Tutti al campo sportivo per le competizioni di atletica leggera
Di Matteo Valla, Federico Bosini, Filippo Frattola, Alice Buonocore
3/5/2016
Il 22 aprile, le classi prime della scuola secondaria di I grado “G. Mazzini” e della scuola corrispondente con sede a Sarmato, si sono recate al Campo Sportivo per svolgere i giochi sportivi studenteschi. Le specialità nelle quali gli alunni si sono cimentati sono state quelle classiche: salti, corse, lanci.
Una volta arrivati, i ragazzi si sono divisi nelle varie postazioni che, in diversi punti del campo, erano adibite alle diverse gare. E i giochi hanno avuto inizio. Ognuno è stato impegnato in una o più specialità per tutta la mattinata, con soddisfazioni per tutti.
Di Mariano Strozzi, Alexander Dumitru, Lorenzo Bollani
3/5/2016
Se volete provare un gioco di strategia e governare il vostro villaggio medievale conducendolo alla vittoria combattendo battaglie epiche, allora “Clash of Clans” è il gioco che fa per voi!
“Clash of Clans” è un videogioco sviluppato dall’azienda finlandese SUPERCELL dal 2012.
Lo scopo del gioco è quello di sviluppare un villaggio, costruendo edifici e aumentando il loro livello di esperienza. Ovviamente devi saper condurre il tuo villaggio nelle battaglie posizionando le truppe “strategicamente” per vincere!
Barbari baffuti e imbestialiti, stregoni piromani o giganti indistruttibili? Scegli quelli che preferisci schierandoli in guerra! Per combattere, naturalmente, serve un esercito formato da truppe, incantesimi ed Eroi.
Le truppe sono di due tipi, normali o nere (a seconda del tipo di addestramento) e potrai abbinarle per caratteristiche. Inoltre, potrai far loro acquisire capacità come curarsi, saltare le mura o aumentare la loro cattiveria. Esistono vari incantesimi utili per distruggere edifici, guarire truppe, aumentare la velocità e la potenza d’attacco, applicare la qualità di saltare le mura alle truppe e congelare le difese per un periodo limitato.
Gli Eroi sono 3: il Re Barbaro, la Regina degli Arcieri e, l’ultimo introdotto, il Gran Sorvegliante. Essi si potranno sbloccare con l’avanzare del gioco.
E ora che la battaglia cominci! Riempi i tuoi accampamenti e combatti contro giocatori di tutto il mondo o il malvagio Re dei Goblin! Distruggi il cuore del villaggio nemico per aggiudicarti la vittoria con un ricco bottino bonus!
E se sei stanco di combattere da solo… unisciti o fonda un clan, fallo crescere e alleati per sconfiggere i clan avversari! Essere a capo di un clan significa decidere il suo futuro: se tu, capo, e i tuoi compagni aspirate a grandi livelli conducete il clan in guerra e aiutatevi reciprocamente donando truppe ai membri più deboli.
Il giorno 8 Aprile, i ragazzi delle classi terze della scuola sec. di I grado “G. Mazzini” di Castel San Giovanni hanno raggiunto l’aula magna della scuola “Tina Pesaro” per incontrare alcuni rappresentanti della Guardia di Finanza del nostro paese.
Erano presenti il comandante Forteleoni, insieme a due guardie cinofile e ad un collaboratore.
L’incontro è iniziato con la presentazione della Guardia di Finanza: una delle forze della polizia italiana che dipende dal Ministero delle Finanze. Si occupa di reati contro la pubblica amministrazione italiana, soprattutto di tipo economico-finanziario, di frodi ai danni del nostro paese e dell’Unione Europea (contraffazione, falsificazioni, contrabbando), traffico di stupefacenti, immigrazione clandestina, contrasto al crimine organizzato.
Per ognuno di questi compiti, sono stati mostrati video che, in modo a volte ironico, a volte più serio, hanno illustrato alcuni dei campi di intervento della Guardia di Finanza: ad esempio, abbiamo ascoltato un monologo di Enrico Brignano e una scena del film “Qualunquemente” con Antonio Albanese, che ironizzavano sul problema dell’evasione fiscale.
Siamo poi passati al problema dello spaccio di droga: ogni anno la Guardia di Finanza sequestra grandi quantitativi di sostanze stupefacenti e si avvale del fiuto di cani appositamente addestrati. Successivamente, ci hanno fatto uscire nel cortile della scuola e ci hanno fatto vedere i cani: un Labrador di due anni e un Pastore Tedesco di un anno. Dopo di che ci hanno fatto vedere la prova di uno dei due cani mentre cercava degli stupefacenti in una valigetta; una volta trovato l’oggetto della ricerca, la guardia cinofila gli ha lanciato un asciugamano arrotolato per farlo distrarre e non farlo andare a contatto con gli stupefacenti.
