Le parole buone della Memoria

di Aurora Casaroli

6/2/2023

Quest’anno, la nostra classe ha lavorato sul tema dei pregiudizi e sulla comunicazione non ostile. Dalle parole di Liliana Segre, abbiamo capito quanto le persone possano ferire nel profondo con i pregiudizi e l’odio. Dal libro “Solo una parola” di Matteo Corradini, abbiamo capito che non bisogna dare per scontato che chi ci sta attorno non venga colpito dalle nostre parole, se non stiamo attenti a farne buon uso. Dal pregiudizio che nasce dalle parole, infine, si passa velocemente al razzismo e alla discriminazione. E le parole sono frutto del pensiero: questo ci ha insegnato la Shoah. Ho registrato e letto dal vivo un testo, composto con i compagni, riguardante l’uso delle parole: oggi, a maggior ragione, usando i social che diffondono e aumentano il peso della comunicazione, dobbiamo renderci conto che le parole fanno più male di uno schiaffo: impariamo ad usare le parole buone!

Solo una parola: Memoria

di Chantal Scrocchi e Micol Tosca

6/2/2023

Il 27 gennaio, la nostra classe ha partecipato alla celebrazione della Giornata della Memoria, preparata dalla nostra classe per la parte della secondaria. Siamo partiti verso le 10 del mattino per scuola primaria “Tina Pesaro” e, appena arrivati nell’aula magna, abbiamo fatto le ultime prove e poi, una volta arrivati tutti i partecipanti, abbiamo iniziato a proporre le nostre riflessioni. Ad assistere alla commemorazione, erano presenti il preside, le sindache di Castel San Giovanni e Sarmato, l’assessore all’istruzione, rappresentanti della famiglia Pesaro,  del gruppo alpini, delle forze dell’ordine e di varie associazioni di volontariato che sono vicine alla nostra scuola. Dopo anni di mancanza, erano presenti soprattutto bambini e ragazzi: tutte le classi quinte della primaria e un paio di classi della secondaria rendevano molto numeroso il “pubblico”.

Le letture e i video che la nostra classe ha preparato, letto, proiettato si sono ispirati al libro: “Solo una parola” dell’autore ed ebraista Matteo Corradini, che avevamo incontrato nelle settimane passate in classe. Abbiamo riflettuto sull’uso delle parole che costruiscono pregiudizi e che sono sintomo di un pensiero razzista e intollerante.

Oltre ai nostri lavori, abbiamo visto il video della testimonianza di Franco Pesaro, e letto una pagina del libro di Liliana Segre “Scolpitelo nel vostro cuore”, contro l’indifferenza.

Dopo aver finito, siamo andati a vedere la mostra che i ragazzini delle classi quinte della scuola primaria hanno preparato nella biblioteca dell’istituto “Tracce di luce nella Shoah” e che ci ha molto colpito. Erano presenti cartelloni, quadri, maschere e forme che ricordavano il dolore provato dalle vittime della Shoah. C’era anche un giardino con gli alberi dedicati ai Giusti, coloro che salvarono delle vite nella Shoah.

Alla fine, siamo usciti nel cortile davanti alla scuola e ci siamo riuniti con delle classi delle scuole superiori del Polo Volta. Ci siamo stretti intorno alla pietra d’inciampo e alla stele di Tina Pesaro e le sindache, insieme ad un nipote di Tina Pesaro, Giorgio Garolfi, hanno concluso la celebrazione.

Abbiamo riflettuto molto nel periodo precedente e durante questa giornata, speriamo di essere riusciti a mandare un messaggio positivo sia agli adulti che agli alunni delle classi quinte. Tutto il materiale che abbiamo prodotto è associato all’archivio della Memoria del nostro istituto, collegato alla Stele di Tina Pesaro tramite un QR code e consultabile da tutti.

