Il giorno 13 gennaio 2026, le classi 3D e 3E dell’Istituto Comprensivo Casaroli si sono recate insieme alle professoresse Braga, Chiesa e Paratici alla sede del polo Volta di Castel San Giovanni per poter ascoltare e osservare la presentazione di un nuovo percorso di studi: il Q4log. Questo incontro è stato molto interessante perché il percorso che ci hanno illustrato ci assicurerebbe la possibilità di entrare velocemente nel mondo del lavoro con una specializzazione particolare e molto vicina all’economia del nostro territorio. Infatti la dirigente Simona Favari lo ha promosso con convinzione perché è simbolo di una scuola che collabora con il territorio e con i bisogni delle sue aziende per assicurare un futuro ai giovani.
Nell’auditorium del liceo, erano presenti la dirigente scolastica, Simona Favari, il sindaco Valentina Stragliati, alcuni rappresentanti di Confindustria e di importanti aziende locali. Il nuovo percorso quadriennale logistica 4.0 è pensato con la formula 4+2, cioè prevede un diploma di maturità quadriennale, con possibilità di accesso ai percorsi universitari o agli Istituti tecnici superiori. Il nuovo percorso, che tratta la logistica sostenibile, con competenze in innovazione tecnologica e digitale avanzate, vede la collaborazione con l’ente di formazione Enaip e grandi aziende come Amazon e Fiege logistics.
Per concludere, gli studenti delle superiori hanno fatto partecipare gli alunni delle scuole medie ad un’attività molto interessante e divertente: una “caccia al tesoro”, che consisteva nel trovare disegni contenenti parole chiave, riguardanti il mondo della logistica, in giro per i corridoi.
Durante il mese di novembre, all’interno del percorso di orientamento alle scuole superiori, le classi terze, grazie ad un’iniziativa programmata da Confindustria, sono andate a visitare delle aziende del nostro territorio. In particolare, la classe 3 A è andata a visitare una delle aziende più dinamiche della zona: la “Poplast”.
La Poplast si occupa del packaging flessibile, cioè produce sacchetti e imballaggi flessibili che contengono e conservano il cibo che arriva alle nostre tavole. La 3 A è stata accolta dai responsabili dell’azienda e ha visitato i diversi ambienti di cui è composta la struttura: il capannone della stampa rotocalco, quello della stampa flessografica e l’ufficio prestampa. Dopo una breve introduzione, la classe si è divisa in due gruppi ed è partita per il suo percorso dentro l’azienda.
Impressionante è stato ammirare le immense stampanti che producevano immagini sulle bobine di pellicola plastica con una velocità così alta da finire il lavoro in pochissimo tempo. Poi abbiamo anche potuto conoscere tutta la parte prima della stampa, ovvero la progettazione e la “Color Correction”, fase in cui i grafici sistemano il colore del packaging utilizzando Photoshop.
Dopo aver visitato tutti gli spazi dell’azienda disponibili, le nostre guide ci hanno fatto strada verso la sala riunioni principale, dove ci hanno offerto un buffet con pizza e bere bibite. È stata un’esperienza davvero interessante e sorprendente, che ci ha permesso di scoprire come nascono oggetti che utilizziamo ogni giorno nella nostra vita, spesso senza conoscerne l’origine. E’ stato un viaggio curioso che ci ha permesso di riflettere su quanto studio e professionalità sta dietro ogni lavoro. Abbiamo capito, come ci ha ribadito un responsabile dell’azienda, che non dobbiamo mai fermarci, che inizieremo un nuovo percorso di studi per poter arrivare al mondo del lavoro ed usare le nostre capacità per migliorare e innovare. Possiamo dire che l’esperienza ci ha aiutato a guardare la quotidianità ma anche il futuro con occhi nuovi e più consapevoli.
Di Adele Farronato, Giulia Follini, Giorgia La Macchia
15/1/2026
Il progetto Erasmus+ è una bellissima occasione per imparare una lingua nuova e conoscere persone e luoghi di altre nazioni.
Noi abbiamo potuto partecipare nell’anno scolastico 2024/25 al progetto “Opening new horizons towards Europe” ed ora vi raccontiamo la nostra esperienza.
