Ragazzi e bambini dell’istituto insieme per ricordare Tina Pesaro
di Giovanni Ferrari, Malak Es Sabahi e Francesco Cobianchi
Il giorno 29 gennaio è stato importante per il nostro istituto: davanti alla scuola primaria, è stata inaugurata una stele intitolata a Tina Pesaro, una nostra concittadina morta in un campo di sterminio durante la Seconda Guerra Mondiale. A lei è intitolata la scuola primaria stessa.
Hanno partecipato all’evento le classi quinte della scuola primaria, le terze della scuola secondaria e il Gruppo Musicale dell’istituto. Tutti i ragazzi si sono riuniti nell’atrio della scuola primaria e sono stati accolti dalla musica del Gruppo Musicale diretto dal prof. Termine, che ha proposto alcuni canti adatti all’evento: “Auschwitz” di Francesco Guccini, “Gam Gam”, canto ebraico, “La vita è bella” di Nicola Piovani. Al momento musicale hanno partecipato anche i professori Sarro, Cruz e Max Repetti di “Arte e Musica”.
Il gruppo musicale di istituto
Dopo aver ascoltato le canzoni del gruppo musicale, la preside Cristina Angeleri ha fatto un intervento, raccontando la storia delle Muse che erano figlie di Zeus e Mnemosine, dea della Memoria. Infatti attraverso l’arte delle Muse si può sconfiggere l’oblio e fare Memoria.
Le autorità intervenute alla manifestazione
Quindi i bambini di quinta hanno descritto i lavori che hanno fatto su Tina Pesaro e che sono stati caricati su di una piattaforma online che tutti possono consultare con lo smartphone attraverso un QR Code stampato sulla stele.
L’atrio affollato della scuola primaria
A questo punto, tutti i partecipanti si sono spostati all’esterno per l’inaugurazione vera e propria della stele, che è stata posizionata accanto all’ingresso della scuola, vicino alla pietra d’inciampo di Tina Pesaroooooooo.
La stele con Franco Pesaro, fratello di Tina e Giorgio Garolfi, nipote
Giovedì 26 settembre, tutte le classi prime, compresa la mia che è la prima A, sono andate al campo scout di Castel San Giovanni. Lo scopo era passare una mattina insieme per migliorare la conoscenza dei compagni di prima e della nostra classe.
Appena sono entrata, la prima cosa che ho notato è stata una rete da pallavolo che era stesa davanti a noi. Andando più avanti sulla destra c’era un edificio basso e di colore rosa chiaro. Invece, sulla sinistra, c’era un parco gigantesco diviso in due parti: una con tanti alberi e l’altra con solo prato molto verde.
A quel punto il professor Manfredi ci ha detto che ogni classe doveva dividersi in due gruppi, ognuna dei quali aveva un ragazzo di terza media che lo avrebbe guidato. Così si sono formati dodici gruppi. Nel parco erano stati posizionati dei giochi: alcuni enigmistici, altri di tecnica e altri ancora di velocità.
Il gioco che mi è piaciuto di più è stato quello in cui dovevamo ricordarci tutti gli oggetti dentro una scatola dopo averli visti soltanto una volta.
Dopo aver finito i giochi, siamo andati a fare merenda. E alla fine ci sono state le premiazioni. La classe che ha vinto è stata la prima D. Ad ogni gruppo è stato dato un pacchetto di caramelle.
Questa giornata, progetta per accoglierci alle medie in un modo divertente, per me è stato molto entusiasmante per molti motivi, ma uno dei più importanti è perché siamo stati insieme.
La classe prima A ha incontrato lo scrittore di “Solo una parola”
a cura della classe 1 A
20/02/20
La classe 1 A, il giorno 20 febbraio 2020 ha incontrato Matteo Corradini dopo aver letto e rielaborato il suo libro “Solo una parola”. I ragazzi hanno accolto l’autore indossando degli occhiali costruiti appositamente perché sono l’elemento chiave del libro che racconta la storia di ragazzi discriminati perché “occhialuti”.
Gli “occhialuti” della prima A
Di seguito vi riportiamo l’intervista fatta dai ragazzi all’autore.
D: Quando aveva la nostra età, quale era il suo profitto a scuola? Aveva un professore preferito?