La Memoria di Anne Frank

di Camilla Girometta

11/2/2023

In questi giorni ho letto sulla rivista Focus Junior un articolo che mi ha colpito e mi ha fatto molto riflettere. In occasione della Giornata della Memoria, il 27 gennaio, questo articolo parla della figura di Anne Frank, una ragazza ebrea che aveva lasciato la Germania al tempo dei nazisti, per trasferirsi nella città di Amsterdam, dove insieme alla sua famiglia era stata costretta a rifugiarsi in un nascondiglio segreto per sfuggire alle persecuzioni naziste.  Ad Anne piaceva molto scrivere perché la faceva sentire libera e meno sola, per cui comincia a scrivere un diario, a cui darà il nome di Kitty, che per lei diventerà come una cara amica. In una pagina del suo diario, Anne scrive: “Lasciatemi essere me stessa”, per me questa frase ha un grande significato, attraverso il suo diario Anne riesce ad essere davvero se stessa, riesce ad esprimere liberamente tutti i suoi pensieri, proprio come succede in amicizia. Sulla rivista viene anche riportata una foto bellissima di Anne che a dodici anni (la mia età!) lavora a maglia. Anne sembra molto felice e questo mi ha impressionato perché contrasta con quello che avrebbe vissuto poco dopo. E’ sconvolgente pensare a quello che una ragazza della mia età ha dovuto subire, alla sua sofferenza e a quella di tante persone che come lei non avevano fatto nulla di male. Questa bruttissima parte della storia deve essere ricordata per non permettere che capiti più e per far capire alle persone giovani come noi che queste cose sono purtroppo accadute veramente e che siamo noi ragazzi che dobbiamo fare in modo che questo odio non si diffonda mai più. Il diario di Anna trasmette fiducia, speranza e tantissimo coraggio, in un periodo così tragico della nostra storia. Anne e la sua famiglia, il 4 agosto del 1944 vengono arrestati e mandati nei campi di concentramento, dove Anne muore nel febbraio del 1945. Il papà di Anne, Otto Frank, è l’unico della famiglia che riesce a sopravvivere ai campi di concentramento, dopo la fine della guerra si impegna per il resto della sua vita a far conoscere il diario di Anne in tutto il mondo. L’articolo di Focus fa riflettere anche su un altro fatto: anche oggi, in Afghanistan, le donne sono discriminate ed emarginate, ancora oggi quindi esistono grandi ingiustizie! Alcune ragazze afghane sono costrette a riunirsi di nascosto per leggere libri e condividere i loro pensieri, perché per loro è proibito andare a scuola, studiare, informarsi. Come è possibile che ancora oggi possa accadere tutto questo? Come è possibile che ci siano ancora queste disuguaglianze? Dobbiamo sentirci in dovere di cambiare le cose!

Mille papaveri rossi per celebrare il 4 novembre

di Angela Rebecchi

6/2/2023

Lo scorso 4 novembre, io insieme alla mia classe, dopo un percorso sulla Prima Guerra Mondiale fatto sui libri e attraverso documenti storici, siamo usciti dalla scuola e abbiamo visitato i monumenti della Memoria storica del nostro paese. L’obiettivo era capire a cosa servono i monumenti: per me, ci fanno ricordare di non dimenticare. Non è facile perché i monumenti stanno in mezzo alla città e noi, nella quotidianità, siamo distratti da mille cose e non li notiamo. I monumenti ricordano imprese o persone e conservano un po’ della loro anima.

Quando mi sono trovata davanti ai luoghi della Memoria della Prima Guerra Mondiale, presso il famedio del cimitero o vicino al ricovero “Albesani”, davanti a decine di nomi e cognomi di persone che hanno perso la vita in guerra per la loro patria, sono rimasta stupita e ho provato un brivido. “Perché loro?”, “Perché non io?”, “Perché è dovuto succedere?” Spari, urla, sangue non appartengono alla nostra vita ma ho capito l’importanza delle mie piccole fortune e la necessità di combattere, con le armi che ho, per diventare portavoce di chi non c’è più. Le nostre armi saranno le parole, la musica, lo studio sul campo di battaglia di ogni giorno.

E’ questo che abbiamo raccontato durante la celebrazione presso il Teatro Verdi, il 4 novembre 2023.

I monumenti sono come i papaveri, sono nei campi e spesso non li noti, sono fragili ma, quando fioriscono, ti colpiscono con il loro rosso. Ogni ragazzo di terza della nostra scuola ha creato dei papaveri: mille papaveri rossi per onorare coloro che hanno combattuto per noi e raccogliere il loro coraggio per costruire il nostro futuro senza paura.

