Paesaggi di ieri e di oggi nella galleria d’arte della scuola

A cura di Giada Maiocchi e della redazione

20/4/2022

Continuiamo a esporre virtualmente le opere dei ragazzi della nostra scuola ci alcuni bellissimi paesaggi: il primo, del passato, disegnato nella classe 1 A del prof. Bernini:

Gli altri paesaggi, sono contemporanei e sono stati disegnati da alunni della classe 3 B, sempre sotto la guida del prof. Bernini. I ragazzi hanno usato la prospettiva e si nota un efficacissimo uso del colore. Complimenti!

La celebrazione della Giornata della Memoria e Impegno presso il nostro istituto

a cura della redazione

29/3/2022

Il giorno 21 aprile, in tutta Italia, si celebra la Giornata della Memoria e Impegno a ricordo delle vittime innocenti delle mafie, istituita dal governo italiano nel 2017 e promossa dall’associazione Libera. Ogni anno, il primo giorno di primavera, si legge un lungo elenco di 1000 nomi di vittime per essere vicini ai familiari e per non dimenticare nessuno.

Nel nostro istituto, le classi terze si sono avvicendate nel giardino interno, alla presenza del sindaco e dell’assessore all’istruzione, per leggere i nomi.

Ogni ragazzo si è impegnato a fare memoria.

Dopo l’inaugurazione di una targa a Giuseppe e Salvatore Asta, vittime della strage mafiosa di Pizzolungo, nel campo giochi di via Fratelli Bandiera, alla presenza di Margherita Asta, continua il percorso sulla legalità per i ragazzi della scuola “G. Mazzini”.

Recensione del libro: “Solo una parola”

di Riccardo Alberici, Noemi Kercova, Mattia Verani

13/4/2022

Nel lontano 1938, a Venezia, viveva un bambino di 9 anni di nome Roberto. Lui era sicuro di essere un bambino normale, ma un giorno, in quell’anno particolare, qualcosa iniziò a cambiare, solo perché aveva gli occhiali! Roberto non si sentiva più lo stesso, per fortuna gli rimanevano i suoi amici: Alvise, che portava anche lui gli occhiali, e Lucia, che non li aveva… ma, nonostante ciò, erano un trio fantastico. Inizialmente, si sentiva scherzare alla radio sul fatto degli occhialuti  (persone con gli occhiali, come dice il dizionario), ma poi il primo ministro iniziò a fare leggi a svantaggio degli occhialuti, ad esempio il non poter più frequentare scuole “normali”, fino a quando la cosa iniziò a degenerare e gli occhialuti venivano rapiti e deportati.

Un giorno, uscendo da scuola, Roberto e Lucia iniziarono a discutere su come cercare di scappare insieme: dato che la mamma di Lucia aveva gli occhiali, anche Lucia veniva considerata occhialuta; Lucia disse a Roberto di andare da lei il giorno successivo per vedere una cosa… Lucia e Roberto riusciranno a scappare insieme?

Secondo noi questo libro va assolutamente letto, perché spiega la vicenda degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale in modo delicato, affrontando un argomento molto duro in modo adatto ai ragazzi della nostra età. Questo libro è molto intrigante e spinge a continuare a leggerlo.

Intervista al prof. Mario Ciriaco

di Beatrice Ferrari, Aya Mouhdi, Maria Sole Visentin

13/4/2022

Quest’anno, il nostro istituto ospita nuovi professori e tra questi, Mario Ciriaco, che si occupa di sostegno. Dato che non lo conosciamo, abbiamo pensato di intervistarlo, facendogli alcune domande per sapere qualcosa in più su di lui.

D Quali studi ha frequentato?   

R Io ho studiato ingegneria e poi, grazie al supporto dei miei genitori, sono riuscito a superare tutti gli esami, anche se all’inizio avevano dubitato della mia scelta. 

D Com’è il suo rapporto con gli studenti?

R Ho un buon rapporto con gli studenti e scherzo molto con loro però pretendo di essere rispettato.

D Tre aggettivi per definirsi  

R Simpatico, un po’ impulsivo, rispettoso.

D Una cosa che le fa paura 

R Non ho paura di niente.

D Qual è il suo sogno più grande?

R Mi piacerebbe riprendere a giocare a calcio.

D Cosa pensava di fare, quando era piccolo?

R Da piccolo volevo diventare un calciatore professionista e all’inizio ero riuscito a realizzare il mio sogno, però poi a causa di un incidente di cui preferirei non parlare ho dovuto smettere di giocare.

D Qual è il suo calciatore preferito?

R Diego Armando Maradona.

D Per quale squadra tifa o ha tifato?

R Inter e Napoli.

