a cura della redazione
4/2/2026
Una parola non è mai “solo” una parola, come ci ricorda Matteo Corradini, scrittore ed esperto ebraista che anche quest’anno ha lavorato con le classi terze delle secondarie e quinte delle primarie del nostro istituto.Abbiamo provato a rispondere alla domanda: quanto contano le parole? E quanta responsabilità abbiamo nel modo in cui le affidiamo agli altri?




Se ci guardiamo intorno, il mondo continua a riversarci addosso immagini di guerra, odio, contrapposizioni violente. Ma la nostra lingua è una casa comune. Quando si usano male le parole, si cancellano delle stanze: si riduce ciò che può essere raccontato, discusso, immaginato. Le parole sono armi potenti perché tutti le possiamo usare in ogni momento, non ci sono patenti, non ci sono multe, segnali di divieto. Tutto dipende dalla nostra responsabilità, che siamo adulti o ragazzi.Possiamo costruire la pace anche con le parole se usiamo quelle della critica, del rispetto, della responsabilità, dell’accoglienza, della Memoria.






Il 27 gennaio, i bambini di quinta della scuola primaria “Tina Pesaro” e i ragazzi di terza della scuola secondaria “G. Mazzini” hanno guidato la riflessione per fare Memoria: le loro parole sono state perle preziose che si sono espresse con la musica e che si sono anche trasformate in una mostra, dove le parole si sono fatte simboli, pensieri, poesia. Infatti, i bambini hanno letto il libro “Solo una parola” e hanno lavorato su alcune parole-chiave: occhiali, lampadina, ali, maschera, foglia, spada. Esistono, infatti, parole-spada che feriscono chi le usa e chi le riceve, parole-foglia che danno speranza, parole-occhiali che ti fanno vedere meglio la realtà. Dopo aver disegnato delle sagome e scritto le loro riflessioni, le quinte hanno allestito la loro mostra.







Le classi terze della secondaria “G. Mazzini” hanno realizzato una mostra con i loro caviardage, testi poetici ed espressivi che vengono creati a partire dalle parole contenute in una pagina stampata: il testo di partenza è stato il libro “Solo una parola”.






Tutte le parole-perle preziose contenute nei lavori dei bambini e dei ragazzi, sono racchiuse nello scrigno che è il nostro archivio della Memoria, collegato alla stele di Tina Pesaro e accessibile tramite il qr code applicato sulla stele stessa.








La Giornata si è infine conclusa intorno alla stele stessa, dove è stato inaugurato un monumento, “Il giardino di Tina”, realizzato dai ragazzi del laboratorio di ceramica del prof. Dazzi.



















































