Amsterdam, immersi in un viaggio virtuale alla scoperta di Anne Frank

di Piombino Giovanni,  Zavattarelli Sara e Piva Emma

11/03/2020

Il 5 maggio 2020 tutti gli alunni di terza media della nostra scuola e Sarmato, aderenti al progetto Erasmus legato alla Shoah, avrebbero dovuto recarsi con un viaggio studio ad Amsterdam. Ciò però non si potrà fare a causa dello scoppio dell’epidemia a tutti noi nota, causata dal virus denominato “Coronavirus”.

Non nascondiamo il nostro dispiacere visto che aspettavamo da tempo di partire e per molti questo sarebbe stato il primo viaggio all’estero di tutta la propria vita.

Abbiamo passato tantissimo tempo a fantasticare su come sarebbe stato una volta arrivati a destinazione, le cose che avremmo visto e il cibo che avremmo assaggiato, senza contare di tutto il divertimento passato con i nostri amici.

Gli insegnanti già ci avevano anticipato i luoghi che avremmo visitato, tra questi: Il vero nascondiglio di Anne Frank e Il Van Gogh Museum. Sarebbe stata davvero un’emozione entrare nello stesso luogo in cui anni prima la famiglia di Anne era costretta a rimanere rinchiusa, anche perché avevamo già letto la descrizione di quel luogo nel Diario e con la nostra fantasia avevamo provato ad immaginarcelo.

Immagine di Amsterdam

Una cosa per cui eravamo molto curiosi era assaggiare le patatine più buone al mondo. Ci era stato detto infatti che proprio ad Amsterdam ci fossero chioschi che le vendono e non vedevamo l’ora di mangiarle per la prima volta.

Nonostante il viaggio sia stato annullato noi siamo comunque felici di aver partecipato al progetto, anche se per poco.

Abbiamo imparato a conoscere meglio Anne, una ragazzina proprio come noi che aveva rinunciato ad uscire di casa e ai suoi amici. Soprattutto in questo periodo ci rispecchiamo molto in lei e, anche se nel piccolo, riusciamo a immaginarci un po’ quello che provava nel non poter stare fuori a respirare l’aria fresca.

 

 

 

La vita in quarantena

di Sara Zavattarelli

24/03/2020

Dalla prima settimana di marzo la Lombardia e alcune province del Veneto ed Emilia-Romagna sono state messe in quarantena, tra queste anche la provincia di Piacenza. Pochi giorni dopo la zona rossa è stata estesa a tutta la penisola, in quanto parecchie persone residenti al nord Italia, volevano rientrare al sud, non considerando che così facendo mettevano a rischio anche la popolazione meridionale. Quindi è iniziato il lockdown; questa situazione è sicuramente molto preoccupante, ogni persona deve restare a casa e uscire solo per necessità con autorizzazione munita di mascherina e guanti, inoltre bisogna evitare i contatti ravvicinati con altre persone, così da non espandere il contagio del covid19.  Purtroppo ci sono persone che non rispettano le regole, mettendo a rischio la popolazione e causando così  il prolungamento del periodo di chiusura.

Piazza Cavalli a Piacenza vista da un drone: deserta

Io personalmente sono ben consapevole che quanto sta succedendo è una cosa molto grave, la vivo in modo un po pesante perché non posso incontrate fisicamente gli amici, non posso uscire e soprattutto non posso fare sport. Un aspetto che posso definire “positivo” è che non bisogna svegliarsi presto per andare a scuola, ma basta collegarsi all’orario assegnato ai siti di videoconferenza, per sviluppare le lezioni online con i vari insegnanti. A me questo metodo piace parecchio perché riesco a concentrarmi meglio, ma essere in classe è tutta un’altra cosa, mi manca il contatto con i compagni e con gli insegnanti.

