Una vita alternativa per un eroe dell’Iliade…

di Maria Sole Visentin

3/3/2021

Questo racconto racconta come avrebbe potuto essere la vita di uno dei personaggi dell’Iliade se avesse fatto scelte diverse da quelle conosciute da tutti. Vi parlerò di Paride e di un’avventura avvenuta dopo la fine della guerra di Troia. Ho scelto di creare questa storia perché sono molto appassionata di miti greci e di scrittura. Spero vi piaccia e buona lettura!

Busto di Paride

Mentre assisteva al funerale di Ettore, il  grande eroe troiano, Paride ripensò alla gloria dell’ amico caduto , ricordando quando, insieme, programmavano il loro futuro e il momento in cui avrebbero vinto la guerra. Nello stesso tempo lui provava però anche rabbia per l’impavidità dell’amico che aveva  sfidato Achille senza nessun aiuto.  Dopo il funerale Paride raccolse tutti i suoi averi e partì per la campagna. Durante il suo viaggio , continuò a pensare a tutti gli amici persi in guerra e li rimpianse uno ad uno . Quando arrivò ad un piccolo villaggio gli abitanti non lo riconobbero ,ma lui pensò che fosse meglio così quindi accettò volentieri un pasto caldo e un posto dove dormire .  La mattina seguente, alcuni popolani dissero che gli Dei alleati con i troiani avevano avuto una lite con le altre divinità ed erano scesi in terra per trovare pace. Molti abitanti non vi credettero ma Paride, all’udire di quelle parole, sapeva che era possibile, perciò prese un pugnale, un po’ d’acqua e di cibo e s’incamminò, determinato a trovare gli dei discesi sulla Terra.  Arrivò sulle sponde di un fiume e vide un giovane alto con i riccioli color dell’oro; aveva legata alla schiena una faretra dorata ed era intento a suonare la cetra. Paride capì che era Apollo, così si nascose dietro ad un cespuglio e si mise a fissarlo per qualche minuto, ancora incredulo. Ad un certo punto, il dio si mise a cantare un motivo triste, che parlava di qualcosa che era stato perduto e che era una preziosa fonte di conoscenza.

Statua di Apolllo

Quando Apollo si accorse della presenza di Paride, lo chiamò per nome invitandolo ad avvicinarsi. Quando arrivò al suo fianco, Apollo, con lo sguardo verso il fiume, iniziò a spiegargli il senso della sua canzone: qualche ora prima, era entrato nel palazzo di suo padre Zeus e aveva visto comparire sul palmo di Afrodite l’ologramma di una ragazza che camminava per le vie di Roma. Si era avvicinato per chiedere ai presenti chi fosse quella fanciulla ma gli fu risposto che su di lei c’era una profezia: nessun uomo o semidio avrebbe mai curato il suo cuore. Quando Afrodite si accorse della sua presenza, conoscendo Apollo e la sua passione per le storie d’amore, disse che non doveva azzardarsi ad avvicinarsi a lei altrimenti lo avrebbe maledetto. Così iniziarono a litigare e la dea rubò la freccia profetica di Apollo: la freccia di Dodona. Il dio, allora, chiese a Paride di trovare Afrodite e recuperare la freccia, in cambio lui gli avrebbe garantito la vita eterna. Paride accettò. Apollo disse che in quel momento Afrodite si trovava nel bosco dei salici piangenti, il luogo che lei ed Eros prediligevano. Paride si incamminò ma, quando arrivò, era calata la notte. Mentre si addentrava nel bosco, sentì un canto leggero e spensierato. Trovò un piccolo altare ormai distrutto accanto al quale era seduta una bellissima ragazza con il volto illuminato dalla luna piena: Afrodite.