Per noi, questo incontro è stato molto interessante e anche divertente: abbiamo compreso le difficoltà e la preparazione di questi militari che, nonostante il lavoro delicato e importante che svolgono, ci hanno trasmesso molta umanità!
Vi presentiamo il primo gruppo della nostra redazione
di: Sofia Dagradi
03/05/2016
Quest’anno la nostra redazione è stata divisa in due gruppi, dato il numero alto di iscritti.
La redazione di questo gruppo, il primo, è numerosa, anche se leggermente meno della seconda. In questo gruppo sono stati eletti due direttori, come si è soliti fare nel nostro giornalino.
Ci troviamo a martedì alterni, ogni quindici giorni, scambiandoci con il gruppo due della redazione, nella nostra scuola, sede ufficiale de “La Voce dell’Olubra”. Ci coordina la professoressa Elena Antoniotti.
Durante le ore di arte e immagine, la professoressa Attilia Ballani ci propone sempre attività divertenti e originali, anche se impegnative.
Vi raccontiamo alcuni lavori che stiamo facendo. Innanzitutto ci siamo cimentati con i ritratti: ci siamo messi a coppie e, uno di fronte all’altro compagno, ci siamo ritratti a vicenda sottolineando i particolari di volti ed espressioni, sempre sotto lo sguardo attento della prof.ssa Ballani.
I ritratti della 1E
Abbiamo colorato i ritratti con i pastelli e poi li abbiamo acquerellati; infine li abbiamo attaccati ad un grande cartellone di colore arancione per esporli.
I ritratti della 1 E
Oltre che i ritratti, abbiamo realizzato anche quadri su tela dipinti a tempera.
Infine, abbiamo intervistato la prof.ssa Ballani, la nostra professoressa di arte. Amiamo il modo in cui ci insegna arte perché si fa capire quanto sia affezionata a questa materia.
D: CHE AGGETTIVI USEREBBE PER DESCRIVERSI?
R: Paziente, un po’ lunatica (a volte), creativa.
D:DA QUANTI ANNI INSEGNA?
R: Insegno da troppi anni!
D:QUANDO DIPINGE I QUADRI , DA COSA PRENDE ISPIRAZIONE?
R: Quando dipingo i quadri prendo ispirazione dal mio stato d ‘animo.
D: QUANDO HA CAPITO DI ESSERE FATTA PER L’ARTE E COSA L’HA PORTATA AD INSEGNARE?
R: Ho capito di essere fatta per l’arte fin da piccola, era un talento innato, e mi ha portato ad insegnare la voglia di trasmettere le mie conoscenze agli altri.
D: IN TUTTI I SUOI ANNI DI CARRIERA, HA MAI TROVATO UN ALUNNO O UN’ALUNNA CHE HA SEGUITO IL SUO ESEMPIO?
R: Si, tantissimi alunni che hanno imparato ad amare l’arte ed hanno scelto di fare il liceo artistico per proseguire gli studi in questo campo.
Ringraziamo la professoressa per l’intervista e per tutto il lavoro che fa con noi!
di Farina Flavia, Sara Porro, Giada Nemr, Zito Davide, Rossi Lorenzo
26/4/2016
Dal 13 al 16 Marzo, alcuni ragazzi delle classi prime e seconde delle scuole sec. di 1° grado di Castel San Giovanni e Sarmato, hanno aderito al progetto “Tre giorni sula neve” che si è svolto nella bellissima località sciistica di Pinzolo, in Trentino.
I ragazzi sono stati accompagnati dai professori Augusta Pozzi, Pierluigi Manfredi, Laura Ferri.
Il gruppo dei partecipanti
Anche se stancanti, le giornate sono state molto divertenti ed educative, soprattutto per chi non aveva esperienza sciistica. Gli orari sono stati ferrei: sveglia presto, colazione al volo e, muniti di casco, sci, scarponi, guanti e skypass, di corsa si andava sulle piste per le lezioni di sci.
Dalle 9.00 alle 11.00 e dalle 14.00 alle 16.00 i gruppi si dividevano e, accompagnati da vari maestri si sciava insieme. Dopo le sciate pomeridiane, spesso venivano proposte dai professori varie attività sportive, come ad esempio palestra e nuoto.
Inoltre, a giorni alterni, i ragazzi sono stati accompagnati dai professori a realizzare un’attività didattica in nella tenuta di un apicoltore, dove abbiamo degustato e comprato un buonissimo miele con le nocciole.
