Intervista quasi – possibile a… Millie Bobby Brown

Di Giulia Follini, Giorgia La Macchia e Adele Farronato

16/4/2026

Siamo delle appassionate di serie TV e di film e abbiamo deciso di intervistare Millie Bobby Brown perché l’abbiamo conosciuta grazie alla sua fama costruita con la moltitudine di film a cui ha partecipato che ci hanno affascinato. Ci piace la sua espressività, la naturalezza e la presenza accattivante con cui recita, tutte caratteristiche che non permettono di non apprezzare il suo talento.

D: Che scuole hai frequentato?

R: All’inizio ho frequentato la Pokes Down community Primary school in Inghilterra, e poi per le superiori; sono andata alla scuola di recitazione e, visto che ho iniziato fin da giovane questo lavoro, ho continuato la scuola da casa in privato; ho frequentato la Eastern New Mexico University nel New Mexico.

D: Quando eri piccola, hai sempre sognato di fare l’attrice o avevi altri obiettivi?

R: Sì, da piccola ho sempre sognato di fare l’attrice; l’idea di poter cambiare personalità e aspetto ogni volta mi ha sempre affascinato.

D: Sappiamo che ti sei sposata con Jake Bongiovi, nel maggio del 2024 quando avevi 20 anni.  Perchè ti sei sposata così giovane? E perché proprio in Italia?

R: Ho deciso di sposarmi così giovane perché ho sempre sognato di costruire una famiglia presto. Ho deciso di sposarmi in Italia per il buon cibo e per la bella location: una fantastica villa vicino a Siena.  

D: Nel 2017 sei stata inserita nella lista dei trenta adolescenti più influenti al mondo secondo il Time e sei la più giovane a essere stata nominata “Ambasciatrice di buona volontà dell’UNICEF”, come ti fa sentire questa carica?

R: Mi sono sentita molto onorata, privilegiata e responsabilizzata; per me è un sogno che si realizza ed, essendo ora un’ambasciatrice molto importante, vorrei  usare la mia fama per ascoltare i giovani e dare voce ai loro problemi come bullismo, povertà e accesso all’istruzione.

D: In che film hai recitato durante la tua carriera? 

R: I principali film e telefilm nei quali ho recitato sono: “Stranger Things”, “Enola Holmes” 1, 2 e 3, “Godzilla vs Kong” e “Godzilla the king of Monsters”, “Intruders”, “Damsel”, “Once Upon a time in wonderland”.

D: Qual è il tuo preferito?

R: Il mio preferito è “Enola Holmes”, sia la parte 1 che il 2, perchè interpretare la sorella di Sherlock Holmes e fare la detective è stato bellissimo e poi mi ha fatto capire che gli uomini non sono superiori di noi donne!

Ora ti faremo qualche domanda su “Stranger Things”, la serie che ti ha dato tantissima popolarità in tutto il mondo.

D: Secondo te, qual è stata la frase più significativa di “Stranger Things”?

R: Secondo me, è la frase del mio personaggio,”Eleven”, cioè “Undici”, quando Mike le aveva spiegato cosa erano gli amici e che tra loro non c’erano nè segreti né si dicevano bugie. La frase è: “Friends don’t lie”, cioè “gli amici non mentono”. 

D: Qual è la stagione che ti è piaciuta di più interpretare? Perchè?

R: È stata la prima, per ragioni di nostalgia ed emotività.

D: Secondo te, Undici è ancora viva, nonostante il finale?

R: Secondo me sì, non so se si farà una serie tv o un film, ma se dovessi essere un fan di Stranger Things, una nuova stagione sarebbe la cosa che aspetterei, perchè sarebbe bello che lei tornasse più forte di prima ed insieme ad i suoi amici esplorassero il nuovo pianeta scoperto da Vecna.

D: Hai interpretato un personaggio che affronta terribili mostri: tu di cosa hai paura nella vita reale?

