Il giorno 8 Maggio le classi prime hanno partecipato ai giochi sportivi presso il campo Soressi.
I ragazzi sono arrivati al campo e hanno raggiunto il posto assegnato alle rispettive classi sugli spalti. La professoressa Pozzi, insegnante di ginnastica, ha comunicato l’ordine in cui si sarebbero svolte le discipline di atletica a cui si erano precedentemente iscritti gli alunni.
Ogni ragazzo ha quindi raggiunto l’area dove avrebbe disputato la propria gara. Le competizioni quindi hanno avuto inizio.
In questo articolo vi presentiamo i primi posti della classifica del salto in lungo, disciplina dalla tecnica precisa che si basa sulla velocità della rincorsa e sulla coordinazione del salto.
Ecco le alunne prime classificate:
1) Bonora Petra 1^A Sarmato m. 4,oo
2) Bosio Susanna 1^E m. 3,80
3)Ivanova Emilia 1^D m. 3,50
Di seguito, i ragazzi primi classificati:
1) Nicolin Braian 1^C m. 4,25
2) Zito Davide 1^B m. 4,20
3) Lhalali Walid 1^E m. 4,00
Vi proponiamo le immagini di alcuni dei salti sia maschili che femminili nel video sottostante:
Le ragazze della media “G. Mazzini” raggiungono un importante traguardo
a cura di Chiara Montefiori ed Elisa D’Oca
25/5/2015
Dopo l’entusiasmante vittoria del torneo provinciale di pallavolo, con tanta adrenalina in corpo, le campionesse provinciali della nostra scuola media “G. Mazzini” si sono recate a Reggio Emilia per la fase regionale.
Le squadre sfidanti provenivano da Parma e da Reggio-Emilia. Ogni squadra doveva giocare due partite al meglio di due set. Le prime a competere sono state la squadra di Parma contro quella di Reggio Emilia. Per noi è stata una fortuna perché, non giocando subito, potevamo capire e individuare i punti forti e deboli delle altre squadre. Dopo aver assistito alla vittoria di Parma, ora toccava a noi dimostrare le nostre capacità, dando il meglio di noi stesse. Purtroppo le avversarie erano fisicamente e tecnicamente più forti di noi e abbiamo perso, pur mantenendo un forte spirito di squadra e tanta determinazione, per raggiungere l’obiettivo quasi impossibile.
Tralasciando il risultato deludente ci siamo divertite comunque e abbiamo provato una nuova esperienza.
Questo è stato un anno molto positivo, ci sono stati moltissimi nuovi arrivi nella redazione.
In generale, come vi abbiamo raccontato, ci sono state attività extrascolastiche come appunto il giornalino, il laboratorio di scienze, il laboratorio di arte e molte altre attività. Molto belle sono state le gite (a Roma, a Lecco ecc. ); c’è stata la mini settimana bianca a Pinzolo e siamo andati anche a EXPO Milano 2015. Non dimentichiamoci di tutti i concorsi ai quali abbiamo partecipato nei quali abbiamo vinto anche dei premi.
Non dimentichiamoci di salutare i ragazzi di terza che se ne andranno.
A tutto l’ Istituto e anche a tutti i lettori auguriamo Buone Vacanze!
Intervista ad uno dei migliori lanciatori dell’Istituto
Di Davide Zito ed Eddyson Rivera
25/5/2015
Intervistiamo Eddyson Rivera, che ha ottenuto un buon piazzamento nella gara del lancio del vortex.
Intervistatore: Sei contento della posizione in cui sei arrivato?
Eddyson: Sì, ma speravo in un risultato migliore.
Intervistatore: Come ti sei sentito durante la gara?
Eddyson: Sono stato molto contento e mi sono molto divertito.
Intervistatore: Ti è piaciuta subito questa disciplina o ti sei appassionato pian piano?
Eddyson: Mi è piaciuta subito perché tempo fa ho praticato baseball ed ero allenato con i lanci. Pensavo che nessuno riuscisse a battermi ma ci sono stati rivali davvero forti.
Ringraziamo Eddyson e presentiamo i primi tre ragazzi e le prime ragazze sul podio:
Maschi Femmine
1-Abdullah Moh 1- Nykolachiuk Maria
2-Lika Rezart 2-Lucchesi Chiara
3-Rivera Eddyson 3-Murati Angela
Di seguito, un video con alcuni dei lanci della giornata:
Lunedì 20 Aprile 2015, la nostra classe, 5^E, accompagnata dalle maestre, si è recata in visita alla scuola media “G. Mazzini”.
Eravamo curiosi di conoscere il nuovo ambiente che frequenteremo il prossimo anno.
Appena entrati, ci siamo sentiti emozionati e subito ci è sembrato di essere già più grandi!
