“Ich bin ein Berliner” – Vier Tage in Berlin

di Luca Dantoni

26/5/2023

Buongiorno a tutti, sono Luca Dantoni e vorrei condividere con voi l’esperienza vissuta qualche settimana fa a Berlino, nell’ambito del progetto Erasmus+ “Breaking the wall”. Il viaggio è durato dall’11 al 14 maggio, e, secondo me, è stato un’esperienza unica. Io ed alcuni miei amici e compagni di classe, siamo stati accompagnati da Matteo Corradini e dalle nostre prof. Antoniotti, Ceruti ed Intrisano. Durante i mesi prima della partenza, abbiamo lavorato in classe e nell’ambito di un laboratorio pomeridiano, studiando la storia della Shoah, del muro di Berlino e della città stessa, della sua cultura, lingua e tradizioni. Ci siamo preparati al meglio ed eravamo carichissimi.  Inoltre, abbiamo progettato e realizzato una mostra aperta al pubblico nella quale abbiamo esposto lavori, disegni, foto per raccontare a tutti la nostra esperienza. 

La mattina della partenza ero molto emozionato, non vedevo l’ora di essere a Berlino. Abbiamo preso il bus la mattina dell’11 maggio a Castel San Giovanni e ci siamo diretti verso l’aeroporto di Bergamo, dove siamo arrivati verso mezzogiorno. Dopo pranzo, finalmente, siamo saliti in aereo ed in circa un’ora e mezza eravamo già all’aeroporto di Berlino. Una volta là, ci siamo recati verso il nostro hotel, poco lontano dal centro. La parte che mi ha colpito di più di questa esperienza è che, in questi quattro giorni, abbiamo visitato diversi musei, luoghi famosi e molti memoriali, come ad esempio quello dedicato agli ebrei assassinati in Europa durante la II Guerra Mondiale. Il primo giorno, l’abbiamo passato soprattutto viaggiando con i mezzi pubblici però, comunque, siamo riusciti, di sera, a fare un giro in Postdamer Platz, una delle piazze più famose di Berlino, iniziando un po’ ad ambientarci in questa gigantesca città tra le mille luci di quella piazza dagli edifici che sembrano di un altro pianeta. Siamo andati a vedere il Sony Center, un complesso di alti edifici caratterizzato da una grande cupola con delle vele che ricopre il tutto (secondo me va visto alla sera, quando la cupola è illuminata a led colorati, è fantastica).

Siamo entrati nel vivo del viaggio il secondo giorno: abbiamo girato la città interamente a piedi, passando davanti a edifici storici, come ai resti di quella che una volta era la stazione Anhalter Bahnhof, da cui, come ci ha spiegato Corradini, partivano i treni carichi di ebrei diretti al campo di concentramento di Terezin. Uno degli aspetti della città che colpisce è la presenza di molti memoriali, alcuni dei quali sono costituiti da ruderi di edifici del passato (la facciata della stazione, un brandello di muro, stanze diroccate…) che si affiancano a monumenti modernissimi: è un modo per non dimenticare, per fare Memoria in una città così fortemente toccata dalla storia.

Successivamente, diretti ai musei che quel giorno avremmo visitato, siamo passati nel luogo in cui si ergeva il muro di Berlino e, durante la II Guerra Mondiale, erano situate le principali sedi naziste, come quelle delle SS o della Gestapo, oggi distrutte. Proprio in quella zona, al loro posto, è stato costruito un edificio moderno: “La topografia del terrore”, un centro di documentazione con biblioteca e testimonianze storiche, che abbiamo visitato. Prima della pausa pranzo, invece, abbiamo visitato una delle strutture più strane e particolari del mondo: sto parlando proprio del Museo Ebraico, dalla struttura unica, pieno di stanze che ti portano a provare varie sensazioni, a volte anche più di una contrastanti fra loro. Un museo quasi senza oggetti ma finalizzato a far provare esperienze ai visitatori: freddo, paura, spaesamento, incertezza. E’ un’esperienza che auguro a tutti di fare. 

