I PROGETTI CONTRO IL BULLISMO DELLE SCUOLE MEDIE DI CASTEL SAN GIOVANNI

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Noi ragazzi delle classi seconde E, B e D della scuola media di G. Mazzini stiamo affrontando il problema riguardante il Bullismo.

Come primo inizio noi studenti abbiamo parlato del problema del bullismo in un incontro e abbiamo discusso con la polizia municipale riguardo a questa tematica che oggi è molto frequente in tutte le scuole.

Durante l’incontro, abbiamo compilato un questionario che ci chiedeva, tra l’altro, cosa avremmo fatto se fossimo vittime di bulli, oppure se fossimo spettatori di atti di bullismo nei confronti dei nostri amici. L’esito di questi questionari ha mostrato come noi ragazzi, se fossimo vittime di bulli, preferiremmo rivolgerci a un amico piuttosto che a un adulto.

Prima delle vacanze di Natale noi abbiamo iniziato a parlare dell’argomento anche con le psicologhe Claudia Marelli e Francesca Cavallini e dovremo lavorare in ogni materia per realizzare progetti interdisciplinari riguardanti il tema del bullismo.

Al termine del lavoro verrà caricato su Facebook un video per mostrare a tutti quanti il lavoro dei ragazzi delle classi partecipanti, perciò vi invitiamo a cliccare MI PIACE .

Adesso vi parleremo di alcuni progetti completati o in corso di realizzazione.

Nell’ambito musicale i ragazzi delle diverse classi hanno scritto delle canzoni. Per esempio i ragazzi della classe seconda B hanno portato delle canzoni scaricate da internet su delle chiavette; dopo aver ascoltato le diverse canzoni, gli alunni ne hanno scelta una per il sottofondo e l’hanno arricchita con suoni prodotti con gli oggetti che avevano fra le mani,poi hanno scelto delle parole per lo spartito.

Invece ,sempre in ambito musicale, i ragazzi della seconda E hanno preso il sottofondo della canzone “Ragazzo Fortunato” e hanno inventato uno spartito che racconta la storia di un giovane preso di mira da un bullo e di come un suo amico lo ha aiutato.

Un altro progetto realizzato é uno slogan in francese realizzato dalla seconda E e dalla seconda D, lo slogan è” LE CYBER BULLE EST RACKETTEUR,LE CYBER RACKET EST DANGEREUX ,LE CYBER BULLE EST DANGEREUX” che tradotto è:” Il cyber bullo è ricattatore, il ricatto é disgustoso, il cyber bullo é disgustoso” .

Tanti altri lavori devono ancora essere conclusi, ma pensiamo di aver mostrato con questo articolo l’attenzione che la scuola ha nei confronti dei problemi dei giovani. Invitiamo tutti a cercare su Facebook la nostra pagina e a mostrare l’apprezzamento per il nostro lavoro.

 PUGLISI GABRIELE E ERIK ZUAVI CON LA COLLABORAZIONE SPECIALE DI MARTA QUEIRAZZA                                                          

La tomba nel Busento di Giosuè Carducci

 

La leggenda di Alarico
Nella notte del 24 agosto del 410 D.C. Alarico, Re dei Visigoti, entrò con il suo esercito in Roma, passando per Porta Salaria. Dopo tre giorni di saccheggi e violenze (pare comunque che ci fosse stato l’ordine di non sa­cri­ficare vite umane e di risparmiare le chiese),  i barbari abbandonarono l’Urbe e si di­ressero verso il Sud della penisola, con l’intenzione di raggiungere le cos­te africane per nuove invasioni e conquiste. Ma improvvisamente Alarico, ap­pena quarantenne, si ammalò improvvisamente e morì nei pressi dello Stretto.

Narra la leggenda che i Visigoti, per evitare che i Romani potessero violare la tomba del loro re, deviarono il fiume Busento nei pressi di Cosenza e sep­pel­lirono nel suo letto Alarico con tutte le sue armi, il suo cavallo ed il suo tesoro. In seguito ripristinarono il normale corso delle acque. Gli schiavi usati per deviare temporaneamente il corso del fiume furono uccisi, affinchè non potessero rivelare a nessuno il segreto.