 

Una Pasqua in quarantena

di Thomas Rapalli, Stefano Ratti, Giovanni Piombino, Davide Bergonzi

7/11/2020

È difficile a dirsi, ma questa sarà la nostra prima Pasqua in quarantena. Non sappiamo bene se il coniglio di Pasqua passerà a regalarci le nostre amate uova o se starà chiuso in casa, ma siamo sicuri di una cosa: sarà diversa rispetto agli anni passati. Non la passeremo con i nostri zii, cugini, nonni o amici (almeno non in carne ed ossa), ma a casa nostra con genitori e fratelli. Queste hanno tutta l’aria di essere premesse per una “terribile” Pasqua, ma magari possono essere uno spunto di riflessione per passare la Pasqua in modo alternativo. Sicuramente non ti sveglierai presto per andare a messa e potrai dormire fino a quando ne avrai voglia. Non dovrai aspettare l’arrivo dei tuoi parenti, ma potrai vederti con loro al computer in videochiamata. Potrai decidere cosa e quanto mangiare senza che tua nonna ti veda sciupato o ti chieda se hai mangiato (tanto la telecamera ingrassa). È lungo e stancante fare gli auguri a tutti (soprattutto se hai 7 zii e 18 cugini), ma grazie alla tecnologia potrai farlo semplicemente digitando sulla tastiera “Buona Pasqua”. In questa Pasqua prevarrà però anche un sentimento negativo: non potremo infatti uscire e avventurarci liberi nel mondo, ma saremo costretti a vivere questo momento di felicità, festa e raccoglimento reclusi come dei prigionieri nella nostra dimora, da soli o con poche persone. Perché possiamo aiutarci con la tecnologia quanto vogliamo, ma essa non potrà mai rimpiazzare del tutto la realtà. Come scritto sopra, dobbiamo comunque trovare un modo per rendere questa Pasqua bella a suo modo, nonostante le avversità:  non ci resta quindi nient’altro, se non augurarvi buona Pasqua in quarantena!IMMAGINE-BLOG-SC-2

Videogiochi: sì o no?

di Mattia Repetti

7/4/2020

Oggi in quasi tutte le case è presente un computer o un console per i videogiochi. A maggior ragione, in questi giorni di quarantena, per far passare il tempo, si ricorre ai videogiochi. Con le moderne tecnologie, schiacciando pochi tasti possiamo immergerci in un mondo fantastico, distante anni luce dalla realtà. I bambini cominciano a giocare ai videogiochi fin da piccoli e anche gli adulti alcune volte diventano giocatori incalliti.

Da sempre si dice che i videogiochi non siano educativi, addirittura nocivi alla salute. Molti giochi sono considerati diseducativi perché contengono scene violente o istigano alla violenza. Chi passa la maggior parte del suo tempo a giocare, si pensa che non riesca più a distinguere la realtà dal gioco, che possa creare una forma di dipendenza e non riesca più a smettere di giocare. Inoltre stando tanto tempo in casa si rinuncia a trascorrere il tempo con gli amici.

 

Alcuni studiosi sostengono invece che i videogiochi abbiano anche degli aspetti positivi, per esempio i giochi d’ azione aumentano la concentrazione e aiutano a trovare soluzioni per superare gli ostacoli in poco tempo, utile anche nella vita di ogni giorno. Altri giochi stimolano l’ intelligenza e la memoria.

A me piace molto giocare con la playstation. I miei giochi preferiti sono quelli d’azione come per esempio “Call of duty modern warfare” che in effetti è abbastanza violento perché si deve sparare a dei nemici, ma mi rendo conto che è soltanto un gioco. Negli ultimi anni i giochi sono diventati online, così ho potuto conoscere nuovi amici che giocano da altre regioni. Ci sono ragazzi così appassionati ai videogiochi che lo hanno trasformato in un lavoro. I giocatori professionisti detti “Gamer” fanno parte di una squadra e partecipano a tornei che hanno come premio migliaia di euro. I Gamer sono molto conosciuti per la loro bravura nei videogiochi.

Come per ogni cosa non bisogna abusare dei videogiochi, giocare poche ore al giorno e prestare attenzione quando si gioca online perché non si sa chi ci sia dall’altra parte. Comunque rimangono uno dei miei passatempi preferiti, a maggior ragione in questo periodo in cui non posso uscire di casa!