Recensione del libro: “La Pioggia Porterà Le Violette Di Maggio”

Autore: Matteo Corradini

Di Giada Maiocchi

6/2/2023

Clara vive a Praga e, per il suo compleanno, riceve un clarinetto d’epoca. Mentre cerca di nascondere un biglietto, scritto per lei dal suo amico Samuel di cui è innamorata, cade dalla custodia dello strumento una busta ingiallita. Contiene una lettera d’amore scritta da un certo Samuel a una certa Clara in un tempo passato. Vista la coincidenza, le viene voglia di scoprire la loro storia, dove vivevano, come si erano conosciuti… ma l’unico indizio è il clarinetto. Quindi, chiede a suo fratello ed ai suoi due amici che formano una band, di accompagnarla in questa ricerca, visto che loro hanno un furgone. Ripercorrendo indietro la storia, scoprono che il clarinetto è passato in mano ad almeno sette persone fra cui un ex soldato russo, diversi bambini ebrei, una maestra ebrea, Clara del passato e Clara del presente. Arriveranno in luoghi diversi, fra cui il ghetto di Terezin, vicino a Praga, che divenne un campo di concentramento durante la Seconda guerra mondiale. Alla fine Clara riuscirà a trovare i primi possessori del clarinetto?

Mi è piaciuto molto questo libro perché, innanzitutto, il titolo ha un significato stupendo: “La Pioggia Porterà Le Violette Di Maggio” cioè dopo la pioggia di Aprile ci sarà Maggio e nasceranno le Violette. Un altro modo per interpretarlo è: dopo un momento triste ci sarà un momento felice e spensierato, non bisogna mai perdere la speranza, anche in momenti difficili. Questa frase si trova anche nella lettera d’amore scritta da Samuel a Clara. La storia è avvincente perché i personaggi sono tutti legati dal clarinetto e ognuno racconta la sua storia che è come una tessera di un puzzle.

Recensione del libro: “Mosche, cavallette, scarafaggi e premio Nobel”

autore: Luigi Garlando

di Rachele Bertoni

23/1/2023

Il libro racconta la storia di un ragazzo orgoglioso e curioso, di nome Luigi Aloe, che è nato e vive ad Amantea, in Calabria, con la sua numerosa famiglia che non naviga nell’oro. Il padre è un pescatore, la madre è casalinga. Dopo la morte del padre, per sostenere la famiglia, Luigi fa i lavori più disparati e, a sedici anni, si trasferisce in Germania; qui, a causa di un incidente in cantiere, resta ferito e, nell’ospedale dove lo ricoverano, conosce Rigobello, un filosofo che lo sprona a studiare per prendere il diploma. Il ragazzo raccoglie i soldi necessari e, dopo alcuni anni di studio, trova un impiego presso l’Università di Perugia, dove, per il professor Colombo, alleva cavallette che servono per fare esperimenti scientifici. Diventa così bravo che il professore lo presenta a Rita Levi Montalcini per la quale alleverà gli scarafaggi sui quali la scienziata studia. Luigi lavorerà con lei come assistente molti anni, fino al premio Nobel e fino alla fine della vita della studiosa.

Ho trovato questa biografia molto coinvolgente: è facile immedesimarsi in Luigi che supera tante difficoltà. La sua storia mi ha insegnato che i problemi vanno affrontati faccia a faccia, non evitandoli. 

Tutte le prime al campo scout

di Carlotta Liberali

23/1/2023

Venerdì 7 ottobre 2022, con tutti i compagni della classe 1 ^ A, insieme a tutte le prime delle scuole medie di Castel San Giovanni e Sarmato, accompagnati dalle professoresse Cesana e Takako, ci siamo recati al campo Scout del paese. Siamo partiti alle otto e dieci dalla scuola e siamo arrivati dopo un quarto d’ora circa. Nel grande prato della sede, ad accoglierci, c’erano degli Scout che, mentre aspettavano le prime di Sarmato, ci hanno insegnato qualche loro rituale e una danza dei nativi Americani. Quindi, ognuno di noi ha detto il proprio nome, presentandosi. Il campo Scout è molto grande: è composto da un edificio principale dove c’è un salone abbastanza ampio, dalla cucina e dai bagni. Vicino al cancello d’entrata, c’è una costruzione che è un magazzino. Nel prato, circondato da alti alberi, è presente anche un palco.

