Di: Valentina Lakha
12\03\2026
In questa intervista impossibile, presenterò una figura storica di grande rilievo, analizzandone il pensiero, i gusti e le scelte.
Le domande saranno formulate con rigore, per far emergere la sua visione e la sua eredità. Con questo spirito mi accingo ad avviare il nostro dialogo immaginario.

D. Buongiorno illustrissimo e potentissimo Carlo Magno, io partirei dal suo nome: è riferito esclusivamente alla sua altezza o riguarda altre questioni?
R. Il titolo di “Magno” non riguarda solo la mia importante statura, peraltro eccezionale ai miei tempi, ma la grandezza delle mie imprese: l’unificazione del regno dei Franchi, la sottomissione dei Longobardi e dei Sassoni e la costruzione di un impero cristiano e stabile in Europa.
D. Ora passerò ad una domanda personale: con tutti questi impegni, come le piace rilassarsi?
R. Nel tempo libero mi rilasso nuotando nelle terme che ho fatto costruire ad Aquisgrana; vado a cacciare con i miei amici che portano cani e falconi; mi rilasso ai banchetti ma soprattutto facendomi leggere dei libri! Come saprà non so leggere…me ne vergogno quasi, ma mi piace molto ascoltare e imparare!
D. Ha parlato di banchetti, di solito nei suoi pasti cosa le viene servito, che lei gradisce particolarmente?
R. Durante i miei banchetti mi offrono carni arrosto, formaggi alle erbe accompagnati da mele, pere e verdura di stagione, frutta secca e naturalmente anche vino che però bevo ma con moderazione! Adoro la selvaggina arrosto!
D. Quale grande sogno vuole raggiungere prima di morire?
R.Il mio obiettivo è completare l’opera iniziata: creare un grande impero unito come quello romano e cristiano. Desidero lasciare un impero stabile, colto, capace di durare oltre la mia persona e guidare l’Europa futura. Voglio che tutti ricordino per secoli il mio nome!
D. Quando è stato incoronato dal papa, la notte di Natale dell’800, deve aver provato un’immensa soddisfazione, giusto? O sbaglio?
R. Certo, il papa, mio caro amico, mi ha incoronato per ringraziarmi per il mio aiuto e la mia protezione. Ma del resto il mio regno e i miei eserciti sono molto più potenti di quelli del mio fidato Leone III!
D. Quante mogli ha avuto? Quanti anni aveva quando per la prima volta si è sposato?
R. Ho avuto diverse mogli, non certo per amore, ma perché ogni unione rafforzava alleanze indispensabili al mio impero. Mi sono sposato per la prima volta molto giovane, come usava ai miei tempi, a poco più di sedici anni, con la bella Ermengarda, figlia del Re Desiderio, con lo scopo di creare un’alleanza tra i Franchi e i Longobardi. Però, dopo un anno, l’ho abbandonata, sempre per ragioni politiche, perché ho dovuto combattere la guerra proprio contro i Longobardi! Ah come era diverso l’amore ai miei tempi…
D. Carlo, se posso chiamarla così, com’è stato governare un impero grandissimo?
R. Governare un impero così vasto è stato un compito enorme, pieno di responsabilità e decisioni difficili. Bisognava mantenere unite terre lontane e popoli diversi, garantendo ordine e prosperità.

Ogni scelta aveva conseguenze enormi sull’intero regno. Da bambino studioso, io avrei guardato a tutto questo con occhi spalancati e un misto di timore e fascino. E oggi posso dire che, vivendo quell’esperienza, ho imparato più di quanto qualunque libro potesse insegnarmi.
D. Se non mi sbaglio, lei ha fatto costruire la “ Scuola Palatina”, perché?
R. Ho fondato la Scuola Palatina per elevare il sapere dell’impero: formare funzionari colti, copiare manoscritti, preservare la cultura antica. Ritengo l’istruzione indispensabile affinché le mie conquiste e le mie riforme abbiano durata e giustizia.
Ho istituito la Scuola Palatina per formare funzionari colti e capaci di servire l’impero.
La scrittura minuta palatina garantiva ordine e precisione nei documenti ufficiali, mi sembra che abbia avuto un ottimo successo, dato che è ancora oggi molto simile al vostro carattere minuscolo.
D.Come riusciva a trovare momenti di tranquillità nella sua vita, nonostante tutte le lamentele e le invasioni dei popoli nemici?
R. Trovavo tranquillità nella preghiera, nella caccia e nello studio. Anche tra invasioni e lamentele, un sovrano deve mantenere mente salda: solo così può guidare amministrare conquiste e preservare l’ordine del suo vasto dominio.
Concludo questa intervista impossibile ringraziando il mio illustre interlocutore per la profondità delle sue risposte. Le sue parole hanno offerto uno sguardo prezioso sul tempo in cui visse e sulle scelte che ne segnarono il destino. Questo dialogo immaginario dimostra quanto la storia continui a parlarci, guidandoci nella comprensione del presente. È con rispetto e gratitudine che pongo fine a questo incontro fuori dal tempo.

















