All’arrivo, siamo stati accolti in biblioteca dalla professoressa Antoniotti e da due alunni di terza media che ci hanno fornito qualche informazioni interessante: ci hanno spiegato che nel pomeriggio si possono fare attività facoltative, per esempio quelle sportive o quelle per la realizzazione del giornalino. Ci hanno parlato anche di come i professori si comportano con i ragazzi e del fatto che ci vuole molto impegno per riuscire bene nello studio.
In seguito, siamo andati a visitare alcuni spazi della scuola: la palestra, le aule di informatica, immagine e musica dove si stava facendo lezione. Infine, siamo arrivati in presidenza ed abbiamo salutato il dirigente.
Ad un tratto é suonata la campanella ed abbiamo fatto ricreazione in corridoio: ci é sembrato un momento un po’ caotico, ma utile per chiacchierare un pò con i ragazzi delle altre classi.
Dopo, ci siamo divisi in gruppi e siamo stati mandati in diverse classi prime per assistere ad una lezione.
Questo è stato il momento più ” temuto” perchè alcuni di noi pensavano di essere interrogati dai “prof”!!!!!! La maggior parte di noi è stata entusiasta dell’esperienza; solo alcuni, i più timidi, si sono sentiti imbarazzati ma contenti. Dobbiamo anche dire che gli insegnanti ci hanno fatto una buonissima impressione, sono stati tutti molto gentili!
Una cosa che ci ha colpito è stata vedere le classi molto più spoglie rispetto alle nostre: solo alcune avevano cartine geografiche o un cartellone, mentre noi non abbiamo più nessuno spazio libero sulle pareti!!
A mezzogiorno, ci siamo riuniti e siamo tornati alla nostra “cara e vecchia” scuola elementare, anche se tutti noi non vediamo l’ora di cominciare il nuovo percorso scolastico alla scuola media.
Oggi vi presentiamo un membro della redazione de La Voce dell’Olubra che è di origine cubana e si chiama Eddyson.
Intervistatrice: Caro Eddyson, dove sei nato?
Eddyson: Sono nato ad Avana, capitale di Cuba.
El Capitolio, museo della capitale cubana
Intervistatrice: Da quando sei arrivato in Italia?
Eddyson: Sono arrivato quando avevo nove anni. Prima vivevo con mia nonna, poi quando sono arrivato in Italia sono andato a vivere con mia madre. Dopo tre anni è nato mio fratello.
Intervistatrice:Parlami un po’ del tuo paese d’origine.
Eddyson: Cuba è un paese molto bello per me perché sono nato lì: è un paradiso naturale e non c’è mai freddo.
Varadero, famosa spiaggia cubana
I bambini possono giocare liberamente anche per strada, senza nessun problema. Il mare è sempre affollato di gente.
Bambini che giocano per strada
Prima c’era la dittatura comunista di Fidèl Castro; dal 2006 il presidente si è dimesso e, al suo posto, il fratello Raul ha cominciato a proporre delle riforme. Ad esempio, oggi puoi entrare ed uscire dal paese senza chiedere il permesso allo stato. Anche il presidente degli Stati Uniti si è riavvicinato a Cuba nel 2014.
Intervistatrice: ok, grazie Eddyson della tua intervista. Posso chiederti l’ultima cosa?
Eddyson: sì, dimmi.
Intervistatrice: vorresti ancora tornare in questa bellissima isola?
Eddyson: Certo che vorrei tornare, perché lì sono nato ed è la mia origine!
di Wiktoria Ianaro, Serena Falco, Camilla Nani, Sofia Dagradi e Amal El Aliane
Sabato 9 Maggio, le classi 1 A e 2 A si sono recate alla biblioteca della scuola media “G. Mazzini” per ascoltare la testimonianza di Marcello Martini, sopravvissuto alla deportazione nazista a Mauthausen. L’attesa e la curiosità erano davvero alte. Il signor Martini, ottantacinquenne, è riuscito a catturare l’attenzione degli alunni e a far rivivere momenti a tratti tragici e toccanti.
Marcello Martini incontra i ragazzi di Castel San GiovanniMarcello Martini è nato a Prato nel 1930. Viene arrestato a Montemurlo il 9 Giugno 1944 con la madre, il padre e la sorella a causa dell’attività partigiana e antifascista della famiglia. Il padre, infatti, era in contatto con gli alleati tramite una radio clandestina. Al momento dell’arresto, lo stesso padre riesce a scappare, schivando i colpi di fucile, attraverso un campo di grano e cerca di raggiungere il fratello di Marcello che nel frattempo si era nascosto con i partigiani sulle colline. La madre e la sorella resteranno per mesi in carcere. Il giovane Marcello, dopo l’arresto, viene spedito a Fossoli in un campo di transito e da qui deportato a Mauthausen il 21 Giugno, dove fu immatricolato con il numero 76430. Nel giro di pochi giorni la sua vita fu stravolta.
