Recensione del libro “#Disobbediente, essere onesti è la vera rivoluzione””

di Angela Rebecchi e Luca Dantoni

13/4/2022

Quante volte nella vita succede che dobbiamo uscire dagli schemi, distinguerci dalle altre persone e andare contro le opinioni altrui!. In questi decenni, ormai, non si guarda più a quello che vogliamo noi ma guardiamo quello che fanno gli altri, perché abbiamo paura di sbagliare. Non facciamo più quello che è giusto per colpa delle persone più potenti che ci ricattano per far sì che loro possano trasgredire le leggi senza problemi. Essere disobbedienti non è sempre una cosa negativa… infatti in certi casi dobbiamo disobbedire a quello che sembrano avere la meglio su tutti per fare il bene di tutti. Alcune volte, però, disobbedire può voler dire rischiare. A volte succede che le persone buone, che fanno il bene di tutti, ci rimettono… nei casi migliori (per modo di dire) perdono il lavoro… nei peggiori perdono la vita.

Andrea Franzoso

“Disobbediente” è il libro di Andrea Franzoso che parla della sua vita, denunciando quello che gli è successo di sbagliato. Questo libro racconta un fatto realmente accaduto in ambito lavorativo ad Andrea Franzoso, oggi autore televisivo e scrittore di libri che si rivolgono perlopiù ad adolescenti, sempre sul tema della legalità. Andrea ha prestato servizio per 8 anni come Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri dall’anno 1998 congedandosi nel 2006, per poi “ritirarsi in preghiera” con i Gesuiti fino al 2010. Dopo questi anni, riesce a farsi assume come Dirigente di F.N.M. (Ferrovie Nord Milano) e, nello specifico, dell’Internal Audit, il dipartimento che si occupa del controllo dei dipendenti e che è attento al fatto che nessun lavoratore commetta reati in genere. Ad un certo punto, però, alcuni dirigenti di F.N.M. vengono arrestati poiché ritenuti responsabili di reati commessi in ambito aziendale e così, con i suoi colleghi, Andrea Franzoso inizia ad indagare andando fino in fondo tanto da trovare le prove inconfutabili che Norberto Achille, Presidente di F.N.M., aveva rubato denaro della società per spese private sia per se’ che per i propri famigliari. Andrea, coraggiosamente e spinto da un fortissimo senso di onestà, denuncia tutto alla Magistratura. I suoi colleghi, forse codardi o forse nel timore di ovvie ritorsioni lavorative, seppur testimoni di quanto fosse “venuto a galla” non si uniscono ad Andrea, lasciandolo, di fatto, da solo davanti a tutti e tutto. Nel corso degli anni e durante tutto il processo, Andrea sarà aiutato, confortato ed incoraggiato ad andare avanti veramente da poche persone… nonostante ciò riesce a “vincere” facendo restituire tutto quanto rubato dal “capo” e dalla sua famiglia. Andrea Franzoso, a differenza dei suoi colleghi omertosi, è stato l’unico ad avere il coraggio di denunciare e la forza di andare fino in fondo, ha rischiato tutto ma alla fine ce l’ha fatta, da solo e con le sue forze. 

Il momento più  coinvolgente e toccante, secondo me è stato quando Andrea Franzoso ha preso coraggio, ha denunciato i suoi superiori e da solo ha firmato la denuncia con il suo nome e cognome, senza restare anonimo, subendo poi ritorsioni lavorative da parte dei suoi capi. Mi ha toccato molto questo “gesto di coraggio”, anch’io odio le ingiustizie e avrei fatto lo stesso! 

La lettura di questo libro mi ha notevolmente affascinato; sono molto interessato ai temi di legalità e giustizia. Mi rispecchio parecchio nel protagonista perché anch’io non sopporto le persone che pensano di essere superiori agli altri, solamente perché, come in questo caso, sono a capo di un’azienda. Non mi piace essere omertoso, anzi, cerco sempre di dire le come stanno veramente le cose, magari correndo anche i rischi che ne derivano. Credo che sia assolutamente corretto verso sé stessi e verso gli altri denunciare un accaduto che lede il prossimo; la legge è uguale per tutti, c’è scritto a caratteri cubitali in tutti i Tribunali, quindi se io rispetto la legge, non capisco perché gli altri non dovrebbero farlo. 

Le frasi che mi hanno colpito di più sono: 

  1. “Tutto ciò significa che finché non cambieremo il nostro modo di pensare, finché chi soffia nel fischietto diventerà un modello positivo, un esempio da imitare, non troveremo un termine accettato e condiviso da tutti”.
  2. “Spero di insegnare ai miei figli l’onestà, la trasparenza e il coraggio che hai tu”. 
  3. “Non permettete a nessuno di rubarvi il futuro”. 

Se il libro fosse una canzone sarebbe “Salve sono la Giustizia”, un brano dei “Nomadi”, una band musicale italiana. Questa canzone riprende il tema della legalità parlando della giustizia in prima persona.  

Se il libro fosse una persona sarebbe Giovanni Falcone perché anche lui ha sfidato un nemico pericoloso, la mafia, rischiando la propria vita per il bene di milioni di altre persone e per tutte le generazioni future. 

Se il libro fosse un colore sarebbe l’arancione come il ragazzo disegnato sulla copertina perché si distingue dagli altri, segue la propria strada come proprio come ha fatto Andrea Franzoso. Se il libro fosse una parola sarebbe “integrità” perché è il sostantivo più appropriato che definisce il carattere, il pensiero ed il modo di agire del protagonista. Questo libro lo consiglierei soprattutto ad adolescenti come me che stanno crescendo in questa società e che ne rappresentano il futuro; in particolare ne consiglierei la lettura ai disonesti, con l’intento di fargli capire che il loro atteggiamento, nel tempo, gli si ritorce contro: è assurdo, inutile e sicuramente non porta a nulla di buono e da nessuna parte nella vita.

CURIOSITÀ: conosco un ex collega di lavoro dell’autore e posso rivelare che il motto usato in più occasioni da Andrea Franzoso era: “GIUSTIZIA!”.

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