Intervista im-possibile a… Cristiano Ronaldo

Viaggiando con la fantasia, abbiamo realizzato il sogno di incontrare un grande campione

di Tommaso Stefanelli, Rodolfo Siciliano, Youssef Akridiss e Leonardo Bassanini

23/03/15

Fenomeno portoghese di fama mondiale, nella sua carriera milita inizialmente nella squadra dello Sporting Lisbona, in cui diventa subito una stella. Trasferitosi poi al Manchester United, vince la sua prima Champions League e un pallone d’oro, ma, dopo avere dimostrato grandi abilità calcistiche, il club spagnolo del Real Madrid lo vuole in rosa…di chi stiamo parlando? Beh, ovviamente di CRISTIANO RONALDO!

Oggi, una piccola delegazione della nostra redazione, si è recata fino a Madrid, per intervistare il grande campione portoghese e chiedergli qualche curiosità.

redazione: Come sei riuscito a vincere per ben tre volte (2008, 2013, 2014) il pallone d’oro?

Ronaldo: Con fatica e sudore, un lavoro maniacale e una cura ossessiva del particolare… ma non è stato solo merito mio, anche della mia squadra! Scrivere per la terza volta il mio nome nell’albo d’oro del prestigioso premio, dopo i trionfi del 2008 e del 2013, ha significato raggiungere nella speciale classifica tre leggende del calcio come Van Basten, Platini e Cruijff. Il mio prossimo obiettivo è raggiungere Messi, che con quattro affermazioni detiene il record di riconoscimenti, ma adesso sente il mio fiato sul collo!

redazione: Come è nato in te il desiderio di giocare a calcio a livello agonistico?

Ronaldo: Quando ero piccolo, un pomeriggio, cominciai a giocare a pallone con alcuni miei amici e subito una grande passione si accese in me. All’età di 7 anni militavo già nell’Andorinha, squadra in cui mio padre faceva il magazziniere. I ragazzi più grandi mi volevano a giocare insieme a loro… anche se avevo il brutto vizio di non passare mai la palla!

redazione: Come ti sei sentito quando, il 24 maggio 2014, hai segnato di nuovo un goal  nel tuo vecchio stadio, nella finale di Champions League contro l’Atletico Madrid?

Ronaldo: È stata un’emozione fantastica e indescrivibile! Dopo il rigore, per esternare tutta la mia gioia, ho sollevato la maglia e i miei  addominali si sono presi i flash!  Credevo fosse un sogno vincere la Champions League, invece era realtà, i blancos erano per la decima volta sul tetto d’Europa! Io in particolare completavo una stagione da paura!

redazione: Torniamo indietro nel tempo, al 2008, quando militavi ancora nel Manchester United: come ti sei sentito quando Petr Cech ti parò il rigore nella finale di Champions League contro il Chelsea, vinta comunque dalla tua squadra?

Ronaldo: Ero disperato, non riuscivo ad accettare quello che avevo fatto. Ricordo di aver interrotto la rincorsa per disorientare il portiere, che invece fu bravissimo in quel frangente. Per fortuna il mio errore non fu fatale alla mia squadra, non me lo sarei mai perdonato. Da questa esperienza negativa sono però uscito più forte di prima e più motivato a dare sempre il massimo.

redazione: Grazie mille Cristiano, è stato un onore conoscerti, sei davvero un grandissimo professionista e un leader indiscusso!

Ronaldo: Grazie a voi ragazzi e, mi raccomando, non dimenticate mai che i successi si costruiscono con la dedizione: io sono sempre il primo ad arrivare agli allenamenti e l’ultimo ad andare via. Se qualcosa non mi riesce bene – ma a volte anche se mi riesce bene – cerco sempre di  migliorare. Anche la mia chioma impomatata è la testimonianza dell’attenzione che dedico ad ogni particolare!!!

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