Rielaborando la “Divina Commedia”, Luca Dantoni, Diego Barilati e Dennis Varga di seconda A, hanno scritto un testo a sfondo sportivo, calcistico. Buona lettura.
Nel mezzo del cammin della partita,
ci ritrovammo sopraffatti dai quei diavoli,
la partita era ormai smarrita.
Tutti gridavan che a noi non eran favorevoli,
i tifosi eran impazziti,
sembrava una di quelle difficili amichevoli.
Tu dèi saper che ormai eravam finiti,
l’arbitro per noi non fischiava mai un fallo,
eravam con lui imbestialiti.
Questi non han mai preso giallo,
era il lor modo di giocare, orrendo,
facendo male vincevan ogni rimpallo.
Ed ecco verso di noi venir correndo
un giocator con il pallone,
lo fermammo, cadde e iniziò a lamentarsi fingendo:
La classe 2^ A ha ricevuto un compito: rielaborare il testo della “Divina Commedia” in chiave moderna. Vi proponiamo un testo creato da Angela Rebecchi e Micol Tosca che hanno rivisto il testo in chiave social. Buona lettura.
Cari lettori, sono più di dieci anni che il nostro istituto ha in mente di sistemare e rinnovare la nostra biblioteca scolastica che si trova al piano terra della scuola media “Mazzini”. Dopo tutto questo tempo, finalmente, siamo riusciti a darle una nuova veste e a renderla uno spazio innovativo e accogliente grazie a progetti di rifacimento e anche a finanziamenti esterni.
L’estate scorsa, infatti, l’amministrazione comunale di Castel San Giovanni ha tinteggiato tutte le pareti interne della scuola e quindi, grazie alle risorse avute in seguito all’approvazione di un progetto specifico, le nostre insegnanti Antoniotti e Cesena, aiutate dalla prof. Murtas e Pedretti hanno iniziato il lavoro di riqualificazione. Per coinvolgere anche i ragazzi, è stato proposto un laboratorio d’arte per l’abbellimento degli spazi con l’esperta pittrice e restauratrice Maria Colonna, a cui hanno partecipato una ventina di alunni delle classi seconde e terze.
Il risultato è stato, secondo noi, sorprendente, soprattutto vedendo le immagini che mostrano come gli spazi erano prima della loro ristrutturazione.
Il giorno dell’inaugurazione, noi ragazzi della 2^A e i partecipanti al laboratorio d’arte, siamo andati in biblioteca, dove erano presenti l’ex preside Angeleri, la nostra prof. di lettere Antoniotti, ed altre persone importanti per la scuola che hanno finanziato il progetto – biblioteca, come l’associazione Avis. Sono intervenuti l’assessore Federica Ferrari, lo scrittore Matteo Corradini, che ha parlato della biblioteca come di una stanza in più della propria casa e l’esperto consulente INDIRE Angelo Bardini, che ha sottolineato che chi legge ed ha libri a casa ha risultati scolastici migliori, quindi mettere a disposizione dei libri per i ragazzi è anche una questione di giustizia sociale.
Noi eravamo molto emozionati e felicissimi, perché la parola è passata anche alla nostra classe che aveva preparato un video sul tema “La scuola che vorrei” e che è stato molto apprezzato da tutti.
Una volta finita l’inaugurazione, siamo usciti ad ascoltare il Gruppo Musicale della nostra scuola che, guidato dal prof. Cirinnà, si è esibito suonando e cantando canzoni.
Concludiamo con un video, creato dalla professoressa Antoniotti, che mostra le immagini della trasformazione della biblioteca e degli spazi adiacenti (corridoio, giardino) durante le varie fasi del progetto di abbellimento. Buona visione e vi aspettiamo in biblioteca con la nostra mascotte Moby Dick, la balena bianca in volo, che è il simbolo della creatività, della ricerca e della nostra passione!
Buongiorno a tutti, siamo gli aLunni della classe 2^A. Qualche mese fa, la nostra professoressa Antoniotti ci ha assegnato un compito: riflettere sulla scuola che avremmo voluto frequentare, come avrebbe dovuto essere riguardo gli obiettivi, i contenuti, gli spazi. Così abbiamo ragionato da soli e in gruppo, abbiamo scattato delle foto alle aule e agli ambienti scolastici per provare a disegnare le nostre idee e rendere gli spazi come avremmo voluto. Abbiamo raccolto il lavoro nel video “La scuola che vorrei”, che ora vi mostriamo.
