Da molto tempo la scuola partecipa a progetti per promuovere l’arte tra i ragazzi, come i concorsi di disegno o di pittura. Quest’anno, abbiamo partecipato ad un concorso promosso dall’associazione Lyons Club che chiedeva di realizzare opere sul tema della pace. La vincitrice è risultata Beatrice Gallerati, una compagna della 2C. Il suo disegno rappresenta dei bidoni della raccolta indifferenziata che contengono delle armi, per far capire che dobbiamo smettere di usare le armi per vivere in un mondo più civile. Il disegno è stato colorato con i pennarelli, ed è stato premiato sia per il messaggio sia per l’elaborazione. Il prof. Bernini fa partecipare i suoi alunni a questo concorso da quasi 10 anni e i risultati sono sempre diversi: come dice lui, nonostante il tema sia sempre lo stesso, la fantasia dei ragazzi non ha limiti e i disegni sono anche molto diversi fra loro.
Questo concorso è uno dei tanti modi con cui la scuola cerca di sensibilizzare i ragazzi verso alcuni argomenti di attualità che sembrano “distanti” da noi ma che restano comunque importanti e che non possiamo ignorare. Alcuni ragazzi, come appunto Beatrice, nonostante non abbiano sempre voti alti in disegno, hanno avuto la possibilità di mettersi alla prova e usare la creatività per realizzare questo lavoro e ottenere buoni risultati. Il prof. Bernini, che prima insegnava tecnologia, ha sempre promosso questi concorsi e spinto i suoi ragazzi a partecipare, visto che è compito della scuola educare i ragazzi e lanciare messaggi positivi.
Quest’inverno, a causa del fatto che non si poteva fare attività fisica in palestra, i nostri professori di scienze motorie e sportive hanno pensato ad un progetto alternativo intitolato “walkie talkie” che in inglese significa “camminare e parlare”. Infatti ogni classe, durante la settimana, nell’ora di attività motoria, usciva a camminare per Castel San Giovanni e dintorni. Questo ci ha anche permesso di distrarci un po’ dalla situazione creata dalla pandemia.
Chiacchieravamo, camminavamo e delle volte incontravamo le altre classi. E’ stato anche un modo per stare all’aria aperta, come quando andiamo nel cortile della scuola o nel cortile dell’oratorio San Filippo Neri a fare merenda. Sono stati momenti belli e ci sono molto piaciuti anche perché, vista la situazione, non c’era la possibilità di fare gite o uscite, quindi è stato, diciamo, un modo per sentirci più liberi.
In occasione della celebrazione del centenario del diritto di voto alle donne negli Stati Uniti, l’Ambasciata e i Consolati degli Stati Uniti d’America in Italia hanno promosso un concorso intitolato: “Women for the future SHERO” per promuovere la conoscenza della storia statunitense legata al diritto di voto alle donne e sostenere l’importanza del women empowerment. Questa attività si è inserita nell’ambito del progetto Erasmus + KA2 “Human Rights – Hidden figures” che il nostro istituto sta portando avanti con i partner spagnoli. Infatti, il nostro progetto Erasmus ha come obiettivo far discutere i ragazzi sui diritti umani e sui problemi dell’attualità perché si comportino e facciano delle scelte di vita consapevoli.
Il concorso “Women for the future” prevedeva che i partecipanti scattassero e condividessero due foto che dovevano rappresentare due donne, una vissuta nel passato e una proveniente dal presente che fossero di ispirazione per la loro vita e il loro pensiero. Io ho partecipato a questo concorso e, come figure femminili, ho scelto: dal passato Tina Pesaro perché ha fatto delle scelte coraggiose che hanno permesso che la sua famiglia si salvasse dalle persecuzioni della Shoah e perché è originaria del nostro paese. Per il presente e futuro ho scelto Margherita Asta, perché è una fonte di ispirazione per la sua energia e il suo impegno contro le mafie. Ecco la foto.
Come ogni anno, il nostro istituto lavora sulla tematica della legalità, proponendo attività, incontri, lezioni che aiutino gli alunni a comprendere l’argomento e che sensibilizzino riguardo questa importante problematica di attualità.
Il giorno 08/03/2021, nella classe terza A, si è tenuto un incontro, tramite videoconferenza, con due rappresentanti dell’associazione Libera – nomi e numeri contro la mafia. Sono intervenuti Lorenzo Piva, un esperto dell’associazione e Antonella Liotti, la responsabile del coordinamento di Piacenza.