Volto di Afrodite

Andò diretto dalla dea che lo accolse con un gran sorriso, sapendo che lo aveva mandato Apollo. Paride, cercando di mantenere la calma e di non agitarsi, le disse quello che voleva e Afrodite accettò di ridargli la freccia a patto che Apollo non infrangesse più con tanta facilità i cuori delle giovani ragazze che lo veneravano e amavano. Ormai però era notte ed entrambi non sapevano più dove si trovasse Apollo in quel momento. La dea gli rispose che non era un problema e, come per magia, apparve Ermes, il messaggero degli dei, venuto lì per recapitare il messaggio che Afrodite doveva mandare ad Apollo. Questi, immediatamente, arrivò con il suo carro, decidendo di far sorgere prima il sole. Quando scese dal suo carro, le due divinità si guardarono in silenzio per un po’ con un’ aria di sfida, specialmente Afrodite, che lo osservava occhi negli occhi con un ghigno stampato sulle labbra. La dea della bellezza parlò del patto al dio del sole ma l’accordo non gli piacque molto e le due divinità iniziarono a discutere nuovamente . Paride, stufo delle continue grida, decise di intervenire provando a trovare un accordo: Afrodite avrebbe restituito la freccia e Apollo, prima di corteggiare una ragazza, avrebbe dovuto prima chiedere il consenso di Afrodite. Le due divinità lo trovarono un buon patto e lo accettarono immediatamente. Come promesso, Apollo diede l’immortalità all’eroe e anche Afrodite volle fare un dono al giovane: la fortuna in amore. Da quel momento, Paride visse sempre sereno e spensierato ai piedi delle montagne con una bellissima moglie e una numerosa famiglia.       

La Giornata della Memoria 2021

L’Istituto Comprensivo “Cardinal Casaroli” ha celebrato questo importante appuntamento

di Alice Bollani

1/3/2021

Il giorno 27/1/2021, alcuni alunni della scuola secondaria di primo grado insieme alla famiglia Pesaro, al sindaco, all’assessore all’Istruzione e alla preside, si sono riuniti alla scuola elementare “Tina Pesaro” per la commemorazione della “Giornata della Memoria” preparata dalle classi terze per ricordare le vittime della Shoah. La giornata si è svolta all’interno della scuola, con la partecipazione aggiunta di alcuni alunni delle classi 5^ elementari. Purtroppo non tutti gli alunni delle classi interessate hanno potuto partecipare, infatti, a causa delle disposizioni anti pandemia, ha potuto essere presente solo una rappresentanza dei ragazzi. Il momento però è stato filmato, in modo si potesse condividere con tutti. Nel corso della manifestazione, si sono alternati momenti di musica alla lettura delle riflessioni sulla Shoah scritte dalle classi. 

Grazie all’interessamento del prof. Guerra, famoso violinista, ho potuto suonare il violino, strumento che coltivo da parecchi anni. I brani proposti provengono dalla tradizione ebraica: “Freylekhs from Warsaw” e “Dance Dance!” e si caratterizzano per essere ritmati e malinconici, come tutta la musica ebraica, che valorizza molto il violino come strumento espressivo.

Le letture sono state eseguite, sempre con sottofondi musicali, dagli alunni intervenuti ed hanno riguardato un omaggio a Tina Pesaro e le riflessioni sull’eredità che ci ha lasciato Franco Pesaro, fratello di Tina, che è mancato a fine estate. Successivamente gli alunni delle classi quinte della scuola primaria hanno raccontato il loro lavoro fatto nelle classi, in particolare riportando riflessioni sulla Shoah e la storia di Andra e Tatiana Bucci, deportate da bambine ad Auschwitz.

La giornata si è conclusa con gli interventi del sindaco, della preside e di un membro della famiglia Pesaro, il sig. Garolfi.

Chi si trovasse a passare davanti all’ingresso della scuola, può ammirare, sulla cancellata, un mazzo di fiori in chiave street art dedicato a Tina Pesaro, un omaggio alla sua memoria.

Mi ha fatto molto piacere suonare in questa occasione e dedicare la musica al sig. Franco, che ho conosciuto negli anni passati. Molti violini suonarono nei campi di concentramento e aiutarono tante persone a sopravvivere e a tenere viva la loro speranza.

Fiori per Tina

di Ionut Sebastian Hojda e Irene Lombardelli

4/3/2021

Le classi terze del nostro istituto, quest’anno, in occasione della Giornata della Memoria, hanno deciso creare dei fiori particolari per onorare la concittadina Tina Pesaro, vittima della Shoah, e il fratello Franco Pesaro, deceduto nell’estate del 2020. 

