Gli alunni della scuola partecipano alla mostra d’arte “NGAKIPI, no water, no food”

Presso il museo delle Scienze Naturali di Piacenza, i ragazzi espongono le loro opere

di Vittoria Taina e Lara Paratici

31/5/2016

La mostra d’arte “Ngakipi”è stata inaugurata il  5 maggio 2016 al museo delle Scienze Naturali di Piacenza.

Gli alunni hanno potuto osservare le opere delle altre scuole e soprattutto spiegare le loro creazioni. Arrivati al museo, i ragazzi sono stati accolti dal personale che, prima della mostra ha accompagnato i ragazzi nelle varie sale, dove sono esposti dei bellissimi minerali provenienti da tutta Europa.

Inoltre, prima della mostra, alcune esperte hanno mostrato vari esperimenti che avevano come protagonista l’ACQUA. Finalmente, dopo una conferenza che spiegava il significato delle nostre opere, è stato dato l’avvio all’iniziativa.

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Ecco un’immagine del gruppo water_lab e ability_lab alla fine della mostra

La parola “ngakipi” significa sia acqua che sete: è stata scelta per  sensibilizzare sul problema della scarsità d’acqua nella regione del Karamoja in Uganda, un problema molto grave che compromette la vita in quelle zone.

Abbiamo quindi potuto conoscere stili di vita molto diversi dal nostro.

La mostra sarà visitabile fino al 12 giugno.

 

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Alle prese con esperimenti sull’acqua

 

Recensione del libro: “La stanza delle meraviglie”

di Dagradi Sofia in collaborazione con Nani Camilla

31/05/16

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TITOLO: La stanza delle meraviglie

AUTORE: Brian Selznick

EDITORE: Mondadori

Questo libro parla di due storie diverse ma unite. Una viene descritta a parole l’altra attraverso le immagini. La prima parla di un bambino, Ben, che ha perso la madre in un incidente e il padre non lo ha mai conosciuto. Così vive dagli zii con i suoi due cugini. Dopo uno spiacevole incidente, Ben diventa sordo e, avendo trovato in casa delle informazioni su suo padre intraprende un viaggio verso New York. Lì si farà un amico e farà nuove scoperte. Invece, nella storia raccontata ad immagini c’è una ragazza che vive rinchiusa in casa poiché è sorda. I suoi genitori, o meglio suo padre, non la trattano molto bene e sua madre è un’attrice che la trascura. Queste due vicende si intrecceranno creando un’unica vera storia con un unico bellissimo finale.

Questo libro è molto coinvolgente, anche grazie alle immagini. E’ una storia anche commovente perché vediamo questo bambino, sordo oltretutto, che ha appena perso la madre e sta cercando il padre senza risultati. A noi sembra una realtà così lontana perché siamo cresciuti con l’amore dei nostri genitori e nessun problema. Riesci quasi a capire il disagio, quando non riesci più a sentire. Io sinceramente non so come reagirei perché è difficile immedesimarsi in queste situazioni e sinceramente vorrei fare qualcosa ma mi ritrovo impotente. Il libro insegna, inoltre, a non arrendersi mai, anche se la situazione è molto difficile.

Booktrailer del libro: “Cuore d’inchiostro”

di Susanna Bosio e Ashley D. Brea

Oggi vi vogliamo presentare un libro fantasy di enorme successo, impossibile da non leggere! Una storia che narra le vicende di padre e figlia presi in un’avventura fuori dal comune. Cosa potrebbe succedere se leggendo un libro ne uscissero i personaggi? Beh, se siete proprio curiosi … ecco a voi un boooktrailer che vi narra qualcosa in più per soddisfare la vostra sete d’inchiostro!

 

Letture a cascata: la classe 2 A legge ai giovani compagni della scuola primaria

di Virtuoso Sara, Traversi Arianna e Prifti Paola

24/05/2016

Il giorno 11/05/2016 la classe 2 A si è recata alla scuola elementare “Tina Pesaro” per leggere le poesie che i ragazzi avevano realizzato durante un progetto di scrittura creativa ad alcune classi seconde e terze. L’ispirazione per la scrittura era venuta da un’attività interdisciplinare che aveva coinvolto le materie italiano e musica basata sull’opera “Il carnevale degli animali” del musicista francese C. Saint Saens.

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In questa opera Saint Saens, attraverso gli animali, fa delle critiche ai suoi colleghi: utilizza lo stesso principio delle favole dove gli animali sono umanizzati e presentano i vizi e le virtù degli uomini.

