Oggi vi presentiamo un membro della redazione de La Voce dell’Olubra che è di origine cubana e si chiama Eddyson.
Intervistatrice: Caro Eddyson, dove sei nato?
Eddyson: Sono nato ad Avana, capitale di Cuba.
El Capitolio, museo della capitale cubana
Intervistatrice: Da quando sei arrivato in Italia?
Eddyson: Sono arrivato quando avevo nove anni. Prima vivevo con mia nonna, poi quando sono arrivato in Italia sono andato a vivere con mia madre. Dopo tre anni è nato mio fratello.
Intervistatrice:Parlami un po’ del tuo paese d’origine.
Eddyson: Cuba è un paese molto bello per me perché sono nato lì: è un paradiso naturale e non c’è mai freddo.
Varadero, famosa spiaggia cubana
I bambini possono giocare liberamente anche per strada, senza nessun problema. Il mare è sempre affollato di gente.
Bambini che giocano per strada
Prima c’era la dittatura comunista di Fidèl Castro; dal 2006 il presidente si è dimesso e, al suo posto, il fratello Raul ha cominciato a proporre delle riforme. Ad esempio, oggi puoi entrare ed uscire dal paese senza chiedere il permesso allo stato. Anche il presidente degli Stati Uniti si è riavvicinato a Cuba nel 2014.
Intervistatrice: ok, grazie Eddyson della tua intervista. Posso chiederti l’ultima cosa?
Eddyson: sì, dimmi.
Intervistatrice: vorresti ancora tornare in questa bellissima isola?
Eddyson: Certo che vorrei tornare, perché lì sono nato ed è la mia origine!
di Wiktoria Ianaro, Serena Falco, Camilla Nani, Sofia Dagradi e Amal El Aliane
Sabato 9 Maggio, le classi 1 A e 2 A si sono recate alla biblioteca della scuola media “G. Mazzini” per ascoltare la testimonianza di Marcello Martini, sopravvissuto alla deportazione nazista a Mauthausen. L’attesa e la curiosità erano davvero alte. Il signor Martini, ottantacinquenne, è riuscito a catturare l’attenzione degli alunni e a far rivivere momenti a tratti tragici e toccanti.
Marcello Martini incontra i ragazzi di Castel San GiovanniMarcello Martini è nato a Prato nel 1930. Viene arrestato a Montemurlo il 9 Giugno 1944 con la madre, il padre e la sorella a causa dell’attività partigiana e antifascista della famiglia. Il padre, infatti, era in contatto con gli alleati tramite una radio clandestina. Al momento dell’arresto, lo stesso padre riesce a scappare, schivando i colpi di fucile, attraverso un campo di grano e cerca di raggiungere il fratello di Marcello che nel frattempo si era nascosto con i partigiani sulle colline. La madre e la sorella resteranno per mesi in carcere. Il giovane Marcello, dopo l’arresto, viene spedito a Fossoli in un campo di transito e da qui deportato a Mauthausen il 21 Giugno, dove fu immatricolato con il numero 76430. Nel giro di pochi giorni la sua vita fu stravolta.
Dovette imparare il suo nuovo nome, il numero di matricola, in tedesco, dovette fare i conti con le regole assurde del campo, con la fame, la fatica e il dolore. Venne inviato a lavorare presso un campo satellite di Mauthausen, dove c’era una fabbrica che produceva delle imbarcazioni; il suo compito era quello del saldatore. Dopo qualche tempo si provocò una ferita al piede sinistro per colpa di un chiodo rovente che causò una bruciatura molto seria. Venne ricoverato in ospedale e qui, secondo la testimonianza, trovò alcune persone molto umane e compassionevoli che lo nascosero per ben due mesi, permettendogli di ristabilirsi completamente e di restare in un luogo riparato.
Ritornato al lavoro, cambiò fabbrica e cominciò a costruire parti di aerei. Uno dei momenti più tragici ha riguardato la marcia di più di 200 chilometri percorsa per rientrare a Mauthausen, intervallata dalle esecuzioni sommarie e compiuta in numerosi giorni durante i quali non venne consegnato mai cibo ne’ acqua ai prigionieri.