Una fase della realizzazione dell’opera di street art

I fiori realizzati sono però diversi da come si potrebbe immaginare, infatti sono stati tessuti con del filo di cotone colorato sopra ad una rete metallica, utilizzando la tecnica del punto e croce. Si tratta di un lavoro di street art, molto usato dagli artisti di tutto il mondo, che ha come obiettivo quello di trasformare un angolo urbano poco significativo (una rete metallica) in un’opera colorata, che attiri l’attenzione. Gli alunni, con l’aiuto delle professoresse Cesena, Pedretti e Antoniotti hanno realizzato l’opera, sapendo che ciò che stavano creando avrebbe aiutato le persone a ricordare gli orrori della Shoah.

I fiori sono stati posizionati sulla cancellata della scuola primaria di Castel San Giovanni, vicino alla stele e alla pietra d’inciampo che ricordano Tina Pesaro.

L’opera è stata inaugurata il 27 febbraio, durante la commemorazione che si è svolta presso la scuola “Tina Pesaro”; i ragazzi che hanno presentato l’opera hanno ribadito che i fiori che sbocciano a gennaio sono quelli della Memoria perché sono fiori speciali, che sfidano il freddo e il gelo per portare i colori della speranza.

L’incontro con il DJ Francesco Zarbano

Di Alessio Labò e Francesca Signorino Gelo

17/2/2021

Il 17/12/2020 la classe 2 A della Scuola Media G. Mazzini di Castel San Giovanni, ha avuto un incontro di formazione, attraverso Meet, con lo speaker radiofonico Francesco Zarbano. L’attività è inserita nel progetto che ha portato alla creazione di una Web Radio di istituto ed ha avuto come obiettivo quello di spiegare ai ragazzi la storia della radio, come si crea, come funziona un podcast e il linguaggio da utilizzare. I ragazzi, dalla classe, si sono collegati con i propri computer personali tramite videoconferenza con l’esperto.

Francesco Zarbano è stato la voce storica di Radio Sound, formatore di speaker radiofonici e lavora per la tutela del diritto d’autore. Innanzitutto ha definito cos’è la radio e ha accennato alla sua storia. Ha spiegato che fu inventata nel 1901 da Guglielmo Marconi grazie all’utilizzo delle onde radio. Ha fornito le spiegazioni fisiche che riguardano la propagazione delle onde nell’atmosfera. Abbiamo appreso che le onde radio possono essere ad alta frequenza e bassa frequenza come il mixer o il computer. L’esperto ha quindi spiegato come funziona una redazione radiofonica. Ogni radio deve avere un nome e un logo: in America il nome può iniziare con Channel e si può intitolare anche con una sigla, come BBC.                     

Nel linguaggio radiofonico è molto importante la sintesi e per lavorare in radio bisogna essere persone curiose e intelligenti.  Alla fine, Zarbano ha parlato ai ragazzi dell’importanza del rispetto del diritto d’autore, tutelato dalla SIAE: è un diritto inalienabile che sostiene la creatività dell’autore. 

Questo incontro ci è piaciuto molto perché ci ha permesso di scoprire molti aspetti  tecnici e storici a noi sconosciuti, riguardanti il mondo della radio. E’ stato molto interessante ascoltare e interagire con il signor Zarbano perché con le sue spiegazioni e la sua esperienza ci ha mostrato com’è sviluppato l’ambiente radiofonico. E’ stata un’esperienza che ricorderemo a lungo con piacere. 

Audio Libero

Un progetto per liberare la musica nel nostro istituto

di Sofia Maiocchi e Sheetel Adheen

7/3/2021

Nel mese di dicembre è partito il progetto “Audio libero”: l’idea iniziale è stata quella di provare a rallegrare i nostri intervalli nel cortile interno della nostra scuola con della buona musica. L’aula di musica, che è dotata di impianto audio con casse di amplificazione, si affaccia infatti sul cortile stesso con le sue finestre e quindi sarebbe bastato aprirle per liberare la musica e farla arrivare ai compagni. Per prima cosa ci servivano dei brani per creare delle playlist con diverse canzoni da proporre durante i 10 minuti di ricreazione.

