Il giorno 28 febbraio, con la nostra classe 1 A, abbiamo iniziato a riflettere e a lavorare sulla Costituzione Italiana nel percorso di Educazione Civica sulla Legalità. Prima di tutto, abbiamo iniziato a leggere un interessante libro: “La Costituzione in tasca”. Parla di due ragazzini di nome Emma e Giovanni che iniziano ad appassionarsi alla Costituzione. Nel libro è anche coinvolto Piero Calamandrei, detto “Uno dei padri”, che fu tra le persone che scrissero il testo della Costituzione.
Laboratorio con Lorenzo Piva
Abbiamo iniziato a lavorare su diversi Articoli e, tra i nostri preferiti ci sono l’Art.2 che parla dei diritti e dei doveri che può e che deve svolgere il cittadino e l’Art.34 che riguarda il diritto dei cittadini di andare a scuola. Per rielaborare l’Art.2, abbiamo inventato dei segnali stradali che avrebbero dovuto migliorare la vita delle persone. Per l’Art.34, basandoci sulla poesia “Promemoria” di Gianni Rodari, abbiamo scritto un testo a gruppi, scrivendo cosa ognuno di noi deve ricordarsi di fare o non fare ogni giorno. Il 13 e 24 aprile abbiamo lavorato in classe con Lorenzo Piva dell’associazione Libera di Piacenza. Con lui abbiamo discusso sull’omertà, sulla mafia e sulle sue vittime. Ma abbiamo parlato anche del coraggio, così con la professoressa Antoniotti abbiamo deciso di scrivere l’articolo 12 bis, da inserire nei principi fondamentali della Costituzione, che parla dell’importanza del coraggio. Infine, abbiamo costruito una valigia per raccogliere i lavori di tutti i ragazzi di prima e seconda che hanno svolto lo stesso progetto: ci avrebbe accompagnato nella passeggiata della Legalità per poi essere lasciata in Comune, per il sindaco della nostra città.
Ci è piaciuto molto questo progetto, sarebbe molto bello riproporlo anche i prossimi anni.
Mercoledì 06 maggio 2026, la nostra classe ha partecipato ad una gita che aveva come metà il castello di Rivalta, sulle rive del fiume Trebbia, presso il paese di Gazzola. Siamo partiti al mattino e, una volta arrivati, le guide ci hanno accompagnati all’interno per iniziare la visita. La prima tappa è stata la sala del biliardo, un ambiente elegante e ben conservato. Subito dopo siamo scesi nella cantina, dove un tempo venivano tenuti i cavalli e si produceva il vino. Le spiegazioni della guida ci hanno aiutato a immaginare la vita quotidiana dell’epoca. Successivamente, abbiamo raggiunto il punto in cui, secondo la tradizione, venivano gettate le persone nel fossato come punizione per reati commessi. Da lì, siamo saliti sulla torre: la salita era impegnativa, ma il panorama dall’alto era davvero suggestivo.
Una volta scesi, siamo tornati nella sala da biliardo per porre alcune domande e approfondire ciò che avevamo visto. La parte più interessante è stata la visita alla stanza dell’armeria. Ci hanno mostrato diverse armi e strumenti da combattimento: la balestra, l’ascia, il martello, lo scudo, l’armatura ad anelli ed il giubbotto che veniva indossato sopra l’armatura. Ci hanno spiegato come venivano utilizzati e quali funzioni avevano. Terminata la spiegazione, siamo andati nel giardino per pranzare. Dopo la pausa, abbiamo giocato per qualche minuto insieme e poi le due classi si sono divise: la 1C ha provato il tiro con l’arco, mentre la 1 F è andata in una stanza a svolgere alcuni giochi antichi. Alla fine del turno, abbiamo fatto cambio. Io ho iniziato con il tiro con l’arco e, al momento del cambio, ci siamo seduti a terra e abbiamo ascoltato la spiegazione sui giochi da taverna e sui trucchi con cui il signore del castello ingannava gli avversari. Abbiamo anche provato alcuni di questi giochi. Alla fine della visita, le insegnanti ci hanno proposto di andare in un negozio vicino per acquistare un souvenir. Dopo questa breve pausa siamo tornati al pullman e siamo ripartiti. Siamo arrivati a casa verso le 16,30, stanchi ma soddisfatti di una giornata ricca di attività e scoperte. In conclusione, questa gita ci ha permesso di conoscere da vicino aspetti della storia che spesso vediamo solo nei libri. Camminare nelle stanze del castello, osservare le armi da vicino e ascoltare i racconti delle guide ha reso tutto più reale e coinvolgente. Anche le attività pratiche, come il tiro con l’arco e i giochi antichi, hanno contribuito a rendere la giornata più dinamica. È stata un’esperienza utile non solo per imparare, ma anche per stare insieme in un contesto diverso dalla scuola. Una giornata intensa, completa e sicuramente da ricordare.
