.Generi di musica tra i più vari: dal blues, rock, heavy metal, rock progressivo, jazz alla musica leggera.
D5.Ha mai praticato uno sport?
R5.Pratico tuttora sport con allenamenti bisettimanali di corsa. Da giovane (14/15 anni di età) ero iscritto alla Società di Atletica castellana. Praticavo il mezzofondo in pista e il fondo in campestre. Alle scuole superiori ho partecipato ai Giochi della Gioventù. Per più edizioni ho vinto i campionati d’istituto in pista e alle campestri, qualificandomi per le fasi provinciali e regionali dell’Emilia Romagna.
D6. Preferisce il salato o dolce?
R6.Non prediligo il dolce o il salato ma una via di mezzo, mi piace sia l’uno che l’altro senza esagerare nelle quantità.
D7.Cosa apprezza e non apprezza del suo lavoro?
R7.Nell’attività che svolgo le soddisfazioni non sono tante, non consideriamo lo stipendio che non mi pare soddisfacente in confronto ad altri lavori di pari livello e ai colleghi europei. Senz’altro soddisfacente è riuscire a scoprire qualche talento nell’espressione grafico artistica da poter indirizzare a scuole d’Arte superiore; oppure, quando spiego, essere seguito senza banali interruzioni che disturbano la concentrazione della classe. Tra le negatività, quando uno studente dimostra di avere capacità e conoscenze, ma non le approfondisce e non le potenzia accontentandosi di basse medie matematiche. Le peggiori situazioni a cui frequentemente assisto sono la maleducazione, il mancato rispetto delle cose altrui o il voler avere più diritti di altri.
D8.Prima di insegnare in questa scuola, ha insegnato in altre scuole? Se no, ha fatto altri lavori?
R8.Ho insegnato anche in altre scuole pubbliche della provincia e in città. Dalle scuole secondarie di 1° grado (medie) a quelle secondarie di 2º grado (Liceo Scientifico Mattei Fiorenzuola). Ho insegnato varie discipline: Tecnologia, Disegno, Storia dell’Arte e Arte e Immagine, tutte con abilitazione conseguita per l’insegnamento. Ho praticato esperienze lavorative diverse: impiegato alle poste, operaio stagionale all’Eridania, infine anche come obiettore ho espletato il Servizio Civile al Museo Civico di Piacenza.
D9.Se potesse proporre una legge che tutti devono rispettare, quale sceglierebbe?
R9.Di leggi ne esistono abbastanza, il difficile è farle rispettare. Ciò che proporrei è una sorta di attività di autocoscienza, ossia chi accetta un incarico deve essere in grado di portarlo a termine. Spesso vedo figure che ricoprono importanti livelli ad esempio nel settore politico che però dimostrano con i fatti di non essere all’altezza.
D10.Quali personaggi dell’attualità o della storia sono di ispirazione per la sua vita?
R10.Non seguo grandi personaggi della storia o dell’attualità come riferimenti, ma persone comuni che mi aiutano a risolvere i problemi che giornalmente devo affrontare. Gente semplice che dimostra di essere capace. Ad esempio anni fa un abile meccanico riusciva a ripararmi l’auto ogni volta che mi rivolgevo a lui, oppure persone che mi insegnano qualcosa di nuovo.
D11.Che cosa bisogna avere nella vita? Quali sono le tre cose essenziali per la vita?
R11.
Sia nella vita lavorativa che non, serve una grande dose di pazienza. Non sempre si riesce ad ottenere ciò che si vuole nell’immediato. A volte serve più tempo perché maturino le condizioni.
Non farsi prendere dal panico o da paure dovute alle ansie da prestazione.
Avere capacità creativa da poter adattare alla bisogna. Senza creatività, fantasia e capacità sognare, la vita scorrerebbe comunque essendo legata al tempo che passa, ma la vivremmo in modo piatto, squallido, non a colori ma in bianco e nero.
Ringraziamo il professore per la sua disponibilità e professionalità oltre alla sua grande creatività che ci ha trasmesso in questi anni assieme!