Ah, dimenticavo, nel video non troverete la biblioteca: quando abbiamo visto come era stata sistemata, abbiamo capito che era proprio come avremmo voluto!
Quest’anno, la nostra scuola ha deciso di rinnovare e rendere più bello e colorato il giardino interno del nostro istituto, che abbiamo chiamato “Il giardino segreto”, prendendo spunto dal famoso libro di F. S. Burnett. L’esperta in questo settore è la prof. Bongiorni, insegnante di matematica e scienze: lei, infatti, ci ha portato con sé per mostrarci come prenderci cura dei diversi tipi di fiori presenti nel piccolo giardino. Ci ha anche illustrato, a questo scopo, le caratteristiche principali delle specie e anche alcune curiosità.
Appena si entra, si può notare che la bordura esterna delle aiuole presenti è composta da viole del pensiero variopinte e crocus gialli e viola scuro. La viola del pensiero non ha un nome scientifico, ma si può anche chiamare cornuta, essa viene anche legata ad antiche leggende che nascono dalle tradizioni popolari ed è sempre associata al tema dell’amore, si dice che si possa vedere nel suo fiore il volto della persona amata; nell’antica Roma vi era un giorno a lei dedicato. Un altro suo nome molto curioso è suocera e nuora per i suoi colori contrastanti.
Il nome crocus deriva dal greco e significa “filo di tessuto” , può essere scambiato con il colchico velenoso. Si tratta di un fiore che contiene una tossina molto pericolosa, capace di bloccare la divisione cellulare, per cui non ci sono antidoti.
In una seconda aiuola, oltre alla bordura di viole del pensiero, sono spuntati dei tulipani, tipici fiori primaverili. Sono inoltre presenti alcuni cespugli di bosso e piante di ortensia. il bosso ha un nome scientifico ed è Buxus Sempervirens, ma si può chiamare anche più comunemente bossolo, è originario del Giappone e dell’ Altopiano himalayano.
Sulla sinistra del cortile si trova un vaso nel quale è piantato un ulivo, un arbusto sempreverde, molto longevo, che può raggiungere i 10 m di altezza. Il suo nome scientifico è Olea europea. E’ un albero molto simbolico, che rappresenta la pace sin dai tempi della Bibbia e quindi ci è stato donato dall’associazione Valtidone in occasione della Giornata della Memoria.
Sotto le piantine presenti nelle aiuole, si trova uno strato di corteccia da giardino: serve per tenere umido il terreno e cercare di tenere a freno le erbe infestanti; a tale scopo, sotto lo strato di corteccia, è stato anche inserito un apposito telo.
Il giardino è attrezzato con tavolini di metallo e sedie, che servono per trasformare lo spazio in una vera e propria aula a cielo aperto. La prof ci porta a prendercene cura circa due volte a settimana: a coppie potiamo le piantine, le innaffiamo e sistemiamo per assicurarci che crescano bene e prendano il sole, così che siano più rigogliose e sane.
Sicuramente, con il passare del tempo, il nostro piccolo angolo di verde diventerà sempre più colorato e accogliente; vi terremo aggiornati, alla prossima!
Le studentesse della classe 2^ B di Sarmato (Martina Penna, Ikram Jandoui, Giada Melis, Boudhina Kouloud), hanno realizzato un caviardage come prodotto finale di un’attività di cittadinanza attiva, partita dall’analisi di due interviste, una a Gino Strada, l’altra a Raimon Panikkar, riguardanti la pace come alternativa alla guerra. Il risultato, che vi proponiamo, è una bellissima rielaborazione dei contenuti trattati in una sintesi molto efficace.
Una rappresentanza dei ragazzi della scuola media Mazzini si è recata, il giorno 26/4, presso il piazzale Fratelli Cervi di Castel San Giovanni per celebrare la festa della Liberazione piantando un albero nell’aiuola al centro del piazzale stesso.
Questa aiuola, infatti, ospita sette alberi che sono stati piantati in onore dei sette fratelli Cervi: Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio, Ettore. Uno di questi alberi era morto e quindi l’amministrazione comunale lo ha sostituito. È stata l’occasione, per i ragazzi, di conoscere la storia di questi giovani che vennero uccisi perché contrari al fascismo. L’evento è stato preceduto da un incontro in classe con lo storico Paolo Brega, che ha spiegato la vicenda dei fratelli Cervi all’interno della Seconda Guerra Mondiale. L’Amministrazione comunale farà posizionare delle targhette in onore dei sette fratelli, che ne ricorderanno i nomi, accanto agli alberi. Al momento ha partecipato anche il Gruppo musicale di istituto, che ha proposto canti e brani musicali dal vivo.