Adele e Giorgia vi spiegheranno come è andata a Saragozza. La nostra esperienza a Saragozza è stata bellissima, visitare un posto nuovo in autonomia è una delle cose che avvengono solo poche volte nella vita e noi abbiamo avuto la possibilità di provare questa esperienza. Siamo partiti in sei: noi, Nicolò, Viola, Emanuele e Federico nel mese di gennaio della quinta elementare, ci ospitava Monica (spagnola). Il primo giorno quando siamo arrivati abbiamo visto con Monica la serie di “Mercoledì Addams”. La sera abbiamo giocato ai giochi da tavolo: è stato un po’ difficile siccome lei parlava in spagnolo e noi in italiano. Il secondo giorno, le famiglie spagnole ci hanno portato a giocare con i go kart, è stato molto emozionante. Dopo ci hanno portato al parco giochi con lo scivolo più alto di Saragozza ed è stato bellissimo. La seconda cosa più bella è stata quando con il maestro Matteo, con gli spagnoli e i nostri compagni siamo andati all’acquario di animali di fiume, tutto ciò dopo gli orari scolastici. Il primo giorno di scuola, invece, abbiamo visitato quest’ultima, chiamata CPI Soledad Puértolas grazie ad una caccia al tesoro; alla fine, ci siamo presentati alla classe dei nostri ospitanti spagnoli. Il secondo giorno abbiamo girato per le altre classi facendo lavoretti e visto mini-film realizzati da loro. Il terzo giorno era la giornata dei nonni e siamo andati con loro nell’orto della scuola, abbiamo piantato dei semi e curato le altre piantagioni. Il quarto giorno abbiamo fatto i giochi spagnoli più popolari, nell’ora di motoria. Il quinto giorno infine abbiamo mostrato una presentazione sull’Italia e dopo abbiamo fatto fare loro un quiz. Il sabato, ultimo giorno della nostra esperienza in Erasmus, siamo partiti alle 6 e ci hanno accompagnati in aeroporto, ma non eravamo troppo dispiaciuti perché sapevamo che li avremmo rivisti in Italia!
I ragazzi in viaggio a a Saragozza
Giulia vi racconterà, ora, la sua esperienza in Italia.
Quando sono arrivati gli spagnoli di Saragozza, ero felicissima ma anche agitata. Erano 8 si chiamavano Sara, Noha, Mila, Monica, Ugo, Guglielmo, Ivan e Huan. Era quasi la fine di marzo quando una sorpresa pazzesca ha bussato le porte: erano gli spagnoli! In quei 5 giorni, quando sono stati a scuola, abbiamo fatto un’uscita fantastica che mi è piaciuta a Villa Braghieri. C’era una guida che ci ha diviso in tanti gruppetti, dopo la divisione in gruppi abbiamo fatto una caccia al tesoro; in seguito, dopo la caccia, ci ha dato dei cartoncini gialli dove c’era una striscia di adesivo, in quella striscia dovevamo attaccare i fiori e le foglioline che ci piacevano di più: alla fine, è uscito un segnalibro molto carino. Mi sono molto divertita e alla fine qualcuno di loro lo sento ancora. A me piacerebbe rifare questa esperienza!
I ragazzi italiani e spagnoli alla scuola “Tina Pesaro”
Consigliamo a tutti di fare questa esperienza almeno una volta nella vita!
Abbiamo appreso la notizia che la Cucina Italiana è Patrimonio dell’Umanità. Questo riconoscimento dell’Unesco è una vittoria “delle nostre radici, della nostra creatività e della nostra capacità di trasformare la tradizione in valore universale”, come dicono le fonti del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.
Anche noi abbiamo voluto fare un omaggio alla cucina e abbiamo preparato degli auguri… da gustare.
Per i ragazzi di terza, si avvicina una data importante, nella quale dovranno scegliere il loro percorso di studi futuro. Proprio per questo, la scuola media “G. Mazzini” si impegna ogni anno ad organizzare uscite didattiche per presentare ai ragazzi alcuni aspetti del mondo del lavoro. Nella giornata del 13 novembre, gli studenti di terza E hanno partecipato all’uscita didattica presso la sala convegni Confindustria di Piacenza.
