“Fino a quando la mia stella brillerà” è un libro di Liliana Segre che parla della sua soffocante esperienza di in un campo di concentramento. Liliana è una bambina come tutte che vive a Milano con suo padre e i suoi nonni. Poi, però, quando suo padre le dice che lei è ebrea, la sua vita viene stravolta dalle leggi razziali con terribili conseguenze: perde delle care amiche, viene espulsa dalla sua scuola e mandata in una scuola per ebrei. Poi, è costretta a trasferirsi in montagna e dopo aver tentato di scappare in Svizzera, lei e suo padre vengono presi e deportati a Auschwitz. Per tutto il tempo, Liliana ha sofferto per la separazione dal padre (che poi è stato ucciso), ma non si arrende e sviluppa un atteggiamento severo verso se stessa, conosce nuove persone e sopravvive. Poi, per fortuna, arrivano gli alleati a liberarli e dopo Liliana va a vivere con i suoi nonni materni e suo zio Amedeo. All’inizio non è facile superare questa esperienza, ma poi si sposa e nel 1990 comincia a raccontare la sua sofferenza ad Auschwitz, soprattutto nelle scuole.
Questo libro è dedicato alle vittime della Shoah e ai ragazzi, per fare in modo che conoscano quello che successe tra gli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso. Non dobbiamo dimenticare quello che è accaduto, MAI.
Il giorno venerdì 6 febbraio, inizieranno le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali del 2026, che, quest’anno, si terranno in Italia, a Milano e a Cortina D’Ampezzo. La cerimonia di apertura si svolgerà allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano; quella di chiusura all’Arena di Verona. Le Olimpiadi invernali sono state praticate per la prima volta nel 1924 a Chamonix, in Francia. Comprendono gare sportive collegate al freddo e alla neve, come: il pattinaggio artistico, lo sci, hockey su ghiaccio, snowboad. Parteciperanno atleti di tutte le nazioni. L’Italia ha già ospitato le Olimpiadi invernali sempre a Cortina d’Ampezzo nel 1956 e a Torino nel 2006.
Anticamente, le Olimpiadi si svolgevano ad Olimpia, in Grecia, in onore di Zeus, il padre di tutti gli dei. Erano molto importanti, infatti, ogni volta che iniziavano, le guerre tra le città-stato si fermavano! Tuttora la fiaccola olimpica, che rappresenta pace, unità e amicizia viene accesa ad Olimpia. Da lì è partito anche questa volta il suo lungo viaggio, iniziato il 26 novembre 2025. La fiamma olimpica attraversa paesi e città e, il 6 febbraio, arriverà a Milano. Il giorno 16 gennaio, i tedofori hanno sfilato per il piacentino, a Bobbio e sono arrivati a Piacenza, ad accendere il braciere olimpico che si trovava in Piazza Cavalli, accolti da una grande festa.
La torcia olimpica a Piacenza
Ogni edizione olimpica ha una mascotte: per questi giochi olimpici invernali, ci sono due adorabili ermellini di nome Milo e Tina disegnati da degli studenti italiani: Milo (il cui nome ci ricorda “Milano”) ha il manto color marrone scuro, ed è senza una zampa perché simboleggia le Paralimpiadi. Tina ha il manto color bianco niveo e nel nome ricorda la città di Cortina, con le sue piste innevate. Queste mascotte simboleggiano l’inclusione, il rispetto e l’ingegno.
Alcuni campioni italiani, da cui ci aspettiamo buoni risultati, che parteciperanno alle Olimpiadi Invernali 2026 sono: Federica Brignone e Sofia Goggia per lo sci alpino, Arianna Fontana, per la specialità Short Track, Federico Pellegrino per lo Sci di fondo, Sara Conti e Niccolò Macii per le Coppie di Pattinaggio Artistico. Auguriamo a tutti i partecipanti buona fortuna e buon divertimento!