E’ stata un’esperienza bellissima di sport e socializzazione.
“Il banco vuoto” è il titolo del corto ispirato alla vita di Franco Pesaro
Di Ianaro Wiktoria
19/04/16
Come ogni anno, le classi terze hanno lavorato al progetto “Didattica della Memoria”.
Quest’anno il lavoro degli alunni ha utilizzato il linguaggio cinematografico e, guidato dal regista Andrea Canepari, un gruppo di alunni di tutte le classi ha realizzato un’intervista al signor Franco Pesaro, nostro concittadino e fratello di Tina Pesaro a cui sono intitolate le nostre scuole primarie.
Il sig. Franco ha, per la prima volta, condiviso il suo bagaglio di ricordi e di esperienze con i ragazzi delle scuole. La famiglia Pesaro, di origine ebraiche, è stata protagonista della Rivoluzione Industriale di Castel San Giovanni. Ha successivamente subito le persecuzioni dovute alle leggi razziali negli anni ’30: accanimenti contro l’azienda di famiglia, espulsione dei ragazzi dalle scuole per arrivare all’arresto della madre, alla deportazione della sorella Tina, alla fuga dei fratelli in Svizzera e delle sorelle presso Crema per avere salva la vita. E poi il ritorno dopo la guerra, la morte della sorella, la necessità di ricostruirsi una vita.
Intervista a casa del signor. Pesaro
Durante l’intervista, il sig. Pesaro ha più volte sottolineato l’esigenza di non perdere mai di vista la propria coscienza, lo spirito critico e la morale, insegnamenti della storia che dimostrano ogni giorno la loro attualità.
Una volta visionata l’intervista, tutte le classi hanno seguito alcune lezioni sul linguaggio cinematografico tenute dal regista e poi hanno cominciato a pensare a come rielaborare il materiale in alcuni cortometraggi.
Una classe degli anni ’30
La nostra classe ha scritto un racconto, “Il banco vuoto”, sull’espulsione del signor Franco dalla scuola media (allora si chiamava “inferiore”) dopo le leggi razziali del settembre ’38.
Ragazzi degli anni ’30 davanti alla scuola
Poi, con l’aiuto del regista Andrea Canepari, ogni classe, prendendo in mano il racconto realizzato, lo ha trasformato in una sceneggiatura, scegliendo protagonisti, antagonisti e personaggi vari , tagliando e aggiungendo scene, e dialoghi.
Ciak, si gira
Quindi ci siamo occupati dei fabbisogni di scena: ogni classe ha procurato il materiale necessario per la realizzazione del corto ma si è anche impegnata a trovare le varie location. Infine è arrivato il momento di girare le scene.
Al lavoro con il regista Andrea Canepari
Il lavoro è stato molto impegnativo in quanto l’epoca che dovevamo rappresentare in una parte del corto è quella degli anni Trenta: una società totalmente diversa dalla nostra… scuola compresa. Il nostro Preside ci ha tenuto una lezione di “archeologia scolastica”, aiutandoci a utilizzare pennini, calamai, carta assorbente. Poi abbiamo pensato anche ai costumi che fossero verosimili ed adatti.
Scrittura con pennini e inchiostro
Gli attori che hanno recitato nel nostro corto sono stati: il protagonista Andrea Zanardo, che interpretava la parte del giovane Franco e che ha affiancato, nella parte finale, il sig. Franco in carne e ossa. Inoltre hanno recitato: Youness Adnani, Olivia Pedone e Wiktoria Ianaro che hanno impersonato gli amici di Franco; Jandry Vega ha invece impersonato Michele, l’antagonista, cioè l’amico che volta le spalle a Franco quando viene a sapere delle leggi razziali.
Il giovane Franco scrive il suo diario
I nostri genitori e nonni hanno dato una mano, frugando nelle soffitte alla ricerca di vestiti, bretelle, libri, quaderni, valigie, borse dell’epoca.
Un ultimo dettaglio: in ogni scena compare un sacchetto di biglie, dato che il sig. Franco era un vero asso in questo gioco e lo utilizzava come passatempo quando si era trovato improvvisamente da solo a dover trascorrere le mattinate senza scuola. Uno dei momenti più belli del cortometraggio è quello in cui, alla fine, nell’ultima scena, il vero Franco regala il famoso sacchetto di biglie ad Andrea, il giovane Franco: è come se volesse indicare il passaggio della memoria che non si perde ma arriva a noi, nuove generazioni.
