Di Bassanini Riccardo, Camilla Fanzini, Alice Gatti
Il giorno 12 aprile, le classi prime si sono recate presso l’aula magna della Scuola primaria “Tina Pesaro” per un incontro con il maresciallo Colantoni e il capitano Bezzeccheri dell’arma dei Carabinieri della provincia di Piacenza.
Il capitano ha iniziato l’incontro con la descrizione dell’arma dei Carabinieri, infatti nel nostro paese esistono 4 forze armate: la Marina, l’Aeronautica, l’Esercito e i Carabinieri. Per garantire la sicurezza ai cittadini, i Carabinieri lavorano 24 ore su 24 , fanno attività di prevenzione contro furti, rapine e reati e rispondono a denunce dei cittadini che hanno chiamato il 112. Il maresciallo e il capitano hanno ripetuto più volte che bisogna sempre chiamare il numero di emergenza 112, sempre attivo, perché le informazioni che i cittadini danno sono fondamentali per le loro indagini. Hanno insegnato ai ragazzi la cultura della legalità che è quella che insegna ad aiutare il prossimo, anche attraverso segnalazioni che non riguardano strettamente la nostra persona. Infatti i Carabinieri hanno precisato più volte che bisogna chiamare il numero 842620, che è quello della stazione di Castel San Giovanni anche per segnalare i minimi sospetti.
I Carabinieri sono diffusi su tutto il territorio italiano, le loro sedi sono più di 500 e rappresentano lo Stato sul territorio. L’organizzazione dei Carabinieri è vastissima e ha numerosi reparti nei diversi settori della vita civile. Il maresciallo ci ha anche messo in guardia riguardo l’uso dei social network: non bisogna dare confidenza perché i nostri interlocutori potrebbero avere false identità e dall’altra parte dello schermo si potrebbe trovare un adulto che vuole rubarci delle informazioni personali. Non bisogna per nessun motivo dare informazioni private o personali perché potrebbero essere usate contro di noi, bisogna stare attenti anche a non farsi rubare la foto profilo perché c’è chi potrebbe fingersi un tuo amico per rubarti delle informazioni. Tutto quello che scrivi sui social network lascia traccia, la polizia postale può rintracciare il tuo messaggio e se questo offende o minaccia una persona, l’individuo che ha mandato il messaggio può essere denunciato. Infine i carabinieri hanno lasciato fare ai ragazzi le domande e hanno anche permesso loro di raccontare le loro esperienze, dando preziosi consigli.