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Partendo dallo stesso principio del musicista, abbiamo considerato gli animali e immaginato che dovessero trovare il modo di andare d’accordo, pur nelle loro diversità, come gli strumenti di un’orchestra. Così ognuno si presenta con i suoi pregi e difetti. Alla fine, per trovare l’armonia dovranno imparare a rispettarsi l’un l’altro. Non diversamente dagli uomini!

La classe si è divisa in due gruppi: con il primo gruppo c’era il professor Gian Andrea Guerra e con il secondo c’era  la professoressa Elena Antoniotti. Il primo gruppo è andato nelle classi 2°B, 2°C e 1°E, invece il secondo gruppo è andato nelle classi 3°A e 1°D.

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Il lavoro è stato proiettato alla LIM: ogni ragazzo aveva una poesia da leggere, ogni poesia era accompagnata dalla musica dell’opera di Saint Saens corrispondente e da immagini ferme o in movimento.

Abbiamo notato una grande curiosità, da parte dei bambini, insieme ad una buona capacità di attenzione. Sono stati catturati dalla magia delle parole e della musica. Da parte nostra c’è stato grande impegno, preparazione e soddisfazione per il lavoro fatto.

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Recensione del libro: “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”

di Matteo Andritoiu e Simone Floridi

10/05/2016

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TITOLO: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare

AUTORE: Luis Sepùlveda

CASA EDITRICE: Salani

Questo libro è stato scritto da Luis Sepùlveda, autore e scrittore di libri. Egli è nato il 4 ottobre 1949.  Amatissimo dal suo pubblico, in particolare dai lettori italiani, ha pubblicato numerosi romanzi, raccolte di racconti e libri di viaggio, tra i quali spicca uno dei libri più letti degli ultimi anni: ‘Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare’.

La storia inizia parlando di una gabbiana di nome Kengah che, con il suo stormo, durante il ritorno dalla migrazione, si dirige verso il golfo di Biscaglia ed è pronta per deporre il suo primo uovo.

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Lo stormo si tuffa nel mare per mangiare dei pesci ma a un certo punto il capo-stormo avvisa di un pericolo: una chiazza di petrolio galleggiante. Kengah non sente l’avviso e si tuffa per prendere altri pesci, finendo per restare vittima del pericolo, chiamato dai gabbiani “la peste nera”. Kengah apre le ali per spiccare il volo ma il petrolio le ha impregnate. Inizia un volo disperato e, senza forze, riesce a raggiungere la città di Amburgo dove precipita sul balcone di una casa. Qui abita Zorba, un grosso gatto nero. Morente, la gabbiana usa le sue ultime energie per deporre l’uovo e chiede al gatto di farle tre importanti promesse: non mangiare l’uovo, accudirlo finché non nascerà il piccolo e insegnargli a volare.

Zorba, preso alla sprovvista, promette tutto questo e poi si reca in un ristorante per incontrare i suoi amici gatti. Spiega loro della gabbiana e così tre amici decidono di andare da Diderot, un gatto intellettuale che possiede un’enciclopedia, per chiedergli come ripulire la gabbiana dalla macchia nera. Trovata la soluzione, si procurano della benzina, si recano sul balcone di Zorba ma è troppo tardi: Kengah morta ed è rimasto l’uovo che è riuscita a deporre. Sull’enciclopedia c’è scritto che “le uova vanno covate” e Zorba è in un bel guaio, perché non è mai successo che un gatto covi un uovo di gabbiano. Una volta nata la gabbianella, Zorba viene preso in giro visto che Fortunata (la neonata) crede che il gatto sia sua madre e lo tratta come tale.

Riuscirà il gatto a tenere fede alle promesse fatte alla madre della gabbianella?

Questo libro ci è piaciuto perché racconta una storia spiacevole ma che ha avuto un buon fine, inoltre si collega a un problema contemporaneo che è l’inquinamento. Inoltre ha una bellissima morale: “Vola solo chi osa farlo!”

Recensione del libro”Il Castello errante di Howl”

a cura della redazione

17/5/2016

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TITOLO: Il Castello errante di Howl

AUTORE: Diana Winnie Jones

CASA EDITRICE: Kappa editore

Il libro è ambientato in un luogo surreale chiamato Terra di Ingary dove vive la protagonista chiamata Sophie, la figlia di un cappellaio del paese di nome Market Chipping. All’ inizio la vita di Sophie procede bene, ma alla morte del padre, essendo la primogenita fra le sorelle, eredita la bottega di suo padre dove si ritrova a lavorare così tanto da cominciare a parlare con i cappelli! Ma per la povera Sophie il peggio deve ancora arrivare, infatti qualche tempo dopo, arriva nella sua bottega una cliente inaspettata, la strega delle Terre Desolate che, non essendo contenta dei cappelli propostigli da Sophie, la trasforma in una vecchia.

