Il titolo del nostro percorso di lavoro sulla didattica della Memoria di quest’anno è: Esploratori senza pregiudizi, la mappa non è il territorio. Ci siamo posti come obiettivo quello di capire cosa sono i pregiudizi e quanto sia importante conoscere prima di giudicare, in tutti i campi.
Abbiamo allestito La mostra dei pregiudizi, il frutto del lavoro di 13 classi della primaria Tina Pesaro e della secondaria Mazzini, per un totale di quasi 300 lavori, uno per ogni alunno, sui quali si può leggere sia la bellezza e l’unicità di ogni persona, sia la pesantezza e il disastro che i pregiudizi provocano. Nella nostra storia, abbiamo vissuto un periodo nel quale i pregiudizi sono addirittura diventati legge, si sono trasformati in razzismo e hanno portato alla tragedia della Shoah.
Ma ancora oggi non dobbiamo dare niente per scontato, perché, come sanno gli esploratori, la mappa non è il territorio. La mappa è astratta, semplificata mentre il territorio va vissuto, conserva tracce della Memoria, pietre d’inciampo per non dimenticare il passato. Alcune classi della scuola secondaria stanno lavorando sulla mappatura dei luoghi della memoria di Castel San Giovanni e Sarmato e hanno scoperto, da bravi esploratori, storie, persone, eventi del passato che hanno scritto il nostro presente.
Infine, abbiamo riflettuto sul fatto che è difficile conoscere in profondità gli altri e ciò che ci circonda ma non è facile neppure conoscere se stessi. I ragazzi hanno provato a descriversi come territori abitati da emozioni, passioni, paure, sogni. Ognuno è un territorio che confina con gli altri, bellissimo da esplorare: territori di pace, dove sentirsi a casa.
E dove si riconosce l’unicità di ciascuno, non può esserci odio, superficialità, pretesa di essere superiori; perché non si vede bene che con il cuore e non si conosce il mondo se non si sceglie di essere esploratori … ma senza pregiudizi.
A seguire, inseriamo il link alla playlist dei lavori preparati da primaria e secondaria per la Giornata della Memoria 2025.
Uno degli eventi più attesi all’inizio dell’anno scolastico 2024/2025 è la corsa campestre d’Istituto, che coinvolge tutti gli studenti della scuola media “G. Mazzini” di Castel San Giovanni e i ragazzi dell’Istituto “G. Moia” di Sarmato. L’evento si è svolto al campo sportivo Pinetto Soressi, dove le gare hanno avuto inizio alle dieci del mattino, in una giornata leggermente nuvolosa e ventosa del 15 novembre 2024. Come ogni anno, gli studenti sono stati suddivisi in sei categorie: prime maschili e femminili, seconde maschili e femminili, terze maschili e femminili. A gareggiare per primi sono stati i ragazzi seguiti poi dalle ragazze di ciascuna categoria. Quest’anno, però, c’è stata una novità nel percorso: invece di fare più giri sulla pista di atletica, i partecipanti hanno completato un unico giro che attraversava la pista, i campi da calcio e tornava infine al punto di partenza. Questo cambiamento è stato deciso anche a seguito delle condizioni del clima.
Dagli spalti, dove sedevano i ragazzi delle categorie che dovevano correre o che avevano già gareggiato, si faceva il tifo per gli amici, soprattutto quando arrivavano nel tratto finale, visibile dalla tribuna. Le grida incitavano alla vittoria, il clamore e i fischi hanno regalato un brivido speciale ai vincitori esausti. Infine, dato il freddo della giornata, alcuni volontari hanno distribuito il tè agli studenti. Ecco i nomi dei vincitori nelle diverse categorie:
I ragazzi sopra elencati, hanno partecipato, il 24 gennaio 2025, alle fasi provinciali, presso la pista di atletica dello stadio “Leonardo Garilli”. Il campo è stato raggiunto dagli atleti in autobus. Per ogni categoria, il percorso e la sua lunghezza cambiavano: i ragazzi e le ragazze hanno corso in totale 1000 metri, le cadette 1400, mentre i cadetti 1700 metri. C’era una leggera pioggerellina e il cielo era nuvoloso: questo maltempo ha reso la gara più difficile, perché il terreno era coperto di pozze d’acqua e fango. In tutto hanno partecipato 14 scuole; le prime tre vincitrici accederanno alle gare regionali.
