di Chantal Scrocchi e Aurora Casaroli
13/2/2023
Quest’anno, tutte le classi terze della nostra scuola hanno avuto la possibilità di lavorare ad un progetto riguardante i pregiudizi con lo scrittore ed ebraista Matteo Corradini. Abbiamo capito che giudicare una persona prima di conoscerla in modo approfondito è una cosa negativa: dobbiamo ammettere, però, che quasi tutti, almeno una volta, abbiamo avuto pregiudizi verso qualcuno.


Abbiamo provato a individuare diversi luoghi in cui si applicano pregiudizi, come a scuola, specialmente il primo giorno, al supermercato, sui mezzi pubblici, praticando uno sport: a volte ci immaginiamo chi siano le persone che ci circondano senza conoscerle e basandoci sulle nostre impressioni e sugli stereotipi. Situazioni nuove e vecchie sono ugualmente terreno per creare pregiudizi sulle persone che non conosciamo.



Soffermiamoci sull’esercizio svolto durante il primo incontro con l’esperto: ognuno di noi ha disegnato un autoritratto su un foglio bianco, scrivendo intorno i nostri lati positivi, per come ci vediamo noi. In seguito abbiamo sovrapposto un foglio azzurro ritagliando solo la parte centrale cosicché si vedesse la nostra faccia. Su questo foglio abbiamo scritto i pregiudizi che le persone potrebbero avere di noi. Ci siamo accorti che i pregiudizi coprono i lati positivi delle persone, come una coperta pesante e soffocante.



Quasi novant’anni fa, nel periodo delle dittature fascista e nazista, i pregiudizi sono diventati leggi, le “Leggi razziali”. Dobbiamo comprendere gli errori per costruire una società migliore e, grazie ad esperienze come questa, abbiamo la possibilità di riflettere e provare sulla nostra pelle il peso dei comportamenti degli altri.