La protagonista cerca di arrivare dalla sorella Marta per trovare un rimedio alla sua situazione ma, durante il tragitto, incontra Howl, un terribile mago di cui si dice che mangi il cuore a tutte le ragazze che incontra. Non meno inquietante, il suo mitico Castello errante, nel quale abita e con il quale si muove. Nonostante la paura, Sophie decide di entrare nel castello dove conoscerà il mago che si rivelerà molto meno spietato del previsto. Rimarrà con Howl  ed il suo apprendista come donna delle pulizie. Con il passare del tempo si affezionerà al mago e a tutti gli strani personaggi che lo circondano, tra spaventapasseri animati e demoni del fuoco. Riuscirà Sophie a riconquistare la sua giovinezza e, grazie a Howl, a infrangere la maledizione della Strega?

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Il castello nel film di Myiazaki

“Il castello errante di Howl” è un libro fantasy affascinante e divertente, ricco di personaggi originali. Insegna che l’aspetto fisico non è tutto, conta molto di più l’interiorità. Da questo libro è stato tratto l’omonimo film del maestro Hayao Miyazaki, maestro del cinema di animazione giapponese.

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Howl e Sophie

 

 

Gita alla conoscenza di Genova della classe 1 C

di Angelica Pagliafico, Irene Prati,Camilla Todi.

10-05-2016

I giorni 28 e 29 Aprile la classe prima C si è recata a Genova,una delle città marinare. Ci hanno accompagnato la prof. Centenari e il prof. Don Pezzani. Alle 8.15 ci siamo trovati davanti alla stazione di Castel San Giovanni, eravamo tutti addormentati ed avevamo un sacco di valigie. Quando è arrivato il treno, siamo saliti e la prof. Centenari ha iniziato a dirci il programma della giornata. Durante il viaggio abbiamo chiacchierato, ridacchiato e fatto foto e alle ore 10 siamo arrivati a destinazione, abbiamo cercato l’hotel e scaricato i bagagli. Abbiamo visitato una chiesa con accanto un ospedale che accoglieva i pellegrini e poi abbiamo visitato i carrugi ovvero delle vie strette dove abitavano i pescatori. Velocemente è arrivata l’ora del pranzo e ci siamo avviati verso il porto antico dove abbiamo pranzato.

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Insegna dell’ingresso all’acquario

Verso le 14.00 ci siamo recati all’acquario,dove abbiamo visitato numerose vasche con diversi tipi di animali: pesci, stelle marine, squali, delfini, meduse,…

 

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Alcuni animali visti all’acquario

Alle 16.00, finita la visita, siamo ritornati in hotel e ci siamo divisi nelle varie stanze. Successivamente, la prof. Centenari ci ha detto di farci ritrovare alle 19.30 nella hall per andare al ristorante.

La mattina ci siamo svegliati presto e, dopo aver fatto colazione, sono iniziate le visite ai palazzi. Ci siamo recati a Palazzo Rosso dove di fronte era situato Palazzo Bianco; in entrambi abbiamo osservato quadri e affreschi e su alcuni soffitti c’erano raffigurate le stagioni.

 

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Palazzo Rosso

Più tardi abbiamo visitato la Cattedrale di San Lorenzo, era decorato a righe bianche e nere, segno di nobiltà e bellezza.

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Cattedrale di San Lorenzo

Infine siamo tornati in hotel per riprendere le valigie e tornare a Castel San Giovanni.

Secondo noi questa gita è stato un modo per stare insieme, divertirci e per imparare cose nuove.

Una giornata a Spettine con la classe seconda B

Giochi, attività nel verde e geocaching

di Davide Zito

10/5/2016

Il giorno 11 aprile, le classi 2 B di Sarmato e di Castel San Giovanni si sono recate alla base scout di Spettine per passare una giornata immersi nel verde.

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La base scout di Spettine, immersa nella natura

Partiti da Piazza Olubra alle 8, siamo arrivati alla base scout alle 8.30. Appena scesi al pullman, ci siamo messi in cerchio e abbiamo conosciuto i vari capi scout che ci hanno diviso in sei diversi gruppi. Al mattino abbiamo svolto tre diverse attività: durante la prima, due esperti ci hanno insegnato a utilizzare le cartine e i punti cardinali. Nella seconda, ci hanno spiegato la storia dello scoutismo e ci hanno fatto provare delle attività sul gioco di squadra; nella terza attività, abbiamo potuto passeggiare nel bellissimo paesaggio della Val Nure e ci hanno portati sulla cima della collina a visitare il castello diroccato di Spettine.

