Di Adheen Sheetel e Francesca Lakha
17/3/2022
Il gruppo dei ragazzi che ha aderito al progetto Erasmus + e segue il percorso “Sulle tracce di Anne Frank” ha incontrato uno dei massimi esperti della materia: lo scrittore Matteo Corradini. Vi racconteremo quello che abbiamo scoperto in tre puntate, vista la quantità di informazioni che abbiamo ricevuto dall’esperto.

Corradini ci ha spiegato che Anne Frank è la star della Shoah. Il suo diario sfiora i 100 milioni di copie, probabilmente. Niente male per una scrittrice che si chiedeva se il suo diario avrebbe mai interessato qualcuno! Molti credono di conoscere Anne Frank, ma in realtà circolano molti sbagli. È il simbolo della Shoah olandese ma non è nata in Olanda, bensì a Francoforte sul Meno. Il padre amava la Francia, infatti dà ad Anne e alla sorella Margot due nomi di origine francese. La sua era una famiglia benestante. Ed ebrea.Quando il partito nazista prende il potere, a Francoforte la situazione diventa pericolosissima per gli ebrei. Chi può, scappa all’estero e in questo la storia si ripete: chi vive situazioni di pericolo, come la guerra, scappa e cerca di salvarsi.

Così Otto Frank, il padre, decide di spostare la famiglia in Olanda: questo comporta il fatto di cambiare vita, lingua, città. Otto, con un suo parente, in Svizzera, aveva fondato una ditta che si chiamava “Opekta” e produceva pectina, un addensante per la marmellata. Sposta quindi anche la sede della ditta ad Amsterdam.
La famiglia Frank viveva a Merwedeplein n. 37, nella zona dove c’era il grattacielo più alto di tutta l’Olanda.A Margot, il 5 luglio 1942, arriva una cartolina che ordina di presentarsi per essere trasferita a lavorare in campi di lavoro non precisati (tutti sapevano che quelli che partivano non avrebbero fatto ritorno).Così la famiglia decide di nascondersi. Una mattina escono di casa indossando strati di vestiti e portando borse piene di vestiti. Oggi i bambini e ragazzi arrivano dall’Ucraina con zainetti e le loro mamme hanno borse piene di vestiti. Che differenza c’è tra loro e Anne Frank? Poca.
Quando Anne compie gli anni, il 12 giugno 1942, riceve in regalo un diario, che diventerà il suo confidente, l’amica che non aveva. Una volta finito, Anne userà altri tre diari e quaderni, lei scrive tanto ed, entro dicembre ha finito il primo. Un ministro olandese, in esilio, dice da Radio Londra di tenere i diari per documentare quello che succedeva.Quindi Anne ricopia i diari. Così abbiamo i quaderni e la ricopiatura, dove riscrive meglio alcune parti, altre le cancella o modifica. Secondo gli esperti manca un quaderno o due dell’anno 1944.
Ma dov’è il nascondiglio della famiglia Frank? Si nascondono in centro a Prinsengracht. Lasciano credere di essere fuggiti e si rifugiano nella soffitta della sede dell’azienda Opekta, in corrispondenza di una zona che era adibita a laboratorio chimico.Qui Otto Frank aveva accumulato cibo in scatola e vestiti. Anne chiama questa zona “La casa sul retro”, “Het Achterhuis” e vuole che questo sia il titolo del suo libro.
Come faranno a sopravvivere nascosti, senza poter uscire? Ve lo racconteremo nel prossimo articolo.