Un’avventura sul Grande Fiume

Di Alessandro Bricchi e Leonardo Cantoni

28/4/2025

Il giorno 24 Aprile, al termine della prima ora, la classe 2^A è partita in pullman per una fantastica esperienza, la navigazione sul fiume Po. Il fiume Po parte dal Monviso, attraversa tutto il nord Italia per 652 Km e sfocia nel mar Adriatico con uno spettacolare delta. Siamo arrivati a Portalbera, una località in provincia di Pavia, situata sulle rive del Po.

All’arrivo, ci ha accolto il capitano Marco Destro, che poi ci ha guidati per tutta la mattinata sul fiume. L’attracco da cui siamo partiti si chiama: “AvamPOsto sul Grande Fiume”, che ospita anche la sede di una rinomata piccola osteria, costruita sopra ad un barcone che un tempo veniva usato per la navigazione sul Po. Per il tour, abbiamo utilizzato la “Motonave le Due Rive” una barca che può accogliere anche una quarantina di persone, e che da due anni, quasi ogni giorno, naviga sul fiume facendo scoprire a centinaia di persone un luogo unico nel suo genere.

Abbiamo percorso un lungo tratto di fiume e abbiamo avvistato diverse specie di uccelli, come il cormorano, il gruccione, il falco, l’airone cinerino, il piro piro, i gabbiani. Il “secondo capitano” era il professore Pietro Dallagiovanna, uno storico prof. del nostro istituto, che ha insegnato persino alla nostra professoressa Elena Antoniotti. Il prof. Dallagiovanna è un esperto ornitologo, infatti ci ha fatto osservare gli uccelli che vivono sul Grande Fiume e ci ha illustrato il territorio circostante, con ricchi approfondimenti.

Ad un certo punto della navigazione, siamo entrati in una lanca, ricca di fauna e flora locale.

Bisogna ricordare che la settimana prima della nostra uscita, a metà aprile, c’era stata una forte alluvione nel Nord Italia, che ha portato a numerose esondazioni e che ha sommerso l’Avamposto di circa due metri. Perciò, al momento della nostra navigazione, il fiume era enorme, due metri sopra il livello abituale. I nostri occhi non potevano fare a meno di notare l’immensità di questa enorme distesa d’acqua, una sensazione indescrivibile! Inoltre, l’attività è stata molto apprezzata anche per il prezzo, visto che la gita è stata pagata con i soldi guadagnati dalla classe grazie alla vittoria al concorso: “La sostenibilità è un gioco da ragazzi”, descritto in un’altro articolo.

Un’esperienza che consigliamo a tutti, perché unica e ricca di bellezza, insomma una gita perfetta!

L’esperienza unica e sorprendente alla Casa della Carità

Di Carlotta Liberali e Sophia Cella

28/4/2025

La Casa della Carità di Castel San Giovanni è nata nel 2023, è dedicata al beato Don Giuseppe Beotti e si trova proprio accanto alla nostra Chiesa di San Giovanni Battista. Accoglie i servizi del Carrello Solidale e del Guardaroba della Caritas. Circa 40 volontari, di cui 20 operativi, lavorano ogni settimana, alcuni giorni a tempo pieno, per aiutare chi si trova in un momento difficile, distribuendo cibo e vestiti. Vengono assistite circa 370 persone tra  Castello, Sarmato e Ziano, per un totale di circa 90 famiglie. La Casa della Carità lavora in rete con i Servizi Sociali del territorio per individuare le persone bisognose che hanno diritto ad accedere, in base ad una certificazione (denominata ISEE). Ogni settimana entrano ed escono dalla Casa circa 1000 kg di cibo che viene raccolto dai volontari e che proviene dal banco alimentare di Parma, dai Carrelli Solidali che si trovano nei supermercati e dalle donazioni private. Esistono anche fondi europei (circa 6 milioni per il nostro paese) e nazionali (circa 4 milioni) con i quali comprare cibo per la solidarietà. Ci sono, infine,  supermercati che danno la frutta, la verdura e prodotti in scadenza che gli operatori puliscono e consegnano.

Visto che quest’anno il tema del nostro progetto sulla Legalità è la solidarietà, il prendersi cura degli altri come base per la legalità, tutte le 8 classi della secondaria Mazzini, che  hanno aderito, visiteranno la Casa della Carità. La nostra classe è andata il 23/4 ed ha potuto incontrare i volontari, guidati dall’instancabile signor Riccardo Goldoni. Noi ragazzi abbiamo potuto vivere l’esperienza di essere volontari Caritas.

Infatti, una volta arrivati sul posto, dopo una breve introduzione, ci siamo divisi in piccoli gruppi e ci siamo diretti verso le diverse aree dell’edificio: lo sportello d’ascolto, il guardaroba, la distribuzione ed il magazzino. 