Le Paralimpiadi Invernali inizieranno il 6 marzo con la cerimonia di apertura a Verona e si concluderanno 15 marzo 2026. Esse, a differenza delle Olimpiadi tradizionali, sono destinate ad atleti con disabilità fisiche, mentali o sensoriali. Sono nate nel 1948 in Svezia e, inizialmente, erano per veterani della Seconda Guerra Mondiale. Nelle classifiche, per assicurare imparzialità, gli atleti vengono divisi in categorie in base alla disabilità. Le medaglie e le cerimonie hanno lo stesso livello di importanza delle Olimpiadi. Molti atleti paralimpici sono diventati simboli di inclusione nel mondo, infatti nonostante i loro problemi si spingono oltre i loro limiti.
L’edizione del 2026 segna due tappe fondamentali per il movimento paralimpico: 50 anni dai primi Giochi Paralimpici Invernali della storia (Örnsköldsvik 1976) e 20 anni dal debutto del Wheelchair Curling ai Giochi, avvenuto proprio in Italia a Torino 2006. La Delegazione Azzurra è composta da 42 atleti (5 donne, 37 uomini) più tre atleti guida, che si misureranno in 6 discipline: sci alpino, snowboard, sci nordico, biathlon, curling in carrozzina e para ice hockey.
In generale, tra il ghiaccio di Milano e le nevi di Cortina e Predazzo, sono attesi fino a 665 atleti provenienti da circa 50 Comitati Paralimpici Nazionali. I campioni più importanti di queste Paralimpiadi sono: Giacomo Bertagnolli per lo sci alpino, Francesca Porcellato per lo sci di fondo, Tyler Turner per lo snowboard, Oleksandra Kononova per il para biathlon. La mascotte paralimpica si chiama Milo ed è un ermellino bruno. La sua particolarità? È nato senza una zampetta, ma ha imparato a usare la sua coda per muoversi, giocare e superare ogni ostacolo.
Le Paralimpiadi assumono un significato che va oltre la dimensione delle gare, riaffermando lo sport come strumento di relazione, unità e inclusione sociale e non solo come celebrazione della vittoria a ogni costo. Se il valore di un atleta, infatti, si misura dalla sua fatica, il valore di una società si misura invece da come sa dare spazio a chi quella fatica la compie ogni giorno per vedere riconosciuti i propri diritti.
Di Sofia Leone, Benedetta Morzetta, Jessica Saliu, Entony Shabani
26/2/2026
Il PROGETTO VITA, a Piacenza, è stato il primo progetto Europeo di “Defibrillazione Precoce” sul territorio per prevenire la morte improvvisa dovuta ad arresto cardiaco. Diffuso in Italia da qualche anno, nasce per salvare vite umane grazie all’uso del DEFIBRILLATORE semiautomatico (DAE). I defibrillatori semiautomatici esterni sono oggetti molto importanti perché salvano le vite e sono stati perciò distribuiti in luoghi pubblici, scuole e impianti sportivi. L’istituto Casaroli, con le professoresse Monica Murtas e Patrizia Novara e le classi prime, ha partecipato al ‘’Progetto vita ragazzi’’ per educare gli studenti all’uso del defibrillatore automatico.
Dopo una lezione di teoria in classe, anche noi abbiamo replicato una simulazione a riguardo: una persona incosciente stava a terra e due compagni la soccorrevano, controllando se fosse cosciente e se respirasse per poi usare il defibrillatore e chiamare i soccorsi, che avrebbero fornito indicazioni tecniche per salvargli la vita. Abbiamo capito che il defibrillatore semiautomatico è un utensile medico usato per ripristinare il ritmo cardiaco durante il suo arresto. Consiste nel dare una scarica elettrica a tutto il corpo che fa in modo che il ritmo del cuore si riavvii con un ritmo regolare. Si usa in casi di emergenza. Abbiamo capito che chiunque può usare un DAE anche senza formazione specifica ma chiamando i soccorsi e ascoltando le indicazioni.