R: Io ho una fobia per le maschere e per le persone con il volto coperto.

D: Sei ancora in buoni rapporti con gli attori e le attrici con cui hai recitato nei film?

R: Sì, sono ancora in buoni rapporti con gli altri attori e le attrici, soprattutto con quelli di Stranger Things.

D: Hai qualche animale domestico?

R: Sì, ho più di 60 animali tra cui: cani, gatti, pony, asini e caprette. Molti di questi animali li ho salvati e adottati.             

D: Dato che sei considerata una delle persone piú influenti tra i giovani, quale messaggio vorresti lanciare a tutti i ragazzi?

R: Vorrei dire a tutti di non aver paura degli altri o di voi stessi: fate finta di essere Undici che, pur essendo diversa degli altri, si è fatta sempre riconoscere, non ascoltando i giudizi negativi e diventando sempre più potente.                                           

D: Okay Millie, grazie delle preziose informazioni su di te e del tempo che ci hai dedicato, noi ora ti salutiamo e speriamo di rivederti presto insieme a tutti i tuoi fan!

R: Grazie a voi, a me fa sempre piacere essere intervistata e parlare di me stessa! Sì, speriamo di rivederci insieme a tutti i miei fan, alla prossima!

Un laboratorio di teatro e di vita

A cura della redazione

16/4/2026

Come ogni anno, la nostra scuola secondaria propone ai ragazzi un laboratorio di teatro pomeridiano, organizzato dall’associazione Manicomics con la nostra prof. Monica Murtas. Lavoriamo per qualche mese e poi prepariamo uno spettacolo teatrale scritto da noi che proponiamo alle classi dei nostri compagni di scuola.

Quest’anno,Paolo Pisi e Mauro Caminati, gli esperti attori che ci guidano, ci hanno fatto riflettere su alcuni aspetti della nostra vita di tutti i giorni che possono essere problematici: il rapporto con gli altri e soprattutto con la tecnologia. Spesso, infatti, questa compagna delle nostre vite, oltre ad assisterci ed aiutarci, può portare molti problemi, quando soprattutto esageriamo nell’uso o non usiamo la nostra testa per pensare alle conseguenze dei nostri gesti.

Così, abbiamo portato in scena piccoli spezzoni delle nostre vite su cui abbiamo riflettuto e che hanno lo scopo di far riflettere anche tutti gli spettatori. Fare teatro vero utile, aiuta a superare le proprie paure, aumenta la sicurezza personale, l’autostima, i aiuta a conoscerci meglio e ad esprimere le nostre idee agli altri. Al prossimo anno!

Intervista quasi – possibile a… Nayt

Di Entony Shabani, Jessica Saliu, Sofia Leone, Vittoria Imperio

16/4/2026

Ciao Nayt! Siamo qui per intervistarti sei pronto a rispondere a tante curiosità che i tuoi fan sognano di sapere da quando hai iniziato la tua carriera? Bene iniziamo!

D: Come è nata la tua musica?

R: È nata nel 2009 quando sentii il bisogno di esprimere le mie emozioni attraverso la musica, che per me è una terapia, una cura a tutto; riesce a farmi sentire me stesso e a cucire le mie ferite. 

D: Hai mai pensato di non riuscire ad ottenere questo successo?

R: Sì, prima di iniziare pensavo di fallire perché non mi sentivo pienamente all’altezza. Non mi reputavo un bravo cantante ma, visto che la mia voglia di raccontare la mia storia e di far ascoltare la mia musica era tanta, iniziai a mettermi in gioco. 

D: Chi è che ti ha sempre sostenuto?

R: Mia madre, mio padre ci ha abbandonato sin da quando ero piccolo.

D: Hai partecipato a Sanremo e sei uscito anche con ottimi risultati, come ti sei sentito? 

R: Mi sono sentito libero da ogni problema ma anche preoccupato perché è il palco più importante d’italia, quindi ero molto teso.