Allo sportello d’ascolto, ci si deve recare appena si accede alla Casa della Carità. In questo ufficio si trovano esperti volontari a cui  mostrare i documenti, raccontare la propria storia e i propri bisogni. A questo punto vengono consegnati dei buoni per poter ritirare i prodotti, in base alle esigenze. Su questi buoni viene indicato di cosa hai bisogno, se sei una persona singola oppure hai una famiglia e nel caso, quanti figli ci sono, la loro età. In base a questi dati precisi, si può rispondere alle esigenze delle persone senza sprecare beni e denaro. Ad esempio, Giulia è una persona singola che ha bisogno di una borsa alimentare e una coperta, oppure Luca vive con sua moglie e 2 bambini una di 5 e l’altro di 7 anni e ha bisogno di alcune magliette per i suoi figli e due borse alimentari. Successivamente, dopo avere ricevuto il buono, si passa alla zona distribuzione dove alcuni volontari distribuiscono il cibo riposto nelle borse alimentari. Al guardaroba, situato al piano di sopra, si possono ritirare vestiti di ogni tipo e taglia e le coperte.

Infine, la zona più ampia della Casa della Carità è costituita dal magazzino: qui si conservano i beni acquistati e donati. Gli alimenti come la carne e il pesce vengono riposti negli appositi frigoriferi. 

Le persone possono venire a ritirare il cibo 1 volta a settimana. Inoltre, il giovedì pomeriggio dalle 16 si può fare volontariato,  dare una mano  e contribuire al funzionamento della struttura. 

È stato per noi veramente interessante capire che anche con piccoli gesti si può fare qualcosa per gli altri. Questa visita è stata sorprendente perché abbiamo potuto comprendere quanta organizzazione e impegno ci sia  dietro l’attività di volontariato; ci ha fatto riflettere su quanto sia importante aiutare chi ha bisogno e sul fatto che ognuno di noi  può fare davvero la differenza.

Il piacere dopo il dovere

10/03/2025

Dopo aver partecipato ai “Giochi Matematici”, detti anche “Giochi d’Autunno”, abbiamo aspettato tre mesi per le premiazioni, che sono avvenute il 21 febbraio del 2025. Alle 10 di quel venerdì, una professoressa incaricata è venuta a prenderci e ci ha portato all’oratorio, a due passi dalla nostra scuola. Quest’anno, ai “Giochi d’Autunno” hanno partecipato 117 studenti, confermando la notevole adesione ai giochi matematici degli ultimi anni. Una volta arrivati, sono cominciate le premiazioni. Hanno cominciato a chiamarci in ordine alfabetico dalla prima alla terza media, per darci gli attestati di partecipazione e un piccolo gradito premio a nostra scelta, per esempio: matite, righelli e squadre, quaderni, gomme.

Una volta distribuiti gli attestati e i premi a tutti, la preside ha voluto : fare un discorso a noi ragazzi, prima di annunciare la classifica finale.

Ai vincitori è stata consegnata una medaglia in base alla loro posizione: oro, argento e bronzo.

Nella classifica del livello C1, cioè prima e seconda media, troviamo al primo posto Dallavalle Filippo, al secondo posto Negrea Maria Alexandra e al terzo posto, Ferrara Matilde. Nella classifica del livello C2 , cioè terza media, al primo troviamo Lala Nikolas, al secondo Puiu Gabriella e al terzo Sartori Samuele. Complimenti a tutti!

I giochi del 2 aprile 2025

7/4/2025

Il giorno 4 aprile, presso il campo giochi in via Fratelli Bandiera di Castel San Giovanni, le classi 2^A e 2^E, in compagnia delle professoresse Antoniotti e Braga, hanno dato vita all’evento “I giochi del 2 aprile” che, come già da alcuni anni, vuole rendere onore alle vittime della  tragedia mafiosa di Pizzolungo. Questo parco giochi è stato infatti dedicato alla memoria di Giuseppe e Salvatore Asta, gemelli di sei anni a cui la mafia ha tolto la vita insieme a quella della madre, Barbara Rizzo. 

Le classi si sono preparate e hanno lavorato per diverse settimane per progettare l’evento: l’obiettivo era di preparare una serie di giochi per i bambini di prima della scuola primaria “Tina Pesaro” (della stessa età di Giuseppe e Salvatore Asta) in modo che potessero vivere un momento significativo e divertente insieme ai loro compagni. I giochi dovevano essere collaborativi e finalizzati a far fiorire i “Non ti scordar di me”, fiori simbolo dell’associazione che Margherita Asta, sorella di Salvatore e Giuseppe, ha fondato per fare memoria. Così i bambini avrebbero dovuto superare alcune prove per raccogliere tutti gli elementi della natura e far sbocciare i fiori. 