Abbiamo incontrato lo scrittore Matteo Corradini per un laboratorio intitolato “OrientaMENTI”, che aveva come obiettivo aiutarci a riflettere su noi stessi per poterci conoscere meglio e affrontare così la scelta delle scuole superiori. Durante il primo incontro, ci siamo presentati e abbiamo parlato di una grande schermitrice tedesca ed ebrea, Helene Mayer, alla quale Corradini ha dedicato il libro “La spada non mi ha salvata”. Siamo rimasti molto colpiti quando l’esperto ha estratto dal suo zaino una vecchia maschera da scherma, tale e quale a quella che Helene Mayer avrebbe indossato in una delle sue gare, negli anni Trenta. Ispirandosi a essa, Corradini ci ha assegnato un’attività da svolgere in classe, intitolata: “Quali sono le nostre maschere?”. L’attività consisteva nello scrivere un breve testo parlando delle nostre “maschere” su una pagina di quaderno. La metafora della maschera ci ha aiutato a riflettere su noi stessi, a capire quali sono le nostre paure, perché ci nascondiamo e che a volte le maschere sono rassicuranti. E’ stato un passo per avvicinarci alle nostre insicurezze.
Successivamente, l’esperto ci ha chiesto di disegnare il nostro corpo. Non com’è ma come vorremmo che fosse. In modo fantastico e soprattutto soprannaturale. I corpi che abbiamo disegnato erano composti da elementi diversi tra loro: ali di farfalla, zampe di leopardo, arti robotici e molto altro. Ne nasceva una versione del corpo irreale, ma allo stesso tempo sorprendentemente armoniosa e bellissima.
Infine, Corradini ha proposto l’attività di scrivere una poesia, intitolata “Quel che resta di giorno, quel che torna la notte”. E’ stato un momento intenso, perché molti hanno tirato fuori delle paure davvero profonde e toccanti. Abbiamo poi letto i nostri testi “a testa in giù”, perché a volte dobbiamo cambiare prospettiva per vedere meglio le cose.
Ci è piaciuta l’attività proposta per la sua creatività e perché abbiamo capito che non dobbiamo dare nulla per scontato, anche su noi stessi, ma riflettere, fare un passo indietro e, se serve, capovolgere le nostre idee.
Di Benedetta Morzetta, Sofia Leone, Entony Shabani, Jessica Saliu, Vittoria Imperio.
15/01/2026
Nelle prime settimane di scuola, la professoressa Chiara Dionedi ci ha spiegato il progetto della “Città ideale” che poi avrebbe valutato. Per prima cosa, ci ha diviso in gruppi, nei quali avremmo dovuto scegliere un tema per la nostra città, da realizzare con materiali di riciclo portati da casa. Successivamente, ci siamo messi all’opera per costruire materialmente il modello della città. Inoltre, dovevamo scrivere le leggi più opportune per noi e per il genere di città che avevamo progettato. Abbiamo avuto vari giorni a disposizione per organizzare la struttura della città. Arrivato il giorno della consegna, la professoressa si è complimentata perché ogni progetto era magnifico e originale in ogni suo particolare. Per noi è stata una bellissima esperienza dal punto di vista creativo, collaborativo e scolastico. Ringraziamo la prof. Dionedi per questo magnifico progetto perché è stato divertente ed educativo. Inoltre, abbiamo avuto la possibilità di lavorare in gruppo.
Le città che abbiamo presentato, erano fantastiche ognuna a modo suo, erano piene di elementi che le rendevano a tutti gli effetti uniche. Le città in questione sono: la Città Del Relax e La Città Del Natale. Come detto, ogni città aveva delle leggi diverse, inerenti al tema stabilito. Nella Città Del Relax, non era obbligatorio andare a scuola; era consigliato andare al mare una volta al giorno per non subire il troppo caldo perché sì, nella Relax City, le temperature sono elevate. Bisognava portare rispetto per gli altri. Nella città del Natale, invece, si fa beneficenza almeno una volta al mese, l’elettricità delle luci viene presa dai pannelli solari e i riscaldamenti si possono tenere accesi massimo 4-5 ore al giorno. Ecco, queste erano due delle meravigliose “città ideali“ realizzate per il progetto. Chi non vorrebbe vivere in posti del genere?
La Giornata degli alberi è un momento speciale per dire “grazie” agli alberi. Non è una festa nuova: è stata inventata più di 100 anni fa perché si era capito già allora che senza alberi non potremmo vivere bene.
Durante questa giornata, ricordiamo che gli alberi riescono a fare cose incredibili: sono condizionatori naturali, infatti in d’estate rinfrescano l’aria sotto le loro fronde, sono fabbriche di ossigeno perché assorbono l’anidride carbonica e ci regalano aria pulita per respirare, sono case affollate, dato che ospitano uccelli, scoiattoli, insetti e tantissimi altri animali, infine trattengono il terreno, perché con le loro radici forti, impediscono alla terra di scivolare via quando piove tanto, evitando le frane.