Dopo uno spuntino a mezzogiorno, abbiamo ripreso il nostro giro, siamo andati a vedere la Porta di Brandeburgo e visitato la sede del parlamento tedesco: il Reichstag. Scommetto che avete sentito parlare tutti di quest’ultimo, ricordate quell’edificio caratterizzato da una grande cupola in vetro? E’ proprio lui. La cupola era stata distrutta all’epoca del nazismo e, da pochi decenni, l’architetto Foster l’ha ricostruita in vetro e acciaio: una cupola per la nuova democrazia tedesca che ha, sopra di se’ il cielo, nessun tetto.

In serata, abbiamo cenato in un ristorante poco distante dal Reichstag e quindi siamo tornati in hotel, stanchi dalla giornata abbastanza impegnativa. 

Il penultimo giorno, il 13 maggio, abbiamo visitato altri luoghi che caratterizzano questa città: la mattina siamo andati al Lustgarten, un parco dove, come ci ha spiegato la nostra professoressa, negli anni di guerra, Hitler organizzava parate e discorsi. Poco  distante da quest’ultimo, inoltre, si trova il Duomo di Berlino, che, già in lontananza, ovvero dal punto da cui l’abbiamo osservato, appare gigantesco mostrando in pieno la sua imponenza. Nel pomeriggio, invece, abbiamo girato diversi musei tra cui il Pergamonmuseum, famoso per custodire la Porta di Babilonia dedicata alla dea Ishtar, e il Pergamon Panorama, un edificio che racchiude un’esperienza tecnologica immersiva che riproduce la città di Pergamo nel 129 d.C. a 360°.

Successivamente, abbiamo fatto una sosta per riposarci in Alexanderplatz, a parere mio, la più affascinante piazza della capitale, importante zona dell’ex Berlino Est. Quindi, ci siamo spostati alla East Side Gallery, il più lungo tracciato rimasto in posizione originale del muro di Berlino, caratterizzato dalla presenza di murales ricchi di significato e artistici, tra cui, ad esempio, forse avrete sentito parlare di quello della Trabant che spacca il muro colorato d’azzurro. In serata, invece, abbiamo cenato in un grande centro commerciale l’“East side mall” presso la Mercedes Arena, pieno di ristorantini e, verso le 22:00 circa, siamo tornati in ostello a dormire, dato che il giorno dopo ci avrebbe aspettato il volo per tornare a casa.

Questa esperienza la consiglio a tutti perché aiuta a conoscere ed esplorare nuovi luoghi in una nazione dove non abiti, mettendoti anche in contatto con una realtà e vita quotidiana che non sei abituato a frequentare, insegnandoti ad ambientarti in un nuovo ambiente ed imparando molte cose nuove. 

“Ich bin ein Berliner” (io sono berlinese) esclamò il presidente Kennedy nel 1963 quando visitò Berlino per portare solidarietà alla città divisa dal muro e dalla Guerra Fredda. Lo stesso esclamiamo noi, siamo tutti berlinesi e da Berlino portiamo a casa  bellezza, riflessioni, emozioni.

“Oh, ma ci senti?”

di Rachele Bertoni e Liberali Carlotta 

22/5/2023

Noi di 1^A abbiamo assistito, insieme ad altre classi, allo spettacolo teatrale “Oh, ma ci senti?” realizzato all’interno del laboratorio teatrale pomeridiano di Manicomics Teatro di Piacenza.

Gli attori, sia ragazzi delle medie, sia delle elementari, hanno messo in scena uno spettacolo sulle tematiche dell’ascolto e del bullismo. Una delle scene più belle era ambientata al tempo delle guerre tra Greci e Romani. La scena rappresentava una guerra verbale, nella quale si doveva decidere a chi spettasse il territorio e alla fine si trova  l’accordo di condividerlo. 

Invece, l’ultima scena intitolata: “Scardinare i pregiudizi”, era rappresentata da attori con indosso delle scatole sulle quali erano scritte delle “etichette”, dei pregiudizi sulle persone. Dopo aver provato a “togliere” questi pregiudizi, con martelli, cacciaviti e addirittura dinamite, un ragazzo si alza e riesce a sconfiggere i propri pregiudizi e così anche gli altri. 

Una ragazza della nostra redazione ha partecipato a questo spettacolo e ha accettato di rispondere ad una piccola intervista:

D: Ciao Carlotta,  da quanti anni fai teatro?

R: Frequento questo corso da ben 6 anni, però ho potuto fare solo 4 spettacoli di fine anno perché a causa del COVID-19 siamo stati fermi ben 2 anni!