Nel mese di marzo ricorre una commemorazione importante per l’associazione, infatti il giorno 21 marzo si ricordano le vittime delle mafie perché quello è l’unico giorno in cui non ci sono state vittime causate dalla mafia ed è il primo giorno di primavera, quindi simbolo di rinascita. E così, grazie al presidente Mattarella, che da sempre combatte per la legalità, dal 2017, il 21 marzo è il giorno della Memoria e Impegno a ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
Durante la videolezione, abbiamo parlato di alcune vittime meno conosciute come, ad esempio, Margherita Asta e Marcella di Levrano. I due gentilissimi rappresentanti di Libera ci hanno anche spiegato bene la storia di Peppino Impastato che non si è arreso di fronte alla censura messa in atto dalla mafia nei confronti delle sue trasmissioni radio. Abbiamo parlato anche di Felicia Impastato, la madre di Peppino, che è stata una donna molto forte e coraggiosa. Peppino non è stato dimenticato e infatti è stato fatto un film sulla sua figura (“I cento passi”) e ci sono anche diverse opere pubbliche intitolate a lui. Gli esperti ci hanno spiegato che spesso i familiari delle vittime chiedono di andare nelle scuole per far conoscere le storie dei loro parenti, questo per non permettere a nessuno di dimenticare ciò che è avvenuto e ciò che avviene.
I ragazzi della 3^A si sono interessati e incuriositi sull’argomento delle vittime meno conosciute causate dalla mafia e così hanno svolto un lavoro su queste persone e la loro storia. Nei giorni 20 e 21 marzo, quindi, invitiamo tutti a seguire anche a distanza la celebrazione: il messaggio che vorremmo passare a tutti è che non dobbiamo dimenticare e lottare, sempre, contro le ingiustizie.
In questo periodo, non siamo più così liberi, ma esiste un settore che soffre più di noi: quello della musica e dello spettacolo che, a causa delle restrizioni anti- covid, non può più lavorare come prima e noi non possiamo più assistere a spettacoli e concerti. Ma se l’emergenza covid finisse domani? Se accadesse veramente, il primo concerto a cui assistere sarebbe, secondo me, quello di Annalisa Scarrone, la mia cantante preferita. Adoro le sue canzoni perché sono piene di ritmo e molto orecchiabili.
Annalisa Scarrone
Un altro concerto a cui andrei, sarebbe quello delle Blackpink, un gruppo di ragazze coreane (Lisa, Rosé, Jennie e Jisoo). Anche la loro musica è molto piacevole e solo a sentirle mi viene voglia di cantare. La mia cantante preferita del gruppo è Rosé, perché ha un volto simpatico, assomiglia molto a mia cugina, l’unica differenza sono gli occhi a mandorla!
Le Blackpink
E voi? Il biglietto di quale concerto vorreste se l’epidemia di covid scomparisse domani?
La nostra professoressa di italiano ha fatto conoscere alla classe seconda A un tipo di poesia molto particolare: il centone. Si tratta di un componimento, tipico della letteratura greca e latina, che si crea raccogliendo i versi delle poesie di qualche famoso autore, mettendoli insieme e dando un nuovo significato al testo creato. Ci siamo esercitati a fare centoni su due argomenti: il mare e gli alberi.
Per realizzare il centone a tema “alberi”, abbiamo preso le frasi dalle poesie: Tu non sai (Alda Merini), Veder cadere le foglie (Nazim Hikmet), Alberi! (F. Garcia Lorca), Gli alberi (Eugenio Montejo), Se fossi albero (Giusi Quarenghi). Ecco un esempio:
Tu non sai,
veder cadere le foglie mi lacera molto.
Basta guardarli in autunno,
soprattutto le foglie dei viali,
soprattutto se sono ippocastani.
Pianterei i rami nel cielo
per confondere le farfalle.
Guarderei il vento in faccia
e gli farei lo sgambetto.
E’ difficile riempire un piccolo libro
coi pensieri degli alberi.
Per creare il centone sul mare, siamo partiti dalle poesie: Arrivederci fratello mare (Nazim Hikmet), Al di là (Fernando Pessoa), Il mare è tutto azzurro (Sandro Penna), Mare (Giovanni Pascoli), Il mare (Federico Garcia Lorca), L’omino che la sera (Chiara Carminati).
di Lorenzo Prati, Nicolò Fanaletti, Alessandro Carrà
1/3/2021
Il 2020 è stato l’anno di Gianni Rodari: infatti abbiamo ricordato il suo centesimo compleanno. In particolare, la nostra scuola ha deciso di creare un evento speciale: il giorno 28 Novembre, le classi prime e seconde dell’istituto hanno festeggiato il compleanno di Gianni Rodari attraverso la lettura di alcuni testi e poesie a lui ispirati e rielaborati dai ragazzi. Grazie a Rodari, si è anche voluto strappare un sorriso a tutti in questo momento cupo e complicato.
