di Sofia Dagradi in collaborazione di Tommaso Risposi, Andrea Marazzi e Daniele Oziegbe
09/03/2015
La copertina del libro
AUTORE LIBRO: Carlotta Ferlito
Carlotta è una ragazza piena di se’ ed esuberante ma soprattutto è una ginnasta eccezionale che non si arrende mai. Fin da piccola ha capito che la sua vera passione era la ginnastica artistica. La sua carriera iniziò a nove anni a Catania, sua città natale. Dopo vari anni di allenamento, Carlotta si trasferisce a Milano per seguire il suo sogno: riuscire a partecipare ad un’ Olimpiade! Quando andrà a Milano, Carlotta diventerà famosa per il programma trasmesso su MTV: “Ginnaste, vite parallele”. Carlotta spiega che la vita di una ginnasta non è semplice ed è ancora più difficile se ti alleni in una palestra privata e non studi in una normale scuola ma con insegnanti privati. Piano piano il sogno di Carlotta sembra avvicinarsi ma riuscirà la nostra amica a partecipare ad un’ Olimpiade? Il libro è semplicemente bellissimo dato che racconta i sacrifici di uno sportivo: non è così semplice costruire una carriera a soli sedici anni! Naturalmente non è un libro perfetto perché in alcuni punti è molto personale e non mi impazzire l’idea di sapere tutto di Carlotta. Dopotutto, nel complesso, è una lettura piacevole e avvincente.
Autori del libro: Stefano Bordiglioni e Rita Aglietti
Editore: Einaudi Ragazzi
Il libro narra l’amicizia tra Crippo ed Elio. Crippo è un vecchio che vive in cima ad un colle ed è considerato da tutti pazzo. In gioventù ha conosciuto Teseo, figlio di Egeo, re di Atene. Elio è un ragazzo che vive in un villaggio assieme ad alcuni suoi amici. Crippo racconta ad Elio che molti anni prima, Androgeo, figlio di Minosse, re di Creta, andò a trovare Egeo, che lo convinse ad affrontare il toro di Maratona. Purtroppo il toro lo uccise. Allora Teseo, figlio di Egeo, decise di uccidere il mostro. Durante il viaggio per Maratona incontrò Ecale, una vecchia maga che gli predisse quale sarebbe stata la sua prossima impresa: uccidere il Minotauro. Quindi, dopo aver ucciso il toro di Maratona, si preparò per il viaggio a Creta e ad affrontare il Minotauro, un mostro enorme con occhi rossi che viveva nel famoso labirinto. Si cibava di carne umana e periodicamente venivano sacrificati quattordici ragazzi per poterlo sfamare. Quando Teseo sbarcò a Creta, assieme ai suoi compagni, incontrò Arianna, nipote di Minosse, che li aiutò nell’impresa.
Questo libro mi è piaciuto molto perché la storia, che si riferisce ad una leggenda, è narrata in modo coinvolgente e sembra che le avventure vissute siano reali.
di Jandry Vega in collaborazione di Camilla Nani e Sofia Dagradi
09/03/2015
La copertina del libro
AUTORE: Luca Cognolato
EDITORE: Einaudi
In questo libro si parla di Stefano, un ragazzino soprannominato Stekko perché era molto magro. Stekko un giorno dovette traslocare a Porto Vecchio, un piccolo paese di campagna. Appena arrivò, si fece subito un nuovo amico: Mattia soprannominato Fiacca perché non era bravo a scuola. Fiacca era un po’ strano, soprattutto perché si era fatto un tatuaggio, ed era seguito molto poco dai suoi genitori. Sia Stefano sia Mattia frequentavano la scuola media e avevano tutti e due dodici anni. I due, dopo un po’, divennero amici inseparabili, grazie anche alla passione per il basket. Stekko e Fiacca formarono una squadra con altri due ragazzi. Nella prima partita persero contro i Templari, perché questi erano più alti e più numerosi quindi potevano fare molti più cambi. Nella seconda partita che fecero andò meglio e vinsero. Stekko e Fiacca, però, venivano perseguitati dai bulli: Frego, Veleno e Ceccio che li prendevano in giro per il loro abbigliamento e il loro fisico. Chissà se Stekko riuscirà liberarsi dai bulli, se riuscirà a imparare il gancio-cielo, la mossa che ha sempre desiderato fare e come andranno i risultati del Campionato!
