Agli alunni della classe 1^A, è stato assegnato un compito creativo: realizzare un centone partendo da alcune poesie assegnate. Ma cos’è un centone? La parola “centone” deriva dal latino centonis che significa “panno costituito da pezzi di stoffa differenti”. Nella poesia, con la parola “centone” si indica un componimento poetico formato con versi di numerosi poeti diversi, adattati ad altri significati o con versi di poesie differenti di uno stesso autore. Il tema principale che abbiamo trattato noi, è stato quello degli alberi, perché quest’anno stiamo affrontando un percorso sulla natura. E ora vi proporremo alcuni dei nostri centoni.
IO E VOI centone realizzato con versi di Alda Merini, Chandra Livia Candiani, Wislawa Szymborska, Sergy Esenin
Tu non sai
che ci sentiamo
che facciamo vita
viaggiamo insieme
cerchiamo di sapere qualcosa ognuno a suo modo
nel silenzio assonnato.
UNA BETULLA SOTTO CASA centone realizzato con versi di Sergey Esenin, Giusi Quarenghi, Emily Dickinson.
E sta la betulla
che mi fa solletico
sotto la mia finestra
nel fuoco dorato.
Ed io per non essere all’antica
mi metterò un ciondolo
AMICO MIO centone realizzato con versi di Jovanotti, Simone Cristicchi, Nazim Hikmet, Chandra Livia Candiani.
Proprio come un albero che vive in mezzo agli alberi,
Una gita scolastica, a cui tutte le classi prime della scuola “G. Mazzini” hanno partecipato, ci ha portato a Piacenza, per fare un percorso sul Medio Evo. Le classi hanno potuto ammirare alcuni monumenti medievali di Piacenza, come la cattedrale della città, dedicata a Santa Maria Assunta e ai patroni di Piacenza Sant’Antonino e Santa Giustina, la chiesa di San Francesco, quella di Sant’Antonino, di San Savino e, in Piazza Cavalli, la piazza principale, il palazzo comunale denominato “Gotico”.
Quindi, ogni classe ha visitato Kronos: il museo della Cattedrale di Piacenza.
Abbiamo visto un bellissimo filmato tridimensionale sul Codice 65, il famosissimo “Libro del Maestro”, un codice miniato preziosissimo conservato proprio nel museo. Quindi, abbiamo ammirato il codice stesso, un bellissimo documento illustrato e decorato.
A questo punto, abbiamo iniziato un laboratorio che ci ha immersi nel mondo degli amanuensi: abbiamo provato a riprodurre dei capolettera, lettere illustrate che si trovavano all’inizio di un capitolo.
Per decorare i testi medievali venivano utilizzati dei coloranti naturali. Ogni colore aveva una sua fonte diversa: il lapislazzulo per l’azzurro, la terra per il marrone, lo zafferano per il giallo. Una volta ottenuta la polvere triturando la sostanza colorante, serviva un legante e spesso veniva utilizzato l’uovo. Così abbiamo fatto anche noi: abbiamo mescolato l’uovo alle polveri e abbiamo ottenuto dei colori pronti ad essere utilizzati. A questo punto, abbiamo disegnato una lettera, l’abbiamo decorata e quindi dipinta e colorata.
Una gita interessante e divertente, sia per la parte di visita ai monumenti, che per quella di laboratorio.
Il calcio è uno sport che ci appassiona e, visto che quest’anno abbiamo come professore di sostegno l’allenatore del Piacenza Under 14 Marco Tornari, abbiamo pensato di approfittarne per intervistarlo su cosa ne pensa del ruolo di allenatore, come il calcio sta cambiando negli ultimi anni e se questo può influire sull’atteggiamento dei ragazzi che cominciano a giocare fin da piccoli.
Queste sono le sue risposte:
D: Che studi ha fatto?
R: Per poter insegnare e allenare ho fatto la triennale di scienze motorie più i 2 anni di specialistica.
D: Nella squadra che allena le danno un soprannome?
R: Il soprannome che mi danno è quello che danno, penso, a tutti gli allenatori di calcio che è “mister”.
D: Cosa la rende felice dei ragazzi della squadra che allena?
R: Mi rende felice, innanzitutto, trasmettere loro dei valori come l’educazione, vedere che i ragazzi salutano tutte le persone che incontrano, i valori come la lealtà in campo e valori come il rispetto degli avversari e poi mi rende felice vedere, anche, dal punto di vista calcistico i loro miglioramenti.