D: Cosa hai pensato dopo aver conosciuto la classifica finale? 

R: Dunque, per chi non lo sapesse, sono arrivato sesto in classifica e per me, essendo la prima volta in questa gara, è una grande soddisfazione, una piccola tappa della mia carriera artistica che sta crescendo.

D: Che brano hai portato alla 76esima edizione di Sanremo?

R: Ho portato “Prima che”, un brano in cui ho raccontato tutto di me in un semplice testo.

D: Che cosa hai studiato e che scuola hai frequentato?

R: Io ho frequentato il liceo linguistico, me la sono sempre cavata. 

D: Come gestisci l’ansia prima di esibirti?

R: Per gestirla faccio grandi respiri, penso a cose positive e alle persone che mi stanno sempre accanto.

D: Hai mai pensato di mollare tutto? 

R: Ci sono stati dei momenti di confusione totale ma ho sempre pensato che la musica fosse la mia strada e, grazie alle persone che amo e che mi hanno sempre sostenuto, non mi sono mai arreso.

D: Sei soddisfatto della tua carriera, fino ad ora?

R: Sì, sono molto soddisfatto di me stesso: per me da piccolo, era un grande sogno che ora sta diventando realtà. 

Ebbene ragazzi, siamo giunti alla fine di questa intervista con il nostro mitico Nayt. 

Ti facciamo un “grande in bocca al lupo “ per tutto ma soprattutto per la tua carriera artistica che sicuramente avrà degli ottimi risultati. Grazie mille per averci confidato queste tue informazioni. Ti salutiamo con molto affetto!

Alla scoperta del Medioevo a Piacenza

Di Nicolas Loccisano, Bianca Piombino, Adja Fall

16/4/2026

Il giorno 5 marzo la nostra classe, cioè la 1^A, è andata in gita alla scoperta della città medievale di Piacenza, per poi visitare la cattedrale e molto altro! Alle 08:00 ci siamo ritrovati tutti alla stazione di Castel San Giovanni attendendo il treno che sarebbe arrivato 20 minuti dopo. 

Quando siamo arrivati in stazione a Piacenza, ci siamo diretti verso la cattedrale, dove ci stava aspettando la nostra guida, Federica. Siamo quindi entrati in cattedrale dove abbiamo osservato che, sulle colonne, ad una certa altezza, c’erano delle formelle che raffigurano i paratici, cioè gli artigiani che hanno dato un contributo economico molto prezioso alla costruzione della cattedrale: abbiamo osservato il calzolaio, il ciabattino, il fornaio e il tintore.

Abbiamo riflettuto sul fatto che, per una volta, la gente comune si trova in una posizione privilegiata e questo ci racconta del passato della città, quando le decisioni erano prese tenendo in considerazione le esigenze del popolo. Inoltre, da questi documenti possiamo capire quanto fossero forti le associazioni degli artigiani di Piacenza.

Usciti dalla cattedrale, siamo andati in piazza Duomo a fare un gioco che aveva come argomento il  mercato medievale e quello che vendevano nel Medioevo. Ci siamo poi recati in piazza Cavalli dove, dopo aver ammirato il palazzo Gotico, abbiamo fatto dei cruciverba per scoprire le successive tappe che avremmo visitato, che sarebbero state piazza Borgo e la casa Torre.

Ci siamo quindi diretti al museo dove ci siamo fermati nel giardinetto esterno per fare merenda. Dopo la pausa siamo entrati al museo dove abbiamo osservato quale sarebbe stato il nostro itinerario per salire sulla cupola del Duomo.Abbiamo dovuto salire sulle scale medievali che i muratori usavano per costruire, erano molto strette e soprattutto molto ripide. La cupola è stata dipinta da Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, tra il 1626 e il 1627, ci ha impressionato molto, perchè sembrava impossibile che qualcuno riuscisse a fare un affresco così meraviglioso.