La professoressa Ceruti ci ha fatto fare un’attività particolare in occasione della “Giornata della terra”, ovvero una giornata che si celebra il 22 Aprile per sensibilizzare alla tutela del pianeta. E’ nata nel 1969 negli Stati Uniti ed è l’evento ambientale più grande del pianeta, coinvolgendo oltre un miliardo di persone e 193 paesi. La prof. ci ha fatto dividere in sei gruppi, dei quali uno faceva un cartellone con un acrostico di frasi in inglese riferite alla giornata della terra, mentre gli altri gruppi hanno fatto dei disegni riferiti alla terra.
Un esempio è un albero che al posto della chioma ha il mondo.
Quando un gruppo finiva il proprio lavoro, andava ad aiutare i gruppi che non avevano ancora terminato la loro attività e così si creava un’ atmosfera di collaborazione. E’ stato divertente perché oltre a collaborare molto tra di noi ci siamo divertiti …un mondo!
Studiando i vari personaggi della storia contemporanea, una delle figure più significative e che mi ha colpito è Malala Yousafzai. Una giovane e coraggiosa ragazzina che lottò per i diritti delle donne fin da bambina e per questo oggi parlerò di lei, raccontando la sua imprevedibile vita in 9 punti fondamentali.
1 Chi è Malala Yousafzai?
Malala Yousafzai, nata a Mingora il 12 luglio 1997, è un’attivista e blogger pakistana. È la più giovane vincitrice del Premio Nobel per la pace, nota per il suo impegno per l’affermazione dei diritti civili e per il diritto all’istruzione, bandito dai talebani nella sua regione.
2 Quando ha iniziato a battersi per i diritti civili?
Malala Yousafzai aveva solo 11 anni quando ha iniziato la sua lotta per il diritto delle ragazze all’istruzione e contro l’estremismo dei talebani in Pakistan. E’ celebre per aver dato vita a un blog, da lei scritto per la BBC (British Broadcasting Corporation), nel quale documentava le violenze dei talebani pakistani, contrari ai diritti delle donne e il diritto all’istruzione per le bambine. È stata candidata all’International Children’s Peace Prize 2011.
3 Cosa le è successo nel 2012?
Il 9 ottobre 2012, mentre tornava a casa da scuola con i compagni, un gruppo di uomini armati fecero irruzione sul mezzo scolastico sul quale Malala viaggiava. Gli attentatori la colpirono con un proiettile alla testa: lo stile di un’esecuzione per essersi battuta perché le ragazze andassero a scuola. Ricoverata nell’ospedale militare di Peshawar, è sopravvissuta all’attentato dopo la rimozione chirurgica dei proiettili.
Una volta guarita, ha deciso di dedicare la sua vita alla lotta per l’istruzione per le donne e ha creato un’organizzazione che raccoglie fondi per consentire alle bambine di tutto il mondo di frequentare la scuola.
4 Dopo l’attentato cosa è successo?
Ihsanullah Ihsan, portavoce dei talebani, ha rivendicato la responsabilità dell’attentato, sostenendo che la ragazza «è il simbolo degli infedeli e dell’oscenità»; il leader terrorista ha poi minacciato che, qualora sopravvissuta, sarebbe stata nuovamente oggetto di attentati. Ma questo non la fermò.