Tra i vincitori della fase d’istituto, per la scuola Mazzini, c’è Giulia Lakha, seconda classificata nella categoria seconde femminili. Oggi abbiamo il piacere di intervistare questa ragazza, per scoprire qualcosa in più sulla sua esperienza e sulle emozioni vissute durante la corsa:
D: Come ti sei sentita gli istanti prima di iniziare a gareggiare?
Giulia: Mi sentivo abbastanza tranquilla, perchè avevo già gareggiato e sapevo come funzionava.
D: Qual’è stato il momento più emozionante o difficile della gara?
Giulia: Per me il momento più difficile della gara è stato il tratto pieno di sassi, in cui ho dovuto rallentare per non cadere.
D: Il nuovo percorso è stato una sorpresa rispetto all’anno scorso. Come ti sei trovata ad affrontare un circuito diverso?
Giulia: Mi aspettavo fosse uguale, ma non è stato un gran problema anche se ho rischiato di scivolare diverse volte.
Ringraziamo Giulia, le facciamo i complimenti e le diamo appuntamento al prossimo anno con nuovi successi!
Di Giacomo Misso, Alessio Groppi, Sara Hanbaly 20/1/2025
All’inizio di ottobre 2024, le classi seconde di Castel San Giovanni e di Sarmato hanno potuto vivere un’esperienza davvero emozionante al Parco Avventura di Salice Terme. Raggiunta la meta in pullman, siamo stati accolti dagli addetti del parco e ci siamo divisi in due gruppi, uno per ogni attività. La prima era l’attività di orientamento: siamo stati divisi in sotto gruppi formati da 5 ragazzi. Ci hanno dato una mappa, una scheda da completare e una bussola. Il nostro compito era quello di cercare dei luoghi specifici nel parco. Alcuni gruppi si erano bloccati in alcuni punti, mentre altri sono andati dritti come fulmini verso la meta.
La seconda attività (e anche quella più interessante secondo noi) è stata il tree climbing, cioè l’arrampicata sugli alberi. Gli esperti ci hanno spiegato come usare l’imbragatura e i ganci per poter salire in sicurezza, quindi, finalmente, siamo potuti salire con una scala sulle piattaforme posizionate sugli alberi. Da quelle partivano cavi su cui camminare, reti in cui gattonare, tavole di legno che si muovevano pericolosamente, il tutto sospesi ad alcuni metri dal suolo! Inoltre erano presenti due lunghe zipline che permettevano di “volare” letteralmente appesi ad una carrucola.
Questa attività è stata la preferita da molti, i più spericolati, che si divertivano a salire in alta quota. La gita è stata una bella esperienza, ci ha aiutato a sconfiggere le nostre paure affrontando percorsi da mozzare il fiato e abbiamo passato una bella giornata all’aria aperta con i nostri compagni.
Anche quest’anno, come da tradizione, le classi prime della scuola media Mazzini hanno partecipato alla “Giornata al Campo Scout” di Castel San Giovanni. Era lunedì 7 ottobre 2024, una giornata soleggiata, noi eravamo emozionati e felici di passare la mattina all’aperto. Alle 9:30 ci siamo incamminati per raggiungere a piedi la Base Scout in Via Parpanese. Qui ci aspettavano gli amici delle classi terze con alcuni giochi che avevano organizzato apposta per noi: all’inizio ci hanno proposto un’attività di calcio, dovevamo tutti segnare dei goal contro la squadra avversaria in una medesima porta dove non c’era nessun portiere.