Sabato 9 Aprile, tutte le classi terze si sono recate al Teatro Verdi, per assistere al il reading musicale “Per chi splende questo lume. La vita oltre Auschwitz di Virginia Gattegno”. Regista e ideatore dello spettacolo, lo scrittore ed ebraista Matteo Corradini che ha voluto raccontare la storia di Virginia Gattegno, sopravvissuta ad Auschwitz e purtroppo mancata nel febbraio scorso.
Matteo Corradini
In questo spettacolo, Matteo Corradini ha letto brani del suo nuovo libro: ”Per chi spende questo lume”, dove si può conoscere la vita prima, durante e dopo la Shoah della protagonista. Originaria di Roma, si era trasferita a Rodi, dove il padre aveva ottenuto un lavoro. Nell’isola, le diverse comunità religiose vivevano pacificamente ma, con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e l’arrivo dei nazisti tutto cambiò. Virginia e a sua famiglia furono deportate ad Auschwitz: solo lei e la sorella sopravvivranno.
Il gruppo Fandujo
Noi ragazzi delle classi terze, avevamo già conosciuto la sua storia perché avevamo letto il libro “Luci nella Shoah”, dove era riassunta la sua vicenda.
La cantante Paola Quagliata
Lo spettacolo è stato molto gradito da tutti ed apprezzato, perché c’era anche una band, i Fandujo, che suonava, infatti il racconto alternava musica e lettura. Il gruppo ha eseguito musica balcanica, che richiamava quella che veniva ascoltata dagli abitanti di Rodi deportati dai nazisti e che Virginia amava così tanto. Siamo rimasti particolarmente colpiti dalla voce della cantante Paola Quagliata, che ha eseguito alcuni pezzi con molta abilità e passione.
La scuola media G. Mazzini di Castel San Giovanni, grazie allo stanziamento di fondi strutturali europei, offre ai giovani frequentatori l’istituto di avvicinarsi agli sport, come in questo caso, al tennis. I corsi di tennis si tengono il martedì e giovedì pomeriggio presso i campi che fanno parte del complesso Tennis Club Campagnoli, che si trova vicino allo stadio Soressi, dove si allena e gioca l’attuale Castellana Fontana, squadra di calcio locale. Oltre a far divertire i ragazzi, questo corso serve anche a responsabilizzarli e avvicinarli allo sport. Naturalmente, facendo parte di un progetto scolastico, serve anche per educare i giovani.
Questi corsi sono tenuti da esperti selezionati e dureranno complessivamente 30 ore. Partecipano un massimo di venti alunni. In questo periodo, noi ragazzi abbiamo imparato le basi di questo fantastico sport (colpo di dritto, rovescio, battuta o servizio e volée) grazie all’aiuto di allenatori specializzati in questo campo che si sono offerti per tenere le lezioni.
Riflettendo sul tema della guerra e della pace, abbiamo analizzato in classe alcune poesie di Bertold Brecht, autore tedesco della prima metà del ‘900. In particolare ci ha colpito la poesia “Generale, il tuo carro armato”.
Siamo rimasti colpiti perché siamo riusciti a collegare quello che il poeta esprime con diversi altri testi che abbiamo analizzato in classe. Ad esempio, nel libro “Un anno sull’altipiano”, ambientato durante la I Guerra Mondiale, Emilio Lussu racconta che, un giorno, si trova vicino ad una trincea nemica e può sparare agli austriaci non visto. Ma osservandoli, si accorge che non sono ‘mostri’ come ci si abitua a pensare in guerra, ma uomini come lui. Così comincia a pensare e decide di non sparare.
Anche Primo Levi, nella poesia “La bambina di Pompei”, alla fine, scrive:
Potenti della terra padroni di nuovi veleni, Tristi custodi segreti del tuono definitivo, Ci bastano d’assai le afflizioni donate dal cielo. Prima di premere il dito, fermatevi e considerate.
Chiede ai potenti della terra di fermarsi a pensare alle conseguenze dei propri gesti prima di agire, cosa che dovremmo fare tutti.
Quando poi, abbiamo affrontato il tema della legalità, abbiamo ascoltato e analizzato la canzone “Pensa”, di Fabrizio Moro.
Prima di dire, di giudicare, prova a pensare
Questo è l’atteggiamento che dovremmo avere tutti se vogliamo che la nostra società migliori, che i rapporti tra di noi siano più umani e corretti e che la guerra diventi solo un ricordo.