Questo libro mi è piaciuto moltissimo perché parla del basket, lo sport che amo e la mia passione. Mi è piaciuto anche perché questo libro ti fa capire com’è il basket cioè un gioco di squadra al quale tutti devono partecipare se si vuole ottenere risultati positivi. Per me è un libro imperdibile.
Il padre della nostra lingua ci ha concesso una delle sue rarissime interviste
di Sara Muselli e Angela Bushi
02/03/2015
Dante Alighieri nasce a Firenze intorno al 1265. Politicamente schierato con i guelfi bianchi, era impegnato nel governo della città, della quale divenne priore. Fu ambasciatore a Roma ma, mentre si trovava lontano, il partito dei guelfi neri, suo avversario, prese il potere a Firenze. Dante ne fu bandito e non riuscirà mai più a rientrarvi. Cominciò così la sua vita da esule che lo portò presso importanti corti italiane. Morì a Ravenna nel 1321.
E’ celebre in Italia e nel mondo per la sua opera poetica: la “Divina Commedia” è un capolavoro insuperato e straordinario per i temi trattati e per la lingua usata.
INTERVISTATRICE: Buongiorno Dante, siamo un po’ emozionate e intimorite dalla sua presenza. Il suo celebre viaggio nei tre regni dell’oltretomba è stato davvero eccezionale. Immaginiamo che per lei sia stato molto difficile raccontarlo. A chi si è ispirato?
DANTE: E’ stato un lavoro molto impegnativo. Mi sono dovuto inventare anche una lingua nuova. Per il contenuto, ho fatto riferimento alla Bibbia e ai testi sacri che andavano per la maggiore ai miei tempi. Ho anche inserito tutto quello che si conosceva dei classici antichi e della mitologia -compatibile con la religione, naturalmente-. Mi sono ispirato ai grandi maestri dell’antichità ma ho sempre cercato di fare qualcosa di unico. Credo di esserci riuscito.
INTERVISTATRICE: E tutte quelle rime…
DANTE: Non me ne parlate, è stato l’aspetto più complicato! 14.233 versi, per l’esattezza!
INTERVISTATRICE: Ci ha incuriosito la sua storia con Beatrice…
DANTE: All’epoca eravamo più precoci di oggi: l’ho conosciuta da bambino ed è stato un colpo di fulmine. Lei non ha avuto una vita lunga, purtroppo, ma è diventata immortale con la mia poesia.
INTERVISTATRICE: Vorremmo soddisfare alcune nostre curiosità riguardo alcuni episodi della “Divina Commedia”. Che impressione le ha fatto l’apparizione di Virgilio all’inizio del suo viaggio?
DANTE: All’inizio ero talmente sconvolto dall’oscurità nella quale mi trovavo che non lo avevo riconosciuto! Solo dopo, quando mi resi conto che era lui, il mio maestro e il mio idolo, mi sentii in imbarazzo e quindi abbassai il capo.
INTERVISTATRICE: Quale è stata la sua prima impressione sull’Inferno?
DANTE: Mi è sembrato molto triste e drammatico. Buio, fumo, urla dei dannati… mi sentivo svenire!
INTERVISTATRICE: Quale personaggio dell’Inferno le ha suscitato più pietà e simpatia e quale più ribrezzo?
DANTE: Beh, Paolo e Francesca, per cominciare, mi hanno intenerito; Ulisse è un grande ma un po’ presuntuoso… certi diavoli mi hanno davvero spaventato, per non parlare di Lucifero… Sono rimasto colpito dai golosi perché anch’io amo la buona tavola!
INTERVISTATRICE: La cosa più strana che le è capitata nell’Inferno?
DANTE: Quando ci siamo arrampicati sulle ali di Lucifero e siamo entrati in un tunnel: ad un certo punto abbiamo perso l’equilibrio e avevamo la sensazione di esserci ribaltati! In realtà avevamo cambiato emisfero e siamo sbucati sulla spiaggia del Purgatorio.
INTERVISTATRICE: Come le è sembrato il Purgatorio?
DANTE: Molto più rilassato dell’Inferno, anche se all’ingresso del regno si trova Catone, un guardiano molto severo e impaziente. Mi ha colpito l’angelo che mi ha segnato sulla fronte le sette “P” che rappresentavano i peccati di cui dovevo liberarmi. Man mano che salivo mi sentivo sempre meglio, più leggero!
INTERVISTATRICE: Cosa succede a bere l’acqua del fiume Lete e del fiume Eunoé?