Dovette imparare il suo nuovo nome, il numero di matricola, in tedesco, dovette fare i conti con le regole assurde del campo, con la fame, la fatica e il dolore. Venne inviato a lavorare presso un campo satellite di Mauthausen, dove c’era una fabbrica che produceva delle imbarcazioni; il suo compito era quello del saldatore. Dopo qualche tempo si provocò una ferita al piede sinistro per colpa di un chiodo rovente che causò una bruciatura molto seria. Venne ricoverato in ospedale e qui, secondo la testimonianza, trovò alcune persone molto umane e compassionevoli che lo nascosero per ben due mesi, permettendogli di ristabilirsi completamente e di restare in un luogo riparato.
Ritornato al lavoro, cambiò fabbrica e cominciò a costruire parti di aerei. Uno dei momenti più tragici ha riguardato la marcia di più di 200 chilometri percorsa per rientrare a Mauthausen, intervallata dalle esecuzioni sommarie e compiuta in numerosi giorni durante i quali non venne consegnato mai cibo ne’ acqua ai prigionieri.
Il 5 maggio 1945 viene liberato il campo di Mauthausen dagli alleati ma Marcello non ha ricordi di questo momento, probabilmente era giunto al limite della consunzione. Ripresosi, riuscì a tornare in Italia, dove ritrovò tutta la sua famiglia sana e salva ad aspettarlo.
I ragazzi hanno posto numerose domande al sig, Martini: alla questione se non fosse stanco di ripetere la sua storia, egli ha ribadito che la fatica e il dolore di rievocare certi fatti sono giustificati dall’importanza di far prendere coscienza di ciò che è davvero successo e che rischia di essere, per un giovane di oggi, lontano e irrealistico. Egli ha ribadito che è un dovere, per chi vive oggi, informarsi e imparare: come è successo a lui, ci potrebbe sempre essere qualcuno intenzionato a privare gli uomini della loro libertà e di tutto ciò che possiedono. In questo caso però, nessuno può rubare ciò che si è imparato a fare e che si conosce, la propria umanità.
Occorre sempre reagire ai soprusi, ha concluso il sig. Martini, e non lasciare mai che qualcuno prevarichi gli altri, a scuola, a casa e nella società.
L’incontro è stato possibile grazie all’interessamento dell’associazione culturale “Banda Larga” di Piacenza.
di Pamela Hysenaj in collaborazione con Paola Prifti
18/05/15
Autore: Aidan Chambers
Editore: Giunti Junior
Questa storia parla di una ragazza che si chiama Lucy, che ogni giorno subisce gesti di bullismo dalle sue nemiche: Melanie Prosser, Sally-Ann Simpson e Vicky Farrant. È il compleanno di Lucy e, dato che ha dei genitori ricchi, riceverà tanti regali. Melanie, Sally e Vicky, proprio per fare un dispetto a Lucy, le dicono che il giorno dopo deve portare dei regali. Lucy non glieli porta e loro iniziano a maltrattarla ogni giorno, per indurla a cedere. Si erano già comportate così anche con altre persone: una di quelle era Lena Tonks. Angus Burns sapeva tutto questo e quindi manda un biglietto a Lucy con scritto: “Lucy, attenta a Melanie Prosser, ti dà la caccia”. Lucy non gli dava retta, non lo salutava nemmeno, ma in seguito diventano amici, complice una simpatia di Lucy per il ragazzo. Lucy, stanca di Melanie, di Sally e di Vicky, di questi gesti di bullismo, decide di ascoltare Angus e di raccontare tutto ai genitori.
Questo libro mi è piaciuto molto, perché Lucy non si arrende mai e non dà retta a queste ragazze che la maltrattano.
di Virginia Tizzoni in collaborazione con Arianna Traversi
18/05/15
Autore: Ian McEwan
Editore: Einaudi Ragazzi
Peter Fortune, quando aveva dieci anni, sentiva dire dai grandi che era “un ragazzo difficile”, ma non ne capiva la motivazione. Lui non era come quei ragazzi dispettosi e pestiferi, ma era un ragazzo abbastanza tranquillo. Amava molto starsene da solo, infatti ogni pomeriggio si prendeva un’oretta e andava in camera sua oppure andava al parco per riflettere o per fare uno dei suoi sogni ad occhi aperti, nel quale si immaginava combinare di tutto.
In questo libro le sue storie sono raccontate da un Peter adulto. Io ho trovato questo libro interessante e originale. Mi ha coinvolto molto il capitolo del prepotente, perché c’è un’ipotesi di Peter: “Se la vita è un sogno, allora la morte deve essere il momento in cui ci si sveglia. Ecco perché la gente parla in paradiso”. Su questo sono rimasta a pensare un bel po’ di giorni. Consiglierei questo libro a tutti, ma sopratutto alle persone a cui non piacciono i libri complessi, perché è un libro semplice ma comunque con degli insegnamenti non poi così scontati.