Gli haiku della legalità

a cura della classe 3 A

2/4/2020

Per ricordare e fare memoria , la classe 3 A ha usato uno stile essenziale, quello giapponese degli haiku: corte poesie che trasmettono un’idea senza spiegarla. Dopo aver lavorato su libri, documenti, interviste, i ragazzi hanno individuato delle parole chiave da utilizzare nei loro brevi testi e le hanno rielaborate in pensieri che hanno la loro forza nell’essere concisi. Ve ne mostriamo alcuni, legati in un incastro che ha al centro un fiore, il “Non ti scordar di me” che dà il nome all’associazione fondata da Margherita Asta, sorella di Giuseppe e Salvatore e figlia di Barbara Rizzo di cui oggi si commemora la scomparsa a Pizzolungo.

 

2 aprile: 35 anni fa, la strage di Pizzolungo

a cura della classe 3 A

2/4/2020

La classe 3 A della scuola sec. di I grado “G. Mazzini” di Castel San Giovanni, dopo aver lavorato con gli esperti dell’associazione LIBERA all’interno di un progetto di istituto sulla legalità, ha creato un booktrailer del libro di Margherita Asta “Sola con te in un futuro aprile”. Il lavoro è stato fatto per onorare l’impegno di Margherita Asta contro le mafie e ricordare le vittime della strage di Pizzolungo.

 

Un viaggio virtuale tra i castelli della Val Tidone

di Alessandro Carrà

25/3/2020

La classe 1 A ha svolto, nelle ore di storia, un lavoro di ricerca e approfondimento sui castelli della Val Tidone. Essendo in un momento molto difficile, abbiamo potuto lavorare su queste opere storiche attraverso immagini e notizie prese dalla rete e dai libri che potevamo avere in casa. Abbiamo creato delle carte d’identità di alcuni castelli. Poi le abbiamo condivise e abbiamo potuto fare un viaggio virtuale tra i castelli della nostra valle che sono molti e di gran valore storico e artistico. Vogliamo proporre anche a voi un momento di svago: anche se non si può uscire, possiamo fare entrare la storia nelle nostre case! Buon viaggio.

 

 

La poesia… all’improvviso

a cura della redazione

29/3/2020

Riflettendo con la prof. Postè sulla poesia, abbiamo notato come questa forma d’arte apparentemente complicata possa in realtà, se svincolata dall’aspetto grammaticale e vissuta come libertà di espressione, essere altamente inclusiva e possa permettere ai ragazzi  di essere totalmente spontanei. La prof. ha riportato un esempio, legato all’esperienza degli stilisti Dolce e Gabbana che parafrasato diceva: “Noi non sapevamo come si facesse una giacca, all’inizio. E le nostre giacche erano qualcosa di bellissimo e mai visto. Poi abbiamo imparato come si facesse una giacca.  E le nostre giacche sono diventate giacche”.

Così anche la poesia viene prima e noi, poi, le diamo un nome.

Come nel caso di questa bellissima poesia spontanea di Stefan Cracana:

Booktrailer del libro “Cuore d’Inchiostro”

di Alice Bollani

29/3/2020

Durante una visita alla biblioteca scolastica con la mia professoressa di italiano, sono stata colpita dal libro “Cuore d’Inchiostro” di Cornelia Funke. A me piace leggere e anche scrivere, sarà per questo che il libro mi ha colpito. Inoltre il genere è fantasy, il mio preferito. Così, dopo avere finito la lettura, ho pensato che sarebbe stato bello far vivere i personaggi del libro, proprio come succede nella storia, ed ho creato un booktrailer che vi presento. Buona visione!

 

Mercoledì 25 marzo: “Dantedì”

Una giornata dedicata a Dante

di Alice Bollani

26/3/2020

Il 25 marzo, data che gli studiosi individuano come inizio del viaggio ultraterreno della Divina Commedia, si è celebrato per la prima volta il “Dantedì”, cioè  la giornata dedicata a Dante Alighieri recentemente istituita dal Governo. ‪Dante è il simbolo della cultura e della lingua italiana e tutti siamo stati chiamati a ricordarlo. La consegna era leggere la “Divina Commedia” e condividere i versi letti. I ragazzi della scuola Media di Castel San Giovanni e Sarmato l’hanno fatto e hanno creato due video con le loro letture. E’ stato un modo per sentirci vicini a tutti gli italiani, in un momento difficile come quello che stiamo vivendo.