DANTE: Una sensazione stranissima: se bevi l’acqua nel fiume Lete dimentichi i peccati commessi, ti senti bene ma c’è come un vuoto. Il fiume Eunoé fa ricordare il bene compiuto: così il vuoto si riempie di felicità e sei pronto per il Paradiso!
INTERVISTATRICE: Come le è sembrato il Paradiso Terrestre?
DANTE: Molto bello. C’erano molti alberi pieni di fiori la serenità non mancava per niente. A un certo punto arrivò Beatrice per accompagnarmi nel viaggio nel paradiso ed ero molto felice. L’unico momento triste è stato quando mi sono girato verso Virgilio e non c’era più! Era scomparso perché non era battezzato: era tornato al limbo. E’ stato il momento più doloroso di tutto il viaggio.
INTERVISTATRICE: E finalmente ha rivisto Beatrice…
DANTE: Beatrice è scesa da un carro circondato da angeli e piovevano petali di fiori dappertutto. Era vestita di rosso, bianco e in testa aveva un velo verde e una corona di ulivi. Era illuminata da una luce abbagliante. Non mi sembrava vero, tutto troppo bello! Un sogno!
INTERVISTATRICE: Quindi siete saliti al Paradiso?
DANTE: Beatrice mi prese per mano e volammo insieme. Era una sensazione mai provata e quasi indescrivibile, come i misteri del Paradiso.
INTERVISTATRICE: Grazie Dante, è stato un piacere studiare le sue opere -anche se sono davvero difficili- e ci ha molto colpito. Anche incontrarla di persona ci è piaciuto, non è affatto quel burbero che sembra sui ritratti!
DANTE: Anche a me è piaciuto essere intervistato, è un’esperienza insolita. Spero che possiate trarre insegnamento e apprezzare e amare la poesia come ho fatto io!
Mancano soltanto 53 giorni all’inizio dell’evento, ma questo notevole edificio non è ancora stato terminato. Gli architetti italiani riusciranno a finire questa impresa? Come ci presenteremo all’EXPO? Saremo solo un Paese che ospiterà questa mostra mondiale, oppure uno Stato in grado di farsi ricordare?
A tutte queste queste domande risponde una piccola descrizione del padiglione Italia.
Per posizione e architettura, il padiglione Italia è il cuore dell’area Expo. E’ stato progettato dagli architetti italiani dell0 “Studio Nemesi” ed ha l’aspetto di una foresta ramificata. Le linee si intrecciano tra luci e ombre, vuoti e pieni: l’architettura assomiglia ad una scultura.
L’albero è un elemento simbolico, presente anche nella piazza adiacente: simboleggia le profonde radici della cultura del nostro paese, il rapporto con la natura, la vita.
L’edificio è stato progettato in un’ottica sostenibile e concepito come edificio a energia quasi zero grazie anche al contributo del vetro fotovoltaico in copertura e alle proprietà fotocatalitiche del nuovo cemento per l’involucro esterno: a contatto con la luce del sole, infatti, il principio presente nel materiale consente di “catturare” alcuni inquinanti presenti nell’aria trasformandoli in sali inerti e contribuendo così a liberare l’atmosfera dallo smog.
La conferenza della dott.ssa Anna Olivieri nell’ambito del progetto “Uguali e unici”
Di Matteo Zambianchi ed Eglantina Baftjari. Fotografie di Beatrice Eusebio e Tommaso Risposi.
9/3/2015
Il giorno 28 febbraio, le classi dell’Istituto scolastico secondario di primo grado di Castel San Giovanni e Sarmato si sono recate al Cinema-Teatro Moderno per assistere alla conferenza della Dott.ssa Anna Olivieri, ricercatrice genetista presso l’Università di Pavia.
La studiosa si dedica da anni all’analisi del DNA cellulare, in particolare di quello mitocondriale che si trasmette in via uniparentale femminile. Dato che il genoma non è immutabile nel tempo, ma ha subito modifiche, studiando il DNA mitocondriale, si è riusciti a ricostruire le mutazioni e risalire alla prima molecola comune antenata del genere umano: l’Eva, la madre di tutti noi.
Abbiamo appreso che gli esseri umani derivano tutti dai sapiens vissuti in Africa e che le prime mutazioni sono avvenute circa 200.000 anni fa. L’uomo non è dunque l’evoluzione di una scimmia, ma ha un antenato in comune con i primati.