Inoltre, abbiamo capito che il defibrillatore semiautomatico è formato da diverse parti: la batteria che è ricaricabile o sostituibile, il condensatore, il circuito elettronico, il display e i pulsanti o comandi vocali. La prof. ssa Novara ha spiegato che gli elettrodi servono per analizzare il ritmo e trasmettere la scarica elettrica al cuore. Ci ha fatto vedere che gli elettrodi possono essere adesivi monouso o placche manuali. Per fare funzionare il DAE si accende il dispositivo, si applicano le piastre sul torace nudo, il DAE analizza automaticamente il ritmo cardiaco e, se necessario, indica di premere il pulsante per erogare la scarica.
Speriamo di non usarlo mai, ma in qualunque caso siamo preparati a qualsiasi situazione di emergenza.
La matematica è sempre stata il mio sogno. Per me la matematica è come parlare, esprimermi, mi è sempre tanto piaciuta ed è molto utile nella vita: infatti, fin da piccola, ho sempre avuto una passione per i numeri. Sicuramente, ho partecipato molto volentieri alle gare di Matematica della mia scuola. Il 19 novembre 2025 mi si è presentata questa opportunità: nella biblioteca dell’Istituto “Giuseppe Mazzini”, si è svolta l’edizione annuale dei Giochi di Prisma d’Istituto, un momento dedicato alla logica e al ragionamento. L’ambiente tranquillo e ordinato ha favorito concentrazione e impegno da parte di tutti gli studenti che hanno partecipato.
Io ero felicissima ma in fondo in fondo un po’ di ansia l’avevo anche io, come tutti gli altri credo! La prova proponeva problemi stimolanti, pensati per valutare logica, intuizione e rapidità. I quesiti spaziavano tra numeri, sequenze, figure e brevi indovinelli matematici, richiedendo precisione e una gestione attenta del tempo. La varietà degli esercizi ha permesso agli studenti di confrontarsi con sfide diverse dal lavoro in classe, mettendo in evidenza metodo e capacità di ragionamento. Anche quest’anno, l’iniziativa si conferma un’occasione positiva e importante: valorizza le eccellenze e incoraggia un approccio attivo alla matematica. La partecipazione attenta e motivata ha mostrato come la matematica possa diventare un’esperienza coinvolgente, capace di unire gioco e crescita personale. È stata un’esperienza bellissima: in realtà mi ero impegnata tantissimo per arrivare tra i primi tre e, anche se non ci sono riuscita, sono stata orgogliosa di me quando hanno annunciato il mio nome e mi hanno consegnato l’attestato di partecipazione. Alla fine, so che ho ancora altri due anni per riprovarci e migliorare me stessa!
Le premiazioni dei partecipanti ai giochi d’Istituto si sono svolte in palestra il giorno 16/2. Le professoresse hanno chiamato i vincitori consegnando loro una medaglia, un attestato e un gadget ricordo: una gomma, una matita, un piccolo gioco. Ecco l’elenco dei vincitori:
Classi prime 1. Mantovani Riccardo 1E 2. Costa Emanuele 1A 3. Groppi Federico 1C
Classe seconde 1. Zoni Matilde Carolina 2A (Sarmato) 2. Alexandru Denis 2A (Sarmato) 3. Goldoni Emma 2E
Il re indiscusso delle Olimpiadi Invernali è lo sci. Lo sci ha origini antichissime, risalenti a oltre 5000-8000 anni fa tra Russia, Cina e Scandinavia: era un mezzo per la sopravvivenza usato per la caccia e il movimento. Nato come necessità, si è evoluto in sport in Norvegia nel XIX secolo grazie a Sondre Norheim, inventore dello stile Telemark che permetteva di curvare e frenare. Quindi, si è trasformato in sport per tutti dopo la Seconda Guerra Mondiale, grazie alla costruzione di impianti di risalita e all’utilizzo di nuovi materiali. Gli sport sciistici comprendono varie discipline invernali, principalmente suddivise in sci alpino (discesa, slalom, gigante, super-G) su pista preparata, sci di fondo (tecnica classica o skating), sci alpinismo (risalita e discesa in fuori pista), freestyle (acrobazie) e salto con gli sci. Altre varianti includono lo snowboarding, il biathlon, il telemark e lo sci di velocità.