D Una cosa che la rende felice

R Vedere i miei studenti felici. 

E noi siamo molto felici di averla intervistata, grazie e buon lavoro!

Recensione del libro “#Disobbediente, essere onesti è la vera rivoluzione””

di Angela Rebecchi e Luca Dantoni

13/4/2022

Quante volte nella vita succede che dobbiamo uscire dagli schemi, distinguerci dalle altre persone e andare contro le opinioni altrui!. In questi decenni, ormai, non si guarda più a quello che vogliamo noi ma guardiamo quello che fanno gli altri, perché abbiamo paura di sbagliare. Non facciamo più quello che è giusto per colpa delle persone più potenti che ci ricattano per far sì che loro possano trasgredire le leggi senza problemi. Essere disobbedienti non è sempre una cosa negativa… infatti in certi casi dobbiamo disobbedire a quello che sembrano avere la meglio su tutti per fare il bene di tutti. Alcune volte, però, disobbedire può voler dire rischiare. A volte succede che le persone buone, che fanno il bene di tutti, ci rimettono… nei casi migliori (per modo di dire) perdono il lavoro… nei peggiori perdono la vita.

Andrea Franzoso

“Disobbediente” è il libro di Andrea Franzoso che parla della sua vita, denunciando quello che gli è successo di sbagliato. Questo libro racconta un fatto realmente accaduto in ambito lavorativo ad Andrea Franzoso, oggi autore televisivo e scrittore di libri che si rivolgono perlopiù ad adolescenti, sempre sul tema della legalità. Andrea ha prestato servizio per 8 anni come Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri dall’anno 1998 congedandosi nel 2006, per poi “ritirarsi in preghiera” con i Gesuiti fino al 2010. Dopo questi anni, riesce a farsi assume come Dirigente di F.N.M. (Ferrovie Nord Milano) e, nello specifico, dell’Internal Audit, il dipartimento che si occupa del controllo dei dipendenti e che è attento al fatto che nessun lavoratore commetta reati in genere. Ad un certo punto, però, alcuni dirigenti di F.N.M. vengono arrestati poiché ritenuti responsabili di reati commessi in ambito aziendale e così, con i suoi colleghi, Andrea Franzoso inizia ad indagare andando fino in fondo tanto da trovare le prove inconfutabili che Norberto Achille, Presidente di F.N.M., aveva rubato denaro della società per spese private sia per se’ che per i propri famigliari. Andrea, coraggiosamente e spinto da un fortissimo senso di onestà, denuncia tutto alla Magistratura. I suoi colleghi, forse codardi o forse nel timore di ovvie ritorsioni lavorative, seppur testimoni di quanto fosse “venuto a galla” non si uniscono ad Andrea, lasciandolo, di fatto, da solo davanti a tutti e tutto. Nel corso degli anni e durante tutto il processo, Andrea sarà aiutato, confortato ed incoraggiato ad andare avanti veramente da poche persone… nonostante ciò riesce a “vincere” facendo restituire tutto quanto rubato dal “capo” e dalla sua famiglia. Andrea Franzoso, a differenza dei suoi colleghi omertosi, è stato l’unico ad avere il coraggio di denunciare e la forza di andare fino in fondo, ha rischiato tutto ma alla fine ce l’ha fatta, da solo e con le sue forze. 

Il momento più  coinvolgente e toccante, secondo me è stato quando Andrea Franzoso ha preso coraggio, ha denunciato i suoi superiori e da solo ha firmato la denuncia con il suo nome e cognome, senza restare anonimo, subendo poi ritorsioni lavorative da parte dei suoi capi. Mi ha toccato molto questo “gesto di coraggio”, anch’io odio le ingiustizie e avrei fatto lo stesso! 

La lettura di questo libro mi ha notevolmente affascinato; sono molto interessato ai temi di legalità e giustizia. Mi rispecchio parecchio nel protagonista perché anch’io non sopporto le persone che pensano di essere superiori agli altri, solamente perché, come in questo caso, sono a capo di un’azienda. Non mi piace essere omertoso, anzi, cerco sempre di dire le come stanno veramente le cose, magari correndo anche i rischi che ne derivano. Credo che sia assolutamente corretto verso sé stessi e verso gli altri denunciare un accaduto che lede il prossimo; la legge è uguale per tutti, c’è scritto a caratteri cubitali in tutti i Tribunali, quindi se io rispetto la legge, non capisco perché gli altri non dovrebbero farlo. 

Le frasi che mi hanno colpito di più sono: 

  1. “Tutto ciò significa che finché non cambieremo il nostro modo di pensare, finché chi soffia nel fischietto diventerà un modello positivo, un esempio da imitare, non troveremo un termine accettato e condiviso da tutti”.
  2. “Spero di insegnare ai miei figli l’onestà, la trasparenza e il coraggio che hai tu”. 
  3. “Non permettete a nessuno di rubarvi il futuro”. 