5 Quando ha ricevuto il premio Nobel per la pace?
Nel 2014 ha ricevuto il premio Nobel per la Pace, la più giovane nella storia a riceverlo, divenendo il simbolo di una lotta fondamentale: assicurare a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi un’istruzione di base, in grado di fornire loro gli strumenti per migliorare la loro condizione ed esprimere la propria personalità.
“Il loro proiettile non mi ridurrà al silenzio.
6 Cosa ha fatto dopo aver vinto il Nobel?
Ha continuato la sua lotta fondando il Malala Fund, un’organizzazione no-profit che sostiene progetti educativi per garantire a ogni ragazza 12 anni di istruzione sicura, gratuita e di qualità.
7 Qual è la frase più celebre di Malala?
Una delle sue citazioni più famose e potenti pronunciate all’ONU è: «Un bambino, un insegnante, una penna e un libro possono cambiare il mondo»
8 Qual è la sua autobiografia principale?
Ha raccontato la sua storia nel libro intitolato “Io sono Malala”, scritto con la giornalista Christina Lamb e pubblicato nel 2013.
9 Come continua Malalala sua vita oggi?
Malala Yousafzai, oggi ventottenne, continua la sua instancabile attività come attivista e scrittrice per il diritto all’istruzione femminile. Laureata a Oxford, sposata e residente nel Regno Unito, ha recentemente pubblicato il libro Finding My Way e continua a promuovere soluzioni concrete per l’educazione.
“L’istruzione è molto potente. E quando l’istruzione è controllata, o quando i libri vengono vietati, o quando le persone promuovono una specifica ideologia, o quando in un certo senso la limitano, non credo che rimanga più istruzione. Diventa indottrinamento”, dice Malala e conclude con un messaggio di speranza. “Pensiamo ai 120 milioni di ragazze che non hanno accesso all’istruzione, non hanno scuole, e a come possiamo creare un mondo in cui l’istruzione sia un diritto di ogni bambino e sia un’istruzione di qualità e sicura“.
Le mobilità che per noi sono rese possibili grazie al progetto europeo Erasmus+, anche se soltanto della durata di una settimana, possono diventare esperienze intense e significative. Per me e per un gruppo di ragazzi dei plessi “G. Mazzini” e “G. Moia” è stato così. Non conta il tempo, ma ciò che si vive ogni giorno: conoscere una nuova cultura, entrare nelle abitudini di un’altra famiglia e condividere momenti che restano impressi. Secondo me, il vero senso di questa esperienza sta proprio nello scambio tra persone.
Screenshot
Vivere con una famiglia finlandese significa osservare da vicino uno stile di vita diverso, imparare nuove tradizioni e confrontarsi con persone che, pur avendo abitudini differenti, riescono a farti sentire accolto.
Screenshot
Al mattino, si andava normalmente a scuola, camminando tra lo scricchiolio della neve e con l’occhio attento a non scivolare sul ghiaccio. L’orario e le materie, in Finlandia, sono organizzati diversamente rispetto all’Italia: vi sono ore dove, con la tua classe, raggiungi laboratori dove si tengono corsi di cucito, cucina o falegnameria; sono anche molto importanti i momenti di svago e stacco tra una materia e l’altra: si fanno “ricreazioni” di 15 minuti l’una. Per entrare nelle classi, è necessario levare le scarpe e lasciarle fuori e, abbiamo sperimentato che un tema assai importante è quello del rispetto dell’ambiente e della natura. Ma si faceva solo questo? Assolutamente no: le attività pomeridiane (dalla fine delle ore scolastiche alla sera) erano organizzate dalle famiglie ospitanti: queste erano un assaggio degli svaghi della vita finlandese: come camminare sul mare ghiacciato, provare la vera sauna naturale finlandese seguita dal tuffo nell’ “Avantoo” (un buco scavato nel ghiaccio), visitare musei, passare una giornata con scout del posto, fare slittino di sera tutti insieme, assaggiare le loro liquirizie o anche semplicemente guardare un film o giocare sulla neve.