R: Quando ero in prima media il mio profitto era buono. Le materie preferite erano arte e italiano. Mi piaceva in particolare l’ora di lettura in classe. La mia professoressa preferita era la prof. Baciocchi, che insegnava francese benissimo; il primo giorno di scuola ci ha conquistati con una felpa che aveva la scritta: “Questa non è una felpa”!
D: Praticava o pratica uno sport? Qual è la sua squadra e il suo sportivo preferito?
R: Da giovane giocavo a basket, seguivo il campionato statunitense NBA; il mio giocatore preferito era Kareem Abdul- Jabbar e pensate che anche lui aveva gli occhiali, o meglio, una mascherina per proteggersi gli occhi. Era così alto che avevano addirittura modificato le misure del campo e del canestro! Noi cercavamo di imitare il suo bellissimo gancio – cielo. Quindi ho seguito il calcio, il Milan perché mi piacevano Gullit, un calciatore bravissimo olandese che aveva una criniera di lunghe treccine e Van Basten. Un paio di anni fa, ho letto un brano del diario di Anne Frank allo Juventus Stadium, davanti a migliaia di tifosi. Mi piace girare con la mountain bike, sono piuttosto spericolato, quindi quando esco di casa, sono coperto da protezioni come un guerriero medievale.
D: Suona o suonava uno strumento? Quali sono la sua canzone e cantante preferiti?
R: Alla vostra età suonavo il pianoforte. Poi mi sono iscritto al conservatorio per suonare il fagotto ma dopo un anno “ho fatto fagotto” perché non era la mia strada. Ascolto tutti i generi musicali, dalla musica antica alla contemporanea, credo si debbano “assaggiare” tutti i generi musicali senza pregiudizi.
D: Quando ha cominciato a scrivere e quando si è accorto che avrebbe fatto lo scrittore?
R: Da ragazzo scrivevo brevi racconti horror, il primo è stato “Il gatto nero” ma poi ho scoperto che anche Edgar Allan Poe aveva scritto un analogo racconto più di cento anni prima… Mi piacevano racconti di mare, di pirati, leggevo “L’isola del tesoro” con i miei amici. Il mio primo libro pubblicato è stato “Alfabeto ebraico”, dell’editore Salani, (lo stesso di “Harry Potter”). Come è successo alla Rowling, anche a me sono arrivati rifiuti. L’importante è crederci e scrivere, possibilmente buone cose. Oggi mi chiedono come si fa a pubblicare un libro, magari chi lo chiede non ha ancora scritto una parola… Il libro a cui sono più affezionato è “Annalilla”.
D: Come le è venuta l’idea di raccontare in un libro la storia degli “occhialuti” sostituendoli agli ebrei?
R: Intanto perchè pochi conoscono gli ebrei, la loro storia e la loro cultura. In Italia sono tra i 30 e i 50.000. Ma soprattutto perché mi interessava far riflettere sul meccanismo che mettono in atto i razzisti di trasformare semplici parole in insulti. Se qualcuno ci insulta, possiamo pensare che sia maleducato, fare finta di niente ma se qualcuno usa una parola che ci rappresenta come insulto, la ferita è più profonda. Se “italiano” venisse usato come un insulto, questo ci ferirebbe in quanto noi siamo italiani. Così sulle stelline, i nazisti scrivevano “Jude”, cioè “Ebrei” e usavano quella parola come un insulto, affondando in profondità nell’animo delle persone. Ci sono eventi del passato che iniziano e finiscono ma certi meccanismi sono vivi ancora oggi e su questi dobbiamo riflettere.
D: Il libro ha un finale che ci ha lasciato l’amaro in bocca…
R: Il libro non dà risposte, fa provare un istante di incertezza, quella stessa che provavano le persone perseguitate. Credo che lo scrittore non debba essere per forza “amico” del lettore, non debba per forza dare sicurezze, viceversa, deve mettere nei guai il lettore, stimolare delle domande.
Grazie a Matteo Corradini, lo rivedremo presto a teatro con lo spettacolo “Favole al telefono” e, soprattutto, tutti in libreria il 25 marzo per l’uscita del nuovo libro: “Se la notte ha cuore”!
La redazione ha partecipato al meeting “Giornaliamo”
3 Giugno 2019
di Irene Lombardelli e Francesca Carella
Il giorno 21 Maggio una rappresentanza della redazione si è recata a Piacenza per il meeting “Giornaliamo” che raccoglie i giornali scolastici della provincia.