Arrivato il 4 aprile, eravamo piuttosto agitati in quanto la buona riuscita dell’evento era nelle nostre mani: avremmo dovuto spiegare e condurre le attività, rispettare i tempi, risolvere eventuali problemi da soli! Prima di partire dalla scuola, ci siamo assicurati che ci fosse tutto il materiale e poi… via, verso il campo giochi.

Quando i bambini sono arrivati, sono stati accolti dalla dirigente scolastica, dall’assessore Cesario e da Antonella Liotti di Libera. Quindi è toccato a noi spiegare quello che avremmo fatto e condurre i bambini nei vari giochi che avevamo preparato per loro.

Siamo rimasti stupiti di quanto i bambini, seppure piccoli, fossero attenti alle nostre parole e a portare a termine i giochi. Alla fine, i fiori sono sbocciati, i bambini hanno avuto la loro soddisfazione e hanno ricevuto piccoli fiori “Non ti scordar di me” che avevamo preparato per loro in ricordo della giornata. Ma la soddisfazione più grande è stata la nostra, nel riconoscerci capaci di essere autonomi e nell’essere riusciti a far vivere un momento felice ai nostri compagni più piccoli.

Lo sport in poesia

7/4/2025

Qualche tempo fa, agli alunni della 2 ^ A, dopo avere letto e analizzato numerosi esempi, è stato assegnato un compito: elaborare una poesia sullo sport, facendosi guidare dalle proprie emozioni ed esperienze. Ognuno ha scritto qualcosa che riguardasse il suo sport preferito, quello che praticava o quello in cui eccelleva. La biro tracciava percorsi sconfinati, creava parole e ne univa diverse: ne sono uscite poesie profonde che trattavano di sport e dell’effetto che faceva sugli alunni. Esse riguardavano la danza, la pallavolo, il basket, il calcio, il nuoto. Nelle righe che seguono vi presentiamo due delle poesie scritte dai ragazzi, riuscite ad indovinare di che sport trattano?

Le prospettive artistiche della classe 3 C

7/4/2025

Continuando la carrellata della nostra Galleria d’Arte virtuale, vi proponiamo alcuni lavori artisitici della classe 3 ^ C. Buona Visione!

Dalle stragi alla vita con i germogli della legalità: le piantine dell’associazione Libera

7/4/2025

In occasione della “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie 2025”, i rappresentanti dell’associazione “Libera” Lorenzo Piva e Antonella Liotti ci hanno consegnato dei vasetti contenti del terriccio e dei semi. Ogni classe terza ne ha ricevuti due e su ogni vasetto erano stati scritti i nomi di vittime innocenti della mafia. Avevamo il compito di far germogliare i semi e di informarci sulla vita e su cosa era successo alle vittime assegnateci. A noi della classe 3A, hanno affidato due vasetti con questi nomi: Caterina Nencioni e Peppino Basile.

Abbiamo scoperto che Caterina, una neonata di soli 50 giorni , è stata vittima, nel 1993, della Strage di via dei Georgofili a due passi dalla Torre dei Pulci e del museo degli Uffizi a Firenze, dove vivevano. Un’autobomba è esplosa: la Galleria degli Uffizi ne è uscita profondamente ferita, con il 25% delle opere d’arte conservate al suo interno gravemente danneggiata e la Torre dei Pulci sventrata.  La famiglia Nencioni fu ritrovata sotto le macerie: Caterina, sua sorella di 9 anni Nadia, la madre Angela e il padre Fabrizio. Insieme a loro anche uno studente di Architettura Dario Capolicchio. È stata come un’onda d’urto di odio e violenza, che ha seminato distruzione e morte dove, fino a un attimo prima, c’era vita e bellezza. 

Peppino Basile, 61 anni, era un amministratore pubblico di Ugento (Lecce),  faceva parte della commissione provinciale Ambiente ed era impegnato in diverse battaglie politiche, amministrative e ambientali. Ucciso con 19 coltellate la notte tra il 14 e il 15 giugno 2008 davanti al cancello della sua abitazione. Indagava sulle infiltrazioni delle mafie nella gestione rifiuti. 

Dopo due settimane di cure, nella nostra classe sono nati i primi germogli! Faremo nascere la vita e con la vita conserveremo la memoria.

La Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie 2025

A cura della redazione

7/4/2025

Arriva la primavera e, con il 21 marzo, la giornata in cui si tiene la lettura dei nomi di tutte le vittime innocenti delle mafie.