Quest’anno alle Olimpiadi è stato introdotto un nuovo tipo di sci: lo sci alpinismo. La nuova disciplina delle Olimpiadi invernali consiste nell’affrontare delle pendenze molto ripide in risalita con delle pelli attaccate sotto gli sci per non scivolare per poi lanciarsi in discesa sui pendii innevati.
Questa è la top tre maschile:
1 posto: Rémi Bonnet (Sui)🥇
2 posto: Thibault Anselmet (Fra)🥈
3 posto: Oriol Cardona Coll (Spa)🥉
Questa è la top tre femminile:
1 posto: Axelle Gachet-Mollaret (Fra)🥇
2 posto: Emily Harrop (Fra)🥈
3 posto: Sarah Dreier (Aut)🥉
L’Italia ha avuto molte soddisfazioni dallo sci ma la più emozionante riguarda Federica Brignone che ha consolidato la sua leggenda alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, vincendo due ori nel SuperG e nello slalom gigante, portando il suo totale olimpico a 5 medaglie (2 ori, 1 argento, 2 bronzi). Con queste imprese, è diventata la sciatrice italiana più vincente di sempre ai Giochi.
La storia della campionessa è tutt’altro che facile: dopo una frattura scomposta della tibia e della testa del perone con rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio, che aveva messo in dubbio fino all’ultimo la sua partecipazione ai Giochi Milano-Cortina e che avrebbe costretto chiunque a pensare al ritiro, a 35 anni, Federica ha raggiunto il traguardo che le mancava. Lavoro duro, forza mentale e una grinta da farle meritare il soprannome di “Tigre di La Salle”: Federica Brignone è un esempio a cui tutti possiamo ispirarci.
Le sciatrici Sara Hector (Svezia) e Thea Louise Stjernesund (Norvegia) si sono inchinate a Federica Brignone dopo la fine della prova femminile di slalom gigante, vinta da quest’ultima.
Di Martina Bushi, Sofia Leone, Benedetta Morzetta, Jessica Saliu, Entony Shabani e Vittoria Imperio
22/2/2026
Il pattinaggio sul ghiaccio, una delle discipline più affascinanti delle Olimpiadi Invernali, ha origini antiche risalenti a migliaia di anni fa e nacque nei paesi scandinavi. Inizialmente, i pattini erano usati come mezzo di trasporto sul ghiaccio; poi, nel tempo, si è evoluto un nuovo sport. Il pattinaggio su ghiaccio si divide principalmente in pattinaggio di figura (artistico, coppia, danza, sincronizzato) e pattinaggio di velocità (pista lunga e short track). Le discipline olimpiche principali includono il singolo maschile/femminile, la coppia artistica e la danza su ghiaccio, caratterizzate da salti, trottole e passi.
Vediamo alcune caratteristiche:
IL PATTINAGGIO DI FIGURA
E’ una disciplina che combina elementi di danza, acrobatica e musica. Questo sport si può praticare da singoli o a coppie con coreografie sul ghiaccio; si svolgono su questo tema anche gare a squadre. Atleti molto esperti eseguono sequenze coreografiche di salti, trottole e passaggi coreografici su base musicale che rendono il momento dell’esibizione mozzafiato.
Carolina Kostner
LO SHORT TRACK
Comprende gare di velocità elevata su una pista ovale, tracciata all’interno di una pista da hockey che misura fra i 111 e i 120 m.
Gareggiano squadre formate da un numero di atleti dai 3 ai 4. Solitamente le distanze, ovvero i punti di fermata e ritorno, sono fra i 500 e i 1500 metri, ma a volte variano in base alla gara. In questa specie di staffetta, gli atleti possono effettuare dei cambi in continuazione. Lo Short Track è molto dinamico, con sorpassi e contatti ravvicinati.