Il meeting si divideva in due parti: nella prima parte i redattori potevano fare delle domande al nuovo direttore del quotidiano “La Libertà”, che ha fornito consigli utili per migliorare il proprio giornale; la seconda parte riguardava il vero e proprio concorso. Ogni redazione doveva portare un progetto che poteva affrontare uno dei due temi: il primo riguardava l’ambiente e l’altro aveva come titolo “Una conquista sorprendente”.
Noi abbiamo proposto il secondo tema, realizzando un video che riguardava la trasformazione del corridoio al piano terra della nostra scuola nel corso degli anni: una vera conquista sorprendente resa possibile grazie al lavoro di insegnanti e alunni.
La mostra organizzata dai ragazzi del progetto Erasmus+ e del laboratorio di arte che racconta il viaggio a Terezín
03/06/2019
di Martina Fonso, Elisa Panelli, Elisa Rizzi e Giulia Gobbi
Dall’8 all’11 maggio, nel foyer del Teatro Verdi, si è tenuta la mostra che ha voluto raccontare l’esperienza del viaggio a Terezín di 17 alunni della nostra scuola. I ragazzi sono stati accompagnati da alcune professoresse e da Matteo Corradini, ebraista esperto del campo di concentramento di Terezín, nella Repubblica Ceca. Il posto che chiamiamo “Terezín” non nacque come paese e nemmeno come ghetto, nacque come fortezza per difendere Praga. E’ infatti circondato da possenti bastioni. Durante il periodo nazista, divenne però un ghetto e un campo di concentramento e fu destinato a imprigionare gli ebrei. Qui si svolse la vicenda dei ragazzi del giornale “Vedem” guidati da Petr Ginz che, per rimanere vivi e resistere all’orrore, scrivevano un giornale clandestino.
Il titolo è stato scelto perché la Memoria non è solo un metodo per ricordare il passato ma è una bussola che ci aiuta ad orientarci verso il futuro e verso i Diritti che sono alla base della vita umana. Le Farfalle richiamano il libro – guida della mostra che è stato il libro di Matteo Corradini “La repubblica delle farfalle” che racconta appunto la storia dei ragazzi del giornalino “Vedem” nel campo di Terezín.
Alcuni ragazzi che preparano la mostra
La mostra era divisa in più parti, seguendo i capitoli del libro e raccoglieva le foto scattate a Terezín, frasi significative, oggetti, materiali prodotti dai ragazzi delle classi terze. La prima parte, “Lo sterminio in un guscio di noce”, includeva tutte le foto scattate a Terezín e aventi come argomento lo stermino, i sassi raccolti sui vecchi binari del campo di concentramento che portavano diretti verso Auschwitz e alcune gabbie all’interno delle quali abbiamo imprigionato degli oggetti che per noi rappresentavano la libertà.
Le gabbie
Nella seconda parte, “La notte del giornale”, abbiamo inserito le foto dei luoghi in cui a Terezín gli ebrei riuscivano a “fare resistenza”, cioè una sinagoga clandestina, un teatro improvvisato, la stanza della redazione del giornale e abbiamo appeso i giornali scritti a mano dei ragazzi di terza, ispirati a Vedem, il giornale che i ragazzi di Terezín scrivevano per resistere a quell’inferno.
“La notte del giornale”
Infine, nell’ultima parte, “Lunga vita alla Repubblica delle Farfalle”, abbiamo “liberato le farfalle”, appendendo delle foto dei nostri momenti di vita, riflessioni e video sui grandi personaggi che hanno affermato i diritti umani negli anni passati e nel presente.
Il giorno 24/05/2019, a conclusione del progetto di Lettura e Intercultura “La fabbrica dei colori”, si è svolta una grande manifestazione in piazza XX Settembre a cui hanno partecipato alcune classi della scuola dell’infanzia, delle elementari e delle medie.
Ragazzi e bambini sono arrivati a metà mattina nei pressi dell’edificio del Comune e sono stati accolti dal gruppo musicale della scuola media. Dopo alcune canzoni, alcuni bambini della primaria e la loro maestra hanno raccontato una storia che aveva come protagonisti i colori.