La genetica quindi ha indirizzato gli studi di paleontologia, in alcuni casi permettendo di riscrivere i libri di storia: ad esempio, gli uomini di Neanderthal non risultano essere parenti con i sapiens in alcun modo: sono stati gli stessi sapiens che hanno colonizzato il pianeta, soprattutto durante l’Era Glaciale.
Ma l’esito più esaltante della ricerca è che ha cancellato definitivamente il concetto di “razza”: non esistono razze umane, siamo tutti sapiens allo stesso modo.
Le differenze sono legate all’evoluzione e sono quasi esclusivamente esteriori – il patrimonio genetico dei sapiens, ovunque vivano nel mondo, ha una variabilità molto bassa -.
Diapositiva della Dott.ssa Olivieri che mostra il luogo d’origine dell’ uomo.
Oggi le ricerche genetiche si sono molto evolute: con circa quattrocento dollari si possono scoprire le proprie origini. Molte persone sono interessate a scoprire le proprie radici, come per esempio molti afro-americani: come ha fatto l’attore Isaia Washington; dalle analisi sul suo DNA è emerso che le sue origini sono in Sierra Leone. Dopo averlo scoperto l’attore ha visitato questo luogo e lì ha fondato una scuola.
La dottoressa Olivieri illustra i cromosomi, la cui sequenza è stata ultimata solo nel 2001.
Anche il dirigente scolastico ha assistito con interesse alla conferenza commentando e facendo domande.
L’esperienza è stata molto positiva e molto seguita; la dottoressa Olivieri ha saputo spiegare “in parole semplici” anche gli argomenti più complicati, rendendoli fruibili a tutti.
Siamo tutti uguali e tutti unici: sta a noi costruire relazioni senza pregiudizi, considerando le differenze una ricchezza per le nostre vite.
EXPO 2015, che si aprirà a Milano nel prossimo mese di maggio, è un evento mondiale che vogliamo approfondire e analizzare. Molte classi della nostra scuola si recheranno a visitarne strutture e padiglioni e potranno riportare informazioni di prima mano.
Aspettando EXPO: per preparare la visita, cercheremo di conoscere gli elementi distintivi della manifestazione che si propone di lavorare sullo sviluppo sostenibile del Pianeta, sul futuro dell’uomo, sull’energia, sul cibo.
Cominciamo con il logo: giallo, blu, magenta sono i tre colori primari che si incontrano dando vita a tante nuove sfumature. Le quattro lettere della parola “EXPO” e le quattro cifre della data “2015” si sovrappongono e si mescolano, pur restando perfettamente leggibili.
Il logo di Expo Milano 2015 nasce nel 2011 da un concorso che ha coinvolto studenti e neolaureati delle scuole di design e arti, architettura, moda, disegno industriale e grafica pubblicitaria. Il logo vincitore è opera di Andrea Puppa e rappresenta un segno di luce e di vita in cui tante energie si incontrano e si moltiplicano.
Il celebre disegno dell’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, inscritto all’interno del cerchio e del quadrato, ha dato lo spunto. Il logo è stato organizzato per l’esigenza di trovare un segno in grado di contraddistinguere Expo Milano 2015 dalle Esposizioni del passato e di rappresentare graficamente i valori italiani di cultura, storia, creatività.
Alla scuola “G. Mazzini” si sono aperte le attività dei gruppi sportivi pomeridiani
di Enrik Voci e Alessandro Cottone
09/03/2015
Nella nostra scuola è possibile partecipare a diverse attività sportive; alcune di queste sono pomeridiane ed extracurricolari. Molti ragazzi e ragazze, infatti, partecipano al Gruppo sportivo di Istituto. Ogni anno ci sono molte adesioni per partecipare agli allenamenti di basket, pallavolo (con il professor Silleci) ed atletica leggera (con la professoressaPozzi).
Il corso di basket è il giovedì dalle ore 14:50 alle ore 15:50. Appena i ragazzi, più di 20, giungono in palestra, si recano negli spogliati per cambiarsi. Quindi subito in campo per il riscaldamento di due minuti, con dei tiri a canestro.Finito il riscaldamento, il professore Silleci fa fare qualche esercizio che consiste in tiri a canestro con sfide, o con passaggi tra i ragazzi per far allenare, oltre che i muscoli delle gambe, anche i muscoli delle braccia. Al termine dell’allenamento inizia la partitella che all’incirca dura 10 minuti.
