All’inizio dell’anno scolastico riflettiamo su come ci si comporta
di Selene Zucca e Rita Guerriero
4/03/2019
Una delle cose che abbiamo fatto i primi giorni di scuola è stato il cartellone delle Regole: la professoressa De Micheli Annamaria ci ha divisi in gruppi facendoci realizzare dei cartoncini con scritte delle regole che vanno rispettate.
In seguito li abbiamo incollati su un cartellone rosa, disegnato e colorato come i petali di un fiore multicolore. Infine lo abbiamo attaccato sulla parete e decorato con una scritta tutta nera e rosa.
Questa attività ci è servita per riflettere sul comportamento scolastico: le regole infatti ci aiutano a vivere meglio!
Il libro parla di tre pinguini che, durante un viaggio, trovano le risposte alle loro domande sull’esistenza di Dio. Il tutto inizia in una limpida giornata di primavera che si scopre poi essere una delle giornate più importanti per la vita di tre pinguini e di tutta l’umanità. A due dei pinguini, infatti, appare una colomba bianca candida, la guardiana dell’arca, che li informa della catastrofe che sta per succedere: IL DILUVIO UNIVERSALE! La colomba li avverte che sull’arca potevano salire solo due animali per specie, ma i pinguini, che avevano appena incontrato il loro terzo amico e non volevano abbandonarlo, non ascoltarono l’ordine e lo portarono a bordo di nascosto. L’avventura inizia ma cosa succederà durante i viaggio? La colomba scoprirà l’inganno? Noè saprà governare l’arca con l’aiuto della colomba? Che fine farà il terzo pinguino?
A noi il libro è piaciuto perché, leggendolo, ci siamo dati delle risposte sull’esistenza di Dio in modo divertente e leggero. Lo consigliamo vivamente!
Il libro “Annalilla” ha riscontrato parecchio successo nella nostra classe, tanto che ben due gruppi di lavoro hanno deciso di dedicargli un booktrailer. In questo caso i ragazzi, dopo aver letto il libro e preparata una recensione, hanno scelto di rappresentare la storia attraverso delle immagini e foto cercate sul web. Inoltre hanno creato un avatar per Annalilla e per i personaggi principali. Dopo aver trovato musiche e registrato le voci, hanno prodotto il loro video. Ed ecco l'”Annalilla” della seconda A, versione n. 2 !
di Simone Prevedini, Stefano Ratti, Davide Bergonzi
4/03/19
Visto il percorso in storia della 2°B, la nostra professoressa ci ha opportunamente proposto un lavoro su una grande mente vissuta fra ‘400 e ‘500: Leonardo Da Vinci, di cui ricorre il 500º anniversario della morte. Questo lavoro è stato organizzato su una piattaforma web di nome Padlet, che permette di creare pagine su cui inserire foto e testi e di condividerli. Data la quantità enorme delle informazioni su di lui, i ragazzi della classe si sono divisi in sette gruppi da tre/ quattro persone, in modo da analizzare Leonardo sotto ogni aspetto: il primo gruppo ha analizzato la vita, il secondo gruppo ha analizzato Leonardo pittore di quadri come La Gioconda e La dama con l’ermellino, il terzo gruppo ha descritto Leonardo scultore e una delle sue opere, il Monumento equestre di Francesco Sforza, il quarto gruppo ha invece descritto il suo genio da inventore, che l’ha portato a creare il carro armato, macchine volanti…, il quinto gruppo è entrato nel mondo da scienziato di Leonardo, dedicato principalmente all’anatomia, il sesto gruppo si è dedicato al suo lavoro come architetto, il settimo gruppo, per finire, ha descritto Leonardo scrittore e i suoi famosi codici.
Il lavoro si è svolto inizialmente sfruttando l’ora di storia ed è stato completato dai ragazzi nei giorni seguenti al pomeriggio, per poi essere esposto in classe. Il lavoro è stato molto educativo e apprezzato, sia dalla professoressa sia dai ragazzi, perché ha affrontato l’argomento in un modo che ha permesso a tutti di interagire e intervenire, informandoci su Leonardo e facendoci capire il genio che era.
Nel mese di maggio la nostra classe visiterà la mostra su Leonardo a Milano come degna conclusione di questo appassionante percorso.