Eppure, oltre alle attività, ciò che ha reso davvero speciale un’esperienza come questa è il modo in cui ogni momento veniva condiviso. Tra risate nella neve, nuove amicizie e giornate vissute in compagnia senza mai annoiarsi, anche le cose più semplici riuscivano a diventare parte indelebile di quest’esperienza. Alla fine, sono tornata a casa con uno zaino più pesante, non per i vestiti o i souvenir, ma per tutto ciò che questa settimana mi ha lasciato dentro. La Finlandia mi ha insegnato che bastano pochi giorni per sentirsi parte di qualcosa di nuovo, per creare legami autentici e per scoprire modi diversi di vivere il mondo. E forse è proprio questo il significato più bello dei viaggi Erasmus: partire da sconosciuti e tornare con ricordi, emozioni e persone che porterai con te molto più a lungo di una semplice settimana.
Come ogni anno, ad aprile, l’istituto incontra una tappa importante del suo percorso sulla Legalità: i Giochi del 2 aprile. Il progetto coinvolge i bambini di prima della scuola primaria “Tina Pesaro” e alcune classi delle seconde della secondaria “G. Mazzini”. A Castel San Giovanni, il campo giochi di via Fratelli Bandiera è dedicato ai gemelli Giuseppe e Salvatore Asta, di 6 anni, vittime innocenti delle mafie nella strage di Pizzolungo del 2 aprile 1985.
È proprio il campo giochi la sede delle attività dei Giochi del due aprile: tutte le classi prime della primaria hanno giocato e fatto attività preparate per loro e condotte dai ragazzi delle classi 2 C e 2 E della secondaria.
Collaborando e giocando insieme, i bambini sono riusciti nella loro missione: far fiorire i nontiscordardimé, i fiori che Margherita Asta ha scelto per ricordare i fratelli e la mamma vittime delle mafie.
Il giorno 27 aprile 2026, la classe 1 A si è recata sulle sponde del Po Grande, riserva della biosfera UNESCO, presso la frazione di Pievetta, davanti allo Chalet del Gallo, per il Waterblitz promosso dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po in collaborazione con l’Università di Siena. Il WaterBlitz è un evento Citizen Science (scienza partecipativa), che mira a connettere le persone con il mondo naturale, permettendo loro di effettuare il monitoraggio delle acque, facendo le stesse misure in una vasta e definita area geografica, al fine di creare una maggiore consapevolezza e conoscenza degli ecosistemi fluviali ricadenti nel territorio. Questa iniziativa si inserisce nel progetto FreshWater Watch dell’organizzazione Earthwatch Europe che, a scala globale, promuove la partecipazione delle comunità locali in progetti scientifici.
L’obiettivo era analizzare la salute dell’acqua del Po, cosa che tutti i comuni lungo il corso del Po erano chiamati a fare.
Accompagnati dalle prof. Antoniotti e Baldini, Siamo arrivati con lo scuolabus comunale e abbiamo analizzato l’ambiente che ci circondava, la vegetazione, il colore dell’acqua, la presenza umana nei dintorni. La prof. Baldini ha raccolto l’acqua del fiume che a prima vista sembrava verde ma che abbiamo notato, da vicino, essere trasparente.
Quindi abbiamo fatte le analisi dell’acqua con un kit che ci era stato inviato dagli organizzatori. L’acqua è stata inserita in alcune provette per misurare la presenza di nitrati e fosfati. Infatti, la presenza eccessiva di queste sostanze è dannosa perché riduce l’ossigeno nell’acqua e produce il fenomeno dell’eutrofizzazione. I risultati dell’analisi sono stati positivi, tutti i parametri erano accettabili e nella norma.
È stata una bella esperienza, ci ha fatto piacere sapere che l’acqua del nostro fiume è in buona salute.
In occasione delle celebrazioni del 25/4/2026, i ragazzi della classe secondaria 1 B di Sarmato, guidati dai loro prof. Valiante, Castronuovo, Intrisano, Pollastri e Vannucci, hanno preparato un bellissimo lavoro interdisciplinare contro le guerre. Hanno inoltre lavorato con il Gruppo vocale e strumentale del plesso “G. Mazzini” per portare il loro contributo alla commemorazione che si terrà il giorno 25/4 alle ore 15,30 presso il cortile della scuola “Guido Moia”.
Insieme ai ragazzi di Sarmato, anche noi vogliamo dire “Mai più” alle guerre.