Cupi a notte canti suonano
Da Cosenza su ’l Busento,
Cupo il fiume gli rimormora
4Dal suo gorgo sonnolento.

Su e giú pe ’l fiume passano
E ripassano ombre lente:
Alarico i Goti piangono,
8Il gran morto di lor gente.

Ahi sí presto e da la patria
Cosí lungi avrà il riposo,
Mentre ancor bionda per gli òmeri
12Va la chioma al poderoso!
Del Busento ecco si schierano
Su le sponde i Goti a pruova,
E dal corso usato il piegano
16Dischiudendo una via nuova.

Dove l’onde pria muggivano,
Cavan, cavano la terra;
E profondo il corpo calano,
20A cavallo, armato in guerra.

Lui di terra anche ricoprono
E gli arnesi d’òr lucenti;
De l’eroe crescan su l’umida
24Fossa l’erbe de i torrenti!

Poi, ridotto a i noti tramiti,
Il Busento lasciò l’onde
Per l’antico letto valide
28Spumeggiar tra le due sponde.

Cantò allora un coro d’uomini:
— Dormi, o re, ne la tua gloria!
Man romana mai non víoli36Recal tu da mare a mare.
32La tua tomba e la memoria! —

Cantò, e lungo il canto udivasi
Per le schiere gote errare:
Recal tu, Busento rapido,
Recal tu da mare a mare.

Alarico

 In questa poesia mi hanno colpito  le seguenti immagini:

_Gli uomini di Alarico cantavano una triste canzone e mentre cantavano sembrava che anche il fiume cantasse con loro :

Cupi a notte canti suonano
Da Cosenza su ’l Busento,
Cupo il fiume gli rimormora
4Dal suo gorgo sonnolento.

 _Alarico era lontano dal suo popolo,era ancora giovane  con una chioma bionda e lunga:

Ahi sí presto e da la patria
Cosí lungi avrà il riposo,
Mentre ancor bionda per gli òmeri
12Va la chioma al poderoso!
Del Busento ecco si schierano
Su le sponde i Goti a pruova,
E dal corso usato il piegano

_Dove prima le onde del Busento bagnavano le terre ora gli uomini scavano e scavano. Calano  nella fossa, lentamente, il Re e il suo cavallo con le armi ancora splendenti:

Dove l’onde pria muggivano,
Cavan, cavano la terra;
E profondo il corpo calano,
20A cavallo, armato in guerra.

_Ora gli uomini di Alarico  hanno sepolto il Re  e rimettono nel vecchio corso il Busento:

Poi, ridotto a i noti tramiti,
Il Busento lasciò l’onde
Per l’antico letto valide
28Spumeggiar tra le due sponde.

_ Gli uomini si misero a cantare in coro tristi per la perdita del loro amato re:

Cantò allora un coro d’uomini:
— Dormi, o re, ne la tua gloria!
Man romana mai non víoli36Recal tu da mare a mare.
32La tua tomba e la memoria! —

_Poi dissero -Tu Busento porta questi tristi canti lontano nel mare e che tutti provino questo dolore.-:

Cantò, e lungo il canto udivasi
Per le schiere gote errare:

Recal tu, Busento rapido,
Recal tu da mare a mare

Alarico fu un grande re e questa poesia ci mostra l’ammirazione e l’amore che il suo popolo aveva per lui.

Anche una poesia può aiutarci a capire meglio i personaggi storici che, a volte, ci appaiono lontani, freddi e poco comprensibili.

Aya Adnani, Alberto Zaffignani, Tommaso Cappadonna

 

 

Concerto al Teatro della Scala di Milano

Il giorno 06/04/2014 le classi seconde e terze si sono recate al Teatro della Scala di Milano per assistere ad un concerto strumentale. File:Milan - Scala - Facade.jpg

Abbiamo intervistato un ragazzo che ha partecipato a questa meravigliosa esperienza.