Poi ci siamo divertiti con l’ hockey sul prato, anche in questo caso dovevamo segnare in una porta senza rete e portiere, con una mazza da hockey. Abbiamo poi giocato a pallavolo, dovevamo passarci la palla a vicenda e lanciarla sopra la rete senza farla cadere. Infine ci siamo affrontati in una corsa ad ostacoli. In base ai punteggi ottenuti è risultata vincitrice la classe 1^A. Peccato, perché noi siamo in 1^ C! A noi è piaciuto soprattutto il calcio perché è il nostro sport preferito. Siamo rientrati a scuola con tanta energia e molto soddisfatti, sicuramente con nuovi amici e una bella esperienza da raccontare!
Il 12 novembre 2024, i ragazzi di tutte le classi del nostro istituto hanno potuto partecipare ai Giochi d’Autunno, promossi dall’università Bocconi di Milano per le scuole secondarie di primo e secondo grado. I Giochi d’Autunno sono una gara di giochi matematici e propongono una serie di quesiti che gli studenti devono risolvere individualmente nel tempo di 90 minuti. Sono stati pensati per mettere alla prova le abilità logiche e matematiche degli studenti. L’iscrizione ai giochi non era obbligatoria, ogni alunno poteva scegliere se partecipare, versando una quota.
Per gli studenti della nostra età c’erano due livelli: il C1 per gli studenti di prima e seconda media e il C2 per gli studenti di terza media e prima superiore. Nell’edizione 2024, in tutto, gli esercizi da completare erano sedici, otto per ogni categoria e dovevano essere risolti nell’arco di un’ora e mezza. Era consentito portare con sé matita, gomma, forbici, righello, compasso e fogli. Non erano ammesse calcolatrici o tavole numeriche. Ai vincitori verranno assegnate delle medaglie e a tutti i partecipanti sarà consegnato un attestato di partecipazione. Nel momento in cui ci sono stati consegnati i fogli, si sentiva nell’aria l’agitazione: tutti ne provavamo almeno un po’. Le prove erano difficili, ma nel complesso fattibili. Non era obbligatorio consegnare la prova allo scadere dell’ora e mezza, si poteva consegnare il foglio quando gli esercizi erano finiti. Il nostro esercizio preferito è stato quello dei pacchi regalo: bisognava indovinare il pacco in cui era contenuto un premio, gli altri erano vuoti. I vincitori e i risultati dei test devono ancora uscire sulla piattaforma dell’università Bocconi, a noi verranno detti a scuola. Le gare continueranno fino alle nazionali dove si eleggerà un vincitore.
I giochi matematici vogliono trasmettere un messaggio che sia quello di avvicinamento alla matematica, a prescindere dalla futura occupazione che i partecipanti poi sceglieranno, perché avere una mentalità aperta e predisposta al ragionamento è sicuramente di aiuto in qualsiasi campo, non solo in quello scientifico. In Italia, circa il 26 % dei ragazzi sceglie un liceo con indirizzo scientifico, il 19% un istituto a indirizzo tecnico o tecnologico e circa il 2% una scuola superiore professionale a indirizzo tecnico. Ma la veloce evoluzione della tecnologia e gli obiettivi delle aziende, imposti dalle nuove sfide di mercato, richiedono professionalità con competenze scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche, che al momento scarseggiano. Tanto che il 23% delle imprese Italiane, fatica a trovare professionisti adeguati per guidare la crescita futura. Oggi la maggior parte delle aziende è infatti alla ricerca di profili STEM, acronimo che sta per Science, Technology, Engineering e Mathematics. Nel nostro paese, solo uno studente universitario su quattro è iscritto ad una facoltà STEM. Grazie a queste manifestazioni e a progetti di coding, robotica educativa e pensiero computazionale rivolti a bambini e a ragazzi, potremo rispondere con le giuste competenze alle richieste future del mercato del lavoro.