Questa associazione ha il ruolo di rappresentare le imprese del territorio, occupandosi di tutelare e di promuovere la solidarietà tra imprenditori. I ragazzi si sono presentati verso mezzogiorno alla sede Confindustria e si sono confrontati con Angelo Rossi, un professionista con una lunga esperienza, titolare di Informatica e Comunicazione Srl. L’esperto ci ha raccontato brevemente, grazie alle sue esperienze lavorative, le regole del lavoro, divise in poche frasi, brevi ma d’effetto. Il professionista ha spiegato che, nel lavoro e nella vita in generale, bisogna guardarsi intorno, osservare, analizzare e agire per cercare di capire l’importanza delle proprie azioni e delle loro conseguenze; inoltre, ha condiviso con noi studenti il suo motto: “If you fail to prepare, you prepare to fail”, tradotto in italiano: ”Se fallisci a prepararti, ti prepari a fallire.”
Questa frase è ispirata ad una delle leggi di Murphy: “Se qualcosa può andare storto, ci andrà”, perciò ci ha ricordato che è fondamentale prepararsi sempre al peggiore dei casi e a rispettare gli impegni presi. Un’altra annotazione degna di nota, è stata rivolta ai rapporti, infatti l’esperto ha sostenuto che essi contino più di ogni altra cosa, che siano rapporto con i clienti, collaboratori o fornitori.
Ha riferito anche che è importante chiedere aiuto quando se ne ha bisogno, perché è importante avere qualcuno al proprio fianco nei momenti difficili, di essere sempre riconoscenti e gioiosi e che l’umore e i sentimenti vanno allenati come muscoli. In conclusione, Angelo Rossi ci ha parlato della sua vita, di come ci siano sempre stati alti e bassi, con tante difficoltà e soddisfazioni, ma di come, grazie alla sua volontà, è riuscito ad arrivare dove oggi si trova.
A noi ragazzi, alla fine dell’incontro, è stato offerto un buffet, dopo il quale siamo rientrati a scuola e proseguito regolarmente le lezioni, ma con un’esperienza in più, molta passione ed energia da indirizzare verso il nostro futuro.
Vi siete mai chiesti l’origine di uno dei simboli più famosi del Natale? Abbiamo provato a raccogliere le informazioni in questo articolo.
L’abete vive principalmente nelle regioni temperate e boreali dell’emisfero settentrionale, in zone montane e fresche. In Europa, si trova in particolare nell’arco alpino e sull’Appennino, solitamente tra gli 800 e i 1800 metri di altitudine. Questa bellissima conifera è diventata, nel tempo, l’albero di Natale.
L’albero di Natale è il simbolo per eccellenza della festa. Altre piante o arbusti rallegrano l’inverno e le feste natalizie, come l’alloro, che si usa anche in cucina, o il vischio e l’agrifoglio, questi ultimi due esclusivamente per decorazione. E che dire delle buonissime castagne cucinate come caldarroste o bollite?
L’albero di Natale ha radici pagane: i Celti e i loro sacerdoti, i Druidi, consideravano l’abete un simbolo di vita e lo adoravano in varie cerimonie, decorandolo con nastri e fiaccole per propiziarsi il favore degli spiriti. I Romani, durante le calende di gennaio, si scambiavano rametti di piante sempreverdi come augurio di buona fortuna.
Gli antichi Druidi
Inoltre, un ceppo veniva bruciato, nel giorno del solstizio d’inverno, in omaggio al Sole. Ritroviamo questi simboli nell’albero di Natale, le scintille dei falò si sono trasformate in luci e luminarie, il desiderio di prosperità in decorazioni. La tradizione venne sempre più collegata alla festività del Natale al punto che i missionari sostituirono le querce con gli abeti per la loro forma triangolare che simboleggiava la Santissima Trinità.
La regina Margherita di Savoia
La sua trasformazione in usanza natalizia moderna iniziò in Germania nel XV-XVI secolo e si diffuse in Europa e nel mondo nel XIX secolo, anche grazie a figure come la regina Margherita di Savoia in Italia. Infatti, la regina, moglie di Umberto I, rimase affascinata da questo scintillante simbolo di gioia natalizia, così diffuso nelle altre corti europee e volle portarlo in Italia, allestendolo in un salone del Quirinale nel 1898 e lanciando una moda che oggi è una delle tradizioni natalizie più amate e seguite.