D: Cosa sognava da piccolo e cosa sogna ora?
R: Da piccolo sognavo, come tutti i bambini, di diventare un calciatore famoso, adesso non ho più sogni particolari quindi sono molto realista e vivo la giornata.
D: Come si trova nel ruolo di allenatore?
R: Mi trovo bene devo dire che all’inizio lo vivevo con un po’ di agitazione perché comunque devi parlare davanti a tante persone anche se sono ragazzini. Poi, devo dire che col passare del tempo mi trovo molto bene e a mio agio nel mio ruolo.
D: Cosa ne pensa del cattivo esempio che i calciatori adulti portano ai bambini?
R: Penso che soprattutto i calciatori famosi debbano pensare sempre a come si comportano perché ci sono milioni di bambini che li guardano e ogni loro gesto può essere copiato anche in negativo.
D: Secondo lei è giusto che la tecnologia stia pian piano sostituendo l’arbitro?
R: Ma secondo me non deve sostituirlo ma deve aiutarlo però, in questo caso, parliamo solo del calcio di alti livelli: fortunatamente il nostro calcio dei ragazzi è ancora condotto dall’arbitro umano e tutti devono cercare di rispettarlo il più possibile.
D: Se potesse proporre una nuova regola nel calcio quale sarebbe?
R: Ma in realtà a me il calcio piace così com’è quindi mi auguro anche che non lo modifichino più di tanto perché è un gioco meraviglioso e spero rimanga così.
Grazie professore per l’intervista e per il suo impegno nello sport!
Giovedì 8 febbraio, la nostra redazione ha fatto un incontro di formazione sui podcast, con Lorenzo Dardano, speaker radiofonico, formatore, esperto di dizione e comunicazione ed Ester Memeo, esperta di podcast.
Come prima cosa, abbiamo riflettuto sulla distinzione tra Radio e Podcast. La radio è un mezzo di comunicazione senza le immagini, si basa su suono e voce, è in diretta, affronta tanti argomenti, articola i suoi contenuti in programmi ma soprattutto non è immediatamente riascoltabile. Invece il podcast è registrato, è un prodotto audio, solitamente si ascolta con le cuffie (perché aiutano a stare concentrati sul contenuto), è diviso in puntate e si può riascoltare. Dopodiché ci siamo concentrati più nello specifico sul fantastico mondo dei podcast.
Un curiosità che ci ha colpito è l’ etimologia di questa parola che deriva dall’ inglese: Pod (baccello, capsula) e Cast (broadcast, registrazione, trasmissione radio, diffusione). Quindi significa, all’incirca, “contenitore di una registrazione”. Quindi, ci siamo chiesti come si registra un podcast. Il podcast è come un libro, con tanti capitoli: c’è un argomento principale, raccontato in tanti episodi. Ci vuole un titolo ben preciso, coinvolgente e bisogna individuare un tema centrale, come, ad esempio, per un podcast scolastico: gite, libri, progetti, argomenti di studio, musica.
Per registrare un podcast, come i veri professionisti, ci sarebbe bisogno di un microfono ed in seguito, di un software per editarlo. In ogni caso, si può tranquillamente registrare anche dal proprio smartphone ( come facciamo noi ) e, per editare, utilizzare un’applicazione come il software “Canva”. Anche nel podcast, come nei testi scritti, dobbiamo seguire delle regole che riguardano la struttura. All’inizio, inseriamo una sigla (serve a ricordare agli ascoltatori dove si trovano) che è una melodia che abbiamo creato quando abbiamo aperto la nostra Web Radio. Quindi, chi sta parlando saluta gli ascoltatori e deve dire chi è e presentare il podcast. Mentre si racconta, si possono usare sottofondi musicali ed effetti sonori per incuriosire l’ascoltatore e per facilitarlo a immergersi nel contenuto. Infatti dobbiamo ricordare che l’ascoltatore è come se avesse gli occhi chiusi perché non ci sono immagini come nei video. Chi ci ascolta si affida a noi che dobbiamo creare immagini con le parole .
Per rendere il nostro podcast più avvincente, possiamo iniziare con alcune domande, con frasi interrogative. Questo è un altro elemento che stimola la curiosità delle persone. Dopo aver esposto i contenuti, per concludere, si ringrazia per aver ascoltato e si invita ad ascoltare altri lavori. Volendo si può inserire anche una citazione (ovviamente si deve collegare al contenuto), noi lo facciamo sempre, è un po’ la nostra caratteristica. Grazie a tutti questi preziosi consigli, forniti dagli esperti, abbiamo potuto migliorare le nostre competenze da podcasters! Se volete vedere alcune nostre registrazioni cliccate sul link qui di seguito. Buon ascolto!