Scendendo dalla cupola, abbiamo provato dei sentimenti un po’ strani, un miscuglio di paura, ansia ed un po’ di nervosismo. I passaggi erano molto stretti, le scale non erano perfette, i gradini alti e bassi, quindi si faticava a scendere. Ma comunque è stato fantastico e spettacolare salire così in alto in un luogo religioso. 

Ci è piaciuta molto questa gita perché è stato molto bello e interessante capire com’era Piacenza nel Medioevo e perché, ancora oggi, ci sono delle tracce molto vive di quel periodo.

Intervista impossibile a Carlo Magno

Di: Valentina Lakha 

12\03\2026

In questa intervista impossibile, presenterò una figura storica di grande rilievo, analizzandone il pensiero, i gusti e le scelte.

Le domande saranno formulate con rigore, per far emergere la sua visione e la sua eredità. Con questo spirito mi accingo ad avviare il nostro dialogo immaginario.

Immagine generata con AI


D. Buongiorno illustrissimo e potentissimo Carlo Magno, io partirei dal suo nome: è riferito esclusivamente alla sua altezza o riguarda altre questioni?
R. Il titolo di “Magno” non riguarda solo la mia importante statura, peraltro eccezionale ai miei tempi, ma la grandezza delle mie imprese: l’unificazione del regno dei Franchi, la sottomissione dei Longobardi e dei Sassoni e la costruzione di un impero cristiano e stabile in Europa.

D. Ora passerò ad una domanda personale: con tutti questi impegni, come le piace rilassarsi?
R. Nel tempo libero mi rilasso nuotando nelle terme che ho fatto costruire ad Aquisgrana; vado a cacciare con i miei amici che portano cani e falconi; mi rilasso ai banchetti ma soprattutto facendomi leggere dei libri! Come saprà non so leggere…me ne vergogno quasi, ma mi piace molto ascoltare e imparare!

D. Ha parlato di banchetti, di solito nei suoi pasti cosa le viene servito, che lei gradisce  particolarmente?
R.  Durante i miei banchetti mi offrono carni arrosto, formaggi alle erbe accompagnati da mele, pere e verdura di stagione, frutta secca e naturalmente anche vino che però bevo ma con moderazione! Adoro la selvaggina arrosto!


D. Quale grande sogno vuole raggiungere prima di morire? 

R.Il mio obiettivo è completare l’opera iniziata: creare un grande impero unito come quello romano e cristiano. Desidero lasciare un impero stabile, colto, capace di durare oltre la mia persona e guidare l’Europa futura. Voglio che tutti ricordino per secoli il mio nome!


D.  Quando è  stato incoronato dal papa, la notte di Natale dell’800, deve aver provato un’immensa soddisfazione, giusto? O sbaglio?

R.  Certo, il papa, mio caro amico, mi ha incoronato per ringraziarmi per il mio aiuto e la mia protezione. Ma del resto il mio regno e i miei eserciti sono molto più potenti di quelli del mio fidato Leone III!

D. Quante mogli ha avuto? Quanti anni aveva quando per la prima volta si è sposato? 

R. Ho avuto diverse mogli, non certo per amore, ma perché ogni unione rafforzava alleanze indispensabili al mio impero. Mi sono sposato per la prima volta molto giovane, come usava ai miei tempi, a poco più di sedici anni, con la bella Ermengarda, figlia del Re Desiderio, con lo scopo di creare un’alleanza tra i Franchi e i Longobardi. Però, dopo un anno, l’ho abbandonata, sempre per ragioni politiche, perché ho dovuto combattere la guerra proprio contro i Longobardi! Ah come era diverso l’amore ai miei tempi…

D. Carlo, se posso chiamarla così, com’è stato governare un impero grandissimo?

R.  Gover­nare un impero così vasto è stato un compito enorme, pieno di responsabilità e decisioni difficili. Bisognava mantenere unite terre lontane e popoli diversi, garantendo ordine e prosperità.