A questo punto, in ordine, ogni classe si è diretta verso l’altra parte della piazza che era stata allestita dagli insegnanti con lunghe strisce di carta bianche posate a terra. Su ogni striscia erano stati posizionati contenitori con colori a tempera e pennelli. Ogni ragazzo ha trovato posto accanto agli striscioni di carta e ha impugnato un pennello.
Quindi, seguendo le istruzioni del direttore dell’attività (il prof. Vino) ognuno ha cominciato a disegnare cerchi, linee, punti, scambiandosi di posto con i compagni e muovendosi come indicato.
Alla fine dell’attività, come per magia, avevano preso forma sotto le nostre mani, fiori colorati e bellissimi. Avevamo dipinto un prato fiorito nella piazza del nostro paese!
E non solo i colori erano finiti sulla carta, ma anche sulle nostre mani e visi… diciamo che ci siamo un po’ fatti prendere la mano!
Comunque il messaggio è stato chiaro: siamo tutti diversi, come i colori di un prato fiorito e questa ricchezza ci rende dei capolavori!
Le classi 2^E, 2^A e la mitica 2^B il giorno 15 maggio si sono recate a Milano per conoscere i più importanti luoghi della città
di Alessia Albo, Camilla Fanzini, Alice Gatti e Giulia Parolini
25/05/2019
Le classi seconde, partite alle 8:00 e arrivate alle 9:45, per prima cosa si sono recate al Castello Sforzesco. Una volta arrivati all’interno del Castello gli alunni hanno fatto merenda, hanno appoggiato gli zaini all’interno della struttura e subito hanno cominciato la visita al Museo degli Strumenti Musicali. Andando verso il Museo i ragazzi sono passati per i bellissimi giardini del Castello, ammirando prati e fontane. Una volta arrivati hanno avuto la possibilità di percorrere varie gallerie e guardare tutti gli strumenti musicali: dal più antico al più recente, dal più comune al più raro. Riguardo agli strumenti i Prof. hanno proposto una sfida ai ragazzi: riuscire a trovare i due strumenti più rari e antichi. Visto che nessuno è riuscito ad indovinare quali fossero, i Prof. li hanno svelati: erano la viola del Grancino di fine ‘600 e il flauto dolce tenore di Bressan di metà ‘700. Dopo aver visitato gli strumenti i ragazzi hanno avuto anche la grande opportunità di vedere la Pietà Rondanini di Michelangelo Buonarroti e il suo originario piedistallo. Usciti dal Castello Sforzesco il gruppo ha mangiato nel parco Sempione e ha ammirato la natura che lo circondava. Dopo un’ora le classi hanno raggiunto la Torre Branca, alta 108,60 m, dalla quale si può ammirare tutta Milano, ma purtroppo non tutti hanno avuto la possibilità di salirci per il troppo vento sopraggiunto. Successivamente gli alunni hanno raggiunto il Duomo di Milano, hanno fatto le foto, hanno visto la Galleria Vittorio Emanuele e sono entrati nel Museo di Leonardo, dove li attendeva prima un laboratorio didattico e successivamente la visita guidata. Nel laboratorio, tagliando delle cannucce, hanno provato a costruire un ponte autoportante. Per prima cosa bisognava disegnare tre quadratini sulle cannucce, ritagliarli e per finire assemblarle, creando così un ponte in miniatura. L’attività si è rivelata molto interessante e per alcuni un vero successo. A seguire i ragazzi hanno fatto la visita guidata. La guida ha spiegato loro la vita di Leonardo e le sue principali invenzioni, in particolare la famosa macchina volante e i suoi molteplici tentativi di farla volare. Anche se questa invenzione non ha funzionato, le scoperte di Leonardo sono state fondamentali per gli aerei di oggi. Per finire i ragazzi hanno avuto del tempo libero per girare nel Museo e provare sia i vari giochi interattivi, tra cui vedere la Monnalisa e la Dama con l’ermellino muoversi e visitare virtualmente le stanze delle loro abitazioni o navigare sui Navigli, sia quelli più pratici come riuscire a creare una macchina volante, terrestre o acquatica, ricevendo così un attestato come inventore o inventrice. I ragazzi hanno infine preso il pullman e sono arrivati a casa alle 19:00. Questa gita ha insegnato ai ragazzi la vita nel Castello Sforzesco, hanno scoperto gli antichi strumenti musicali, hanno visto il parco Sempione e hanno conosciuto la vita e le invenzioni di Leonardo con dei giochi indimenticabili.