D: Di questo spettacolo, qual è stata la tua scena preferita? 

R: La scena delle “Amiche Strane” nella quale ero la protagonista insieme ad un altra ragazza e parlavo in “corsivo”.

D: Qual’è stato il momento più impegnativo?

R: Secondo me, oltre il momento dello spettacolo, anche quello delle prove, perché in fondo sono una simulazione dello spettacolo e bisogna sempre impegnarsi. 

D: E il momento, più divertente ed emozionante?

R: Il momento più divertente è stato quando eravamo tutti insieme a cenare prima di iniziare il primo spettacolo. 

D: Come e quando avete fabbricato i costumi?

R: Ci siamo divisi i compiti, ognuno ha fatto qualcosa: i costumi sono stati creati o cercati negli armadi, dipendeva dalla scena. 

D: Quanti giorni di prova avete fatto?

R: Noi ci siamo incontrati ogni mercoledì dalle 17.00 alle 18.30 e le prove sono iniziate all’incirca da gennaio.

D: Come ti senti quando reciti?

R: I minuti poco prima di iniziare sono quelli in cui sono tutti molto tesi, ma poi, una volta che lo spettacolo inizia, si pensa solo a fare del proprio meglio e di non sbagliare!

Grazie mille Carlotta, e complimenti per lo spettacolo!

Le classi prime partecipano alla “Corsa contro la fame” 2023

di Rebecchi Carolina

22/5/2023

Il 18/05/2023 dalle ore 10:00 alle 13:45 tutte le classi prime, come ogni anno, hanno partecipato alla “Corsa contro la fame”.

La corsa contro la fame è un progetto mondiale contro la malnutrizione, gestito dall’ONG Azione contro la fame per salvare i bambini in Africa, precisamente, quest’anno, il ricavato delle donazioni andrà ad aiutare i bambini del Camerun che per causa della guerra, del poco cibo e della poca acqua sono malnutriti.

Ci siamo incamminati verso villa Braghieri dove, appena arrivati, ci siamo sistemati e quindi, per la corsa, ci siamo messi a coppie. Ad ogni coppia, hanno dato un foglietto dove bisognava segnare ogni giro che sia tu che il tuo compagno avreste fatto, per sapere quanto ogni sponsor avrebbe dato a ciascun ragazzo alla fine delle corse. Infatti, bisogna sapere che, prima dell’evento, ognuno aveva chiesto ai propri familiari di sponsorizzare ogni giro di corsa: più un ragazzo avesse corso, più avrebbe guadagnato euro da donare in beneficenza.

Prima di iniziare la corsa, abbiamo fatto due giri di prova camminando tutti insieme. Potevamo al massimo percorrere 12 giri in 10 minuti di tempo.

Tutte le persone della mia classe hanno corso tantissimo quindi, alla fine, eravamo tutti molto stanchi.

Infine, ci hanno fatto fare una competizione contro le altre classi “il gioco della geografia” che consisteva nell’avere dei bigliettini con sopra scritto i punti cardinali e dovevamo correre e posizionare il bigliettino nel punto cardinale giusto. Siamo arrivati secondi.

Nei giorni seguenti alla corsa, abbiamo portato delle buste con dentro i soldi che verranno dati all’associazione e che serviranno per comprare del cibo nutriente per i bambini di Camerun; la nostra classe ha raccolto circa 322 euro.

La Giornata della Memoria e Impegno contro le mafie: 22/4/2023

Di Aurora Casaroli, Chantal Scrocchi, Micol Tosca

22/5/2023

Per alcuni mesi, nel secondo quadrimestre, la nostra classe è stata impegnata a preparare la Giornata della Memoria e Impegno contro le mafie che si è celebrata il 22/3/2023.

Durante questo momento, vengono letti i nomi delle vittime innocenti delle mafie, circa 1000, per ricordarle tutte, quelle conosciute e quelle sconosciute. Alla nostra celebrazione sono intervenute il sindaco, l’assessore all’istruzione e Antonella Liotti, referente dell’Associazione LIBERA, promotrice dell’evento.