IL PATTINAGGIO DI VELOCITA’
E’ chiamato anche SPEED SKATING. Consiste in gare di velocità su una pista lunga circa 400 metri. Si corre anche su distanze differenti, perché questo sport è praticabile anche a squadre. E’ diverso dalle altre gare perché la tattica è simile a quella del ciclismo su pista. In questa disciplina conta molto la potenza e la resistenza.
Il pattinaggio garantisce dei benefici che sono: il miglioramento dell’equilibrio e la coordinazione, rafforza muscoli di gambe e addome, aumenta la resistenza e la capacità cardiovascolare, sviluppa disciplina e la concentrazione, divertente ed è stimolante mentalmente.
Siamo rimasti particolarmente affascinati dalle performance dei pattinatori del pattinaggio di figura, che hanno incantato il pubblico per le loro esibizioni ricche di grazia ma anche di potenza.
Su tutti, alle Olimpiadi 2025/26, verranno ricordati, per l’esibizione esplosiva, Alysa Liu, statunitense e per i quadrupli, Ilia Malinin (che però ha ceduto sul finale).
Ecco il dettaglio delle medaglie azzurre conquistate sul ghiaccio:
1. Pattinaggio di Velocità (Pista Lunga)
L’Italia ha dominato le distanze lunghe e le prove di squadra:
ORO (2): Francesca Lollobrigida ha siglato una doppietta leggendaria vincendo sia i 3.000 metri che i 5.000 metri femminili.
ORO: Il trio composto da Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti ha vinto l’Inseguimento a squadre maschile (Team Pursuit), battendo gli Stati Uniti in finale.
BRONZO: Riccardo Lorenzo nei 5.000 metri maschili.
BRONZO: Andrea Giovannini nella Mass Start maschile.
Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti
2. Short Track (Pista Corta)
Arianna Fontana ha ulteriormente consolidato il suo mito, guidando la squadra a podi fondamentali:
ORO: Staffetta Mista 2.000m (Elisa Confortola, Chiara Betti, Arianna Fontana, Thomas Nadalini, Pietro Sighel, Luca Spechenhauser).
BRONZO: Staffetta Maschile 5.000m (Pietro Sighel, Thomas Nadalini, Luca Spechenhauser, Andrea Cassinelli).
Arianna Fontana
3. Pattinaggio di Figura (Artistico)
L’Italia ha confermato la crescita del suo intero movimento nazionale:
BRONZO: Gara a squadre (Team Event). La squadra azzurra (composta da Matteo Rizzo, Daniel Grassl, Lara Naki Gutmann, le coppie Sara Conti/Niccolò Macii e Charlène Guignard/Marco Fabbri) ha conquistato uno storico terzo posto dietro a Stati Uniti e Giappone.
di Nicolas Loccisano, Ahmed Elsehiti e Federico Maiocchi.
12/02/2026
Il Carnevale affonda le radici in antichi riti pagani, tra cui le feste egizie per Iside, le Dionisie greche e i Saturnali romani, celebrando il passaggio dall’inverno alla primavera, la fertilità e il rovesciamento delle gerarchie sociali. Nel Medioevo, la tradizione si è fusa con quella cristiana, diventando l’ultimo momento di festeggiamenti e abbuffate (“carnem levare”) prima del digiuno quaresimale.
La tradizione piacentina a Carnevale è dominata dai dolci fritti. I più caratteristici sono le sprelle (sprelle piacentine) e i turtlitt (tortelli dolci ripieni), oltre alle immancabili chiacchiere, che invadono panetterie e pasticcerie del centro storico.