Il giorno sabato 2 aprile, insieme alla professoressa Egivi, un gruppo di un centinaio di alunni, genitori e insegnanti della nostra scuola, si è diretto in autobus verso l’Unicredit Pavillion in piazza Gae Aulenti a Milano per la visione dello spettacolo “Quadri di un’esposizione”. Abbiamo assistito ad un’opera ideata dal regista e attore Francesco Micheli e condotta sulle note del compositore russo Modest Musorgskij: un viaggio attraverso una misteriosa e meravigliosa pinacoteca che ha preso vita grazie alle note della Filarmonica della Scala di Milano.
Arrivati a destinazione, abbiamo apprezzato la bellissima architettura dell’auditorium Unicredit. Entrati, abbiamo preso posto e subito è cominciato il concerto con un caloroso applauso l’Orchestra filarmonica della Scala, diretta per l’occasione dal maestro Alessandro Ferrari.
Gli archi dell’orchestra
Il narratore, Francesco Micheli, ha iniziato a raccontare una storia che aveva come protagonista Musorgskij, compositore musicale russo, che conduceva una vita triste e buia dal momento in cui il aveva perso il suo più caro amico, il pittore Viktor Hartmann.
La storia era molto coinvolgente, infatti era accompagnata da bellissimi video che raffiguravano quadri della collezione Unicredit e che venivano ingigantiti da maxi schermi sullo sfondo e sulle pareti laterali dell’auditorium, creando un effetto di “immersione” nel racconto.
Il ritratto del compositore russo
Il narratore ci ha invitato ad ascoltare i colori: siamo partiti dal nero, triste e buio, per passare al rosso, al giallo, ai colori della guerra.
Siamo passati all’azzurro, al blu dell’acqua, per arrivare al bianco.
Il bianco e nero son due opposti che convivono: luce e buio, ma se riescono ad andare d’accordo c’è grande armonia.
E allora il buio del dolore, piano piano si dissolve e lascia il posto ai colori, dando a tutti un’insegnamento molto
prezioso: il nero è un colore che mangia tutti i colori, quindi dentro di lui ci sono il giallo, il rosso, il blu… Se è così, vuol dire che nero è tutti i colori messi assieme. Se vuoi essere verde, viola o arancione basta essere un po’ generoso. Ricordati: tu sei ciò che dai e così facendo potrai essere tutti i colori del mondo!
Ed ecco allora Modest e Viktor riconciliati: il musicista fa pace con il suo nero e tira fuori i suoi colori!
Queste sinestesie musicali e pittoriche sono state davvero suggestive. Ci è piaciuto ascoltare la musica dal vivo e abbiamo apprezzato la storia raccontata.
Per tutti noi è stata un’esperienza molto educativa!
Il giorno 25 aprile 2016 si sono svolte le celebrazioni in tutta Italia per il 71esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo e in ricordo dei caduti durante la Resistenza.
Nel nostro paese, la commemorazione ha previsto la messa nella collegiata, la sfilata per le vie del paese, la sosta in piazza XX Settembre per i canti e la deposizione delle corone d’alloro alle lapidi delle vittime della Resistenza, la visita e l’omaggio al monumento dei caduti e al cimitero.
Il gruppo musicale alla commemorazione del 25 aprile
Il gruppo musicale della nostra scuola, i PMB, come tutti gli anni, ha presenziato alla celebrazione cittadina, cantando e suonando, in piazza XX Settembre, delle canzoni adatte all’occasione, come: “Fischia il vento”, “Bella ciao”, “In Flanders Fields” e l’inno “Fratelli D’Italia”.
Le autorità e i “nostri” portabandiera
Intervallate ai canti, le letture di una rappresentante del Liceo “A. Volta” e delle autorità. Lo storico locale Paolo Brega ha ricordato i caduti della Resistenza di Castel San Giovanni e della Valtidone, tra cui Cesare Risposi, Tina Pesaro, Giuseppe Albanesi.
Per concludere vogliamo citare il discorso ufficiale del presidente della Repubblica Mattarella, che ha ribadito che “E’ sempre tempo di Resistenza, ovunque c’è guerra e martirio” e cioè ha invitato tutti a non abbassare la guardia e a resistere sempre nei casi di ingiustizia per essere protagonisti del nostro domani.
Realizzati nell’ambito del progetto di “Didattica della Memoria” e i spirati alla figura di Franco Pesaro
a cura della redazione
27/4/2016
Il giorno 5 maggio, presso il Cinema Teatro Moderno di Castel San Giovanni, verranno presentati i cortometraggi girati dai ragazzi di terza guidati dal regista Andrea Canepari, ispirati all’intervista a Franco Pesaro “Una storia speciale, il racconto di una vita”.
Ci saranno due proiezioni: la prima per le classi della scuola secondaria di 1 grado alle 10:00 e la seconda alle ore 21:00 per tutta la cittadinanza.