Come ogni anno, le classi terze della scuola media hanno organizzato una manifestazione in ricordo della Shoah. Vediamo quali temi sono stato affrontati
Quest’anno è stato realizzato un cartone animato costruito dai ragazzi che racconta la storia di Brundibar, la personificazione del male. La storia narra di due bambini: Pepicek e Aninka, che, per guadagnare soldi per la mamma malata, cercano di cantare in pubblico imitando Brundibar, che, però, li respinge. Pepicek e Aninka sono costretti a passare la notte fuori; la mattina dopo incontrano altri bambini con i quali ritornano in città, dove ritentano di portare a buon fine la loro missione. Questa volta hanno fortuna e i passanti si accorgono che la loro musica è molto più bella di quella di Brundibar che, al contrario, non sa toccare nel profondo del cuore le persone. Ogni ragazzo ha contribuito a questa iniziativa o realizzando disegni per il cartone animato o dando voce ai vari personaggi. Oltre a ciò ogni classe ha avuto uno spazio importante per ricordare questa giornata e ha individuato nel testo delle “parole chiave” sulle quali ha realizzato un proprio lavoro finalizzato per approfondire il tema dell’olocausto. Una parte della rappresentazione è stata dedicata a Tina Pesaro, che ha ricoperto di gloria Castel San Giovanni, sacrificando la sua giovinezza per salvare la madre da un luogo d’orrore come un campo di concentramento. La classe terza F ha,infatti, svolto una ricerca e realizzato un video collegando la storia di Brundibar alla vicenda di Tina Pesaro. La famiglia Pesaro era di religione ebraica e, con le leggi razziali fasciste del 1938, viene considerata di razza ebraica e quindi soggetta alle limitazioni imposte dalla legge. A causa del fratello di Tina, l’anziana madre Bice, vienne arrestata come ostaggio e portata in caserma. La sera del primo dicembre Tina Pesaro si presenta ai carabinieri e chiede di essere trattenuta al posto della madre, che viene lasciata libera. La giovane viene trasferita nel campo di concentramento di Fossoli il 31 luglio. Il 2 agosto Tina vienne posta sul convoglio ferroviario con destinazione campo di sterminio di Auschwitz, dove arrivò il 6 agosto; gravemente ammalata, fu trasferita a Landsberg, dove muorì il 31 dicembre 1944, all’età di 32 anni. In primo luogo i ragazzi hanno presentato il contesto storico dentro il quale si svolgono le vicende, poi hanno parlato di un contesto riguardante Castel San Giovanni, le leggi razziali emanate e le persone della provincia da esse colpite. Hanno anche raccolto tutto in un video contenente, inoltre, alcune poesie realizzate dai ragazzi e la testimonianza del nonno di un loro compagno di classe. I ragazzi della terza C, invece, hanno organizzato una breve rappresentazione teatrale dal vivo tratta dal romanzo ” Se questo è un uomo” di Primo Levi. Viene rappresentato il momento nel quale milioni di uomini, donne, bambini e intere famiglie dovevano abbandonare tutto ciò che avevano: la loro casa, il loro paese, la loro vita di tutti i giorni, le loro amicizie, il loro lavoro per andare verso l’ignoto, un avvenire buio e pieno di sofferenza. Salivano su treni per essere trasportati nei campi di concentramento. I ragazzi hanno recitato la prima parte del libro di Primo Levi con l’intento di far comprendere come fosse doloroso e difficile staccarsi dalla loro realtà. I bambini innocenti non comprendevano cosa stesse accadendo. La terza B con il gruppo musicale PMB diretto dalla professoressa Egivi, è stata impegnata a cantare e suonare due canzoni “Dona dona” e “Il canone del silenzio”. I ragazzi di terza A hanno lavorato sulla parola chiave “musica” che aiuta a rimanere uomini e a non diventare bestie, perché la musica aiuta a far star meglio le persone, anche in momenti duri e faticosi come quelli che hanno vissuto le persone durante la Seconda Guerra Mondiale. La terza E come parole chiave ha scelto latte e pane e ha composto una poesia su come solo questi due cibi abbiano un significato così importante e le ha associate alla purezza e alla morbidezza della vita prima della guerra. Hanno inoltre realizzato un video sulle caratteristiche appunto di questi due cibi, aggiungendoci dei significati da loro interpretati. La classe terza D invece ha realizzato un video con presenti le stelle che le persone ebree dovevano indossare affinchè potessero essere riconosciute da tutti. In queste stelle ogni persona ha scritto le proprie paure, i propri sentimenti nel periodo della guerra. La musica era molto indicata per il contesto perchè era nostalgica e rappresentava bene i sentimenti delle persone. Sono inoltre state lette delle poesie.
Alcune poesie state lette oppure preparate in ricordo di questa ricorrenza sono :”Il fumo nero …”, “Per non dimenticare”, “La tempesta”, “Luna 17406” e “Come una Farfalla”. La poesia “Il fumo nero…” è stata scritta da una ragazza di terza F, Ioana Apetroae e recita così:
Il fumo nero si disperse nel vento
e le ceneri degli ebrei giacciono:
è tutto ciò che rimane di tante vite innocenti.