INTERVISTA

Intervistatori:”Parlaci delle tue sensazioni a caldo”

Andrea: “E’ stato davvero emozionante assistere ad un concerto nel “Santuario della musica”, laddove non mi ero mai recato”.
Intervistatori: “Dai, bando alle ciance, raccontaci la tua esperienza”.

Andrea: “Dopo essere arrivati in piazzale Gramsci, siamo saliti su un autobus (di colore bronzo anni ’70) e siamo partiti. Durante il viaggio (molto rilassante) abbiamo scherzato tra di noi, ma abbiamo anche affrontato argomenti molto seri, come la storia del Teatro alla Scala, i compositori che andavamo ascoltando e la storia della “capitale della moda”, abilmente esposta dai ragazzi di terza media (in particolare da Luca Belli). Tra l’altro ci hanno anche spiegato l’ origine del nome del teatro, che deriva dal nome della chiesa su cui sorge, chiamata appunto Santa Maria della Scala.
L’autobus ci ha successivamente portato in piazza del Duomo, in prossimità della Galleria Vittorio Emanuele II, nella quale si trovano le vetrine dei più acclamati stilisti e il leggendario toro, che si dice porti fortuna. Dopo aver “trascinato” le ragazze verso la piazza del Duomo, abbiamo ammirato il monumentale Duomo di Milano, caratterizzato dalla sua slanciatezza, dalle elaborate guglie, dagli archi a sesto acuto e da quelli rampanti, dalla meravigliosa Madonnina d’ oro e dai portoni in bronzo, decorati con scene bibliche.
Alle tre e un quarto circa ci siamo diretti verso il Teatro alla Scala per un’ occasione irripetibile: assistere ad un concerto.
Intervistatori: “Quali sono state le tue prime impressioni al momento del tuo ingresso nel teatro?”
Andrea: “Entrati nel meraviglioso teatro in teatro dal meraviglioso lampadario, dalle splendide colonne in marmo e le varie decorazioni ci siamo seduti ai nostri posti (che erano un po’ stretti).Dopo, il buio. Era iniziato.”
Intervistatori: “Veniamo al dunque, com’è stato il concerto?”
Andrea: “daIl concerto è stato indescrivibile, una sensazione meravigliosa. Abbiamo ascoltato cinque brani molto speciali, tra i quali uno inedito. Il primo brano, per quartetto di archi e flauto era stato composto da Jean Cras, un musicista di epoca moderna: il flauto, dal suono melodioso e molto delicato, si univa perfettamente all’espressività degli strumenti ad arco, creando un’ atmosfera incantata. Il secondo era del compositore contemporaneo Carlo Galante, si trattava di tre parafrasi di don Chisciotte: in questa composizione il clarinetto, dal suono profondo e molto caldo, esaltava l’ orchestra di arch. Dopo i fragorosi appalusi del  pubblico abbiamo ascoltato una composizione di Maurice Ravel, intitolata INTRODUCTION ET ALLEGRO, forse il brano più famoso tra quelli composti  ed un valzer di Claude Debussy, famosissimo compositore settecentesco : due meravigliose composizioni, che trasportano l’ ascoltatore in un paradiso musicale, grazie al sublime suono dell’ arpa. Insomma, una fantastica esperienza dei sensi.
È stato intervistato: Andrea Campomagnani
Intervistatori: Matteo Zambianchi ed Eglantina Baftjari

 

INTERVISTA AD UN APPASSIONATO DI CALCIO

Oggi abbiamo deciso di intervistare Riccardo Ippolito, detto Mimmo , che è un grande appassionato di calcio.

Mimmo iniziò con la  squadra di calcio Fontana Audax come portiere, poi passò al San Filippo Neri come attaccante e segnò ventuno goal in una stagione, adesso gioca nell’ Apos, è un  ottimo tiratore di calci di rigore e  di calci di punizione al limite  dell’area di rigore ; è bravo a colpire di testa.

Gli abbiamo fatto qualche domanda:

-Qual è la tua squadra del cuore?

-Amo l’Inter e vorrei indossare per sempre la maglia numero 10.

– Il tuo goal preferito da quando hai iniziato a giocare?