Il 5 maggio 1945 viene liberato il campo di Mauthausen dagli alleati ma Marcello non ha ricordi di questo momento, probabilmente era giunto al limite della consunzione. Ripresosi, riuscì a tornare in Italia, dove ritrovò tutta la sua famiglia sana e salva ad aspettarlo.
I ragazzi hanno posto numerose domande al sig, Martini: alla questione se non fosse stanco di ripetere la sua storia, egli ha ribadito che la fatica e il dolore di rievocare certi fatti sono giustificati dall’importanza di far prendere coscienza di ciò che è davvero successo e che rischia di essere, per un giovane di oggi, lontano e irrealistico. Egli ha ribadito che è un dovere, per chi vive oggi, informarsi e imparare: come è successo a lui, ci potrebbe sempre essere qualcuno intenzionato a privare gli uomini della loro libertà e di tutto ciò che possiedono. In questo caso però, nessuno può rubare ciò che si è imparato a fare e che si conosce, la propria umanità.
Occorre sempre reagire ai soprusi, ha concluso il sig. Martini, e non lasciare mai che qualcuno prevarichi gli altri, a scuola, a casa e nella società.
L’incontro è stato possibile grazie all’interessamento dell’associazione culturale “Banda Larga” di Piacenza.
di Pamela Hysenaj in collaborazione con Paola Prifti
18/05/15
Autore: Aidan Chambers
Editore: Giunti Junior
Questa storia parla di una ragazza che si chiama Lucy, che ogni giorno subisce gesti di bullismo dalle sue nemiche: Melanie Prosser, Sally-Ann Simpson e Vicky Farrant. È il compleanno di Lucy e, dato che ha dei genitori ricchi, riceverà tanti regali. Melanie, Sally e Vicky, proprio per fare un dispetto a Lucy, le dicono che il giorno dopo deve portare dei regali. Lucy non glieli porta e loro iniziano a maltrattarla ogni giorno, per indurla a cedere. Si erano già comportate così anche con altre persone: una di quelle era Lena Tonks. Angus Burns sapeva tutto questo e quindi manda un biglietto a Lucy con scritto: “Lucy, attenta a Melanie Prosser, ti dà la caccia”. Lucy non gli dava retta, non lo salutava nemmeno, ma in seguito diventano amici, complice una simpatia di Lucy per il ragazzo. Lucy, stanca di Melanie, di Sally e di Vicky, di questi gesti di bullismo, decide di ascoltare Angus e di raccontare tutto ai genitori.
Questo libro mi è piaciuto molto, perché Lucy non si arrende mai e non dà retta a queste ragazze che la maltrattano.
di Virginia Tizzoni in collaborazione con Arianna Traversi
18/05/15
Autore: Ian McEwan
Editore: Einaudi Ragazzi
Peter Fortune, quando aveva dieci anni, sentiva dire dai grandi che era “un ragazzo difficile”, ma non ne capiva la motivazione. Lui non era come quei ragazzi dispettosi e pestiferi, ma era un ragazzo abbastanza tranquillo. Amava molto starsene da solo, infatti ogni pomeriggio si prendeva un’oretta e andava in camera sua oppure andava al parco per riflettere o per fare uno dei suoi sogni ad occhi aperti, nel quale si immaginava combinare di tutto.
In questo libro le sue storie sono raccontate da un Peter adulto. Io ho trovato questo libro interessante e originale. Mi ha coinvolto molto il capitolo del prepotente, perché c’è un’ipotesi di Peter: “Se la vita è un sogno, allora la morte deve essere il momento in cui ci si sveglia. Ecco perché la gente parla in paradiso”. Su questo sono rimasta a pensare un bel po’ di giorni. Consiglierei questo libro a tutti, ma sopratutto alle persone a cui non piacciono i libri complessi, perché è un libro semplice ma comunque con degli insegnamenti non poi così scontati.
Il giorno 16/04/2015, tutti gli alunni della scuola secondaria di primo grado “G. Mazzini” di Castel San Giovanni hanno partecipato alla prova di evacuazione alle ore 11:30.
Quando è suonato l’allarme, tutte le classi hanno iniziato ad uscire per l’evacuazione dell’edificio. I ragazzi più vicini alle finestre le hanno aperte e i professori hanno preso il registro di classe.