Il sonno e le sofferenze li hanno portati via
bambini, madri, famiglie intere.
Non rimane
che un richiamo a ricordare …
Ricordare per non ripetere gli errori nazisti.
Ricordare perchè le loro morti siano state vane.
Il fumo nero si disperde nel vento
e con esso anche i ricordi
e le urla disperate degli ebrei innocenti.
Tra questi anche Tina, giovane ebrea,
che per salvare la madre, si è offerta alla morte.
L’odio e il disprezzo dei nazisti
ti sono stati fatali,
ma la tua anima vivrà in eterno
e il ricordo non andrà disperso
perchè la morte viene ricordata
anche oggi.
Affinchè questo genocidio non si possa ripetere
e l’odio umano non si diffonda di nuovo nel mondo
e che rimanga solo un brutto ricordo …
Un’altra poesia è di Elisa Frigerio e recita così:
Tina, anche grazie a te
dobbiamo ricordare,
tutti gli orrori della Shoah
non possiamo dimenticare.
Tu, che come tante altre persone
tutte le sofferenze
hai dovuto sopportare,
che per il solo fatto di essere ebrea;
spregevole, inferiore e non più una persona
ti sei sentita giudicare.
Tu, che nel luogo dell’orrore
sei dovuta entrare, lavorare
finchè sei riuscita a campare;
tu, che per il grave peccato
di aver voluto troppo bene
alla tua famiglia
sei stata strappata
ad una vita normale.
Noi, che adesso
ti possiamo soltanto ricordare,
faremo della tua esperienza
e di quella di tutti gli ebrei
una cosa
da non dimenticare.
Alla rappresentazione i ragazzi di terza F hanno letto le tre poesie che seguono: “La tempesta” di Rubia Pedone, “Come una farfalla” di Danilo Toscano e “Luna 17406” di Luca Costantini.
La tempesta dice così:
Come quando la nebbia si espande,
la guerrà dilagò
minacciò tutti con la morte
e scatenò come una tempesta
i suoi nazisti.
Morti dopo morti, gli ebrei, come alberi spogli
furono le vittime maggiori
che hanno dovuto subire il genocidio.
Fossoli,
Auschwitz,
Dachau
erano lì, ad accoglierli, come il lupo
aspetta la sua preda.
Questa tempesta non finiva più
e arrivò anche qui,
abbatendosi sulla famiglia Pesaro:
ebrea.
Tina Pesaro
per amore,
sacrificò il fiore dei suioi anni,
la sua vita in cambio della libertà della madre,
salvando la sua famiglia con coraggio.
o prima di morire la mandarono a Landsberg,
altra tana del lupo.
E ancora oggi,
come la quiete dopo una tempesta,
il suo onore, il amore s’ irraggiano …
come invito a non dimenticare.
Come una farfalla invece narra così:
Tina,
la tua vita è stata difficile, tormentata, ingrata.
Tetri uomini hanno spento il tuo sorriso
e hanno troncato il cammino della tua felice giovinezza.
Tu che hai dato te stessa per la libertà di chi amavi,
verrai ricordata insieme ad altre fanciulle delle età
passate, che come te hanno lottato
per un nobile scopo.
Se dovessi accostarti ad un’immagine,
ti vorrei pensare come una dolce farfalla
che vola in un cielo infinito
ma, come in certi giorni d’estate,
arriva all’improvviso un temporale e …
si sa, se alla farfalla tocchi le ali,
se solo le tocchi le ali …
NON VOLERA’ MAI PIU’.
L’ultima poesia che vi proponiamo è “Luna 17406” che recita così:
Tina,
ti eri nascosta
sotto un ombrello
che non reggeva più
e non eri l’unica.
Per salvare la mamma
e aiutare la tua famiglia
sei finita in prigione,
ove guardavi
la Luna 17406
dalle sbarre.
Dopo
ti sei unita a lei nel buio,
insieme alla Luna 17406
che ormai
non guardava più giù.
Ma
speranzosa
sei andata in alto,
sempre più in alto,
fino a vedere il
Sole ed il cadavere della Terra
in una coltre dinebbia nera.
Eri libera di volare, senza colpe
come sei vissuta.
E ora, insieme
alla Luna
vedi la Terra
che non dimentica
la nebbia nera.
Preparare questa rappresentazione non è stato affatto semplice, ma ha aiutato quelli che vi hanno preso parte a lavorare, a collaborare e ad aiutarsi reciprocamente per raggiungere uno scopo comune. Lo scopo comune è stato secondo noi raggiunto, perchè abbiamo compreso a fondo il significato importantissimo del ricordare ciò che è successo durante questo genocidio e abbiamo appreso l’importanza di non dimenticare questi avvenimenti affinchè l’uomo non ripeta i suoi errori.
Elisa Frigerio ,Sara Deidda