-Il mio gol piú bello è stato, da calcio di punizione ,un tiro che è andato perfettamente nell’incrocio dei pali.

-Qual è il tuo calciatore preferito?

-Ho due calciatori preferiti che sono: Neymar e Cristiano Ronaldo.

-Da quanto è che hai iniziato a giocare a calcio e perché ?

-Ho iniziato all’età di sei anni e l’ ho fatto perchè sognavo di diventare un campione.

-Secondo te quali sono gli aspetti più belli del calcio?

-A me del calcio piace ogni aspetto, per me il calcio è una grande passione.

Dopo queste domande abbiamo capito che Mimmo è un vero appassionato di calcio!

Andrea e Tommaso.

La testimonianza di un partigiano castellano

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Il partigiano Riccardo Brega

Sabato 5 aprile 2014, la classe 3^A si è recata a villa Braghieri per assistere alla conferenza sul tema: “La formazione dei primi gruppi di ribelli in Val Tidone e l’inizio della lotta partigiana contro le forze fasciste hitleriane”.

Lo storico Romano Repetti ha tracciato il profilo generale della situazione in Europa all’epoca della Seconda Guerra Mondiale, soffermandosi sugli eventi locali seguiti all’8 settembre 1943. Uno dei primi esempi di resistenza armata in Val Tidone venne organizzato a Vidiano il 24 Gennaio 1944, dove un gruppo di civilli attaccò il torpedone che conduceva la Guardia Nazionale nei paesi della zona per il rastrellamento dei giovani che avrebbero dovuto arruolarsi ma non si erano presentati in caserma. Nei mesi successivi si formarono numerose bande di partigiani in tutta la valle che poi confluiranno nel Comitato di Liberazione Nazionale.

Particolarmente coinvolgente è stata la testimonianza di Riccardo Brega, classe 1922. Ci ha descritto la battaglia di Monteventano dove salvò un giovane fascista ferito, nonostante fosse un nemico. Ha sottolineato come il popolo abbia avuto un ruolo da protagonista durante la Resistenza e questo ha aperto le porte alla futura democrazia italiana.

Per noi che viviamo in un’epoca così diversa da quella raccontata dalla testimonianza, è particolarmente importante conoscere le persone che hanno vissuto in prima persona i fatti che per noi sono ormai storia. In questo modo la storia diventa esempio e ispirazione per la vita di tutti i giorni.

di: Marco Terni

Intervista al direttore

La redazione del giornale scolastico “La voce dell’Olubra” ha voluto intervistare il nostro nuovo direttore, Marco Terni di terza A, per presentarlo a tutti i lettori.

D: Qual è il tuo colore preferito?

R: Il mio colore preferito è il viola, possibilmente abbinato al giallo. Mi piace questo accostamento particolare.

D: Hai un cibo preferito?

R: La nutella.

D: Che tipo di abbigliamento preferisci?

R: Quello sportivo: mi piace stare comodo.

D: Quali generi musicali ascolti?

R: Il pop e l’hip-hop.

D: Quale cartone animato preferivi da piccolo?

R: Da piccolo, mi piacevano molto i “Power Rangers”, “Dragonball” e “One Piece”.

D: Qual è il tuo film preferito, adesso?

R: Il mio film preferito è “Real Steel” perché è un film di fantascienza dove ci sono dei combattimenti tra robot comandati dagli uomini che ricordano l’ odierna boxe. Il film si basa sulla morale del più debole che vince il più quotato, un po’ come “Davide e Golia”.

D: Per che squadra di calcio tifi?

R: Tifo per il Barcellona, perché mi diverte quando gioca.

D: Quale sport pratichi?

R: Ho iniziato a giocare a calcio alle elementari per poi passare al rugby ed infine all’atletica nella società “Atletica Piacenza”, che vanta, tra i suoi atleti, campioni mondiali come Stefano Braga, castellano. La mia specialità è salto in lungo. Purtroppo a Castel san Giovanni non riusciamo sempre ad allenarci, ci sono problemi di organizzazione delle strutture sportive.