Il 9 novembre scorso, gli alunni della scuola Media “G. Mazzini” hanno partecipato alla corsa campestre, ovvero una gara di corsa su pista e sterrato. La nostra scuola ha svolto la campestre sulla pista dello stadio “Soressi” di Castel San Giovanni e nei suoi dintorni, dove le gare sono cominciate alle ore 10:00. Tutti gli alunni di Castel San Giovanni sono arrivati al campo a piedi, mentre i ragazzi di Sarmato ci hanno raggiunto in autobus. I partecipanti alle gare erano divisi in categorie e ogni categoria aveva il proprio percorso.
Ecco i vincitori di ogni categoria:
1°(Galana Enzo), 2°(Alberti Andrea), 3°(Provini Gabriel) corsa di circa 1800 metri. Terza media, maschi.
1°(Conte Kendra), 2° (Lucenti Aurora) 3°(Helal Dorra) corsa di circa 1400 metri. Terza media, femmine.
1°(Villa Davide), 2° (Bocenti Stefano) 3°(Grissa Youssef) corsa di circa 1500 metri. Seconda media, maschi.
1°(Ferrari Anna Lou), 2° (Bertoni Rachele) 3°(Lobianco Rebecca) corsa di circa 1100 metri. Seconda media, femmine.
1°(Riboni Filippo), 2° (Meskaoui Mohamed) 3°(El Moudni Amir) corsa di circa i 1000 metri. Prima media, maschi.
1°(Cabrera Mia), 2° (Negrea Maria Alexandra) 3°(Lakha Giulia) corsa di circa 1000 metri. Prima media, femmine.
Oggi abbiamo qui con noi due ragazze che sono state molto brave nella campestre: Giulia Lakha e Beatrice Lavelli, che abbiamo il piacere di intervistare. Cominciamo con Giulia.
D: Come ti è sembrata la campestre?
Giulia: Mi è sembrata un’esperienza unica ed emozionante.
D:Come era la giornata?
Giulia: Era molto nuvolosa e faceva molto freddo, infatti ad un certo punto era anche cominciato a piovere ed essendo autunno, c’era più buio del solito.
D:Qual era lo stato d’animo dei tuoi compagni?
Giulia: I miei compagni, ma anche gli altri ragazzi presenti, mi sembravano molto agitati, e felici allo stesso tempo. C’era molta tensione tra gli avversari e, dagli spalti, c’erano ragazzi che tifavano, facevano cori, incitando i partecipanti.
D: Ti sei posizionata in testa, ti aspettavi di arrivare in questa posizione?
Giulia: No, non me l’aspettavo. Pensavo di arrivare tra i primi venti, ma non tra i primi tre infatti ne fui molto contenta.
D: Qual è stato il momento più emozionante?
Giulia: Il momento più emozionante per me è stato quando siamo scesi in campo, prima della partenza.
D: Ti eri esercitata per la gara?
Giulia: Sì, mi ero esercitata, andando spesso a correre e facendo nuoto.
D: Ti sei divertita?
Giulia: sì, mi sono divertita molto e mi è piaciuto partecipare.
Passiamo ora a Beatrice.
D: Come ti è sembrata la campestre?
Beatrice: Non molto complicata, è comunque stata veramente un’esperienza divertente ed emozionante, sono sicura che non la dimenticherò!
D: Come era la giornata?
Beatrice: Era una giornata d’autunno e quindi era piuttosto fredda; comunque si poteva stare all’aperto, anche se ad un certo punto ha cominciato a piovere.
D: Come erano i tuoi compagni?
Beatrice: Simpatici e molto agitati, ma anche competitivi.
D: Ti aspettavi di arrivare in una posizione di testa?
Beatrice: No, mi aspettavo di arrivare in una posizione più “bassa”.
D: Qual’è stato il momento più emozionante?
Beatrice: Sicuramente essere arrivata al traguardo è stata una grande emozione e poi sapere che andavo alle fasi provinciali.
D: Ti eri esercitata?
Beatrice: In realtà no, ho solo dato tutta me stessa e poi mi piace veramente tanto correre.
D: Ti sei divertita?