Nella Giornata degli Alberi 2025, che nel nostro paese abbiamo festeggiato il 28/11/2025, ci sono state diverse attività ed eravamo veramente tanti, circa 400: le classi della scuola dell’Infanzia, le classi seconde della primaria, le prime della secondaria. Inoltre, ci hanno raggiunto anche i bambini della scuola dell’Infanzia “San Francesco”.
Il giorno della festa, una bellissima mattina di sole, ci siamo tutti riuniti in piazza “Card. Agostino Casaroli” per un momento di accoglienza con canti e poesie.
Poi tutti ci siamo trasferiti in viale Amendola per il flash mob “Abbracciamo gli alberi”: tutte le classi avevano preparato abbracci di stoffa da legare ai tigli del viale.
I bambini e i ragazzi hanno portato tutta la loro energia e gioia per dare un segnale alla cittadinanza, anche agli adulti, perché gli alberi fanno parte del futuro di tutti.
Il giorno 13 gennaio 2026, le classi 3D e 3E dell’Istituto Comprensivo Casaroli si sono recate insieme alle professoresse Braga, Chiesa e Paratici alla sede del polo Volta di Castel San Giovanni per poter ascoltare e osservare la presentazione di un nuovo percorso di studi: il Q4log. Questo incontro è stato molto interessante perché il percorso che ci hanno illustrato ci assicurerebbe la possibilità di entrare velocemente nel mondo del lavoro con una specializzazione particolare e molto vicina all’economia del nostro territorio. Infatti la dirigente Simona Favari lo ha promosso con convinzione perché è simbolo di una scuola che collabora con il territorio e con i bisogni delle sue aziende per assicurare un futuro ai giovani.
Nell’auditorium del liceo, erano presenti la dirigente scolastica, Simona Favari, il sindaco Valentina Stragliati, alcuni rappresentanti di Confindustria e di importanti aziende locali. Il nuovo percorso quadriennale logistica 4.0 è pensato con la formula 4+2, cioè prevede un diploma di maturità quadriennale, con possibilità di accesso ai percorsi universitari o agli Istituti tecnici superiori. Il nuovo percorso, che tratta la logistica sostenibile, con competenze in innovazione tecnologica e digitale avanzate, vede la collaborazione con l’ente di formazione Enaip e grandi aziende come Amazon e Fiege logistics.
Per concludere, gli studenti delle superiori hanno fatto partecipare gli alunni delle scuole medie ad un’attività molto interessante e divertente: una “caccia al tesoro”, che consisteva nel trovare disegni contenenti parole chiave, riguardanti il mondo della logistica, in giro per i corridoi.
Durante il mese di novembre, all’interno del percorso di orientamento alle scuole superiori, le classi terze, grazie ad un’iniziativa programmata da Confindustria, sono andate a visitare delle aziende del nostro territorio. In particolare, la classe 3 A è andata a visitare una delle aziende più dinamiche della zona: la “Poplast”.
La Poplast si occupa del packaging flessibile, cioè produce sacchetti e imballaggi flessibili che contengono e conservano il cibo che arriva alle nostre tavole. La 3 A è stata accolta dai responsabili dell’azienda e ha visitato i diversi ambienti di cui è composta la struttura: il capannone della stampa rotocalco, quello della stampa flessografica e l’ufficio prestampa. Dopo una breve introduzione, la classe si è divisa in due gruppi ed è partita per il suo percorso dentro l’azienda.
Impressionante è stato ammirare le immense stampanti che producevano immagini sulle bobine di pellicola plastica con una velocità così alta da finire il lavoro in pochissimo tempo. Poi abbiamo anche potuto conoscere tutta la parte prima della stampa, ovvero la progettazione e la “Color Correction”, fase in cui i grafici sistemano il colore del packaging utilizzando Photoshop.
Dopo aver visitato tutti gli spazi dell’azienda disponibili, le nostre guide ci hanno fatto strada verso la sala riunioni principale, dove ci hanno offerto un buffet con pizza e bere bibite. È stata un’esperienza davvero interessante e sorprendente, che ci ha permesso di scoprire come nascono oggetti che utilizziamo ogni giorno nella nostra vita, spesso senza conoscerne l’origine. E’ stato un viaggio curioso che ci ha permesso di riflettere su quanto studio e professionalità sta dietro ogni lavoro. Abbiamo capito, come ci ha ribadito un responsabile dell’azienda, che non dobbiamo mai fermarci, che inizieremo un nuovo percorso di studi per poter arrivare al mondo del lavoro ed usare le nostre capacità per migliorare e innovare. Possiamo dire che l’esperienza ci ha aiutato a guardare la quotidianità ma anche il futuro con occhi nuovi e più consapevoli.
