La dottoressa Anna Olivieri alle scuole medie per analizzare il DNA di alcuni studenti
di Chiara Montefiori e Marta Queirazza
23/03/2015
Il giorno 21 Marzo 2015 è stato tenuto un laboratorio dalla Dott.ssa Anna Olivieri sull’analisi del proprio DNA non per fini medici ma per evidenziare la provenienza genetica di ogni ragazzo partecipante. Tale attività ha seguito la conferenza che la dottoressa ha tenuto per il nostro istituto sempre sullo stesso argomento e che ci ha dimostrato come non esistano razze umane ma che tutti discendiamo da una “Eva” africana.
Il laboratorio era aperto solo alle classi terze e di ogni sezione potevano partecipare massimo due ragazzi scelti dai professori in base all’interesse verso le materie scientifiche.
L’argomento è stato introdotto da una breve presentazione attraverso diapositive che hanno permesso di lavorare in modo ordinato e con la consapevolezza di ciò che dovevamo eseguire. Abbiamo reputato questo laboratorio un’opportunità per poter approfondire argomenti trattati in classe e sopratutto siamo stati entusiasti di questo lavoro perché, oggi come oggi, per poter prelevare il proprio DNA bisogna pagare cifre notevoli.
Durante questa esperienza abbiamo avuto a disposizione tutti gli strumenti necessari (provette, guanti, centrifuga, bollitori…) provenienti dall’università di Pavia nella quale la dottoressa svolge il proprio lavoro di ricercatrice in campo genetico. Questo ci ha permesso di lavorare da veri scienziati.
Per iniziare, la Dottoressa, ci ha spiegato il protocollo che avremo preso in considerazione per poter lavorare correttamente. Dopo avere disinfettato il bancone sopra cui avremmo lavorato e dopo esserci protetti le mani con guanti sterili, abbiamo potuto cominciare l’analisi.
Come primo passo, abbiamo preso due coton fioc sterili, con un particolare tampone che permetteva la cattura delle particelle interne della guancia: esso ci ha permesso di intrappolare più cellule possibili. Dopo aver posizionato il tampone all’interno di una provetta abbiamo dovuto estrapolare le cellule catturate utilizzando una sostanza chiamata Lysi che “rompeva” le membrane più esterne permettendo al DNA di essere separato dal resto della materia.

Abbiamo disposto le provette dentro un recipiente che conteneva acqua ad una temperatura intorno ai 60 gradi e successivamente abbiamo più volte centrifugato e utilizzato etanolo per purificare il nostro DNA.

Ora tocca la dottoressa Olivieri analizzare e risalire alle nostre origini, attendiamo impazientemente i risultati.
E’ stata una gran bella esperienza che si è svolta nella tranquillità e serietà più assoluta.
