di Anna Elisa Guliciuc e Francesca Lakha
2/2/2022
Vi presentiamo un racconto ispirato dal quadro “L’impero delle luci” di R. Magritte, che abbiamo realizzato nell’ambito di una attività, realizzata con i compagni della classe 3 A, che prevedeva di inventare racconti a partire da quadri famosi. Buona lettura.

Sono nel letto, la mia testa è poggiata sul cuscino e cerco di dormire. ”Buonanotte Lilith!” Mi sussurra Morgana, mentre si fa una coda con i suoi riccioli neri. Chiudo gli occhi e mi addormento subito, ma qualcosa mi dà fastidio. Apro gli occhi e mi alzo, ma Morgana non c’è. Inizio a camminare d’istinto per cercarla, fuori è mattina e nella nostra stanza penetra la luce del sole. Lei si sveglia sempre dopo di me, e ciò mi fa pensare che qualcosa non va. Scendo le scale ma non la trovo, la cerco in cucina e, guardando attraverso la finestra, intravedo qualcosa. Osservando meglio capisco che è una casa che, stranamente, non ho mai notato, ma è lì. Mi metto le scarpe ed esco subito, fuori c’è odore di aria sporca e polline, erba tagliata e fiori ma è tutto buio, tutto, tranne il cielo che è limpido. La casa è buia con delle finestre che si illuminano e un lampione. È impossibile che l’abbiano costruita in così poco tempo: fino a ieri non c’era… Anche se tutto è buio, vedo la porta socchiusa e meccanicamente avanzo per aprirla. Metto la mano sudata sulla maniglia fredda per aprire la porta e, nel mentre, mi viene la pelle d’oca. La porta si apre con uno scricchiolio, è l’unico rumore che si sente, a parte i grilli. Un piede dopo l’altro ed entro, ci sono poche luci ma abbastanza forti per vedere il lungo corridoio, pieno di quadri di bei paesaggi. Si sente un odore molto intenso di legno e vernice. Mi incammino verso la fine del corridoio e, ai lati, ci sono delle porte con scritti dei nomi: Eileen, Gordon, Gabriel, Edith e Morgana. Tutte le porte sembravano di ebano nero ma le scritte erano ben evidenziate. Ho deciso d’istinto di entrare nella camera con lo stesso nome della mia gemella: Morgana. Aprendo la porta, sento uno scricchiolio ancora più forte di prima. La stanza è più grande di quella che sembrava ed è uguale alla camera da letto presente in casa nostra. C’erano gli stessi arredamenti, ma anche qualcosa di nuovo: uno specchio. Incuriosita da quel particolare, mi avvicino per guardarlo meglio. Non l’avessi mai fatto, perché in quello specchio c’era Morgana che, mentre mi guarda piangendo, sussurra:” Apri gli occhi!” Non ho capito, gli occhi ce li avevo già aperti, come facevo ad aprirli di nuovo? All’improvviso mi sale l’ansia, mi volto per uscire da quella misteriosa stanza, ma mi accorgo che la porta non c’è più e all’improvviso tutto diventa buio. Sento il mio cuore pulsare fortissimo e cado in un silenzio assoluto. Mi sveglio di soprassalto e mi accorgo che sto tremando dalla paura e soprattutto che sono nel mio letto… mi giro verso il letto di Morgana e la vedo dormire come un angioletto. Dopo qualche secondo, mi precipito a controllare l’insolita casa in cui ero qualche minuto prima ma non la vedo più. E’ sparita nel nulla così com’era comparsa. Ho preso un respiro di sollievo, ma non credo che riuscirò a guardarmi ancora nello specchio per molto tempo…