Di Adele Farronato, Giulia Follini, Giorgia La Macchia
15/1/2026
Il progetto Erasmus+ è una bellissima occasione per imparare una lingua nuova e conoscere persone e luoghi di altre nazioni.
Noi abbiamo potuto partecipare nell’anno scolastico 2024/25 al progetto “Opening new horizons towards Europe” ed ora vi raccontiamo la nostra esperienza.
Adele e Giorgia vi spiegheranno come è andata a Saragozza. La nostra esperienza a Saragozza è stata bellissima, visitare un posto nuovo in autonomia è una delle cose che avvengono solo poche volte nella vita e noi abbiamo avuto la possibilità di provare questa esperienza. Siamo partiti in sei: noi, Nicolò, Viola, Emanuele e Federico nel mese di gennaio della quinta elementare, ci ospitava Monica (spagnola). Il primo giorno quando siamo arrivati abbiamo visto con Monica la serie di “Mercoledì Addams”. La sera abbiamo giocato ai giochi da tavolo: è stato un po’ difficile siccome lei parlava in spagnolo e noi in italiano. Il secondo giorno, le famiglie spagnole ci hanno portato a giocare con i go kart, è stato molto emozionante. Dopo ci hanno portato al parco giochi con lo scivolo più alto di Saragozza ed è stato bellissimo. La seconda cosa più bella è stata quando con il maestro Matteo, con gli spagnoli e i nostri compagni siamo andati all’acquario di animali di fiume, tutto ciò dopo gli orari scolastici. Il primo giorno di scuola, invece, abbiamo visitato quest’ultima, chiamata CPI Soledad Puértolas grazie ad una caccia al tesoro; alla fine, ci siamo presentati alla classe dei nostri ospitanti spagnoli. Il secondo giorno abbiamo girato per le altre classi facendo lavoretti e visto mini-film realizzati da loro. Il terzo giorno era la giornata dei nonni e siamo andati con loro nell’orto della scuola, abbiamo piantato dei semi e curato le altre piantagioni. Il quarto giorno abbiamo fatto i giochi spagnoli più popolari, nell’ora di motoria. Il quinto giorno infine abbiamo mostrato una presentazione sull’Italia e dopo abbiamo fatto fare loro un quiz. Il sabato, ultimo giorno della nostra esperienza in Erasmus, siamo partiti alle 6 e ci hanno accompagnati in aeroporto, ma non eravamo troppo dispiaciuti perché sapevamo che li avremmo rivisti in Italia!
I ragazzi in viaggio a a Saragozza
Giulia vi racconterà, ora, la sua esperienza in Italia.
Quando sono arrivati gli spagnoli di Saragozza, ero felicissima ma anche agitata. Erano 8 si chiamavano Sara, Noha, Mila, Monica, Ugo, Guglielmo, Ivan e Huan. Era quasi la fine di marzo quando una sorpresa pazzesca ha bussato le porte: erano gli spagnoli! In quei 5 giorni, quando sono stati a scuola, abbiamo fatto un’uscita fantastica che mi è piaciuta a Villa Braghieri. C’era una guida che ci ha diviso in tanti gruppetti, dopo la divisione in gruppi abbiamo fatto una caccia al tesoro; in seguito, dopo la caccia, ci ha dato dei cartoncini gialli dove c’era una striscia di adesivo, in quella striscia dovevamo attaccare i fiori e le foglioline che ci piacevano di più: alla fine, è uscito un segnalibro molto carino. Mi sono molto divertita e alla fine qualcuno di loro lo sento ancora. A me piacerebbe rifare questa esperienza!
I ragazzi italiani e spagnoli alla scuola “Tina Pesaro”
Consigliamo a tutti di fare questa esperienza almeno una volta nella vita!
Abbiamo appreso la notizia che la Cucina Italiana è Patrimonio dell’Umanità. Questo riconoscimento dell’Unesco è una vittoria “delle nostre radici, della nostra creatività e della nostra capacità di trasformare la tradizione in valore universale”, come dicono le fonti del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.
Anche noi abbiamo voluto fare un omaggio alla cucina e abbiamo preparato degli auguri… da gustare.