D: Hai qualche animale domestico?

R: Sì, ho due cani.

D: Hai fratelli?

R: No, sono figlio unico.

D: Se in questo momento tu potessi prendere un aereo e andare dove vuoi, quale meta sceglieresti?

R: Andrei a sciare ad Aspen, negli Stati Uniti.

D: Sei bravo a scuola?

R: Sì, mi definirei abbastanza bravo

D: In quali materie eccelli?

R: Italiano, Storia, geografia, scienze ma me la cavo piuttosto bene anche nelle altre.

D: Quale materia scolastica preferisci?

R: Italiano: mi piace esprimermi e comunicare.

D: Con quale professore ti senti particolarmente in sintonia?

R: Con la prof.ssa Ceruti di inglese, perché è simpatica ed intraprendente.

D: Ti inquieta l’esame?

R: No, non sono tanto preoccupato.

D: Ti dispiacerà lasciare la scuola media?

R: No, perché si progredisce nella crescita.

D: A quale tipo di istituto superiore ti sei iscritto?

R: Ad un istituto scientifico nel nostro paese, il Liceo Volta.

D: Che lavoro vorresti fare da grande?

R: Non ho ancora le idee molto chiare ma mi piacerebbe fare il medico o l’allenatore (non so di quale sport).

D: Ti piace leggere? Se sì, quale genere preferisci? Qual è il tuo libro preferito?

R: Mi piace leggere i libri soprattutto quando sono interessanti e avvincenti. Tra quelli che ho letto, ho apprezzato: “Il sergente nella neve” di Mario Rigoni Stern, libro di memorie sulla Seconda Guerra Mondiale e “Crash” di Jerry Spinelli, divertente romanzo sull’amicizia. Uno dei miei preferiti è “Be Safe”, di Xavier Laurent Petit, un libro contro la guerra.

D: Quali attività exstrascolastiche proporresti agli alunni della nostra scuola?

R: Il gruppo sportivo, le attività linguistiche, il gruppo musicale e ovviamente il giornalino.

D: Cosa ti fa paura?

R: Mi fa paura l’idea di rimanere solo, senza i miei amici.

D: Sei estate o inverno?

R: Estate, perché non si va a scuola.

D: Gatto o cane?

R: Cane.

D: Bianco o nero?

R: Bianco.

D: Ottimista o pessimista?

R: Penso da pessimista però agisco da ottimista, dipende dalle situazioni.

D: Ti piace improvvisare?

R: Si, molto, improvviso quasi sempre.

D: Cosa ti ha spinto a venire al giornalino?

R: Ho sempre sognato di venire al giornalino ma la prof. Antoniotti mi ha convinto definitivamente.

D: Hai una fidanzata? Qual è il tuo tipo?

R: Se ho una fidanzata….. purtroppo non posso dirvelo perché è coperto dal segreto militare; ma comunque il mio tipo è una bella ragazza simpatica e intelligente. Però secondo me non esiste il modello di ragazza perfetta.

D: Qual è la cosa più stravagante che ti piacerebbe fare?

R: Mi piacerebbe pilotare un aereo acrobatico, sorvolare le montagne più alte del mondo sfiorando tutti i crinali e le vette solamente perché mi piace essere spericolato.

A cura della redazione

 

 

 

 

 

 

Giochi sportivi studenteschi 2014 classi seconde e terze: velocità femminile

 

 

 
Le prime tre classificate delle classi terze sono state:
1. Ballo

2° Xhelli

3°Verduci

Le prime tre classificate delle classi seconde sono state:

1°Brega

2°Cannizzaro

3°Labati

Abbiamo intervistato la vincitrice delle classi terze.

D – Ti sei allenata molto per questa gara?

R – Mi sono allenata mentre facevo basket  e grazie al mio allenatore ho vinto questa gara

D – Descrivici il momento più emozionante.

R – Il momento più emozionante è stato prima di attraversare il traguardo. Pensavo di non vincere …C’erano ragazze molto più brave di me!

D – L’attimo più difficile?

R – Il momento più difficile è stato quando la ragazza che è arrivata seconda mi stava per superare ma alla fine non ce l’ha fatta.