Due compagni di 2 A che animano il progetto Audio Libero

La prof. Antoniotti insieme al prof. Guerra hanno dato a ogni alunno della classe 2 A la consegna di cercare due brani: un canzone classica ed una contemporanea che trasmettessero un messaggio positivo. Infatti una regola di base dell’iniziativa è che le canzoni siano portatrici di messaggi positivi, senza volgarità o violenza. Ogni giorno, da dicembre, durante il momento della ricreazione, due ragazzi si sono recati in aula di musica, hanno aperto le finestre che si affacciano sul cortile  ed hanno avviato la playlist creata da noi. Alla maggior parte dei ragazzi nella scuola questa idea è piaciuta moltissimo. Per esempio, quando riconoscono le canzoni,  molti dei ragazzi nel cortile si mettono a ballare e cantare. La nostra classe 2 A è partita per prima con il progetto e, con il passare dei giorni, abbiamo scoperto che anche molte altre classi vorrebbero partecipare. Così abbiamo chiesto di farci avere le playlist di classe per proporre le canzoni che anche altri ragazzi hanno scelto.

Il prof. di musica ha quindi spostato le casse al piano terra, in un corridoio che si affaccia sul cortile più facilmente accessibile, così anche altri ragazzi potranno condividere con noi questa attività “da DJ”. Facendo questo progetto stiamo scoprendo tanti nuovi e bellissimi generi musicali. Inoltre, le playlist che creiamo ci serviranno per arricchire il progetto della Web Radio del nostro istituto.

L’equitazione, uno sport appassionante

di Angela Rebecchi ed Emma Martulli

3/3/2021

L’equitazione è un’attività che fonde lo sport con l’amore per i cavalli, animali docili e imponenti che trasmettono una sensazione di forza. Per praticare questo sport non bisogna soltanto essere allenati ma trovarsi in armonia con il cavallo. 

Ci sono molte discipline che rientrano nell’ambito dell’equitazione come il dressage, il cross country,la monta all’americana; però oggi vi parleremo del salto ostacoli, una disciplina che prevede che i cavalli saltino gli ostacoli presenti all’interno di un percorso.  Anche noi siamo due giovani amazzoni appassionate di questo sport e intervisteremo la nostra istruttrice e proprietaria del maneggio “Il Boardo” dove ci alleniamo: Claudia Esposito.

Maneggio “Il Boardo”

-Buongiorno Claudia oggi abbiamo qualche domanda da porti riguardante l’equitazione.

-Va bene ragazze, allora iniziamo?

D: La prima è anche la più banale: come è nata la tua passione per l’equitazione?

R: Potremmo dire che è innata: la voglia di stare con questi animali, passare del tempo con loro mi ha spinta a iniziare a praticare questo sport.

D: A che età hai iniziato a montare?

R: Ho iniziato a chiedere ai miei genitori di poter cavalcare all’età di 4 anni, però mi ci hanno portata dopo ben 3 anni e quindi ho iniziato a 7 anni.

D: Benissimo, c’è stato qualcuno che ti ha tramandato la voglia di montare?

R: Come ho detto prima, la mia passione è innata, non c’era nessuno della mia famiglia che faceva equitazione.

D: Come è nato il tuo maneggio?

R: E` nato dalla mia passione per i cavalli e, passo dopo passo, anno dopo anno, siamo riusciti a costruire un posto dove i cavalli possono vivere felicemente e i fantini montare e imparare.

D: Ora iniziamo con delle domande su i tuoi cavalli, qual’è stato il tuo primo pony o cavallo?

R: Era un pony, si chiamava Royal Flash, era molto veloce!

D: E ora quali cavalli ti danno più emozioni?

R: Uno si chiama “Valzer” e l’altro si chiama “Conte Verde”: mi hanno fatto vincere tante gare e partecipare ai Gran Premi.

D: C’è stato un cavallo che ti ha insegnato di più degli altri?

R: In verità no perché ogni cavallo che montiamo ci insegna molte cose ma, se dobbiamo dirla tutta, forse è stato Conte Verde.

D: Con quale cavallo hai vinto piu` gare?

R: Conte Verde, anche perché è un cavallo che ho da parecchio tempo.

D: Qual’è stata la tua più grande emozione nell’ambito dell’equitazione?

R: Di sicuro è stata partecipare ai Gran Premi.

D: Ti ricordi la tua prima gara? Come è andata?

R: Sì, me la ricordo benissimo, sono stata eliminata… poi però è capitata un’altra occasione e ho recuperato.

D: Ora, parlando di lezioni, come sono organizzate e chi ti aiuta?

R: Le lezioni sono organizzate in base ai livelli e alla disponibilità dei cavalli; mi aiutano due bravissime istruttrici: Giulia Gonzaga e, per i più piccoli o chi ha appena iniziato ad approcciarsi a questo sport, c’è Elisabetta Spelta.