Abbiamo creato, insieme a tutti i ragazzi di terza, dei video o delle presentazioni che raccontassero la storia di alcune vittime delle mafie, cercando di approfondire le storie di ragazzi che avessero più o meno la nostra età. E’ stato davvero toccante rendersi conto che, se l’illegalità vince, nessuno è al sicuro, infatti molti ragazzi sono morti perché si trovavano sulle traiettorie di sparatorie o per vendetta contro i loro parenti.

Ad ogni presentazione abbiamo associato un qr code, l’abbiamo stampato e poi incollato su foglie di legno create da noi. Quindi abbiamo posizionato le foglie nel giardino della nostra scuola:  erano i germogli della Legalità, un simbolo di speranza.

“Breaking the Wall!”: finalmente l’inaugurazione

a cura della redazione

22/05/2023

Domani, alle ore 11.00, presso lo spazio espositivo adiacente il teatro Verdi, verrà inaugurata la mostra finale dei progetti di Didattica della Memoria ed Erasmus+ delle scuole secondarie di Castel San Giovanni e Sarmato. Buona visione a chi verrà a trovarci!

Una giornata dedicata alla legalità per la scuola primaria Tina Pesaro

A cura della redazione

22/5/2023

Il giorno 23 maggio, le classi quinte della scuola primaria “Tina Pesaro”, dopo aver letto il libro “Che storia, la giornata contro le mafie”, incontreranno gli esperti dell’associazione Libera che sono i protagonisti della storia. Il libro racconta infatti della storia del sequestro ad un imprenditore mafioso del capannone di Calendasco.

I bambini di prima, invece, si recheranno al campo giochi di via Fratelli Bandiera, dove è stata posizionata una targa dedicata ai gemelli Asta vittime innocenti della strage mafiosa di Pizzolungo. Per ricordarli, è stato organizzato un pomeriggio di giochi, con la collaborazione del gruppo Scout di Castel San Giovanni.

La mia giornata in gita alla Diga del Molato

Di Carlotta Codazzi

8/5/2023

Con la mia classe, la seconda A, sono andata a visitare la Diga del Molato, in Val Tidone. Siamo partiti alle 9:30 dal piazzale del comune di Castel San Giovanni e siamo arrivati alla diga alle 10:15. Siamo stati accompagnati dai prof. Ceruti, Vino e Chiesa. Appena arrivati, siamo stati accolti da esperti che ci hanno spiegato la storia della diga. Una cosa che mi ha colpita, è che si tratta di una diga “a gravità”, cioè non è ancorata al terreno perché non può reggerne il peso.

Dopo di che, abbiamo fatto qualche foto e abbiamo seguito un sentiero che ci ha portato ad una sorgente di acqua solforosa; io l’ho assaggiata e, sinceramente, aveva sapore di uovo marcio, però, da quanto ci ha detto la guida, fa bene al corpo. Abbiamo fatto uno spuntino e siamo tornati indietro. Ci siamo fermati a mangiare il pranzo al sacco allo chalet “I quattro venti” e qualcuno si è preso un gelato o una bibita.

Dopo aver fatto moltissime foto, con i professori, ci siamo incamminati verso Caminata, il paesino in cui avevamo deciso di fermarci. Ci abbiamo messo circa un’ora ed eravamo piuttosto stanchi perché la maggior parte del sentiero era in salita e, come se non bastasse, c’era un caldo atroce. Siamo arrivati al parco giochi del paese e ci siamo sistemati. Da parte al parco giochi, c’era un campo da calcio e siamo andati tutti a giocare, qualcuno a calcio e qualcuno a pallavolo.

Alla fine del pomeriggio, è arrivato il pullman a prenderci; siamo tornati a casa alle 18. Io trovo che sia stata una gita abbastanza impegnativa, sul piano fisico ma molto interessante; mi sono molto divertita.

Intervistiamo il prof. Lupetto

di Carlotta Codazzi

8/5/2023

Oggi intervistiamo il prof. Lupetto, insegnante di lettere nella nostra scuola.

D- Si definisca con tre aggettivi.

– Curioso, volenteroso, affabile.

D- Una cosa che le fa paura.

R- La guerra.

D- Un suo sogno nel cassetto…

R- Comprare una casa a mia madre.

D- com’è il suo rapporto con gli studenti?

R- Armonioso

D- Perché ha scelto di fare il prof.?

