Ricordando la Grande Guerra attraverso la figura di un eroe italiano
di Arianna Fornari, Wiktoria Ianaro
16/02/2016
Il 06/12/2015, il Gruppo Musicale ha avuto la possibilità di cantare, al Teatro Verdi, insieme al coro degli alpini della Valtidone.
Mentre assistevamo all’esibizione del coro degli alpini, abbiamo potuto conoscere la figura di Cesare Battisti, rievocato dalle parole di Maurizio Caldini, attore piacentino e alpino. Caldini ha impersonato il personaggio storico, facendoci provare forti emozioni.
Abbiamo così pensato di intervistare Cesare Battisti, per conoscere meglio la sua storia che è anche quella dell’Italia.
D: “Salve signor Cesare, vorremmo farle un’intervista. La prima domanda che abbiamo per lei è: dove e quando è nato?”
R: “Sono molto lieto di poter essere intervistato. Sono nato a Trento il 4 Febbraio 1875 da un commerciante di nome Cesare e da una nobildonna di nome Maria Teresa Fogolari. Ero un cittadino austriaco.”
D: “Come e dove ha frequentato gli studi?”
R: “ Dopo aver frequentato l’ Imperial Regio Ginnasio a Trento, mi sono trasferito a Firenze per iniziare gli studi all’università dove, nel 1898, mi sono laureato in geografia.”
D: “Abbiamo saputo che ha deciso di andare a combattere; quali sono stati i motivi principali? Centrava col fatto che era irredentista?”
R:” Sono andato in guerra per seguire i miei ideali: migliorare le condizioni di vita degli operai, l’ autonomia del Trentino, la libertà.”
D: “Che ruolo aveva e come combatteva?”
R: “Ero un ufficiale degli alpini. Ho partecipato a molte azioni di guerra ed ho ricevuto molte decorazioni. La guerra in trincea, sul nostro fronte, è stata spietata. Nel 1916 ho ricevuto l’ordine di conquistare il monte Corno, in mano alle forze austro-ungariche. E’ stata molto dura: i rinforzi non arrivavano, ho visto tanti compagni cadere. Il 10 luglio è proprio durante quell’operazione che sono stat0 fatto prigioniero, insieme a Fabio Filzi .”
D: ” Le andrebbe di parlare della su famiglia?”
R: “Nel 1899 sposai Ernesta Bittanti con cui ebbi tre figli: Luigi, Livia e Camillo. Mi è dispiaciuto molto averli lasciati ma era mio dovere combattere per la mia patria.”
D: “Come si è svolto il processo e come si è sentito?
R: “Il 12 luglio 1916, sono stato condotto insieme a Fabio Filzi davanti al tribunale militare e sono stato processato per tradimento: io, che per nascita ero cittadino austriaco, combattevo contro l’Austria! Mi hanno chiamato “disertore”, “traditore” ma io restavo fedele all’Italia. Il mio animo era sereno. Durante il processo non mi sono mai abbassato alle scuse, e non ho mai rinnegato il mio operato.
Grazie Battisti, la sua storia è per noi un esempio e non la dimenticheremo!