Il presidente Mattarella e un albero di Natale del Quirinale
Secondo dati Coldiretti, l’88% delle famiglie italiane, ogni anno, celebra il Natale allestendo in casa il classico abete decorato.
L’albero di Natale in Piazza San Pietro
Solitamente, viene usato un abete finto (come si dovrebbe sempre fare) ma a volte capita di usare un vero abete rosso o bianco (cosa da NON fare) semplicemente perché, tenendolo in casa, all’Epifania, quando si disfa l’albero e si ripongono le decorazioni, potrebbe morire. Quindi, illuminiamo i nostri alberi e rispettiamoli sempre perché sono un simbolo di vita.
L’albero di Natale in piazza XX Settembre a Castel San Giovanni
Il Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi è un progetto di educazione alla partecipazione democratica e civica. È la sede dove i ragazzi elaborano proposte per migliorare la città in cui vivono, collaborano a prendere decisioni importanti che riguardano la loro scuola e il loro territorio, cercano soluzioni a problemi che li riguardano, portando il loro contributo. Il CCRR del comune di Castel San Giovanni che coinvolge la Scuola secondaria di I grado “G. Mazzini”, si compone 12 consiglieri (8 di maggioranza e 4 di minoranza) più il sindaco (13 ragazzi).
La lista n. 3 risultata vincitrice
Ben 68 ragazzi hanno dato la loro disponibilità per partecipare alle elezioni del CCRR formando tre liste.
Il giorno 1/12 si sono svolte le elezioni del Consiglio Comunale: ogni classe si è recata in biblioteca dove era allestito il seggio. Ogni ragazzo ha votato segretamente.
Alla fine della votazione, gli insegnanti hanno contato i voti.
Lo scrutinio dei voti
È risultata vincente la LISTA N. 3, con 218 voti complessivi.
Valentina Fanini è il nuovo sindaco dei ragazzi di Castel San Giovanni.
Il sindaco dei ragazzi, Valentina Fanini con la dirigente Dragoni
Questo è il nuovo Consiglio Comunale delle ragazze e dei ragazzi:
Di Caterina Ferrara, Martina Bushi e Alessia Pezzetta
27 novembre 2025
Lunedì 3 Novembre, le classi dell’istituto “G. Mazzini” si sono recate, insieme alla scuola di Sarmato “G. Moia”, al campo sportivo “Pinetto Soressi’’ di Castel San Giovanni per partecipare alla fase di istituto della corsa campestre 2025/2026. La giornata era soleggiata ma leggermente nuvolosa, c’era un po’ di fresco ma, quando correvi, non si sentiva. Il percorso era come quello dell’anno scorso: per le classi prime un giro di pista, per le seconde e le terze due giri di pista e poi, per entrambe, il percorso si completava con un tratto nei campi da calcio.
Ecco i classificati: per le prime femminili, Adele Farronato 1 G, Anita De Luca 1 C, Benedetta Morzetta 1 F; per le seconde, Matilde Ferrara 2 E, Anna Ferrari e Vittoria Sacchi di 2 F. Infine, per le terze, la vincitrice è Beatrice Lavelli 3 A, seguita da Greta Bartolin di 3 B di Sarmato e Giulia Lakha di 3 E. Ecco invece la classifica maschile: per le classi prime, al primo posto si è classificato Gabriele Saponara, della scuola media di Sarmato, al secondo Filippo Rancati e al terzo Enea Hoxha entrambi di 1 A; per le classi seconde, al primo posto, pur essendo un 2012, citiamo Mathias Dashi della 2 F, al secondo Saverio Abruzzini di 2 D, al terzo Elvis Aliu di 2 B.
Infine, ecco i classificati delle terze maschili: al primo posto Filippo Riboni di 3 A di Sarmato, il secondo posto è stato conquistato da Christian Bresciani della 3 A di Sarmato, il terzo è stato Davide Scarabelli di 3 F. Abbiamo pensato di intervistare alcuni vincitori e di condividere con voi le loro emozioni.
Nella categoria prima media ragazze, è risultata vincitrice Adele Farronato, della classe 1 G.
Giornalista: qual è stato il momento più difficile della corsa?
Adele: quando a metà strada ho capito che forse non sarei riuscita a finirla perchè ero molto stanca; però dopo, quando sono arrivata al traguardo, mi sono ricreduta.
Giornalista: qual è stata la tua reazione quando hai saputo di aver vinto?