L’alunno “apri-fila” della classe 2 A, Absi ha fatto uscire la classe, mentre il “chiudi-fila”, Zanardo ha chiuso la porta dell’aula accertandosi che nessuno fosse rimasto dentro. Fuori della scuola, abbiamo raggiunto i punti di raccolta, in piazza Casaroli, nel cortile interno e in via Verdi, a seconda della via seguita per uscire.
Prove di evacuazione a scuola
Appena usciti la professoressa Cremonesi, che faceva lezione al momento del suono della sirena, ha fatto l’appello, accertandosi che ci fossimo tutti. Dopo qualche minuto, siamo rientrati in classe e abbiamo ripreso la lezione.
Le prove di evacuazione sono importanti e da non sottovalutare: in caso di pericolo, esserci esercitati può fare la differenza se la situazione è particolarmente greve e caotica.
L’importante è seguire le regole, essere molto attenti e, soprattutto… NO PANIC!
Uno spettacolo molto coinvolgente sulla vita e sulle opere del grande compositore
di Camilla Nani, Wiktoria Ianaro e Sofia Dagradi
13/4/2015
Mercoledì 1 Aprile, gran parte della nostra scuola si è recata al Teatro Verdi per assistere ad uno spettacolo sulla vita di Ludwig van Beethoven. Lo spettacolo vedeva coinvolti gli alunni della classe 1 A, in particolare Marta Bossi è stata scelta per interagire con gli attori in quanto uno degli obiettivi del concerto è stato quello di far capire che la musica non ha età, soprattutto i capolavori assoluti.
L’intero spettacolo era accompagnato dalla musica dal vivo di un maestro pianista e questo è stato uno dei suoi punti di forza.
L’ attore che impersonava Nina, la governante del maestro che è stata più a lungo con lui, era molto bravo a far capire come era la donna di carattere: alcune volte divertente mentre altre volte querula. Nina durante lo spettacolo ci ha fatto capire come fosse il carattere di Beethoven, aggressivo e irascibile. Comunque, nonostante il caratteraccio, Nina i ha trasmesso in modo chiaro la sua dedizione per Beethoven.
Beethoven è nato in Germania, più precisamente a Bonn, ma è vissuto a Vienna. Abbiamo capito, dopo aver visto lo spettacolo, che c’era un motivo sotto la sua irascibilità e il suo odio verso gli uomini: un padre che lo ha maltrattato da piccolo e la sordità che lo ha colpito in età matura che lo ha di fatto isolato dal mondo. Nonostante questa disabilità, riuscì a trasmettere le sue emozioni attraverso la Quinta Sinfonia.
Per riuscire a trovare la tranquillità e liberarsi dai cattivi pensieri si isolava in campagna dove scrisse la sua Sesta Sinfonia. Grazie alla natura che lo circondava Beethoven ritrovava la pace in se stesso perché, lasciando la città, riusciva a liberarsi da quel senso di stress che lo seguiva in ogni momento della giornata.
Per Beethoven l’ideale di vita era restare solo senza che nessuno lo importunasse. Inoltre, secondo lui, la libertà era il valore essenziale per l’uomo: libertà di esprimersi senza oppressioni. Beethoven, riguardo a questo ideale, provando disprezzo e avendo perso la fiducia verso Napoleone ormai trasformatosi in dittatore, stracciò la dedica che gli aveva fatto, per dimostrargli la sua stima, alla 3° sinfonia detta anche l’Eroica.
Alla Fabbrica del Vapore uno spettacolo della Piccola Filarmonica della Scala per musica e voce narrante
di Arianna Fornari e Lorenzo Bollani
27/4/2015
H2O: questa la composizione chimica delle particelle d’acqua. Con l’aggiunta di una nota musicale, un sonoro DO, diventa una formula magica: con un colpo di bacchetta (quella del direttore d’orchestra) eccoci trasformati in H2dO, particella d’acqua e di musica…
Negli ampi spazi della Cattedrale della Fabbrica del Vapore di Milano, con il regista-narratore Francesco Micheli e Alessandro Ferrari, direttore della Piccola Filarmonica della Scala, è andato in scena un originale spettacolo nel quale la musica classica è stata accompagnata da parole e gesti .