D – Vuoi aggiungere qualcosa?

R – Voglio ringraziare nuovamente il mio allenatore di basket e la prof. ssa Pozzi.

 

Di: Giacomo Scrocchi in collaborazione di Matteo Calegari e Marco Terni

 

Il nostro co – direttore

Raul, il nostro co-direttore, colui che risolve ogni problema, colui che é sempre disponibile con tutti noi.

In questo articolo vogliamo presentarvelo e raccontarvi VERAMENTE chi é. Con i suoi occhi azzurri e i suoi capelli biondi che gli incorniciano il viso, sembra proprio un angioletto; in realtà è tutto il contrario, e molto vivace e talvolta pazzerello. Raul, tuttavia,  è  anche un ragazzo fantastico e molto disponibile. Ha molte passioni: gli piace ballare, ascoltare musica, è molto bravo in disegno, ma sopratutto gli piace fare cose molto spericolate.

INTERVISTA

D: Qual é  il tuo colore preferito?

R: L ‘azzurro.

D: Cibo preferito?

R: Hamburger

D: Ti commuovi facilmente?

R: Sì, sono molto sensibile , anche se all’apparenza non sembra.

D: Squadra del cuore?

R: Milan forever

D: Genere di libri che ti piacciono?

R: Avventura & horror

D: Materia preferita?

R: Antologia & religione.

D: Film preferito?

R: Divergent

D: Ti piace organizzare i lavori dei tuoi compagni? –

R: Sì, mi piace dare una mano a tutti e farlo sempre in modo allegro e divertente.

D: Hai fratelli o sorelle?

R: Un fratello e una sorella.

D: Come ti piace vestirti?

R: Elegante, ma allo stesso tempo comodo.

D: Perchè hai deciso di venire al giornalino?

R: Perchè mi è piaciuto andarci sin dalla prima media.

D: Qual è il tuo motto?

R: Se non è PERICOLOSO non ti DIVERTI.

D: Qual è la cosa più pericolosa che hai fatto?

R: Scendere una  collina ripida con una bici ad alta velocità  e finire in un canale, procurandomi una bella operazione.

Questo è il nostro direttore, nel bene e nel male e per noi sarà quest’anno un punto di riferimento. 🙂

 

di: Keith Grissel Galicia, Martina Giori

Conosciamo un personaggio storico: Teodorico

Si può conoscere un personaggio storico anche attraverso la poesia; un poeta molto importante nella storia della letteratura italiana è Giusuè Carducci che ha dedicato tante poesie ai grandi personaggi storici, uno di questi personaggi è il re ostrogoto Teodorico. Il re ci viene presentato come personaggio negativo, odiato da tutto il popolo romano, infatti, dopo un regno pacifico e costruttivo, il re fece perseguitare i cristiani, condannado a morte perfino coloro che lo avevano aiutato come Boezio. Ecco il testo della poesia:

