Melissa Tosca, Ameli Coku, Beatrice Lavelli
7/4/2025
Abbiamo deciso di intervistare il nostro prof. Claudio Ghioni, musicista e da due anni professore nella nostra scuola.
D:Tre aggettivi per descriversi.
R: Sognatore, determinato e riflessivo.
D:Il suo sogno nel cassetto?
R:Da giovane sognavo di suonare in una rock band americana tipo Bon Jovi o Guns’n’Roses e di fare i tour negli stadi… oggi sogno sempre di andare negli stadi, non più quelli statunitensi ma quelli europei, non più come protagonista, ma come spettatore, a vedere i miei figli giocare a calcio.
D:Quanti viaggi ha fatto e qual è stato il migliore?
R:Viaggi tanti, sia per piacere che per lavoro… il migliore deve ancora venire.

D:Che rapporto ha con gli studenti?
R:A questa domanda dovrebbero rispondere i miei studenti, ma dall’affetto che mi dimostrano direi “Toppissimo”.
D:Diventa un bambino, cosa cambierebbe?
R:Con la consapevolezza e le possibilità di oggi probabilmente tutto, l’unico punto fermo credo rimarrebbe la musica.
D:Come sarebbe un mondo senza musica?
R:sinceramente non riesco ad immaginarlo… direi semplicemente triste.
D:Che cosa voleva diventare da piccolo?
R:Da piccolo volevo fare il meccanico di moto, passione che non mi è mai passata, tanto da chiamare il mio primogenito Valentino… poi ho scoperto la musica
D:Ha praticato sport? Se sì, quali?
R: Sì, nuoto agonistico fino in prima media, poi rugby fino all’età di 17 anni.
D: Qual è il suo proverbio preferito?
R: Il primo che mi viene in mente è “Non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi”… tipo quando mia moglie mi chiede di buttare la differenziata e lo faccio subito onde evitare di prendere dei nomi nei giorni seguenti…
D:Qual è il personaggio che per lei è di ispirazione?
R:Mark King dei Level 42.
D:Qual’è stata la svolta che la musica ha dato nella sua vita?
R:Premetto che ho avuto la fortuna di crescere e farmi esperienza musicalmente in un decennio, tra il 1990 ed il 2000, quando la musica dal vivo in Emilia Romagna ed in generale in tutto il nord Italia “spopolava”, quando i giovani della mia generazione erano abituati a sentire canzoni suonate da strumenti veri, esistevano ancora i negozi di dischi e la musica si sceglieva in base ai propri gusti… questo mi ha dato la possibilità di poter vivere di musica suonando nei locali e nelle feste, cosa che oggi non è più possibile fare o quantomeno molto difficile. Le nuove generazioni sono abituate ad ascoltare musica fatta al computer e le esibizioni dal vivo spesso sono limitate a dei vocalist accompagnati da basi musicali, o addirittura da Dj che mettono i dischi, anzi, neanche quelli perchè oggi è tutto digitale… detto questo, posso citare due momenti di svolta nella mia vita come musicista: il primo è stato suonare per 3 anni con la band di un partecipante di una edizione della trasmissione “Amici” e vincitore del festival di Sanremo nel 2010, periodo nel quale ho avuto la possibilità di calcare i palchi dei teatri, palazzetti e festival più importanti d’Italia; l’altro la possibilità di studiare e diplomarmi in conservatorio, scelta non facile perchè mi sono iscritto a 38 anni. Questo mi ha permesso, oltre che di crescere come musicista, anche di poter insegnare musica nella scuola pubblica e di essere qui oggi.
D:Che cosa vorrebbe dire ai ragazzi di oggi?
R:Di ragionare con la propria testa e non lasciarsi influenzare dalle masse.
Grazie prof. per la sua testimonianza e disponibilità!