La fabbrica del vapore
I partecipanti, posizionati in spazi delimitati sul pavimento, si sono seduti su comodi cuscini ed hanno provato ad immedesimarsi in gocce d’acqua. Ascoltando i brani proposti, hanno percorso tutto il ciclo dell’acqua, partendo dal vapore per arrivare a trovarsi insieme nel fiume e infine a sfociare nel mare. La musica è stata accompagnata da movimenti fatti a tempo con l’orchestra.
Un tuffo nel mare di Debussy
I brani di musica classica che abbiamo ascoltato erano undici; tra questi citiamo: “La Moldava” di Bedrich Smetana, “Largo dall’inverno” da “Le quattro stagioni” di Antonio Vivaldi, “Scena del ruscello” dalla “Sesta sinfonia Pastorale” di Ludwing Van Beethoven, “Sul bel Danubio blu” di Johann Strauss jr. e, per finire in bellezza, “Dall’alba al mezzogiorno sul mare” da “La Mer” di Claude Debussy.
La Piccola Filarmonica della Scala
Uno degli aspetti più memorabili è stato quello di poter ascoltare gli strumenti dell’orchestra dal vivo. Abbiamo riconosciuto violini, viole, violoncelli, contrabbassi, flauti, oboi, clarinetti, fagotti, corni, trombe, tromboni, timpani, percussioni e arpe.
Per noi è stata un’esperienza bellissima, gesti, movimenti e parole ci hanno fatto percepire la musica in un modo nuovo.
Il 30 aprile si inaugurerà l’Esposizione Universale Italiana
di Nicolas Manica e Davide Zito
27/04/2015
L’ esposizione universale EXPO 2015, che avrà luogo a Milano, si apre il 30 aprile con una cerimonia in piazza Duomo. Sarà uno spettacolo ricco di musica proveniente dai cinque continenti. A condurre saranno due divertenti presentatori: Paolo Bonolis e Antonella Clerici. Inoltre ci saranno importanti ospiti provenienti da ogni angolo del mondo, come il talentuoso pianista cinese Lang Lang, l’orchestra e il coro della Scala, il magnifico cantante lirico italiano Andrea Bocelli.
Inoltre, durante la diretta, ci sarà una sorpresa per i telespettatori: infatti per la prima volta apparirà l’albero della vita, simbolo dell’Italia e dell’intera manifestazione.
La bellissima struttura è stata collaudata in questi giorni e offrirà un imperdibile spettacolo di luci, come possiamo cogliere dalle foto che vi proponiamo.
I lavori sono ormai conclusi: padiglioni tutti visitabili dal primo maggio
di Mariano Strozzi, Simeone Peveri e Luca Tumminello
27/04/15
Tra 4 giorni sarà inaugurato l’Expo a Milano, con un primo traguardo: sono stati già venduti 10 milioni di biglietti. Proprio ieri il commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, ha voluto dire che «siamo alle finiture: tutti i padiglioni apriranno». L’Italia si vestirà d’orgoglio e bellezza di fronte al mondo, perché l’Expo non sarà semplicemente una fiera, ma un’occasione in cui l’Italia riflette su se stessa e accetta la sfida del futuro.
La costruzione, per cui sono stati impegnati architetti di fama mondiale, avrà un’estensione di circa 1 milione di metri quadrati e rappresenterà un paesaggio straordinario, il cui aspetto ricorda un’isola, ricca di spazi verdi e interamente circondata dall’acqua. Il sito, che sviluppa il tema dell’evento “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, si trova a nord-ovest di Milano e lambisce anche i comuni di Rho, Baranzate, Bollate e Pero.
In questi mesi sono stati fatti passi da gigante: il cantiere è totalmente operativo e i lavori in corso interessano tutte le sue diverse aree. Almeno trenta Paesi sui cinquantaquattro titolari di padiglioni autonomi avevano già finito da tempo. Negli ultimi giorni erano rimasti più in ritardo di altri Italia, Turchia, Russia, Indonesia, Nepal. Da giovedì scorso l’impennata di velocità è stata però determinante: tutti i padiglioni tranne quello del Nepal, paese colpito dal terremoto, sono finiti non soltanto nelle strutture, ma anche negli allestimenti relativi alle parti visitabili dal pubblico.
Expo è un evento fatto soprattutto per le famiglie e per i ragazzi e noi lo aspettiamo trepidanti: molte classi dell’Istituto vi andranno infatti in visita didattica, già dai primi giorni di maggio.