Pilgrimage in Piacenza

The classes 3A and 3B on the root of pilgrims

by Gabriele Rizzi and Mariano Strozzi

27/03/2015

Last month, class 3A and 3B went to Piacenza by bus. First we went to the church of “Santa Maria di Campagna”. Our guide was a nice man  and he spoke in english about pilgrims and the Via Francigena.

The tour start near this Church, which was the place where the first crusade started. The next stop was in the hospital and the guide spoke about the function of hospitals in the middle age and about the rights of pilgrims. After the hospital, we went to “Piazza Borgo” along “Via Taverna”; this square was very strange for its particoular shape and also for the height of the church.

The tour finished in the city centre and the guide spoke about a tax for pilgrims: they paid its if they entered in the town walls. For this reason they passed outside the city.

I think the tour was very intresting for the information that we heard and for the fantastic buildings we saw.

TRAD.

[Il mese scorso, le classi 3A e 3B sono andate a Piacenza. All’inizio abbiamo sostato davanti alla chiesa di “Santa Maria Di Campagna”. La nostra guida era un signore gentile, che ci ha parlato in inglese dei pellegrini e della Via Francigena. Siamo partiti per la nostra visita vicino a questa chiesa, dove partì la prima crociata. La fermata successiva è stata nel cortile dell’ospedale, dove la guida ci ha spiegato la funzione degli ospedali nel medioevo e i diritti dei pellegrini.  All’uscita dall’ospedale abbiamo proseguito per “Via Taverna” e siamo arrivati a “Piazza Borgo”; questo luogo era molto strano per la sua forma particolare e per l’altezza della chiesa. La gita è terminata nel centro di Piacenza: “Piazza Cavalli”, dove i pellegrini non passavano per non pagare la tassa d’ingresso alla città. Io penso che il tour sia stato molto interessante per le informazioni che ho imparato e per le costruzioni caratteristiche che ho visto].

Aspettando EXPO: vi presentiamo Foody!

Alla scoperta della mascotte di Expo 2015

di Susanna Bosio, Mattia Gatti e Simeone Peveri

24/03/15

Foody è la mascotte ufficiale dell’Expo, straordinaria manifestazione che si terrà a Milano dal 1 maggio al 31 ottobre 2015. È stato inventato dalla Disney ed è una composizione di frutta e ortaggi, che ricorda la grande tradizione pittorica lombarda di Arcimboldo. Ha un volto sorridente, è sincero, saggio e amante della buona e genuina cucina, come testimonia il suo stesso nome, selezionato tra le oltre 8 mila proposte arrivate dai bambini di tutta Italia.

Rappresenta la comunità, la diversità e il cibo, che è fonte di vita ed energia. Per questo gli elementi che lo compongono – la banana Josephine, il fico Rodolfo, la melagrana Chicca, l’arancia Arabella, il cocomero Gury, il mango Manghy, la mela Pomina, la pera Piera e infine i rapanelli Rap Brothers, l’aglio Guagliò e la pannocchia di mais blu Max Mais – sono riuniti in un unico volto. Sono undici tipi davvero in gamba, che provengono da tutto il mondo per farci conoscere i sapori e i profumi delle loro terre d’origine, e si presentano come una vera famiglia.

Foody ci piace… per il suo messaggio positivo: avete mai pensato al cibo come ad un ponte tra diverse culture? Assaggiare nuovi sapori vuol dire anche incontrare nuovi amici ed esplorare un mondo sconosciuto!

Vi consigliamo, per conoscere meglio questi incredibili personaggi, di seguire Expo Show, format disponibile sui canali TV Disney, Disney Channel e su youtube e nato dalla collaborazione tra Expo Milano 2015, Disney Italia e Studio Bozzetto, che presenta Foody e i suoi amici. Ecco a voi il bellissimo promo!

Intervista im-possibile a… Cristiano Ronaldo

Viaggiando con la fantasia, abbiamo realizzato il sogno di incontrare un grande campione

di Tommaso Stefanelli, Rodolfo Siciliano, Youssef Akridiss e Leonardo Bassanini

23/03/15

Fenomeno portoghese di fama mondiale, nella sua carriera milita inizialmente nella squadra dello Sporting Lisbona, in cui diventa subito una stella. Trasferitosi poi al Manchester United, vince la sua prima Champions League e un pallone d’oro, ma, dopo avere dimostrato grandi abilità calcistiche, il club spagnolo del Real Madrid lo vuole in rosa…di chi stiamo parlando? Beh, ovviamente di CRISTIANO RONALDO!