Se il libro fosse una canzone sarebbe “Salve sono la Giustizia”, un brano dei “Nomadi”, una band musicale italiana. Questa canzone riprende il tema della legalità parlando della giustizia in prima persona.  

Se il libro fosse una persona sarebbe Giovanni Falcone perché anche lui ha sfidato un nemico pericoloso, la mafia, rischiando la propria vita per il bene di milioni di altre persone e per tutte le generazioni future. 

Se il libro fosse un colore sarebbe l’arancione come il ragazzo disegnato sulla copertina perché si distingue dagli altri, segue la propria strada come proprio come ha fatto Andrea Franzoso. Se il libro fosse una parola sarebbe “integrità” perché è il sostantivo più appropriato che definisce il carattere, il pensiero ed il modo di agire del protagonista. Questo libro lo consiglierei soprattutto ad adolescenti come me che stanno crescendo in questa società e che ne rappresentano il futuro; in particolare ne consiglierei la lettura ai disonesti, con l’intento di fargli capire che il loro atteggiamento, nel tempo, gli si ritorce contro: è assurdo, inutile e sicuramente non porta a nulla di buono e da nessuna parte nella vita.

CURIOSITÀ: conosco un ex collega di lavoro dell’autore e posso rivelare che il motto usato in più occasioni da Andrea Franzoso era: “GIUSTIZIA!”.

Ripartono le attività del progetto Erasmus+ “Human rights, Hidden figures”

Di Tosca Emma e Maiocchi Sofia

1/4/2022

È ricominciato il progetto europeo Erasmus+ “Human Rights, Hidden Figures” e purtroppo, a causa delle restrizioni per la pandemia, abbiamo fatto alcuni incontri in modalità virtuale, ma poi siamo tornati più forti di prima in presenza.

Abbiamo partecipato insieme ad altri compagni di classe: Annaelisa, Lorenzo, Nicolò e Alessandro. Le attività del progetto hanno interessato anche gli studenti della scuola partner di Saragozza in Spagna, i quali verranno in Italia a Castel San Giovanni a fine aprile, a differenza di noi che partiamo a fine marzo. Per fare in modo che noi ragazzi potessimo conoscere meglio il ragazzo o la ragazza che ci ospiterà, la prof. Ceruti ha inviato a questi ultimi i nostri numeri di telefono. Finalmente la mattina del 23 marzo è arrivata e con lo zaino in spalla e la valigia fatta siamo pronti a partire!

Vi racconteremo al ritorno cosa abbiamo vissuto in questa bellissima esperienza.

Se Anne Frank avesse avuto una videocamera…

A cura della redazione

1/4/2022

Cosa farebbe Anne Frank oggi se avesse in mano una telecamera?

Se lo sono sono chiesto alla casa di Anne Frank e hanno provato a fare un video blog con una telecamera che segue Anne e i suoi parenti nei diversi momenti della loro vita, prima e dopo che si nascondessero.Si può così vedere il “Video diary” di Anne Frank, dal sito http://www.annefrank.org.

Oggi, tutti noi filmiamo molto di più di un tempo, si fanno appunti video. Si scrive anche molto di più. Ma cosa resta di noi nei video o nella scrittura ed è tutto vero quello che vediamo o leggiamo? Come riconoscere ciò che è vero in un testo? Per qualche compagno è vero ciò che che trasmette emozioni ma comunque dimostra sempre solo una parte di se’.

Cosa ha voluto mostrare Anne Frank di se’? Sicuramente la prima parte del Diario è scritta da Anne per se stessa, la seconda anche per possibili lettori, dopo che aveva saputo della possibilità che i diari dell’epoca di guerra venissero pubblicati.Nella prima parte della sua vita ci sono tantissime foto, fatte soprattutto dal padre, nella seconda parte solo parole, non ci sono più immagini.

Anche l’autore Corradini, curatore della versione italiana del “Diario”, a volte si interroga su quale Anne Frank conosciamo noi, che leggiamo il suo diario ottant’anni dopo.

Da Sarmato, opere d’arte antiche e… moderne

a cura della redazione

2/4/2022

Continuiamo la Galleria d’arte virtuale della nostra scuola con alcune opere della scuola secondaria di I grado “G. Moia” di Sarmato. In particolare, le classi prima A e prima B hanno reinterpretato l’arte greca.

Per passare all’arte moderna, sono stati creati dei paesaggi in controluce formato “Instagram”. Complimenti agli artisti e alla prof. Vannucci.