di Davide Bergonzi, Stefano Ratti e Matilde Massari
25/05/2019
Venerdì 17 maggio si è svolta al Teatro Verdi la Giornata della musica. Iniziata alle ore 11, ha visto partecipi molti protagonisti: il gruppo musicale della Scuola Sec. di I grado di Castel San Giovanni, il Coro di voci bianche della scuola di Berbenno e il Coro delle classi elementari della scuola di Trevozzo. La scuola di Sondrio si è esibita con più brani di diversi generi e lingue.
E’ stata una bella esperienza culturale, a cui hanno assistito non solo i ragazzi delle classi quinte della Scuola Primaria e le classi Prime della Scuola Secondaria di Castello, ma anche il sindaco Lucia Fontana, l’assessore alla cultura Valentina Stragliati e alcuni docenti.
I professori del nostro Istituto si sono impegnati a far sentir partecipi tutti i bambini presenti nel pubblico con canti e danze facilmente eseguibili da seduti.
Questa giornata per la nostra scuola era una novità ed è stata accolta con piacere, infatti tutti i ragazzi si sono divertiti e hanno tratto insegnamenti da quest’esperienza; è stato anche un modo per fare amicizia con ragazzi di altre scuole, infatti noi ragazzi della Scuola di Castel San Giovanni abbiamo avuto l’opportunità i conoscere i ragazzi della scuola di Berbenno.
Andiamo alla scoperta di popoli e etnie che non sono del tutto conosciuti
di Arianna Capelli e Virginia Dagradi
25/05/2019
Quest’anno, con la Prof.ssa Rizzo di arte abbiamo fatto delle piccole ricerche o approfondimenti su popoli o etnie oggi poco conosciuti.
Ognuno di noi ha scelto 3 etnie e con pezzi di carta di vari colori, forme e dimensioni abbiamo realizzato una specie di collage rappresentante il volto di una persona che faceva parte dell’etnia da noi scelta.
Con questa ricerca siamo riusciti a conoscere e a scoprire tradizioni diverse dalle nostre e abbiamo capito che, se ci sono tradizioni differenti dalle nostre e se a noi sembrano strane, è solo questione di abitudine quindi che non è corretto giudicare le persone per i loro usi, costumi o anche solo per la loro provenienza.
Qui i confronti tra i nostri disegni e le foto originali delle etnie da noi selezionate:
Il 7 maggio, al Campo Sportivo “Soressi”, sono andate in scena le classi prime, in palio un biglietto per le gare provinciali
di Daniele Sacchi e Irene Lombardelli in collaborazione con Andrea Gazzola, Riccardo Maggi e Luca Guasconi
13/05/2019
La giornata è iniziata con l’arrivo al campo sportivo Soressi e con la comunicazione che la gara del salto in alto non si sarebbe svolta per motivi tecnici. Subito dopo si è dato inizio alle gare con la velocità maschile. il vincitore è stato Lamine Ballo di 1^A, una vera gazzella! la seconda gara sono stati i 600 m maschili, che ha visto ancora trionfare Lamine Ballo.
Ballo Lamine di 1^A
Successivamente si sono svolte in contemporanea la gara del salto in lungo femminile e la gara di velocità femminile; la vincitrice del salto il lungo è stata Giulia Losi di 1^E, mentre nella gara di velocità la vincitrice è stata Raffaella Monenciu della classe 1^A.
Poi ci sono state le gare dei 600 metri femminili con vincitrice Helal Nouran di 1^A Sarmato e la gara del lancio del peso maschile con vincitore Leonardo Taina di 1^C . Il vincitore nel salto in lungo maschile è stato Emanuele Tosca di 1^E; allo stesso tempo si è svolta la gara del lancio del peso femminile vinta da Selene Albanesi di 1^C. Subito dopo Emanuele Tosca ha vinto anche il lancio del vortex maschile, mentre la vincitrice di quello femminile è stata Rita Guerriero di 1^F. L’ultima gara è stata la staffetta vinta dalla classe 1^E.
Le gare provinciali si svolgeranno mercoledì 29 maggio e Castel San Giovanni sarà rappresentata da giovani atleti che si impegneranno al meglio.