Dolci piacentini tipici di Carnevale
Castel San Giovanni ha una tradizione di feste in maschera, storicamente legata anche ad eventi nei locali notturni, come il “Carnevalissimo” che ha avuto luogo in storiche location locali, segnando il culmine dei festeggiamenti del martedì grasso. Le celebrazioni si concentrano su spettacoli teatrali per bambini, feste organizzate in parrocchia (come all’Oratorio) o al cinema e momenti di incontro in piazza per grandi e piccini.
L’atmosfera di carnevale, in provincia di Piacenza, è caratterizzata da sfilate spontanee, costumi curati e una “pazzia collettiva” organizzata, che coinvolge anche le zone circostanti a Castel San Giovanni. Il Carnevale di Borgonovo Val Tidone, è incentrato sul tradizionale falò “Brusa la Vecia”, un rituale simbolico che rappresenta la fine dell’inverno e l’inizio della primavera e che vuole scacciare la sfortuna per la prossima stagione.
Il falò a Borgonovo Valtidone
E adesso, per mantenere vivo lo spirito divertente del carnevale, vi proponiamo tre battute di spirito:
Cosa succede se si fa un regalo a un muratore? Ci rimane di stucco!
Lo Scriba e il Nilo: Uno scriba chiede al Nilo: “Quando smetterai di allagare i campi?”. Il Nilo rispose: “Quando smetterai di allagare i papiri con i tuoi errori!”.
Qual è il colmo per un fotografo? Essere un tipo scattante!
La sfilata dei bambini della scuola primaria “Tina Pesaro”: “Riciclare è geniale. Viva viva il Carnevale”
Il giorno 11 febbraio 2026 un centinaio di ragazzi delle scuole secondarie di Castel San Giovanni e Sarmato si è recato alla Santa Giulia Ice Hockey Arena di Milano per assistere alla partita olimpica di Hockey maschile Finlandia – Slovacchia, valida per il Turno preliminare del Gruppo B.L’Arena Milano Santa Giulia, destinata all’hockey su ghiaccio per le Olimpiadi invernali 2026, è stata progettata dall’architetto britannico David Chipperfield. Con una capacità di circa 16.000 spettatori, l’edificio ha una forma ellittica ispirata all’anfiteatro romano. Ci sono tre anelli concentrici di altezza crescente, con un rivestimento esterno in tubi di alluminio illuminati da LED e fasce vetrate. L’arena è situata nella zona sud-est di Milano, vicino al quartiere di Rogoredo.
La struttura, con una capienza di 14.000 posti, è stata appositamente progettata per offrire agli spettatori un’esperienza di ampio impatto emotivo. L’acustica, la visuale e i servizi moderni creano un’atmosfera molto coinvolgente. Una volta terminate le Olimpiadi, l’edificio diventerà un’arena per eventi, concerti ed esibizioni musicali!Appena ci siamo avvicinati all’arena, siamo rimasti colpiti dalla sua imponenza e modernità. Dopo i controlli di sicurezza, siamo finalmente entrati per assistere alla partita Slovacchia – Finlandia.
La squadra maschile finlandese di hockey su ghiaccio, dopo decenni di tentativi falliti, ha conquistato la sua prima medaglia d’oro olimpica a Pechino 2022.I biancazzurri tornano in Italia 20 anni dopo l’edizione di Torino 2006 con l’obiettivo di migliorare la medaglia d’argento ottenuta al termine della finale con la Svezia, e lo faranno con un gruppo nel quale 24 dei 25 giocatori militano in NHL, la lega professionistica nordamericana.
L’allenatore della nazionale maschile finlandese di hockey su ghiaccio per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 è Antti Pennanen. Egli guida la squadra finlandese (campione in carica) nel torneo olimpico, con l’obiettivo di difendere il titolo. Da segnalare che l’allenatore (head coach) della nazionale italiana maschile di hockey su ghiaccio è il finlandese Jukka Jalonen, in carica da luglio 2024. Jalonen, celebre per aver guidato la Finlandia all’oro olimpico a Pechino 2022, è stato scelto per guidare gli Azzurri alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.