Immagine generata con AI

Ogni scelta aveva conseguenze enormi sull’intero regno. Da bambino studioso, io avrei guardato a tutto questo con occhi spalancati e un misto di timore e fascino. E oggi posso dire che, vivendo quell’esperienza, ho imparato più di quanto qualunque libro potesse insegnarmi.

D. Se non mi sbaglio, lei ha fatto costruire la “ Scuola Palatina”, perché? 

R.  Ho fondato la Scuola Palatina per elevare il sapere dell’impero: formare funzionari colti, copiare manoscritti, preservare la cultura antica. Ritengo l’istruzione indispensabile affinché le mie conquiste e le mie riforme abbiano durata e giustizia.

Ho istituito la Scuola Palatina per formare funzionari colti e capaci di servire l’impero.

La scrittura minuta palatina garantiva ordine e precisione nei documenti ufficiali, mi sembra che abbia  avuto un ottimo successo, dato che è ancora oggi molto simile al vostro carattere minuscolo.

D.Come riusciva a trovare momenti di tranquillità nella sua vita, nonostante tutte le lamentele e le invasioni dei popoli nemici?
R. Trovavo tranquillità nella preghiera, nella caccia e nello studio. Anche tra invasioni e lamentele, un sovrano deve mantenere mente salda: solo così può guidare  amministrare conquiste e preservare l’ordine del suo vasto dominio.

Concludo questa intervista impossibile ringraziando il mio illustre interlocutore per la profondità delle sue risposte. Le sue parole hanno offerto uno sguardo prezioso sul tempo in cui visse e sulle scelte che ne segnarono il destino. Questo dialogo immaginario dimostra quanto la storia continui a parlarci, guidandoci nella comprensione del presente. È con rispetto e gratitudine che pongo fine a questo incontro fuori dal tempo.

22 marzo: la Giornata Mondiale dell’Acqua con l’alga marimo

Di Federico Maiocchi

26/3/2026

Conoscete l’alga marimo? Se la risposta è no questo articolo ve la farà conoscere meglio, proprio in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua. Buona lettura!

L’alga marimo (Aegagropila linnaei) è un’alga verde pluricellulare che in natura forma caratteristiche colonie sferiche e che vive nei laghi di paesi freddi, come il Giappone (il luogo dove è stata scoperta), in Estonia, in Russia (in Siberia), in Islanda e in Scozia. Queste “alghe palla” crescono di pochi millimetri all’anno e assumono la forma sferica grazie al movimento delle correnti. Si può trovare naturalmente nei laghi di questi paesi, ma, se la volete, potete trovarla anche da noi in vivai specializzati. Generalmente, il marimo ha bisogno di poche cure, come avere sempre acqua pulita e non essere esposta a raggi di sole diretti. Si può anche aggiungere ⅓ di acqua gasata e il marimo comincerà a eseguire una sorta di “danza”. Questo è dovuto al fatto che il marimo assorbe l’anidride carbonica presente nell’acqua gasata. Al marimo è collegata una leggenda; due innamorati per proteggere il loro amore eterno, messo a rischio dalle loro famiglie, andarono sulle rive del lago Akan, in Giappone (dove è stato appunto scoperto il primo marimo) e i loro cuori si trasformarono in alghe. Questa straordinaria alga, simbolo di fortuna e amore, e in grado di vivere oltre 200 anni. 

Abbiamo parlato del marimo in onore della Giornata Mondiale dell’Acqua, celebrata il 22 marzo. Questa giornata serve a ricordare quanto è preziosa l’acqua e che tutti devono impegnarsi per risparmiarla in tutti i modi possibili. Con il fenomeno del riscaldamento globale l’acqua sta scarseggiando a causa dello scioglimento dei ghiacciai, e, mentre le organizzazioni come l’ONU si organizzano, è bene che ciascuno si impegni.

Bene, adesso che conoscete l’alga marimo portafortuna e la Giornata Mondiale dell’Acqua, potete impegnarvi anche voi!