Adele: ero molto agitata perchè ero arrivata prima, ma anche molto rilassata mentre prima della gara ero super nervosa.
Giornalista: hai mai pensato di fermarti? Se sì, perché?
Adele: sinceramente no, non ero così tanto stanca da fermarmi, quindi è andato tutto bene.
Giornalista: come hai gestito il ritmo della corsa?
Adele: all’inizio sono partita con un ritmo abbastanza veloce ma non troppo e dopo, arrivata all’ultimo tratto, ho dato il massimo.
Giornalista: come hai gestito l’ansia e la pressione prima della gara?
Adele: ho fatto dei bei respiri profondi per tranquillizzarmi.
Al secondo posto, sempre per le classi prime, si è classificata invece Anita De Luca, della classe 1 C , che è resa disponibile per le nostre domande.
Giornalista: qual è stato il momento più difficile della corsa?
Anita: il momento più difficile è stato verso la fine, perchè mi facevano male le gambe, ero più debole e facevo fatica a respirare
Giornalista: come ti sei sentita al momento della vittoria?
Anita: è stato molto bello perchè essere arrivata seconda è molto soddisfacente.
Giornalista: hai mai pensato di fermarti? Se si perché?
Anita: sì, ho pensato di fermarmi perchè non ce la facevo più, ho cercato di aumentare la velocità ma non ci sono riuscita e quindi ho fatto quello che ho potuto, ho cercato di resistere
Giornalista: come hai gestito il ritmo della corsa?
Anita: ho gestito il ritmo della corsa partendo con un ritmo regolare e finendola con uno scatto molto veloce; quindi dopo ero davvero stremata
Giornalista: come hai gestito l’ansia e la pressione prima della gara?
Anita: in realtà non l’ho proprio gestita, ero già agitata addirittura il giorno prima, poi nel momento in cui ero alla partenza e il prof. stava per suonare il fischietto, mi sono detta: “Qui comincerà la sfida che deciderà se parteciperò o no alle provinciali”.
Per le classi seconde è arrivata al primo posto Matilde Ferrara di 2 E, che si è fatta intervistare con piacere.
Giornalista: qual è stato il momento più difficile della corsa?
Matilde: per me il tratto più difficile è stato i primi 400 m. perché ero già stanca e pensavo di non riuscire.
Giornalista: qual è stata la tua reazione quando hai saputo di aver vinto?
Matilde: ero eccitata e felice anche perché sono migliorata rispetto all’ anno scorso.
Giornalista: hai mai pensato di fermarti? Se si perché?
Matilde: si,ho pensato di fermarmi appunto nei primi 400 m. e verso la fine, mi era anche venuta la punta.
Giornalista: come hai gestito il ritmo della corsa?
Matilde: all’inizio cercavo di stare vicino a qualcuno delle mie compagne per stare al loro ritmo, però quando ero a metà della corsa ho deciso di andare più veloce per distanziarmi.
Giornalista: sei stata male dopo la corsa?
Matilde: no, non sono stata tanto male dopo la corsa mi facevano solo un po’ male le gambe.
Sempre per le seconde, al secondo posto è arrivata Anna Ferrari.
Giornalista: speri in un miglioramento alla fase provinciale rispetto alle provinciali dell’anno scorso?
Anna: sì, spero in un miglioramento perchè dato che sono già andata alle provinciali so già come funziona, spero quindi di migliorare e di aiutare con i miei consigli i ragazzi che ci vanno per la prima volta.
Al terzo posto, per le seconde, è arrivata Vittoria Sacchi di 2 F.
Giornalista: sei contenta di esserti classificata per le fasi alle provinciali?
Vittoria: sono contentissima di essere riuscita a andare alle provinciali, secondo me sarà una bellissima esperienza.
Abbiamo intervistato anche Matthias Dashi di 2 F, il primo classificato per le seconde. Giornalista: hai mai pensato di fermarti? Se sì perché?
Mathias: no, mai mollare!
Giornalista: come hai gestito il ritmo durante la corsa?
Matthias: controllando lo stress e tenendo il ritmo costante.
Al termine delle interviste abbiamo capito che fare bene alla campestre non è un caso: ci vuole anche determinazione, coraggio, allenamento, concentrazione e un pizzico di emozione!