Il 5 novembre 2024, con la nostra classe 3^A, insieme ad un gruppo di compagni finlandesi in visita alla nostra scuola grazie al progetto Erasmus + e agli studenti che li ospitavano, siamo partiti per Milano, la destinazione della nostra gita intitolata: “Milano e le stelle”. Infatti avremmo visitato alcuni luoghi legati alle stelle, dal punto di vista storico e artistico. Siamo partiti da piazza Olubra, alle 7:30 e siamo arrivati a destinazione alle 9:15. La prima tappa della gita è stata il Memoriale della Shoah presso il Binario 21 della stazione centrale di Milano.
Si tratta del luogo da cui partivano i treni per i campi di sterminio nel periodo della Seconda guerra mondiale, un posto nascosto, sotterraneo, dove solitamente transitava la posta ma nessun passeggero. Una volta entrati, ci siamo trovati davanti ad una parola chiave: “Indifferenza”: è proprio a causa dell’indifferenza che, nella storia dell’uomo sono accadute tragedie forse evitabili. Abbiamo percepito un’atmosfera buia, resa molto inquietante dal rombo dei treni della stazione centrale che passavano sopra di noi: esattamente lo stesso rumore che sentivano le persone ebree che venivano deportate e che, una volta giunte qui, non avevano idea del destino che le attendeva.
Ed eccoci al binario 21, dove siamo saliti sul treno che si usava per trasportare gli ebrei nei campi di concentramento: vagoni bestiame, di legno, senza finestre. In ognuno venivano messi più di 100 persone e a noi, che eravamo meno di 50, sembrava già strettissimo. Abbiamo provato angoscia perché ne avevamo sentito parlare più volte, ma dal vivo è un’altra cosa. Poi abbiamo visitato il memoriale, che raccoglie le storie di molte vittime della Shoah, stelle innocenti e racchiude anche il Centro di documentazione storico del periodo.
Una volta usciti, ci siamo diretti verso piazza Duomo. Nel tragitto siamo passati per le vie della moda dove abbiamo ammirato tanti negozi di marchi famosi, le stelle della moda. Finito il pranzo, ci siamo divisi in due gruppi e ci siamo diretti verso le terrazze del Duomo di Milano. Abbiamo affrontato le scale, sembrava che non finissero più, per arrivare alle terrazze, cioè al tetto del duomo con tutte le sue meravigliose sculture di marmo bianco, decorazioni e guglie. Abbiamo fatto tante foto al bellissimo panorama.
Dopo esser scesi, siamo passati per l’interno della cattedrale, per poi uscire e andare a fare un bel giro nella libreria Mondadori di piazza Duomo. Noi che vi scriviamo, in particolare, siamo uscite con borse piene di libri! A questo punto, abbiamo cominciato ad andare verso Piazza Gae Aulenti, la zona più moderna della città, con palazzi bellissimi, il bosco verticale, una piazza tonda e un ambiente che sembrava uscito dal futuro. E’ questo il luogo che racchiude le opere di importanti stelle dell’architettura mondiale.
Verso le 17.45 ci siamo avviati nel punto di ritrovo con l’autobus: il ritorno a casa è stato parecchio silenzioso visto la giornata impegnativa, eravamo stanchi ma felici. Per molti di noi è stata la più bella gita che abbiamo mai fatto, tutto ci è piaciuto, non solo Milano ma anche il fatto che eravamo insieme a altri ragazzi di un’ altra nazionalità, con i quali abbiamo potuto parlare e condividere bei momenti. Anche loro e i loro prof sono stati molto interessati e felici della compagnia e della giornata. Vogliamo concludere ringraziando le prof che hanno deciso di accompagnarci e che ci hanno permesso di fare un’esperienza così bella e indimenticabile.