R- Ho scelto di insegnare perché la scuola è stata il ponte verso la spensieratezza. Lo stare con i compagni di classe, ascoltare le spiegazioni dei miei insegnanti… Imparare a imparare mi ha permesso di conoscere racconti e storie di altri tempi. La scuola mi ha aiutato a venir fuori da un contesto socio-culturale difficile e cogliere il bello delle diversità. È quello che cerco di insegnare ai miei alunni, oltre qualsiasi contenuto disciplinare: essere se stessi nel rispetto degli altri. 

D- Come si vede tra 20 anni?

R- Preside di una qualche scuola.

D- Quale lavoro avrebbe voluto fare da piccolo?

R- Quello che faccio.

D- Che tipo di studente era?

R- Ricordo che ero uno studente attento, concentrato. Anche “sfacciato”: non esitavo a interrompere la lezione e chiedere al professore di turno un’ulteriore spiegazione qualora non avessi capito bene i concetti. A casa studiavo senza complicazioni. Mi sono reso conto che imparavo molto in classe. Il segreto? Ascoltare.

D- Quali consigli darebbe al se stesso più giovane?

R- Di volersi bene di più. Di ignorare i pregiudizi. Di trascorrere più tempo con mio padre.

D- Quali valori vuole trasmettere agli alunni, oltre al programma scolastico?

R- L’importanza della pazienza affinando la virtù della speranza. E la fedeltà intesa come capacità di assumersi degli impegni, lottare con volontà e portarli a termine. 

D- Quali studi ha frequentato?

R- Ho frequentato un liceo scientifico ad indirizzo linguistico. Poi è arrivata la laurea triennale in Lettere Moderne a Salerno. E, infine, la Laurea Magistrale in Italianistica a Bologna.

D- Ci sono dei personaggi attuali o storici che sono di ispirazione per la sua vita?

R- La parabola di Elisabetta I Tudor regina d’Inghilterra è affascinante: donna, nel ‘500, alla guida di una Nazione che, con lei al comando, cambierà la sua fisionomia profondamente. Una vita incredibile.

D- Ha qualche hobby?

R- Mi piace leggere, andare al cinema e a teatro, viaggiare, allenarmi.

D- quanti viaggi ha fatto?

R- Tanti!

D- Quale ricorda con maggiore piacere?

R- Singapore-Malesia.

D- Ci dedica una frase che le piace molto, per concludere?

R- «Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo». Pare che non l’abbia detta davvero Voltaire. Ma continuo a sostenere che le storie d’amore più belle siano anche un po’ folli…

I diorama sul Po Grande della classe prima E

a cura della redazione

8/5/2023

La classe prima E ha lavorato nell’ambito del progetto promosso dalla riserva MAB UNESCO “Diventa un PO GRANDE” per conoscere e rielaborare le informazioni sul Po che bagna il nostro territorio.
I professori hanno collaborato, preparando una presentazione sulla flora e fauna tipica del fiume.

Ogni studente, quindi, ha scelto liberamente uno di questi soggetti, di cui ha realizzato, con la professoressa Tansini, una scatola-diorama.

Il lavoro è partito con il portare a scuola una semplice scatola da scarpe senza coperchio in cui strutturare il diorama della pianta o dell’animale prescelto. Lo sfondo è stato ricoperto a collage con pagine di vecchi libri o di spartiti musicali di recupero. L’animale/pianta è stata realizzata ad acquerello o a pastello su un foglio bianco, ritagliato e ambientato all’interno della struttura, aggiungendo anche alcuni elementi paesaggistici e cartiglio con nome scientifico.

L’idea di utilizzare la scatola è stata dettata anche dal riutilizzo di un oggetto di scarto e dopo aver analizzato alcune opere dell’artista novecentesco Joseph Cornell. Le cosiddette “Shadow boxes” di Cornell sono degli assemblaggi di oggetti trovati, ma in questo processo Joseph Cornell ricorda molto i grandi collezionisti di un tempo, i suoi assemblage diventano vere e proprie Wunderkammer che espongono il quotidiano riqualificando l’oggetto come rarità preziosa.

Le Shadow boxes erano composte da una scatola di legno, per l’appunto, chiusa da un vetro, all’interno della quale venivano assemblati alcuni oggetti facenti parte della sua mastodontica collezione personale. I criteri di assemblaggio erano alquanto casuali, infatti egli credeva che oggetti prelevati negli angoli più disparati della città e composti insieme potessero dar vita ad un’opera d’arte.