Una lettera per Don Chisciotte dagli alunni della 2^B
di Alice Gatti in collaborazione con Giulia Cagnani e Valeria Brusamonti
4/03/2019
I ragazzi della 2^ B hanno affrontato il tema “Da che parte stare” e, per capirlo meglio, hanno conosciuto delle vite di persone reali e fantastiche che hanno lottato per la parte giusta. Un esempio di queste persone è stato Don Chischiotte che, nonostante la sua pazzia, combatteva per la parte giusta ovvero il bene di tutti. Inoltre i ragazzi hanno scritto delle lettere a Don Chischiotte per parlare di che cosa ha insegnato a loro la sua vita.
Lunedì 10 dicembre 2018,
Caro Don Chisciotte, in questa lettera parlerò di te, un bizzarro nobile spagnolo, ma in particolare parlerò del tuo effetto su di me, che cosa mi ha stupito e che cosa mi è rimasto impresso di te. Iniziamo col dire che non eri un semplice nobile spagnolo, non pensavi solo a te stesso, eri molto altruista, eri un po’ pazzo e avevi una grandissima immaginazione, tenuta sempre accesa dai romanzi che leggevi. Leggevi romanzi di eroi e cavalieri che combattevano contro draghi e creature mostruose per salvare la loro donna. Ti eri appassionato così tanto a questi libri che non riuscivi più a distinguere realtà da fantasia e questo mi ha colpito molto, perché solitamente i bambini hanno più fantasia e gli adulti meno, però tu hai dimostrato che la lettura può portare tanta fantasia come quella di un bambino anche ad un adulto. Inoltre, a furia di leggere questi libri sugli eroi e sui cavalieri, hai deciso di intraprendere un viaggio per la Spagna per riparare i torti e far vincere la giustizia per il bene di tutti. Le persone ti hanno sempre dato del matto e con la storia del viaggio ancora di più, però a te non è interessato e hai continuato per la tua strada, perché sapevi che stavi lottando per la parte giusta: il bene di tutti, non come le persone che ti deridevano e di fronte alle ingiustizie facevano finta di niente. Questa parte di te mi ha colpito molto, perché, nonostante i tuoi difetti e la tua pazzia, non hai dato retta a quelle persone, cosa che solitamente purtroppo si fa anche oggi. Se infatti si viene criticati, è più facile cambiare per piacere alle persone che portare avanti le proprie idee, ma alla fine non si è più se stessi. Mi hai fatto capire che non bisogna cambiare per piacere agli altri, se si sta lottando per la parte giusta. Tengo molto a questo insegnamento e in futuro non cambierò, proprio come hai fatto tu. Un’altra cosa che mi ha stupito tantissimo della tua vita è che, grazie alla tua immaginazione e confondendo la fantasia con la realtà, sei riuscito a creare un mondo fantastico, dove tu eri l’eroe, che sconfiggendo i mostri e salvando il popolo è riuscito anche a conquistare la propria donna. Anche se nella realtà tu e il tuo scudiero lottavate contro un mandria di pecore e ne uscivate anche perdenti, lì si vedevano solamente due eroi lottare per la parte giusta. Don Chisciotte, quindi mi hai insegnato che non importa se vinci o perdi, ma l’importante è che tu lotti per la parte giusta, indipendentemente da cosa pensa la gente, perché la parte giusta è e sarà sempre la parte vincente. Quando ho sentito la tua storia sono stata dalla tua parte, però penso che nella vita reale ci avrei messo molto più tempo a pensare che avevi ragione, spero perciò di imparare dai tuoi insegnamenti preziosi.
Cordiali saluti,
Alice Gatti
Un’immagine di Gek Tessaro nel suo spettacolo. Gek Tessaro è un artista che ha riscritto la storia di Don Chisciotte in un libro, “Il cuore di Chisciotte”. Questa è una delle sue fantastiche illustrazioni.
di Giulia Parolini, Matilde Massari e Alessia Albo
18/2/2019
La classe 2°B, approfondendo il tema della mafia, ha scoperto un importante personaggio: Don Pino Puglisi, di cui ha conosciuto la vita tramite i racconti di un suo alunno, lo scrittore Alessandro D’Avenia.