Durante l’evento, che si è svolto nel nostro cortile interno, tutti noi siamo stati costretti a mantenere il distanziamento e la mascherina, oltre che a ruotare per rimanere in cortile in un numero ridotto di persone: questo ci ha un po’ penalizzato, infatti ogni sezione doveva rientrare in aula dopo 20 minuti.
Qualche settimana prima dell’evento, i ragazzi hanno svolto, insieme al professor Guerra e alla professoressa Antoniotti, numerose prove di lettura e preparato magnifici cartelloni e alcune decorazioni di carta a forma di libro da appendere alla scala antincendio della scuola, che avremmo trasformato nel palcoscenico dal quale avremmo letto i nostri testi ai compagni delle classi prime.
Ci siamo organizzati: due ragazzi della sezione sono stati scelti come addetti al montaggio delle casse audio e dei microfoni, gli altri sono stati impegnati nella ricerca delle basi musicali e nella lettura dei testi. Finalmente arrivato l’atteso giorno, la classe era molto ansiosa ma anche molto contenta, così alla seconda ora, i ragazzi si sono subito messi a lavoro, per montare il necessario per l’evento. Ma durante il montaggio, c’è stato un contrattempo: le casse dell’impianto audio, inizialmente, non funzionavano! Dopo un primo momento di sconcerto, i ragazzi si sono rimboccate le maniche e hanno cercato una soluzione, anche con la collaborazione di professori e bidelli, così la festa di compleanno è iniziata.
“Squillino le trombe, si alzino i sipari,
festeggiamo il compleanno di Gianni Rodari!”
L’evento si è svolto seguendo la scaletta prevista finché, a fine mattinata, la festa è finita: i ragazzi della 2 A hanno smontato l’impianto e, sfiniti, sono ritornati a casa felici e soddisfatti: non si scorderanno mai quella giornata che li ha visti protagonisti.
La nostra scuola, da quest’anno, ha fondato una web radio scolastica che accompagni e racconti i lavori della scuola e non solo dal punto di vista dei ragazzi, insieme al nostro giornalino. Il nome di questa radio l’ha inventato la mia classe, la seconda A, dopo aver fatto varie prove e chiesto il parere di vari professionisti come Francesco Zarbano e Lorenzo Dardano. Infine abbiamo deciso di usare una sigla, come alcune grandi radio della storia e dell’attualità e abbiamo trovato il nome giusto: ”I.C.C.C.” che sta per “Istituto Comprensivo Cardinal Casaroli”. A questo punto, avevamo bisogno di un logo. Tante idee si sono accavallate ma cercavamo qualcosa di originale e semplice. Abbiamo creato vari loghi, ognuno ha espresso la sua creatività e alla fine siamo arrivati ad una soluzione che ci ha convinto.
Il nostro logo è formato dalle quattro lettere dell’acronimo “I.C.C.C” disposte in modo da sembrare un microfono stilizzato o un’antenna che trasmette un suono. Quest’idea è venuta a un mio compagno, Nicolò e, con l’aiuto di tutta la classe, lo ha perfezionato.
Quest’anno è iniziato con una novità: la professoressa Antoniotti ed il professor Guerra ci hanno proposto un nuovo progetto che aveva come obiettivo quello di creare la web radio della scuola. Abbiamo creato la radio per diffondere delle notizie sulla scuola, per esprimere i nostri punti di vista, per raccontare cosa ci piace riguardo lo sport, la musica, l’arte con un atteggiamento curioso e positivo. Ci siamo innanzitutto dovuti informare su cosa fosse la radio, sulla sua storia e per questo i professori hanno chiamato degli esperti: il primo è stato Francesco Zarbano, un DJ radiofonico. Quindi si è collegato con noi Lorenzo Dardano, speaker radiofonico ed esperto di dizione che ci ha dato alcune dritte. Quindi abbiamo scelto il nome: l’abbiamo chiamata “Web Radio I.C.C.C.” usando l’acronimo del nome del nostro istituto. Quindi è stata la volta del logo e dell’allestimento della sede: abbiamo arredato una stanza con la strumentazione che serve per le trasmissioni. Inoltre abbiamo creato un sito ed un canale Youtube per raccogliere i nostri podcast. Per registrare usiamo un’applicazione che si chiama Spreaker, che permette di registrare la voce, aggiungere della musica di sottofondo e degli effetti speciali.
Questi sono i link del canale e del sito della nostra radio:
Questo racconto racconta come avrebbe potuto essere la vita di uno dei personaggi dell’Iliade se avesse fatto scelte diverse da quelle conosciute da tutti. Vi parlerò di Paride e di un’avventura avvenuta dopo la fine della guerra di Troia. Ho scelto di creare questa storia perché sono molto appassionata di miti greci e di scrittura. Spero vi piaccia e buona lettura!