Ogni anno, il 21 novembre, si celebra la Giornata Nazionale degli Alberi, una festa che ha lo scopo di promuovere la cura e la valorizzazione degli alberi e ricordare il ruolo essenziale dei boschi e del verde urbano per il nostro ecosistema. Gli alberi non sono solo gli antichi custodi della vita sulla terra, coloro che ci procurano ossigeno e migliorano la vita degli abitanti del pianeta ma sono i protagonisti di miti, leggende e storie antichissime, sono i nostri compagni di viaggio da sempre. Il nostro istituto ha deciso di festeggiare coinvolgendo classi di ogni ordine scolastico, dall’infanzia alla secondaria. Noi della classe 2^A della scuola secondaria, l’anno passato, abbiamo piantumato numerosi alberi presso il rio Lora e quest’anno ci siamo recati presso la scuola primaria “Tina Pesaro” dove ci hanno accolto i bambini delle classi seconde con canti dedicati agli alberi eseguiti davvero bene.
I bambini avevano preparato dei lavoretti molto creativi: dei piccoli alberi fatti di carta. Quindi, ogni classe seconda della primaria ha ricevuto una piccola quercia, in vaso, nata dalle ghiande della quercia secolare della legalità “Nonna Speranza”, che la nostra prof. Antoniotti ha coltivato. I bambini si prenderanno cura degli alberelli fino a quando sarà il momento di piantarli nella terra e creare un boschetto.
Successivamente, ci siamo spostati alla scuola dell’infanzia dove, nel giardino, con i bimbi, sono stati piantati due alberi: un susino e un ciliegio.
A questo punto, noi della secondaria abbiamo letto brani di poesie ispirati agli alberi: è stato un piccolo omaggio ai nostri preziosi amici verdi perché “Chi pianta un albero, pianta una speranza” (Lucy Larcom).
Concludiamo con alcuni versi tra quelli che abbiamo letto durante la giornata:
di Cristiano Gobbi, Leonardo Cantoni, Alessandro Bricchi 13/1/2025
Era un normale giorno di scuola, ad inizio secondo quadrimestre dell’anno scolastico 2023/24, quando la professoressa Antoniotti è entrata in classe dicendoci che avremmo partecipato ad un concorso proposto dalla Cantina Valtidone di Borgonovo. Il suo titolo era: “La Sostenibilità è un gioco da ragazzi”. L’obiettivo del concorso, destinato alle classi delle scuole dalla primaria alle superiori, era quello di creare un gioco che avesse come argomenti: la sostenibilità ambientale, la viticoltura e l’Agenda 2030. La 2^A ha cominciato subito i lavori, con alcune lezioni preparate dalla nostra prof. che ci hanno spiegato che la viticoltura è una delle più antiche attività umane ed è presente sul nostro territorio piacentino dall’Età del Bronzo. Etruschi e Romani coltivavano viti e producevano vino nel piacentino, come dimostrano numerosi documenti. Sul famoso fegato etrusco del II sec. a.c., ad esempio, è citato il dio Fuflnus, patrono della vendemmia e del vino; al museo archeologico di Piacenza si può trovare un esemplare di Gutturnium, la coppa che dà il nome ad uno dei più famosi vini piacentini. E proseguendo nei secoli, anche il Medio Evo fu un periodo di sviluppo della viticoltura, specialmente per scopi religiosi. Abbiamo visto il “Libro del Maestro” durante un’uscita all’archivio capitolare, dove, in corrispondenza del mese di settembre, è presente una bella miniatura sulla vendemmia. Quindi, in età moderna, la produzione cresce, migliora, si stabilizza e nascono i più famosi vini locali. Abbiamo poi visitato il Museo Etnografico della Val Tidone di Castel San Giovanni, presso Villa Braghieri e abbiamo potuto osservare materiali, attrezzi, oggetti del viticoltore in uso fino agli anni ‘60 del secolo scorso, davvero interessante.