Le nostre scatole-diorama non hanno nulla di casuale, a differenza di quelle di Cornell, ma sono servite come ispirazione per creare qualcosa di diversificato ed estremamente personale.

I giochi sportivi studenteschi delle classi prime

a cura di Rachele Bertoni, Carlotta Liberali

8/5/2023

Il giorno 28 aprile, alle ore 10.00 tutte le classi prime dell’istituto si sono incamminate per raggiungere il campo sportivo “Soressi” di Castel San Giovanni. Lì sono state raggiunte dai compagni di Sarmato e si sono posizionate sugli spalti in attesa di iniziare le gare sportive di atletica leggera.

Ogni alunno si era iscritto al massimo a due gare più la staffetta. I professori di educazione motoria avevano preparato una scaletta con l’ordine delle gare e tutti erano impazienti di cominciare.

Le prime gare sono state: il salto in lungo femminile, la velocità maschile e la resistenza sempre maschile. La vincitrice del salto in lungo femminile è stata bravissima: ha saltato ben 3,75 m! Alla velocità sono stati delle schegge, peccato che nessuno della nostra classe abbia partecipato…La bella notizia è che nei 600m (la gara di resistenza) la nostra classe si è aggiudicata il primo e il secondo posto. Dopo una breve pausa, ci sono stati il lancio del vortex, resistenza e velocità femminile e il salto il lungo maschile. Ma ecco la gara principale: la staffetta! E’ come il domino: il primo parte, passa il testimone al secondo e così al terzo, al quarto fino all’ottavo. La prima classe classificata è stata la 1B, difatti sono velocissimi e corrono come fulmini. Alla fine, tutti stanchi e sudati si è svolta l’ ultima gara: il lancio del peso. E’ stato impegnativo perché era l’ ultima gara. E’ stata una grande emozione da quando siamo entrati in tribuna a quando siamo tornati a scuola con molto ritardo. Ci siamo divertiti un sacco: sia chi ha saltato, chi ha corso, chi ha lanciato, ha potuto sperimentare e sviluppare le proprie capacità.

Abbiamo intervistato due nostri compagni di prima A che hanno avuto ottimi risultati.

Vi presentiamo Davide Villa.

D- A che gara hai partecipato?

R- Ai 600 metri piani.

D- Come è andata?

R- Molto bene, sono arrivato primo!

D- Ti eri allenato per la gara?

R- Non mi ero allenato nella corsa.

D- Pratichi qualche sport?

R- Faccio pallanuoto e mountain bike.

D- Qual è stato il momento più difficile della gara?

R- Il traguardo, perchè i miei avversari erano proprio dietro di me!

D- Qual è stato il momento più emozionante?

R- Quando sono entrato sulla pista e stavo per iniziare la gara.

Grazie Davide, ed ora sentiamo cosa ha da dirci Rachele Bertoni.

D- A che gara hai partecipato?

R- Ho partecipato alla corsa di resistenza (i seicento metri), al salto in lungo e alla staffetta. 

Ma la gara più emozionante è stata proprio quella dei 600 metri.

D- Come è andata?

R-  In questa gara, la parte fondamentale è il finale: devi tenere tutte le energie per lo scatto finale. Io ho il fiato molto lungo e sono stata in testa per quasi tutta la gara, ma non è mancato un colpo di fortuna: la seconda, verso la fine, si è ritirata. Io sono arrivata prima.

D- Ti eri allenata per la gara?

R- Sì, io mi alleno 2 volte a settimana.

D- Pratichi qualche sport?

R-  Pratico atletica leggera, dove ci prepariamo soprattutto a livello muscolare. Ecco perché sono arrivata prima. In questa disciplina l’allenamento è tutto!

D- Qual è stato il momento più difficile della gara?

R- Il momento più difficile è stato circa a metà. Mi iniziava a mancare il fiato e pensavo di non farcela. Quando credo che la soluzione giusta sia non mollare; il mio “trucco” è stare attaccata agli avversari, perché mi stimola a correre.

D- Qual è stato il momento più emozionante?

r- Il momento più emozionante sono stati gli ultimi 100 metri, quando ho aumentato la mia velocità superando la prima: e ho vinto!

Grazie Rachele e complimenti!