Tornati alla base, abbiamo pranzato e avuto un po’ di tempo libero. Quindi ci siamo di nuovo messi in cerchio e ci hanno spiegato l’ultimo gioco: il geocaching! Il gioco è una specie di caccia al tesoro che consiste nel cercare dei contenitori nascosti in particolari luoghi identificati dalle coordinate geografiche, i cosiddetti “cache”.

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http://www.geocaching.com

I contenitori contengono un “logbook”, ossia un piccolo blocco note sul quale il geocacher lascia un segno del suo passaggio sotto forma di firma o anche di un commento. Nei nostri contenitori erano presenti dei foglietti che dicevano di fare delle foto tutti insieme, una volta trovati. All’inizio della gara, i vari capi hanno dato ad ogni squadra una mappa che diceva dove si trovavano i vari involucri. Al termine dell’attività, si consegnavano le foto agli educatori che a fine giornata hanno proiettato le immagini di tutti i ragazzi.

Una volta preparate le classifiche, ci hanno consegnato dei premi in base alle nostre posizioni. Quindi ci siamo salutati, siamo tornati in pullman e, un po’ a malincuore, ce ne siamo tornati a casa.

Recensione del libro: “Cioccolato al latte”

Di Simone Bersani con la collaborazione di  Traversi Arianna, Sara Virtuoso e Paola  Prifti

10/05/2016

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Titolo: Cioccolato al latte

Autore: Adrian Fogelin

Editore: Buena Vista

La protagonista della storia è Cass, una ragazzina che frequenta la seconda media e  vive  a Tallahassee in Florida con il papà, la mamma e due sorelle.

Nella casa vicina alla sua, è andata ad abitare una famiglia di neri. Visto che suo padre è razzista, ha deciso di costruire una palizzata per non avere niente a che fare con loro. Nonostante la palizzata, Cass è curiosa di vedere i nuovi vicini e un giorno, per caso, incontra Jemmie, una sua coetanea. Contro ogni pregiudizio, le due ragazzine diventano amiche, scoprendo di avere in comune tante cose, tra cui la passione per la corsa. Si allenano ogni giorno e formano una squadra: le “Cioccolato al latte”, anche se il papà di Cass non è d’accordo sulla loro amicizia e tenterà di separarle. Si presenta l’occasione per le due ragazzine di gareggiare e di mostrare che il bianco e il nero possono stare insieme. Riusciranno nel loro intento, superando i dubbi delle loro famiglie?

Questo libro mi è piaciuto molto perché mi ha fatto capire che non conta il colore della pelle, le persone sono tutte uguali e per questo vanno rispettate. E’ una bellissima storia di amicizia, molto attuale, nella quale lo sport diventa uno strumento di integrazione.

La classe 3 E impegnata nel progetto di “Didattica della Memoria”

Un cortometraggio attualizza il messaggio dell’intervista a Franco Pesaro

di Frattola Matilde, Lombardi Elisa, Magistrali Elena , Mozzi Carolina

10/5/2016

La classe 3E, come le altre terze, ha aderito al progetto sulla Didattica della Memoria, che ha come obiettivo conoscere, riflettere e attualizzare il messaggio della storia del Novecento, con tutte le sue discriminazioni, razzismi e tragedie.

Abbiamo avuto il compito di costruire un prodotto multimediale che sarebbe poi stato unito al lavoro delle altre terze attraverso un film, intitolato “Una storia speciale, il racconto di una vita: intervista a Franco Pesaro”. Ci ha guidato un regista piacentino: Andrea Canepari.

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Il dvd del film delle classi terze

Innanzitutto alcuni ragazzi hanno intervistato Franco Pesaro, fratello di Tina scomparsa a Dachau in un campo di sterminio. La nostra classe ha poi deciso di approfondire la parte dell’intervista riguardante il viaggio del signor Pesaro che, durante la Shoah, è scappato in Svizzera con i suoi fratelli per salvarsi la vita. Siamo partiti dal racconto del suo viaggio, con tutti i disagi, le incertezze e la paura, per  paragonarlo al viaggio che ha portato al nostro paese i nostri compagni stranieri.

Abbiamo scelto come set  la nostra classe e la piazza Agostino Casaroli.

Abbiamo preparato un copione nel quale i nostri compagni hanno raccontato il loro viaggio. Poi abbiamo usato la forma dell’ intervista: abbiamo fatto noi le domande ai compagni per far risultare le risposte e di conseguenza il video, più spontanei.

Inoltre, per arricchire il nostro lavoro, abbiamo utilizzato la tecnica dello “stop motion”: tante foto messe in sequenza hanno creato il movimento di alcuni pupazzetti che rappresentavano i compagni di classe. Ci sono volute tanta pazienza, concentrazione e precisione.

Una volta visto il risultato finale al Cinema Teatro Moderno, siamo stati molto soddisfatti e fieri del nostro lavoro.