I ragazzi del gruppo di atletica si allenano al campo sportivo
Un altro gruppo molto attivo, circa 30 ragazzi, è quello di atletica leggera che, se il tempo lo permette, si allena al campo sportivo o comunque all’aperto. Corsa, salti, lanci sono le attività che impegnano i compagni che si recano ad allenarsi il lunedì pomeriggio sotto la guida della prof.ssa Pozzi.
E’ la volta della pallavolo: il martedì pomeriggio si ritrovano presso la palestra circa 30 alunni delle scuole medie e si allenano perfezionando la tecnica dello sport e giocando in squadra.
Le Olimpiadi moderne sono manifestazioni che prevedono giochi sportivi in cui si vuole far rivivere l’antico spirito di leale competizione del mondo antico, adattandolo alla vita moderna.
Il barone francese Pier De Coubertin, fondatore delle Olimpiadi moderne, sosteneva che l’educazione sportiva fosse il miglior rimedio contro i pericoli della sedentarietà, della corruzione, della pigrizia fisica e mentale e la miglior garanzia di libertà e rispetto fra gli uomini. Così indisse a Parigi, nel 1894, un congresso mondiale dello sport: in questo fu stabilito di riprendere ufficialmente la celebrazione delle Olimpiadi che da quel momento furono denominate moderne.
L’ultima si è svolta a Londra nel 2012. Fino ad oggi sono state celebrate 29 edizioni con sede in tutte le parti del mondo, la prossima si svolgerà in Brasile nel 2016.
Il simbolo delle Olimpiadi sono i cinque cerchi olimpici incrociati di colore diverso che rappresentano i cinque continenti.
Un altro elemento importante è la fiaccola olimpica che rappresenta lo spirito sportivo sempre acceso e vivo come il fuoco che arde nel braciere olimpico che viene acceso e spento all’inizio e alla fine della manifestazione.
I ragazzi delle classi terze animano lo spettacolo in occasione della commemorazione della Giornata della Memoria
di Chiara Montefiori e Imane Ait Yahia
10/03/2015
A partire dal mese di novembre 2014, il gruppo teatrale Manicomics ha accompagnato i ragazzi a prepararsi nella rappresentazione di uno spettacolo basato sulle parole-chiave del titolo: la memoria del passato con le sue tragedie, l’attualizzazione dei concetti di rispetto e tolleranza, la libertà come bene supremo da perseguire.
Ogni classe è partita da spunti letterari -Bertold Bercht, Anne Frank, Art Spiegelman, Eric-Emmanuel Schmitt – o esperienze di vita per elaborare la propria sceneggiatura.
Un momento della rappresentazione
Gli alunni che hanno partecipato ai laboratori teatrali, più di cento, hanno dovuto affrontare pomeriggi di intense prove, imparare e interpretare interi copioni: una sfida lanciata ai ragazzi, spesso spaventati dal palcoscenico.
In data 02/03/2015 si è tenuta la prima prova generale nella quale si è avuta l’occasione di confrontarsi e mostrare la propria interpretazione alle altre classi, ammirando per intero tutto lo spettacolo.
Lo spettacolo dei ragazzi di terza
La commemorazione ha previsto la collaborazione, come tutti gli anni, del gruppo musicale PMB, che ha eseguito quattro brani; c’è anche stata la partecipazione del maestro di violino Gianandrea Guerra.
Noi ragazzi riteniamo importante questo progetto per non dimenticare. siamo molto orgogliosi di essere riusciti a trasmettere un messaggio e sopratutto per avere regalato forti emozioni. Ringraziamo inoltre la scuola per averci dato la possibilità di realizzare questo spettacolo.
Un momento dello spettacolo
Al termine dello spettacolo, il sindaco di Castel San Giovanni, Lucia Fontana si è complimentato per l’ottima realizzazione e per il messaggio che siamo riusciti a trasmettere. Il progetto e il duro lavoro svolto viene definito dal sindaco un bellissimo esempio di buona scuola.
“Questi ragazzi sono i nostri ambasciatori di pace, per lottare contro l’indifferenza e per far si che ciò che è accaduto non si ripeta e che tutti i diritti vengano rispettati” con queste parole il sindaco ha concluso commossa il proprio discorso.
La famiglia Pesaro, finanziatrice dell’attività, ha apprezzato molto le emozioni e i valori alla base del lavoro presentato, perché in questo modo ricordiamo quello che è stato il dramma dalla Shoah e facciamo crescere le coscienze dei giovani.