Busto di Paride
Mentre assisteva al funerale di Ettore, il grande eroe troiano, Paride ripensò alla gloria dell’ amico caduto , ricordando quando, insieme, programmavano il loro futuro e il momento in cui avrebbero vinto la guerra. Nello stesso tempo lui provava però anche rabbia per l’impavidità dell’amico che aveva sfidato Achille senza nessun aiuto. Dopo il funerale Paride raccolse tutti i suoi averi e partì per la campagna. Durante il suo viaggio , continuò a pensare a tutti gli amici persi in guerra e li rimpianse uno ad uno . Quando arrivò ad un piccolo villaggio gli abitanti non lo riconobbero ,ma lui pensò che fosse meglio così quindi accettò volentieri un pasto caldo e un posto dove dormire . La mattina seguente, alcuni popolani dissero che gli Dei alleati con i troiani avevano avuto una lite con le altre divinità ed erano scesi in terra per trovare pace. Molti abitanti non vi credettero ma Paride, all’udire di quelle parole, sapeva che era possibile, perciò prese un pugnale, un po’ d’acqua e di cibo e s’incamminò, determinato a trovare gli dei discesi sulla Terra. Arrivò sulle sponde di un fiume e vide un giovane alto con i riccioli color dell’oro; aveva legata alla schiena una faretra dorata ed era intento a suonare la cetra. Paride capì che era Apollo, così si nascose dietro ad un cespuglio e si mise a fissarlo per qualche minuto, ancora incredulo. Ad un certo punto, il dio si mise a cantare un motivo triste, che parlava di qualcosa che era stato perduto e che era una preziosa fonte di conoscenza.
Statua di Apolllo
Quando Apollo si accorse della presenza di Paride, lo chiamò per nome invitandolo ad avvicinarsi. Quando arrivò al suo fianco, Apollo, con lo sguardo verso il fiume, iniziò a spiegargli il senso della sua canzone: qualche ora prima, era entrato nel palazzo di suo padre Zeus e aveva visto comparire sul palmo di Afrodite l’ologramma di una ragazza che camminava per le vie di Roma. Si era avvicinato per chiedere ai presenti chi fosse quella fanciulla ma gli fu risposto che su di lei c’era una profezia: nessun uomo o semidio avrebbe mai curato il suo cuore. Quando Afrodite si accorse della sua presenza, conoscendo Apollo e la sua passione per le storie d’amore, disse che non doveva azzardarsi ad avvicinarsi a lei altrimenti lo avrebbe maledetto. Così iniziarono a litigare e la dea rubò la freccia profetica di Apollo: la freccia di Dodona. Il dio, allora, chiese a Paride di trovare Afrodite e recuperare la freccia, in cambio lui gli avrebbe garantito la vita eterna. Paride accettò. Apollo disse che in quel momento Afrodite si trovava nel bosco dei salici piangenti, il luogo che lei ed Eros prediligevano. Paride si incamminò ma, quando arrivò, era calata la notte. Mentre si addentrava nel bosco, sentì un canto leggero e spensierato. Trovò un piccolo altare ormai distrutto accanto al quale era seduta una bellissima ragazza con il volto illuminato dalla luna piena: Afrodite.
Volto di Afrodite
Andò diretto dalla dea che lo accolse con un gran sorriso, sapendo che lo aveva mandato Apollo. Paride, cercando di mantenere la calma e di non agitarsi, le disse quello che voleva e Afrodite accettò di ridargli la freccia a patto che Apollo non infrangesse più con tanta facilità i cuori delle giovani ragazze che lo veneravano e amavano. Ormai però era notte ed entrambi non sapevano più dove si trovasse Apollo in quel momento. La dea gli rispose che non era un problema e, come per magia, apparve Ermes, il messaggero degli dei, venuto lì per recapitare il messaggio che Afrodite doveva mandare ad Apollo. Questi, immediatamente, arrivò con il suo carro, decidendo di far sorgere prima il sole. Quando scese dal suo carro, le due divinità si guardarono in silenzio per un po’ con un’ aria di sfida, specialmente Afrodite, che lo osservava occhi negli occhi con un ghigno stampato sulle labbra. La dea della bellezza parlò del patto al dio del sole ma l’accordo non gli piacque molto e le due divinità iniziarono a discutere nuovamente . Paride, stufo delle continue grida, decise di intervenire provando a trovare un accordo: Afrodite avrebbe restituito la freccia e Apollo, prima di corteggiare una ragazza, avrebbe dovuto prima chiedere il consenso di Afrodite. Le due divinità lo trovarono un buon patto e lo accettarono immediatamente. Come promesso, Apollo diede l’immortalità all’eroe e anche Afrodite volle fare un dono al giovane: la fortuna in amore. Da quel momento, Paride visse sempre sereno e spensierato ai piedi delle montagne con una bellissima moglie e una numerosa famiglia.