La Giornata della Memoria e dell’Impegno 2026

A cura della redazione

30/4/2026

Le classi terze della scuola secondaria “G. Mazzini” hanno dato vita alla Giornata della Memoria e Impegno in ricordo delle vittime delle mafie 2026, promossa dall’associazione Libera. Si tratta del momento in cui, in tutto il paese, nelle piazze, nelle scuole, insieme, si leggono gli oltre 1000 nomi delle vittime delle mafie. Vengono letti proprio tutti i nomi per non dimenticare nessuna vittima, perché vogliamo ricordarli tutti, quelli dei quali conosciamo la storia e quelli che ancora sono sconosciuti.

Quest’anno, i ragazzi hanno scritto i nomi delle vittime su foglie verdi che hanno attaccato all’albero della legalità che, piano piano, ha preso vita e si è coperto di foglie.

L’augurio è che l’ossigeno della legalità delle foglie possa circolare libero e migliorare le nostre vite.

I nostri abbracci alla Finlandia

A cura della redazione

26/3/2026

I ragazzi del nostro istituto in mobilità in Finlandia grazie al progetto “Erasmus”+, hanno proposto ai compagni finlandesi un’attività che a Castel San Giovanni è stata realizzata in occasione della giornata degli alberi: l’abbraccio degli alberi.

Così, gli alberi della città di Vaasa sono stati abbracciati dai ragazzi italiani e finlandesi. È stata un’esperienza condivisa e molto significativa di amore verso la natura.

Curiosità sulle auto d’epoca della Fiat

Di Federico Maiocchi

12/3/2026

Volete conoscere le più famose auto d’epoca italiane? Vi confesso che questa è una delle mie grandi passioni… Bene, allora cominciamo!Iniziamo col dire che una delle case automobilistiche  (originariamente italiana) più conosciute è importanti in Italia è la Fiat (Fabbrica italiana automobili Torino). L’auto della Fiat più iconica e conosciuta è la classica 500, di cui il primo modello era la 500c. Inoltre, una delle prime macchine di questa casa automobilistica fu la Balilla, prodotta negli anni ‘20 e ‘30, seguita dalla 1100, la 1300, la 1500, la 2300 e l’850, tutte prodotte dagli anni ‘30 agli anni agli anni ‘60. 

Immagine generata con l’AI

Sempre negli anni ‘60, la Fiat ha cominciato a produrre macchine come la 124 e la 125. Hanno avuto tutte abbastanza successo, tranne la Fiat 130, che consumava molta benzina (è stata prodotta negli anni della crisi del petrolio) e era costosa. Tra le auto più ricordate della Fiat, troviamo la 127, prodotta da Pio Manzù che fu molto apprezzata anche nelle versioni sport e special. Inoltre, dobbiamo ricordare la Panda, molto nota in tutto il mondo (è in produzione ancora oggi), progettata da Giorgetto Giugiaro: ebbe successo anche nella versione 4×4. Infine, non possiamo dimenticare la Uno, la Ritmo e la Punto, che rivestirono un ruolo importante nella storia della Fiat e grazie alle quali, nel 1995 vinse il premio auto dell’anno. 

Immagine generata con l’AI

Sebbene la Fiat abbia prodotto auto molto belle, si ricorda anche per aver creato macchine orribili, come la Duna, considerata come la macchina più brutta della Fiat, oppure come la Palio, la Multipla, la 133 e la 127 rustica, che, la maggior parte, sono state criticate per l’estetica, per i consumi e per la potenza del motore. 

Immagine generata con l’AI

In provincia di Piacenza, si tengono raduni di auto d’epoca, come la Giornata nazionale del veicolo d’epoca a Roveleto di Cadeo, a settembre, dove gli appassionati come me possono incontrare altri amanti delle vecchie auto.

Bene, speriamo di avervi incuriosito con questo articolo sulle auto d’epoca. 

Alla prossima!