Beatrice: Sì, mi sono divertita molto e mi è piaciuto molto gareggiare.
Il giorno 17/4, presso il campo giochi n. 1 di via Fratelli Bandiera, a Castel San Giovanni, si terranno “I giochi del 2 aprile”, evento a cui parteciperanno i bambini di prima primaria e la classe 2^A della secondaria per ricordare i gemelli Giuseppe e Salvatore Asta, vittime innocenti delle mafie a cui il campo giochi è dedicato.
Nella nostra scuola, ci sono diversi corsi pomeridiani aperti a tutti gli studenti, come ad esempio quello che riguarda la redazione del Giornalino di istituto, corsi sportivi di basket, pallavolo, atletica, il gruppo musicale. Tra questi, particolare interesse raccoglie il corso teatrale, coordinato dalla professoressa Monica Murtas e gestito dagli esperti e attori Paolo Pisi e Mauro Caminati, dell’associazione teatrale Manicomics. I ragazzi di tutte le classi che volontariamente hanno scelto di partecipare, si trovano dalle 14: 45 alle 16:15 di ogni mercoledì.
Durante gli incontri, si lavora sul linguaggio teatrale e sulla rappresentazione di diverse scene, ideate dai partecipanti. A fine anno si terrà uno spettacolo basato su un tema scelto dalla scuola stessa che, quest’anno, è la legalità. E’ un argomento molto vasto e quindi il gruppo, insieme agli esperti che ci hanno dato un ottimo aiuto grazie alla loro esperienza, ha elaborato diverse scene comiche, così da poter rappresentare al meglio alcuni messaggi che ricordano alcuni aspetti fondamentali della legalità, come l’importanza del rispetto delle regole o dell’ambiente che ci circonda.
Partecipare a un corso teatrale offre molti vantaggi per imparare ad esprimersi: ad esempio, aiuta a vincere il timore di parlare in pubblico. Durante il percorso, abbiamo imparato a improvvisare, a lavorare in squadra e a gestire la paura e lo stress in situazioni difficili. Lo spettacolo finale, che durerà circa un’ora, si ripeterà ben due volte e quest’anno le date selezionate sono il 23/04/2024, la sera, in cui saranno presenti amici e parenti dei giovani attori e verrà invitata tutta la cittadinanza e il 24/04/2024, quando lo spettacolo sarà dedicato agli studenti della scuola “G. Mazzini”.
Il 21 novembre 2023, noi ragazzi della prima A, abbiamo passato una giornata “insieme” agli alberi, fuori dalla classe. Passeggiando per le vie di Castel San Giovanni, abbiamo raggiunto la nostra destinazione: il parco del rio Lora, dove avremmo festeggiato gli alberi piantandone alcuni. Appena arrivati, abbiamo incontrato il professor Pietro Dallagiovanna che ci ha insegnato, con una dimostrazione, come piantare un albero.
Dopo questo, ci siamo disposti in “stazioni” e in gruppi, distanziati alcuni metri l’uno dall’altro. Ogni gruppo doveva togliere le piante dal loro vaso e trapiantarle in terra. Quindi, abbiamo innaffiato, per far ambientare l’albero. Al termine del lavoro, che è stato svolto molto accuratamente, tutti ci siamo riposati facendo merenda.
“Sta crescendo – ha detto il sindaco Lucia Fontana rivolgendosi agli alunni – la sensibilità di voi ragazzi circa il valore degli alberi. Dal canto nostro, noi tutti gli anni ricordiamo questa giornata con un momento come questo, che ci ricorda quanto gli alberi ci siano cari e quanto siano fondamentali per garantire la vita sul nostro pianeta”.
Una volta ultimati i lavori, abbiamo fatto una sosta alla “Grande Quercia” secolare di via Manzella, futuro “Albero della Legalità” ed abbiamo raccolto qualche ghianda e qualche foglia. Facendo ritorno a scuola, siamo passati in P.zza Fratelli Cervi dove, sulla rotonda, si trovano sette alberi, aceri e ginkgo biloba, ognuno dedicato ad un fratello, vittima del nazifascismo.
Abbiamo apprezzato i meravigliosi colori autunnali delle chiome e riflettuto sulla bellezza di un monumento vivente.
La nostra classe ha lavorato sull’argomento degli alberi in diverse discipline; abbiamo anche realizzato un video che ricorda, in modo creativo, la giornata degli alberi. Buona visione!