D: Oltre al salto ostacoli, in questo maneggio, si praticano altre specialità?

R: Sì, anche il dressage.

D: Quest’anno attraversiamo un periodo difficile, come avete fatto quando l’Italia era in lockdown?

R: Ovviamente abbiamo dovuto chiudere tutto, nessuno poteva venire. Però quotidianamente montavo tutti i cavalli, dovevo nutrirli e curarli.

D: Come ti senti quando monti?

R: Mi sento nel mio habitat naturale ormai è una cosa che faccio tutti i giorni, è quasi come andare in bici.

D: Avete una mascotte?

R: Sì,  è una piccola cagnolina di nome Mella.

-Grazie Claudia per il tuo tempo, continua così!

-Grazie! Venite a trovarci! 

Cos’è la poesia?

Proviamo a rispondere…

di Alice Schiavi

4/3/2021

In questi mesi, un argomento trattato nella mia classe è la poesia. Dopo avere letto e analizzato cosa dicono i poeti della poesia, io ed i miei compagni abbiamo cercato di esprimere quello che è per noi, per la nostra sensibilità, creando piccoli testi che potessero esprimere al meglio l’argomento in questione.

Questa attività ha avuto come obiettivo quello di “tirare fuori” le nostre personali opinioni e idee. Le nostre capacità creative, spesso, non hanno la possibilità di venire alla luce e devono essere continuamente stimolate. Con la poesia si può lavorare sulla creatività e liberare la fantasia. Questa è la mia poesia.

La poesia indecisa 

La poesia è quando senti l’amore che provi per le persone,

è come un’ape che sogna.

La poesia è come un arcobaleno da seguire fino alla fine,

come l’aria che lo scrive nel cielo.

La poesia è come un Arlecchino che salta,

è quando un abbraccio ti scalda.

La poesia è indecisa, 

come un alce che non sa di avere le corna.

Recensione del film “Balto”

di Aurora Casaroli

5/3/2021

Rosie, un’anziana signora che sta passeggiando con la nipotina tra i sentieri di Central Park, a New York, si ferma davanti alla statua di un cane e, commossa, comincia a raccontare la vicenda di cui è stata protagonista, la storia vera e magnifica del cane-lupo Balto. 

Questa storia è ambientata in Alaska, nella città di Nome dove vive Balto, un cane che le persone tengono alla larga perchè non si fidano di lui, essendo mezzo cane e mezzo lupo. Qui scoppia una pericolosa epidemia di difterite. Gli abitanti chiedono aiuto per avere l’antitossina ma i soccorsi non arrivano a causa delle condizioni meteorologiche difficili. Così le persone, soprattutto i bambini, cominciano a morire. L’unica speranza è che una slitta trainata da cani riesca a raggiungere la città più vicina ma i cani selezionati devono essere forti e coraggiosi… come Balto.

Nonostante tutte le difficoltà e i pregiudizi nei suoi confronti, riuscirà Balto a portare le antitossine in città e a mostrare il suo talento?

Secondo me questa storia insegna molto, poiché è importantissimo cercare di andare d’accordo con gli altri, quindi ogni giorno dobbiamo migliorare il nostro lavoro in squadra, ma soprattutto sopportarci a vicenda. Un po’ potremmo rispecchiarci in questa storia, perchè anche al giorno d’oggi la gente giudica una persona dall’aspetto fisico e non per quello che vale e questo, secondo me, è uno dei messaggi del film.

Io credo che, alla fine, tutto sommato, la nostra vita sia così, piena di insicurezze, paure, forze e che serva collaborazione, ma in ogni cosa bella e importante della vita noi dobbiamo impegnarci al massimo per cercare di realizzarla.

Intervista a Paolo Costa

L’allenatore dell’A.C.D. CASTELLANA

di Nicolò Donato Cardillo

6/3/2021

Paolo Costa, allenatore dell’A.C.D. CASTELLANA

Domanda: Come nasce la tua passione d’ allenatore?