Ad un certo punto, tutte le classi si sono unite in coppie, ad esempio: noi di 1^A con la 1^B. Come prima attività, gli Scout ci hanno insegnato a cucinare sul fuoco le cose che mangiano quando fanno le escursioni: wurstel, pomodori con mozzarella e uova, banana con cioccolato. Per la seconda attività, c’erano in programma due percorsi: nel primo dovevamo passare tra corde intrecciate fra di loro, poi camminare in equilibrio su una corda sospesa da terra, fare lo slalom tra gli alberi, passare sotto un telo mimetico e saltare. Per il secondo percorso, siamo passati nuovamente tra le corde intrecciate, abbiamo fatto il passaggio del marinaio e, muovendoci di nuovo sotto il telo mimetico, siamo saltati in un fosso.

Era arrivata l’ora dell’intervallo e gli scout ci hanno offerto la focaccia. Io, approfittando dell’occasione, sono andata a salutare Martina, una mia amica di Sarmato. Dopo l’intervallo, abbiamo fatto una bambolina scooby-doo blu e gialla che serve come portachiavi. Infine, con il roverino (un cerchio di corda intrecciata), abbiamo fatto una partita che consisteva nel lanciare il cerchio al proprio compagno di squadra, fino a fare centro nei bastoni sostenuti da un portiere.

A questo punto, finite le attività, ci siamo riuniti tutti in cerchio, per la conclusione. Alle dodici e quarantacinque eravamo in classe, pronti per la lezione di italiano. Per me, questa giornata è stata un ottimo mezzo per stare insieme, conoscerci e divertirci. Spero che si possa ripetere!

La notizia che vorrei leggere…

cura della redazione

23/1/2023

La redazione de “La Voce dell’Olubra” e della “Web Radio ICCC” ha finalmente ripreso i suoi lavori e comincia la sua attività proponendovi alcuni titoli davvero eccezionali: sono quelli delle notizie che vorremmo leggere, oggi, sui media. Eccole, buona lettura!

“Finalmente la fine della guerra in Ucraina”

Dopo mesi di conflitto, arriva la  pace! Esulta tutta la popolazione mondiale.

“L’Italia vince i Mondiali!”

Dopo un meritato ripescaggio, arriva il riscatto. Ci aspettano 4 anni da campioni!

“Mai più animali in via di estinzione

Da oggi abbiamo fatto pace con gli animali: basta con le uccisioni ingiustificate.

“Scoperta una fonte di energia che deriva da un cristallo lunare”

Non inquina, è economica, presente in quantità sotto la superficie del satellite: la soluzione ai problemi energetici.

“Invenzione rivoluzionaria: il teletrasportatore trasformerà il nostro modo di muoverci

Mai più code, lentezze, costi per spostarsi: il mondo non è mai stato così unito.

“Non si usano più solo libri cartacei a scuola e lo zaino è più leggero!”

Gli studenti festeggiano e si impegnano a usare bene la tecnologia.

Solo una parola: Memoria

Il nostro istituto celebra la Giornata della Memoria 2023

a cura della redazione

Venerdì 27 gennaio, il nostro istituto con rappresentanze delle istituzioni e di altre scuole locali si stringerà attorno alla pietra d’inciampo e alla stele di Tina Pesaro per commemorare la Giornata della Memoria 2023.

I lavori POP della Galleria d’Arte della nostra scuola

a cura della redazione

3/6/2022

Le classi del prof. Bernini hanno conosciuto la Pop Art, un movimento artistico che nasce tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso e che rappresenta una rivoluzione nell’arte perché comincia a prendere come modelli gli elementi semplici e banali della vita di tutti i giorni che rappresentano la società di massa e del consumismo, la superficialità della pubblicità.

Gaia Zanellati, 3^B

Altri artisti prendono ispirazione dai fumetti contemporanei e commerciali o di avventura, mettendone in evidenza le tinte piatte e l’assenza di emozioni. Di seguito, alcuni disegni con rielaborazioni a cura della classe 3^A.