Quest’anno, a maggio, per le classi prime del nostro istituto, si svolgerà la “Corsa contro la fame”. L’associazione internazionale “Azione contro la fame”, che promuove la corsa, ha come obiettivo porre fine alla fame in tutto il mondo ed istituire, nelle scuole europee, un progetto che aiuta un paese povero e malnutrito, diverso ogni anno. L’idea che l’associazione ha avuto è mettere in movimento i ragazzi organizzando una corsa per la quale i ragazzi cercano degli “sponsor” (genitori, parenti, amici) che, per ogni giro della corsa che il ragazzo riuscirà a fare, doneranno una quota che può variare da 50 centesimi fino a quanto si vuole. Quello che viene raccolto, verrà donato.
Quest’anno si aiuterà il Bangladesh, un piccolo paese tropicale situato sul golfo del Bengala nell’Asia meridionale. Il Bangladesh è l’habitat della tigre del bengala e delle mangrovie, piante d’acqua dolce, che in Bangladesh si sono adattate all’acqua salata. In Bangladesh il cibo scarseggia e molti ragazzi soffrono di malnutrizione: metà dei risparmi delle famiglie Bengalesi viene speso in cibo.
Per verificare se un bambino soffre di malnutrizione, i volontari di Azione contro la fame usano un braccialetto apposito, misurando la circonferenza della parte superiore del braccio, a metà tra spalla e gomito. È il metodo utilizzato più spesso durante le situazioni di crisi perché questa misurazione – nota come MUAC – richiede solo l’utilizzo del braccialetto, senza bilance e schede di altezza. È un sistema particolarmente adatto per i bambini tra i 6 mesi e i 5 anni. Una misura MUAC inferiore a 12,5 cm indica che un bambino è affetto da malnutrizione acuta moderata. Se la misura MUAC è sotto 11,5 cm il bambino è affetto da malnutrizione acuta grave ed è in pericolo di vita.
Abbiamo fatto un esperimento su Michelangelo Lucenti, un componente della redazione di 11 anni e il suo diametro era 22,5 cm. Per combattere la malnutrizione, si usa una barretta di cibo terapeutico altamente nutriente da mangiare 1 volta al giorno per 100 giorni. I cibi terapeutici pronti all’uso (RUTF) sono alimenti in pasta a base di burro di arachidi e biscotti dall’alto valore nutritivo arricchiti con proteine e sostanze energetiche. Una sola barretta costa 28 centesimi, vuol dire che con 28 euro puoi salvare la vita di un bambino! Siamo quindi impazienti di correre contro la fame.
Tutte le classi seconde medie del nostro istituto, nel mese di ottobre, hanno partecipato ad un’uscita didattica a Salice Terme, una città in provincia di Pavia, dove si trova un Parco Avventura in cui ci sono dei percorsi sospesi, legati agli alberi. Siamo partiti con il pullman alle 8.10 e siamo arrivati alle 9.15. Arrivati al parco, ci hanno accolto alcuni addetti, uno dei quali ci ha spiegato come funzionavano i percorsi.
Dopo averci fornito le informazioni su come muoverci e sulla sicurezza, ci hanno fatto indossare dei caschi e delle imbragature, così abbiamo potuto iniziare a salire sui percorsi sospesi, sperimentando l’emozione dei percorsi tra gli alberi, sfidando l’altezza. Eravamo tutti molto agitati ma anche impazienti di metterci alla prova.
C’erano tanti percorsi, sia facili che difficili, in base alla tipologia degli ostacoli da superare. Alcuni presentavano delle scale sospese, altri dei tunnel fatti di corde, in altre postazioni c’erano delle teleferiche alle quali appendersi che facevano provare paura e ansia, ma che, dopo aver provato, ci sono subito piaciute tantissimo. Alcuni compagni erano un po’ spaventati, soffrivano l’altezza, ma, in generale, la maggioranza si è buttata a capofitto nella nuova esperienza.
Alle 13 il parco ha chiuso per la pausa pranzo ed anche noi abbiamo pranzato insieme. Quindi, siamo andati in un grande prato, presente nel parco di Salice Terme, dove, per un paio di ore, siamo stati liberi di fare quello che volevamo. Alle 16 siamo partiti e arrivati a casa verso le 17.
Per fare un bilancio di questa giornata, possiamo dire che ci siamo divertiti tantissimo, ci è piaciuto perché ci siamo emozionati, siamo stati nella natura e perché eravamo in compagnia. Sicuramente vorremo ripetere questa esperienza.