La formazione est europea della Slovacchia è salita sul podio nell’ultima edizione dei Giochi vincendo il bronzo a Pechino 2022 e torna sul palcoscenico più importante per cercare un altro risultato di rilievo. Per le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, il capo allenatore (head coach) della Nazionale maschile di hockey su ghiaccio della Slovacchia è Vladimír Országh. Guida la squadra nel gruppo B, affrontando Finlandia, Svezia e Italia nel torneo olimpico.
L’interno dell’Arena non ha deluso le aspettative: l’atmosfera era molto coinvolgente e si respirava il vero spirito olimpico. Tifosi delle due squadre, con i loro colori e abbigliamenti stravaganti stavano fianco a fianco a sostenere le loro nazioni.
Il tempo della partita di hockey si è snodato tra azioni, intervalli, pause musicali molto coinvolgenti, creando uno spettacolo non solo sportivo. La partita è stata vinta dalla Slovacchia 4-1, nonostante i tiri in porta ben superiori della Finlandia. È stata un’esperienza unica e forse irripetibile, per noi, che non dimenticheremo.
La galleria d’arte moderna Ricci Oddi, situata nel centro storico di Piacenza, deve il suo nome al suo fondatore, Giuseppe Ricci Oddi, un collezionista che, insieme alla sua famiglia, dalla fine del XIX secolo, acquistó diverse opere d’arte, per poi donarle al comune di Piacenza al fine di renderle accessibili al pubblico. La Galleria, patrimonio culturale della nostra città, inaugurata nel 1931, è composta da un edificio progettato per la collezione artistica affiancato ai locali dell’antico monastero di San Siro. Si distingue per il suo elegante cortile-giardino, che contribuisce a rendere la visita particolarmente suggestiva.
Il 28 Gennaio, le classi 3E e 3A della scuola G. Mazzini, dopo aver partecipato allo spettacolo di Matteo Corradini al teatro dei Filodrammatici di Piacenza, hanno avuto l’onore di visitare la Galleria. Le sale espositive sono diciannove, divise per regioni, per movimenti artistici e, in alcuni casi, dedicate ad un solo autore.
Un evento che ha aumentato molto la notorietà di questa galleria è stata la storia del quadro di Gustav Klimt, nominato “Ritratto di signora”, la star della Galleria. Il quadro è stato realizzato agli inizi del novecento ed è uno dei pochi quadri dell’autore presenti in Italia. Oltre che per la sua bellezza, è diventato famoso a causa del furto che subì nel 1997, ma la cosa anche più sorprendente è stato il ritrovamento nel 2019, quasi una apparizione, in un anfratto del giardino della galleria stessa, sorprendentemente in perfette condizioni. Un altro motivo che rende questo quadro unico, è l’intuizione del Doppio Ritratto, grazie all’abilità della giovane studentessa Claudia Maga. Fu lei che notò una straordinaria somiglianza con il dipinto “Ritratto di giovane signora col cappello” anch’esso di Klimt e considerato perso dal 1912. In seguito ad alcune analisi, si scoprì che Klimt aveva ridipinto, sopra alla tela originale, il “Ritratto di signora”. Purtroppo, questo quadro tanto famoso non era esposto, si trovava infatti in trasferta in Corea, dove la Galleria ha aperto un’importante mostra internazionale.
Oltre a Gustav Klimt, tra gli artisti esposti, è presente Giovanni Fattori che eseguì le sue opere nello stile dei macchiaioli toscani, descrivendo anche scene di vita quotidiana e militari. Ci sono, inoltre, opere di Carlo Carrà, Giorgio Morandi e Umberto Boccioni, figure fondamentali dell’arte italiana.
Alcuni degli studenti, durante la visita, sono stati accompagnati dal Prof Dazzi, che ha spiegato e illustrato alcune delle opere più significative, aiutando a comprendere i diversi stili artistici e il contesto storico in cui sono nate, approfondendo gli argomenti studiati precedentemente in classe. È stata un’esperienza molto interessante e istruttiva, che ha permesso di avvicinare gli alunni in modo più diretto al mondo dell’arte.