Oggi, una piccola delegazione della nostra redazione, si è recata fino a Madrid, per intervistare il grande campione portoghese e chiedergli qualche curiosità.

redazione: Come sei riuscito a vincere per ben tre volte (2008, 2013, 2014) il pallone d’oro?

Ronaldo: Con fatica e sudore, un lavoro maniacale e una cura ossessiva del particolare… ma non è stato solo merito mio, anche della mia squadra! Scrivere per la terza volta il mio nome nell’albo d’oro del prestigioso premio, dopo i trionfi del 2008 e del 2013, ha significato raggiungere nella speciale classifica tre leggende del calcio come Van Basten, Platini e Cruijff. Il mio prossimo obiettivo è raggiungere Messi, che con quattro affermazioni detiene il record di riconoscimenti, ma adesso sente il mio fiato sul collo!

redazione: Come è nato in te il desiderio di giocare a calcio a livello agonistico?

Ronaldo: Quando ero piccolo, un pomeriggio, cominciai a giocare a pallone con alcuni miei amici e subito una grande passione si accese in me. All’età di 7 anni militavo già nell’Andorinha, squadra in cui mio padre faceva il magazziniere. I ragazzi più grandi mi volevano a giocare insieme a loro… anche se avevo il brutto vizio di non passare mai la palla!

redazione: Come ti sei sentito quando, il 24 maggio 2014, hai segnato di nuovo un goal  nel tuo vecchio stadio, nella finale di Champions League contro l’Atletico Madrid?

Ronaldo: È stata un’emozione fantastica e indescrivibile! Dopo il rigore, per esternare tutta la mia gioia, ho sollevato la maglia e i miei  addominali si sono presi i flash!  Credevo fosse un sogno vincere la Champions League, invece era realtà, i blancos erano per la decima volta sul tetto d’Europa! Io in particolare completavo una stagione da paura!

redazione: Torniamo indietro nel tempo, al 2008, quando militavi ancora nel Manchester United: come ti sei sentito quando Petr Cech ti parò il rigore nella finale di Champions League contro il Chelsea, vinta comunque dalla tua squadra?

Ronaldo: Ero disperato, non riuscivo ad accettare quello che avevo fatto. Ricordo di aver interrotto la rincorsa per disorientare il portiere, che invece fu bravissimo in quel frangente. Per fortuna il mio errore non fu fatale alla mia squadra, non me lo sarei mai perdonato. Da questa esperienza negativa sono però uscito più forte di prima e più motivato a dare sempre il massimo.

redazione: Grazie mille Cristiano, è stato un onore conoscerti, sei davvero un grandissimo professionista e un leader indiscusso!

Ronaldo: Grazie a voi ragazzi e, mi raccomando, non dimenticate mai che i successi si costruiscono con la dedizione: io sono sempre il primo ad arrivare agli allenamenti e l’ultimo ad andare via. Se qualcosa non mi riesce bene – ma a volte anche se mi riesce bene – cerco sempre di  migliorare. Anche la mia chioma impomatata è la testimonianza dell’attenzione che dedico ad ogni particolare!!!

Recensione del libro: “Hyperversum”

di Lorenzo Bollani in collaborazione con Arianna Fornari

23/03/2015

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La copertina del libro

Autrice del libro: Cecilia Randall

Editore: Giunti

Il libro racconta di quattro ragazzi: Daniel, Ian, Jodie e Martin che hanno una passione per un videogioco online denominato Hyperversum. Ian, ricercatore di storia all’università, lo ha programmato per una speciale avventura nella Francia medievale del XIII secolo. Ognuno dei protagonisti impersonerà un personaggio: il ladro, il cavaliere, il mercante, il paggio. Durante la partita, inaspettatamente, vengono sorpresi da una tempesta di fulmini che crea un cortocircuito e i quattro giocatori vengono risucchiati nel gioco. Si ritrovano dunque nelle Fiandre medievali e diventano protagonisti della una guerra tra Francia e Inghilterra del 1214. Il gioco diventa realtà. A questo punto la priorità è sopravvivere e cercare un modo per ricollegarsi al computer che non risponde più ai loro comandi. Riusciranno ad uscire da Hyperversum e tornare nel presente?