Pino Puglisi, all’anagrafe Giuseppe Puglisi, nasce a Palermo il 15 settembre 1937 nel quartiere di Brancaccio, un posto di miseria, delinquenza, corruzione e mafia. Diventa sacerdote nel 1960, riceve i primi incarichi parrocchiali e si occupa anche di insegnare religione nelle scuole di Palermo. Nel 1993 fonda il “Centro Padre Nostro”, un luogo dove accogliere i giovani per toglierli dalla strada e strapparli alla criminalità. Don Puglisi si impegnò a riqualificare il quartiere di Boccaccio con l’apertura di un centro sanitario, promuovendo la sistemazione delle fogne e la costruzione di una scuola media. La sera del suo 56° compleanno, il 15 settembre 1993, mentre stava rientrando a casa, venne ucciso da Salvatore Grigoli, dopo avergli rivolto il suo ultimo sorriso.
Il sorriso di Padre Pino Puglisi
E’stato beatificato il 25 maggio 2013, sotto il pontificato di papa Francesco.
Questa è la storia di 3P ( Padre Pino Puglisi), come lo chiamavano i suoi alunni. A noi come classe ha colpito molto l’ articolo di Alessandro d’ Avenia che racconta la sua esperienza con 3P , di come si relazionava con i ragazzi e del suo pensiero sulla mafia. L’articolo di cui stiamo parlando si intitola “A testa alta” ed è disponibile nella rubrica “Letti da rifare” del “Corriere della Sera”.
D’Avenia ha raccontato Don Pino Puglisi nel libro “Ciò che inferno non è”, libro che la nostra professoressa Paola Bassi ci darà da leggere quest’estate.
Un’iniziativa per far capire l’importanza di non inquinare
di Antonio Giuliani, Giuseppe Pagano e Luca Guasconi
18/2/2019
Giovedì 18 ottobre, i ragazzi delle classi 1^ C e 1^E hanno partecipato al progetto chiamato “Puliamo il mondo”.
“Puliamo il Mondo” è conosciuta a livello internazionale come “Clean Up the World” una delle maggiori campagne di volontariato ambientale nel mondo. Con questa iniziativa vengono liberate dai rifiuti i parchi, i giardini, le strade, le piazze, i fiumi e le spiagge di molte città del mondo.
A Castel San Giovanni, dopo il discorso di apertura del sindaco, i ragazzi si sono incamminati verso la Piazza della Fontana, seguendo il signor Emiliano, un ambientalista. Dopo una breve sosta, i ragazzi si sono incamminati verso la Coop, dietro la quale si trova uno tra i posti più sporchi della città per abbondanza di rifiuti abbandonati. Arrivati a destinazione, i ragazzi si sono messi a raccogliere i rifiuti nel piazzale e, dopo averlo ripulito, si sono diretti verso il palazzetto dello sport, trovando oggetti insoliti come una coppa e altri oggetti comuni come bottiglie di vetro rotte. Alla fine dell’iniziativa,i ragazzi si sono riuniti e hanno concluso la mattinata mangiando una meritata merenda.
Ad alcuni ragazzi della scuola media viene proposto di partecipare ad attività pomeridiane organizzate dalla scuola: una di queste è il giornalino d’istituto.
La redazione al lavoro
Noi siamo due studentesse di 2°C e, incuriosite da questa attività, ci siamo iscritte per provarla. Il giorno 3 dicembre 2018 è iniziata la nostra nuova esperienza. Prima di entrare nella classe che ospitava la redazione, ci sentivamo molto emozionate ma poi ci siamo tranquillizzate vedendo che al corso partecipavano anche molte nostre amiche. Nonostante questa sia la nostra prima esperienza, il progetto si è preannunciato molto entusiasmante. I compagni sono tutti molto simpatici e le prof. altrettanto. Il lavoro avviene sulla piattaforma online WordPress nella quale è stato creato il blog “La Voce dell’Olubra”. I testi scritti dagli altri studenti trattano diversi argomenti: alcuni parlano di cronaca, altri di sport, dei progetti ERASMUS, dei progetti musicali e molti altri ancora… La redazione è molto numerosa . Quest’anno siamo moltissimi ragazzi a partecipare a questa iniziativa e perciò siamo stati divisi in due gruppi. L’ora di lezione si svolge in questo modo: entrati in classe ci dividiamo in gruppi di due persone e le prof. ci assegnano un argomento sul quale dobbiamo scrivere il nostro articolo. C’è un tempo preciso entro il quale ogni gruppo deve finire il proprio lavoro in modo che possa essere pubblicato e letto. Vi consigliamo di partecipare al giornalino perché è un’esperienza molto bella e divertente!
