a cura di Luca Dantoni e Malak Es Sabahi
24/3/2022
Nel mese di gennaio, in corrispondenza della Giornata della Memoria, gli alunni delle classi 2 A e 3 A hanno ricevuto una richiesta dallo scrittore Matteo Corradini, con il quale stavano lavorando: scrivere alcune lettere destinate ad Anne Frank, alcune delle quali sarebbero state pubblicate su “Corriere della Sera”. I ragazzi hanno quindi riflettuto in classe con la prof. Antoniotti, sulla figura di Anne Frank, che, straordinariamente, è apparsa molto attuale a tutti e hanno scritto alcuni testi. Proponiamo alcune domande che sono state fatte agli autori delle lettere pubblicate.
Il primo autore è Luca Dantoni, classe 2 A.

D-Cosa hai provato quando hai visto il tuo testo sul giornale?
R-Quando ho visto il mio testo nell’inserto settimanale dedicato alla lettura del Corriere della Sera, mi sono sentito pienamente soddisfatto del lavoro svolto ed in qualche modo molto orgoglioso di me stesso. Della bella notizia ho avvisato subito i miei genitori ed assieme siamo andati a comprare il giornale in edicola… dopo averlo letto attentamente tutti assieme, anche loro si sono complimentati con me, sia per la fantasia del testo, sia per l’impegno dimostrato.
D-Cosa custodirai di questa esperienza?
R-Non dimenticherò mai l’emozione che ho provato a leggere un mio testo su una delle più famose testate giornalistiche nazionali; è stata un’esperienza che consiglio a tutti perché ti rende fiero dell’impegno e del lavoro svolto.
D-Che cosa ti ha colpito di più della storia di Anne Frank?
R-La parte che mi ha colpito di più è stato quando Anne e la sua famiglia furono costretti a nascondersi, per fuggire dalla cattura della Gestapo. Ancora non riesco a capire come questa ragazza sia stata chiusa in un’abitazione così piccola, senza uscire con amici e senza mai stare all’aria aperta. Se fossi stato in lei, non avrei resistito neanche per un’ora.
D-Cosa ne pensi della Shoah?
R-A mio parere la Shoah non ha senso: nessuno si può ritenere superiore all’altro, ma purtroppo ancora oggi molte persone vengono discriminate per le loro diversità, come ad esempio per il colore della pelle. I fatti accaduti non dovranno mai più riaccadere ed è per questo che bisogna ricordarli attentamente in maniera tale che non si ripetano gli stessi errori commessi nel tempo.
Passiamo a Malak Es Sabahi.

D-Cosa hai provato quando hai visto il tuo testo sul giornale?
R-La mattina ero molto ansiosa ma quando ho visto il messaggio della prof su Whatsapp e leggendo i testi trovai il mio. Ero molto orgogliosa di me stessa!
D-Cosa ne pensi della Shoah?
R-Secondo me la Shoah è un evento che non dovrà più succedere. Alla shoah e ai nazisti dedico tre parole: “Rovina dell’umanità”.
D-Che cosa ti ha colpito della storia di Anne Frank?
R-Anne è una di quelle persone molto forti mentalmente perché è riuscita a superare anni dell’adolescenza in un alloggio segreto; anche se non è riuscita a sopravvivere mi ha trasmesso tanta tristezza e mi rispecchio molto in lei.
D-Cosa custodirai di questa esperienza?
R-Di questa esperienza custodirò la voglia e il coraggio di voler scrivere testi.