Risposta: La mia passione da allenatore è nata un po’ per caso; avevo appena  smesso di giocare a calcio e una carissima persona, Pinotti, mi dice di andare ad allenare dei ragazzini a Gragano. Non sapevo a cosa sarei andato incontro, sul campo, con i giovani. Strada facendo, mi sono accorto che lavorare con loro, avere delle responsabilità, insegnare a stare in gruppo con educazione, preparare le partite tenendo a bada il clima pre-partita mi piaceva parecchio. Così ho intrapreso questo cammino, arrivando poi ad allenare fortunatamente la prima squadra.

D: Come gestisci l’ansia del momento pre-partita?   

R: Riguardo l’ansia pre-partita, negli anni, sono migliorato; io sono un po’ superstizioso, quindi la domenica quando c’è la partita ho tutti i miei riti: faccio colazione e poi, per scaricare l’ansia, faccio una bella camminata nella mia campagna dove abito e, nel frattempo, organizzo la squadra.

D: Per la parte atletica ti appoggi ad un preparatore?

R: Sì,assolutamente sì. Fin da quando ho iniziato mi sono sempre appoggiato ad un preparatore che negli anni è anche cambiato. Per me è indispensabile perchè a volte non mi ritengo pronto a far svolgere certi esercizi atletici che potrebbero essere sbagliati ai miei giocatori.

D: Come ti rapporti con i tuoi giocatori?

R: Come allenatore, ho sempre cercato di imparare dai miei vecchi allenatori aggiungendo qualcosa di mio; odio le bugie, quindi la prima cosa importante con i miei ragazzi è la sincerità. “Meglio la carota che il bastone”: non mi piace essere l’allenatore severo ma mi piace avere un dialogo con i giocatori, capire se hanno dei problemi, insomma, a volte devo fare l’amico, o meglio, il papà.

D: Qual’è stata la tua prima impressione sull’ A.C.D. CASTELLANA FONTANA?

R: Come prima impressione direi ottima; quando mi hanno contattato, entrando nella Sede,  ho capito che si entrava in una società importante che ha una storia e una tradizione dimostrata dai diversi trofei esposti e dalle foto di giocatori di alto livello. Tolto il Fiorenzuola, il Carpaneto e i professionisti del Piacenza, penso che Castello non ha niente da invidiare a nessun’altra società.

D: Che consigli ti senti di dare ad un giovane che vuole intraprendere la carriera da allenatore?

R: Di non farlo! E’ una battuta…  io ho rivestito entrambi i ruoli ma c’è una bella differenza: fare il giocatore vuol dire non avere responsabilità e andare al campo e fare quello che ti dicono; quello dell’allenatore è un ruolo molto più delicato. Come ho detto prima, devi  essere “amico” dei giocatori e secondo me un giocatore per rendere al meglio non ha bisogno di essere ripreso continuamente, a parte casi particolari. E sempre massima sincerità. 

D: Secondo te chi vincerà lo scudetto italiano e la Champion league?

R: Per me lo Scudetto lo vince l’Inter e per quanto riguarda la Champions League il Manchester City.

Grazie a Paolo Costa per la collaborazione.

Recensione del libro: “La regina delle ombre”

di Kasfiya Oboni Howlader

22/02/2021

Autore del libro: Marcus Sedgwick

Un taglialegna di nome Thomas  si trasferisce, con il figlio Peter, in un piccolo villaggio di nome Chust, circondato da fitti boschi in una misteriosa regione dell’Europa dell’Est, la mitica Transilvania. Ma la tranquillità che credevano di avere s’interrompe con la notizia della morte violenta e inspiegabile di un uomo del villaggio, Radu, trovato impiccato ad un albero e sventrato: al cadavere mancava infatti il cuore. Tutti pensavano che si fosse trattato di un suicidio ma la realtà si rivelerà ben diversa. Infatti Radu ritornerà da non morto assetato di sangue… Riuscirà Peter a trovare il modo per salvare se stesso e i suoi amici dalla terribile maledizione che si è abbattuta sul villaggio?

Parto col dirvi che ciò che ho letto mi ha lasciato a bocca aperta, perché mi ha fatto scoprire un mondo che non conoscevo. Un mondo in cui i morti ritornano in vita. È un libro che mi ha fatto imparare che sia la morte che la nascita, sono due elementi fondamentali per la vita, in un cerchio infinito. È un romanzo molto emozionante, in alcuni momenti inquietante, che si collega a miti antichi e mette anche un po’ di brividi. Io lo consiglierei ai ragazzi che amano i libri horror come me.