In visita al museo etnografico della Val Tidone
Quindi siamo entrati nel vivo del mestiere del viticoltore: abbiamo incontrato il prof. Vitali, che insegna nella nostra scuola e che ci ha raccontato delle caratteristiche della viticoltura, della viticoltura biologica, di quello che serve per lavorare il vino (non ci aspettavamo così tanta scienza e chimica) e ci ha colpito la sua passione per la terra e il lavoro a contatto con la natura.
E’ arrivato quindi il momento di approfondire l’agenda 2030 e di chiederci quali obiettivi siano collegati alla viticoltura: abbiamo riflettuto sul fatto che la viticoltura aiuta nella lotta al cambiamento climatico, nel promuovere l’energia e l’acqua pulita e quindi nel migliorare la vita sulla terra; dal punto di vista degli insediamenti umani, poi, favorisce la conservazione del paesaggio, contrasta lo spopolamento collinare, aumenta la crescita economica, quindi, migliora il benessere di persone e ambiente.
A questo punto ci siamo messi all’opera: la nostra progettazione ci ha portato a creare un gioco da tavolo la cui struttura avrebbe previsto un tabellone con una serie di caselle da percorrere per arrivare per primi alla fine. Ci siamo suddivisi in gruppi, ognuno dei quali aveva obiettivi precisi e compiti: chi doveva creare le domande, chi inventare divertenti “Contrattempi” e “Opportunità” a tema, chi progettava le pedine, il tabellone, il contenitore, il regolamento, la locandina.
Il nome del gioco è molto curioso: “Avventura In Val Tidone di OttaVINO CacciaVITI”. Il nome ha origine da un gioco di parole, nel nome Ottavino è presente la parola VINO, e invece nel cognome Cacciaviti è presente la parola VITI, due parole chiave della viticoltura.
Abbiamo spedito il materiale alla Cantina per la prima fase di valutazione delle tre previste:
prima fase, voto dei giudici;
seconda fase, voto social tramite il profilo Instagram della cantina Valtidone;
terza e ultima fase, presentazione a Pianello direttamente alla giuria del concorso.
Nelle prime due fasi, la 2^A si è qualificata e, Il 4 ottobre del 2024, la classe si è recata al “Teatro Astorri” di Pianello per presentare il suo gioco ai giudici, che l’avrebbero valutato e avrebbero stabilito la classifica finale, che sarebbe stata svelata poi il 9 novembre alla festa del Picchio Rosso a Borgonovo Val Tidone nella sede della cantina. Siamo rimasti stupiti per la creatività dimostrata da tutte le classi che hanno partecipato. Noi eravamo rappresentati dai nostri due compagni Beatrice ed Alessio, che impersonava ottimamente il nostro OttaVINO, protagonista del gioco.
Superato l’ultimo step, la classe ha aspettato con ansia il momento della premiazione, il 9 novembre 2025. Per l’occasione, ci siamo dunque ritrovati a Borgonovo con le professoresse Cesena e Antoniotti. L’evento prevedeva di iniziare con la premiazione delle scuole primarie, poi le secondarie di primo grado e poi quelle di secondo grado.Dopo le premiazioni delle elementari, che sembravano infinite, è giunto il nostro momento. I cuori battevano a mille, restavano tre classi da premiare, per la categoria secondaria di primo grado, poi due e… la presentatrice ha annunciato: “La seconda classificata è la 1^A di Gossolengo!”. Dalla sala delle premiazioni è partito un boato: era la 2^A, l’ultima rimasta, la vincitrice e noi i campioni! Siamo quindi saliti sul palco, e abbiamo ricevuto un assegno da € 1500. Poi è seguita la festa, con tanto di lancio del nostro compagno Alessio, il nostro OttaVINO. E’ stata una grande emozione e una soddisfazione che non scorderemo.
La nuova redazione de “La Voce dell’Olubra” e della Web Radio d’Istituto ICCC ritorna al lavoro e porge a tutti i suoi auguri un po’ speciali attraverso una poesia, ispirata dal lavoro dello scrittore Erri De Luca. A presto!