Di Katia Hu con Rachele Bertoni e Beatrice Lavelli
12/5/2025
Scarpe chiodate
i cerchi concentrici
dentro al cuore
(Haiku di Rachele Bertoni)
Nella nostra scuola, si sono svolti i Giochi sportivi studenteschi e, tra le varie gare, c’è stata anche quella degli 800 metri, basata sulla resistenza. Come dice l’ Haiku qui sopra inserito, la soddisfazione e la felicità sono sempre presenti durante una competizione e mi sono chiesta che altre emozioni provino i vincitori durante e alla fine della gara. Allora ho intervistato le due vincitrici degli 800 metri femminili. Abbiamo le risposte di Beatrice Lavelli vincitrice degli 800 metri femminili delle seconde e di Rachele Bertoni, che ha vinto, invece, per la categoria delle Terze medie.

D: Eri eccitata prima della gara? Quali erano le tue aspettative?
R1: Sì, ero eccitata anche se non ero in ansia. Mi aspettavo di andare bene perchè mi sentivo preparata, al contrario della campestre. (Rachele)
R2: Ero molto eccitata e avevo molta voglia di vincere, ma ero anche in ansia perchè avevo paura di non riuscire a qualificarmi per la fase provinciale dei giochi. (Beatrice)
D: Qual’è stato il punto più difficile della gara?
R1: Per me è stato l’inizio perchè non so mai a che velocità correre. Se vado troppo forte, mi stanco prima, invece, se parto troppo piano, non riesco a mantenere il ritmo delle altre partecipanti.
R2: La parte iniziale quando dovevo trovare ancora il mio ritmo, mentre tutte le persone partivano a razzo, mentre la parte finale è quella più “divertente” perché puoi usare tutta l’energia che ti rimane per scattare e superare gli avversari.
D: Come ti senti quando sei sotto sforzo?
R1: Quando sono sotto sforzo, ho il respiro corto come se per un momento tutto l’ossigeno venisse rimosso dall’aria e dovessi cercarlo. Un suggerimento che mi danno spesso è pensare ad altro (può essere anche una conversazione avuta due minuti fa oppure anche ripetere l’alfabeto al contrario) e non concentrarmi sulla fatica.
R2: Quando sono sotto sforzo, penso solo che tra poco finirà e mi aiuta ad andare più forte e fare la gara in meno tempo.
D: Come ti sei sentita alla fine?
R1: Ero felice di aver finito la gare ma soprattutto di aver dato il massimo. La fine della gara per me è uno dei momenti sia più faticosi, perché hai dato quello tutta l’energia per la gara, sia felici perché sai di aver dato il massimo.
R2: Ero soddisfatta di come ero arrivata, ma soprattutto per quanto mi ero impegnata. A fine gara, di solito, mostro uno dei miei sorrisi più grandi e corro verso la mia borraccia d’acqua.

D: Come è andata alle fasi Provinciali?
R1: Purtroppo non sono riuscita a partecipare, per colpa di un piccolo infortunio.
R2: Sono arrivata settima su 17 e penso di non essere andata regolarmente come a Castello, infatti ho impiegato poco tempo in più.
D: Daresti qualche consiglio a chi vuole praticare questa disciplina?
R1: Non dovete pensare al mezzofondo come una disciplina solo fisica perché la parte più faticosa non è la gara in sé ma la capacità di saper credere nelle proprie potenzialità.
R2: Di non arrivare convinti di vincere perchè, spesso e volentieri, non si arriva mai come si pensa, perchè, magari per stanchezza, magari per quanto si è preparati, il risultato può non soddisfare.
La fatica è
un salto mentale e
mille sorrisi
Le paure se
lanci, salti e corri
si superano
(Haiku di Rachele Bertoni e Katia Hu)
Grazie mille Rachele e Beatrice e buona fortuna per le prossime gare!