La Grande Guerra, tutto quello che c’è da sapere in una conferenza a cura degli Alpini
Di Alessandra Infantino e Aicha Nadif
18/2/2019
Venerdì 30 Novembre 2018, le classi terze hanno incontrato una delegazione degli Alpini presso la biblioteca della scuola media “Giuseppe Mazzini” per approfondire alcuni aspetti della Prima Guerra Mondiale. Oltre alle informazioni che troviamo comunemente sui libri di storia, abbiamo potuto conoscere aspetti della vita di tutti i giorni in trincea, che ci sono state proposte con immagini e foto d’epoca molto efficaci fatte sul campo.
Gli alunni di terza dalla conferenza sulla I Guerra Mondiale a cura degli Alpini
L’esperienza dei soldati semplici era molto dura, soprattutto di quelli in prima linea. Il cibo scarso, freddo, la carne veniva distribuita solamente il sabato e la domenica, poca l’acqua. Alcuni morirono di malattia, altri persero la ragione, altri subirono mutilazioni: la chirurgia plastica, infatti, nacque in quel periodo in Italia, perché a causa delle ferite di mine e granate, i visi dei soldati erano deturpati e molti medici riuscirono a rendere presentabili questi volti. Abbiamo approfondito gli argomenti dei sacrari e dei cimiteri della Grande Guerra, dei momenti più terribili come gli assalti e le ritirate, delle armi e delle figure più temute come i famosi “cecchini” scoprendo che questa parola nacque sulle Alpi, perché i soldati italiani avevano soprannominato l’imperatore Austriaco “Cecco”.
Un momento della conferenza
Dopo l’incontro con gli Alpini, alcune alunne della 3B hanno intervistato Alessandro Stragliati, capogruppo di Castel San Giovanni.
D: “Come vivevano i soldati durante la guerra, al fronte?”
R: “I soldati vissero in condizioni disastrose e vennero infettati da numerose malattie”
D: “Quale fu l’arma che fece più morti?”
R: “L’arma che fece più morti fu indubbiamente la granata, accompagnata dalle mine e dalla mitragliatrice”
D: “Quando nacque il corpo degli alpini?”
R: “Il corpo degli alpini nacque nel 1872”
D: “Che ruolo avevano le donne durante la Prima Guerra Mondiale?”
R: ” Le donne curavano i figli e portavano risorse, molte volte però, morirono mentre portavano la merce. Altre donne invece, istruite in medicina lavoravano come crocerossine. Altre andavano a lavorare al posto dei mariti in fabbrica.”
Caro 2018, purtroppo ti abbiamo detto addio. “Purtroppo” è una grossa parola, visto che la maggior parte delle persone non vede l’ora di lasciarti alle spalle. Il 2019 attira l’attenzione di tutti. Inutile dire che sei stato un anno favoloso, pieno di gioie ma anche di dolori, ma alla fine si sa, quando si cade ci si rialza sempre, spesso più forti di prima.
In quanto a te, 2019, tutti si aspettano grandi cose. In molti sperano che tu possa essere l’anno che cambierà la loro vita , che tu sia ricco di soddisfazioni personali e indimenticabile. Si spera che tutti possano realizzare i propri sogni, diventare migliori di come sono e realizzare i propri propositi. Ognuno desidererebbe che tutto andasse per il meglio; d’altra parte, tutti sognano di svoltare pagina, di superare la loro paura più grande, di essere disponibili e generosi. Tutti, almeno una volta, avranno detto: “Quest’anno sarò meglio dell’anno scorso!”. E’ un po’ come quando compri un quaderno nuovo e ti prometti di scrivere meglio rispetto a come hai scritto in quello vecchio. Richiudi in un cassetto la tristezza, la delusione, i pianti e tutte le cose brutte e, dopo averlo fatto, butta via la chiave. Fa sì che questo sia per tutti un anno davvero indimenticabile. Mi raccomando, non deluderci, contiamo su di te!