di Andrea Gazzola
5/5/2021

In classe, come introduzione al racconto fantascientifico, abbiamo visto il film “L’uomo bicentenario”, diretto da Chris Columbus e basato sull’omonimo racconto di Isaac Asimov. La storia è ambientata in un mondo del futuro, in cui l’umanità sfrutta la robotica per ottenere prodotti in grado di sostituirla nei lavori più faticosi e difficili. Questo film parla di un robot positronico, testimone per duecento anni dello sviluppo umano, e della sua evoluzione psicologica e sentimentale. “Cosa assurda”, penserete. Un robot con dei sentimenti?
Questo robot viene comprato dalla famiglia Martin, di cui diventa parte. La figlia più piccola di Gerald Martin (colui che aveva commissionato il robot) lo battezza con il nome di Andrew.
Inizialmente sembra un robot come tutti gli altri, ma un giorno inizia a mostrare doti artistiche e intellettuali estranee ai robot del suo genere. Soprattutto inizia a scolpire pezzi di legno per fare regali e rendere contenta la Piccola Miss (il soprannome che Andrew dà ad Amanda Martin, la figlia più piccola). L’affetto che Amanda nutre per Andrew la spinge a convincere il padre affinché assicuri ad Andrew una vendita e un guadagno dal legno da lui modificato ed elaborato. Un robot con un conto in banca è solo la prima delle stranezze che caratterizzeranno Andrew; Andrew dimostra ben presto di possedere emozioni e reazioni del tutto inaspettate per un robot.
Accortosi della singolarità del robot, il signor Martin lo porta alla sede della Robotics, dove il Direttore, dopo essere stato messo al corrente della sua particolarità, pensa ad un’anomalia della rete positronica ed è pronto a risarcire il cliente con un nuovo robot, ma il signor Martin si oppone, poiché ritiene che Andrew sia un esemplare unico nel suo genere e non sopporta che venga dissezionato, quindi lo riporta a casa e gli comunica che d’ora in poi sarebbe stato un robot libero, ma pur sempre un componente della famiglia Martin. Andrew quindi parte per trovare un robot come lui.
Ma il viaggio di Andrew, durato quasi vent’anni, non sembra portare a risultati concreti. Raggiunta San Francisco, Andrew trova Galatea, una variante femmina, appartenente ad un tecnico di robot chiamato Rupert Burns, che sperimenta nuove interfacce donando ai robot più personalità. Inizialmente Andrew è eccitato dall’idea di aver incontrato un robot come lui ma presto resta deluso quando scopre che Galatea, a differenza sua, ha una personalità artificiale dovuta ad un microchip apposito. Burns però lo distrae raccontandogli di come fosse il proprio padre il tecnico che aveva sviluppato la tecnologia che ha reso Andrew capace di mimare le espressioni facciali e ora Rupert, che ha proseguito la ricerca, ha trovato il sistema per far assomigliare un robot, in tutto e per tutto, ad un essere umano. Entusiasta, Andrew finanzia la ricerca di Burns e si sottopone ad un intervento che lo rende, almeno all’esterno, definitivamente simile ad un umano.
Tornato a casa dei Martin, Andrew scopre che ora “Piccola Miss” è parecchio invecchiata ed è nonna di Portia, uguale a lei nell’aspetto; proprio per questo Andrew ne rimane colpito. Pur separati da marcate differenze, Andrew e Portia si avvicinano e, a poco a poco, diventano amici. Lei fa la restauratrice ed è fidanzata con un certo Charles. Pur essendo dotato di umorismo e carisma, Andrew è ancora privo di sentimenti ed il suo rapporto con Portia non va oltre un certo limite, anche se lei lo incoraggia ad infrangere qualche regola e a non seguire sempre la strada più logica. Non molto tempo dopo, la vecchia “Piccola Miss” muore a causa di un infarto, facendo capire ad Andrew che tutte le persone che ama, prima o poi, moriranno; sconvolto, ma non del tutto scoraggiato, Andrew inventa, insieme a Burns, un progetto volto alla costruzione di una controparte meccanica degli organi umani. Il grandioso progetto prende forma, ed Andrew si sottopone ad un nuovo intervento che gli dà finalmente la capacità di provare tutte le sensazioni umane, grazie ad una variante elettronica del sistema nervoso centrale.
Grazie ai nuovi organi e alla capacità di provare sentimenti, Andrew si innamora di Portia. Mostra di essere geloso durante la sua festa di fidanzamento ed infine, trovato il coraggio, si dichiara a Portia, riuscendo ad annullare il matrimonio di lei con Charles.
Per potersi sposare con Portia, Andrew nel 2083 si presenta al “Congresso Mondiale” per essere riconosciuto a tutti gli effetti come essere umano, ma l’organo giuridico rifiuta di approvare la sua richiesta, perché immortale. Egli, allora, decide di sottoporsi ad un ultimo intervento, facendosi iniettare del sangue umano all’interno dei suoi circuiti, sottoponendoli così ad un inarrestabile degradamento progressivo, che culminerà effettivamente con la sua morte. L’operazione viene eseguita come sempre dall’ormai anziano Rupert Burns.
Nel 2181 Andrew è ormai invecchiato e si ripresenta davanti al Congresso Mondiale per ripetere la sua richiesta. Il congresso richiede tempo per deliberare, ma stavolta ha un tempo limitato per decidere…

Mi sono sempre piaciuti i film di fantascienza, ma questo mi ha colpito molto, perché mi ha fatto capire che noi umani siamo qualcosa di unico e che nessuno ci può sostituire assieme alle nostre emozioni e sensazioni; grazie alle riflessioni e osservazioni, anche di tipo scientifico, fatte in classe sono riuscito a comprenderne meglio il significato e a considerare cose che alla prima visione possono sfuggire. La mia curiosità in questo campo è aumentata notevolmente, come anche la mia voglia di approfondire. Quindi vi consiglio molto di vederlo e dire a me e ad ai ragazzi del giornalino d’istituto la vostra opinione.