Tutte le classi terze della nostra scuola hanno partecipato a questa iniziativa e si sono preparate ritagliando delle stelle sulle quali ogni ragazzo ha scritto alcuni nomi che avrebbe letto.

In biblioteca, era stato preparato uno striscione blu cielo che avremmo riempito con le nostre stelle per creare delle costellazioni di legalità: come le stelle ci guidano dal cielo, così la legalità ci deve guidare nelle nostre azioni sulla terra. A guidarci, le parole del poeta Pablo Neruda:

Oggi ho molte battaglie da vincere

Oggi ho molte ombre

Da squarciare e sconfiggere

Sono intervenuti l’assessore Cesario, Antonella Liotti e Lorenzo Piva dell’associazione Libera.

Via via che i ragazzi leggevano i nomi delle vittime, il cielo si popolava di nuove stelle: è stato un momento molto emozionante.

Intervista al professor Claudio Ghioni

Melissa Tosca, Ameli Coku, Beatrice Lavelli

7/4/2025

Abbiamo deciso di intervistare il nostro prof. Claudio Ghioni, musicista e da due anni professore nella nostra scuola.

D:Tre aggettivi per descriversi.

R: Sognatore, determinato e riflessivo.

D:Il suo sogno nel cassetto?

R:Da giovane sognavo di suonare in una rock band americana tipo Bon Jovi o Guns’n’Roses e di fare i tour negli stadi… oggi sogno sempre di andare negli stadi, non più quelli statunitensi ma quelli europei, non più come protagonista, ma come spettatore, a vedere i miei figli giocare a calcio.

D:Quanti viaggi ha fatto e qual è stato il migliore?

R:Viaggi tanti, sia per piacere che per lavoro… il migliore deve ancora venire.

D:Che rapporto ha con gli studenti?

R:A questa domanda dovrebbero rispondere i miei studenti, ma dall’affetto che mi dimostrano direi “Toppissimo”.

D:Diventa un bambino, cosa cambierebbe?

R:Con la consapevolezza e le possibilità di oggi probabilmente tutto, l’unico punto fermo credo rimarrebbe la musica.

D:Come sarebbe un mondo senza musica? 

R:sinceramente non riesco ad immaginarlo… direi semplicemente triste.

D:Che cosa voleva diventare da piccolo?

R:Da piccolo volevo fare il meccanico di moto, passione che non mi è mai passata, tanto da chiamare il mio primogenito Valentino… poi ho scoperto la musica

D:Ha praticato sport? Se sì, quali?

R: Sì, nuoto agonistico fino in prima media, poi rugby fino all’età di 17 anni.

D: Qual è il suo proverbio preferito?

R: Il primo che mi viene in mente è “Non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi”… tipo quando mia moglie mi chiede di buttare la differenziata e lo faccio subito onde evitare di prendere dei nomi nei giorni seguenti…

D:Qual è il personaggio che per lei è di ispirazione?

R:Mark King dei Level 42.

D:Qual’è stata la svolta che la musica ha dato nella sua vita?

R:Premetto che ho avuto la fortuna di crescere e farmi esperienza musicalmente in un decennio, tra il 1990 ed il 2000, quando la musica dal vivo in Emilia Romagna ed in generale in tutto il nord Italia “spopolava”, quando i giovani della mia generazione erano abituati a sentire canzoni suonate da strumenti veri, esistevano ancora i negozi di dischi e la musica si sceglieva in base ai propri gusti… questo mi ha dato la possibilità di poter vivere di musica suonando nei locali e nelle feste, cosa che oggi non è più possibile fare o quantomeno molto difficile.  Le nuove generazioni sono abituate ad ascoltare musica fatta al computer e le esibizioni dal vivo spesso sono limitate a dei vocalist accompagnati da basi musicali, o addirittura da Dj che mettono i dischi, anzi, neanche quelli perchè oggi è tutto digitale… detto questo, posso citare due momenti di svolta nella mia vita come musicista: il primo è stato suonare per 3 anni con la band di un partecipante di una edizione della trasmissione “Amici” e vincitore del festival di Sanremo nel 2010, periodo nel quale ho avuto la possibilità di calcare i palchi dei teatri, palazzetti e festival più importanti d’Italia; l’altro la possibilità di studiare e diplomarmi in conservatorio, scelta non facile perchè mi sono iscritto a 38 anni. Questo mi ha permesso, oltre che di crescere come musicista, anche di poter insegnare musica nella scuola pubblica e di essere qui oggi.

D:Che cosa vorrebbe dire ai ragazzi di oggi? 

R:Di ragionare con la propria testa e non lasciarsi influenzare dalle masse.

Grazie prof. per la sua testimonianza e disponibilità!