LA LEGGENDA DI TEODORICO

Su ‘l castello di Verona
Batte il sole a mezzogiorno,
Da la Chiusa al pian rintrona
Solitario un suon di corno,
Mormorando per l’aprico
Verde il grande Adige va;
Ed il re Teodorico
Vecchio e triste al bagno sta.
Pensa il dí che a Tulna ei venne
Di Crimilde nel conspetto
E il cozzar di mille antenne
Ne la sala del banchetto,
Quando il ferro d’Ildebrando
Su la donna si calò
E dal funere nefando
Egli solo ritornò.
Guarda il sole sfolgorante
E il chiaro Adige che corre,
Guarda un falco roteante
Sovra i merli de la torre;
Guarda i monti da cui scese
La sua forte gioventú,
Ed il bel verde paese
Che da lui conquiso fu.
Il gridar d’un damigello
Risonò fuor de la chiostra:
— Sire, un cervo mai sí bello
Non si vide a l’età nostra.
Egli ha i pié d’acciaro a smalto,
Ha le corna tutte d’òr.
— Fuor de l’acque diede un salto
Il vegliardo cacciator.
— I miei cani, il mio morello,
Il mio spiedo — egli chiedea;
E il lenzuol quasi un mantello
A le membra si avvolgea.
I donzelli ivano. In tanto
Il bel cervo disparí,
E d’un tratto al re da canto
Un corsier nero nitrí.
Nero come un corbo vecchio,
E ne gli occhi avea carboni.
Era pronto l’apparecchio,
Ed il re balzò in arcioni.
Ma i suoi veltri ebber timore
E si misero a guair,
E guardarono il signore
E no ‘l vollero seguir.
In quel mezzo il caval nero
Spiccò via come uno strale
E lontan d’ogni sentiero
Ora scende e ora sale:
Via e via e via e via,
Valli e monti esso varcò.
Il re scendere vorría,
Ma staccar non se ne può.
Il più vecchio ed il più fido
Lo seguía de’ suoi scudieri,
E mettea d’angoscia un grido
Per gl’incogniti sentieri:
— O gentil re de gli Amali,
Ti seguii ne’ tuoi be’ dí,
Ti seguii tra lance e strali,
Ma non corsi mai cosí.
Teodorico di Verona,
Dove vai tanto di fretta?
Tornerem, sacra corona,
A la casa che ci aspetta? —
— Mala bestia è questa mia,
Mal cavallo mi toccò:
Sol la Vergine Maria
Sa quand’io ritornerò. —
Altre cure su nel cielo
Ha la Vergine Maria:
Sotto il grande azzurro velo
Ella i martiri covría,
Ella i martiri accoglieva
De la patria e de la fé;
E terribile scendeva
Dio su ‘l capo al goto re.
Via e via su balzi e grotte
Va il cavallo al fren ribelle:
Ei s’immerge ne la notte,
Ei s’aderge in vèr’ le stelle.
Ecco, il dorso d’Appennino
Fra le tenebre scompar,
E nel pallido mattino
Mugghia a basso il tosco mar.
Ecco Lipari, la reggia
E tra i bòmbiti lampeggia
De l’ardor che la consuma:
Quivi giunto il caval nero
Contro il ciel forte springò
Annitrendo; e il cavaliero
Nel cratere inabissò.
Ma dal calabro confine

Che mai sorge in vetta al monte?
Non è il sole, è un bianco crine;
Non è il sole, è un’ampia fronte
Sanguinosa, in un sorriso
Di martirio e di splendor:
Di Boezio è il santo viso,
Del romano senator. 

 

 

Immagine di Teodorico in un dipinto.

In questa poesia mi hanno colpito  le seguenti immagini:

– il cervo che compare all’improvviso è ben diverso da un cervo comune:

Egli ha i pié d’acciaro a smalto,
Ha le corna tutte d’òr.

– il cavallo nero che compare accanto a Teodorico; questo cavallo è una presenza inquietante, ha occhi di fuoco e nemmeno i cani del re lo vogliono seguire

 

E d’un tratto al re da canto
Un corsier nero nitrí.
Nero come un corbo vecchio,
E ne gli occhi avea carboni
Ostrogoto

-Il cavallo si fermò sopra ad un vulcano e scalciano fece precipitare il re ostrogoto.


Quivi giunto il caval nero 
Contro il ciel forte springò
Annitrendo; e il cavaliero
Nel cratere inabissò.

-E mentre Teodorico cadeva,  nel cielo apparve il viso di Boezio, che Teodorico aveva fatto uccidere:

Che mai sorge in vetta al monte?
Non è il sole, è un bianco crine; 
Non è il sole, è un’ampia fronte
Sanguinosa, in un sorriso
Di martirio e di splendor:
Di Boezio è il santo viso,
Del romano senator.

Questa immagine mi ha colpito, perché chi si comporta in modo malvagio viene sempre punito, anche se è un grande re.

Teodorico aveva governato con saggezza nella prima parte del suo regno, ma poi si era lasciato condizionare dallo spirito di vendetta e questo lo aveva indotto ad agire in modo sbagliato. Dio lo ha punito.

Aya, Tommaso, Alberto (Prima C)