Questo libro è avvincente. L’idea di ritrovarsi in un videogioco non è affatto male. Anch’io vorrei entrarci perché sono un appassionato di videogiochi e di storia medievale.

A Pinzolo anche le mucche sono felici…

I ragazzi delle prime e delle seconde, a Pinzolo, visitano l’azienda agricola “Antica Rendena”

di Lorenzo Bollani

23/3/2015

Lunedì 16 marzo, ore 17 circa: i ragazzi che, a Pinzolo, stanno partecipando alla gita “tre giorni sulla neve”, si recano, dopo una giornata sugli sci, a vistare l’Azienda Agricola “Fattoria Antica Rendena”.

Veniamo accolti dal personale molto gentile e condotti nella stalla dove vivono una trentina di vacche di razza rendena, dal manto bruno e dalle corna appuntite che gli allevatori considerano delle vere “regine”. Infatti hanno creato un’area dove gli animali possono rilassarsi: qui una spazzola rotante si attiva quando si avvicinano e le massaggia! Quando poi devono essere munte, camminano su un pavimento color del prato che le tranquillizza, così l’operazione avviene senza problemi. Oltre a questo, nell’azienda gli animali sono molto seguiti dal punto di vista igienico; anche l’alimentazione è molto controllata.

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La ” vacca regina”

Dopo la visita, abbiamo partecipato ad un laboratorio per creare un formaggio: la “caciotta Giacomina”, un tipo di ricotta fatta con il latte delle mucche felici e quindi buonissima -ve lo garantisco, l’ho assaggiata -.

Prima di tornare all’albergo, il proprietario ci ha dato uno yogurt da degustare, anche questo squisito.

Mi ha molto colpito questa visita, soprattutto per il rispetto che ho visto verso gli animali. Sicuramente ritornerò!

 

I giovani si interrogano: riflessioni sul futuro

Tre ragazzi della 2^D a confronto sui loro progetti di vita

di Alessia Pisani, Camilla Passerini e Manuel Mema

22/03/15

Oggi la maggioranza dei giovani italiani tende a privilegiare una dimensione dell’esistenza basata sul presente e caratterizzata da relazioni brevi ed immediate ed esprime una certa difficoltà a prefigurare i propri percorsi futuri. Tre ragazzi della classe 2^D hanno provato a confrontarsi con questa tematica così attuale e a superare la frammentarietà delle proprie esperienze quotidiane, per leggere in modo unitario la propria storia.

redazione: Come vi immaginate tra vent’anni?

ragazzi: Tra vent’anni saremo sicuramente più maturi rispetto ad oggi, avremo priorità diverse, vedremo le cose secondo un’altra prospettiva, ma speriamo che le nostre aspettative e i nostri sogni trovino una strada per concretizzarsi.

Camilla: Io immagino il mio futuro pieno di opportunità, con un lavoro possibilmente rispondente alle mie inclinazioni. Mi piacerebbe diventare medico, anche se sono ancora indecisa sul ramo in cui specializzarmi.

salute.pourfemme.it
salute.pourfemme.it

Alessia: Io immagino il mio futuro pieno di nuove persone e di soddisfazioni personali. Vorrei fare la tennista, sport che amo e che pratico da tempo.

http://www.corriere.it/sport/foto/06-2013/sharapova/roland-garros/roland-garros-sharapova-prima-finalista_44fb14ca-cec4-11e2-869d-f6978a004866.shtml#1
http://www.corriere.it/sport/foto/06-2013/sharapova/roland-garros/roland-garros-sharapova-prima-finalista_44fb14ca-cec4-11e2-869d-f6978a004866.shtml#1

Manuel: Io immagino il mio futuro come giocatore di basket, seguendo lo stile di Michael Jordan. Sogno di essere selezionato dai Chicago Bulls!

http://www.basketballphoto.com/Michael_Jordan.htm
http://www.basketballphoto.com/Michael_Jordan.htm

redazione: Vivrete ancora qui a Castel San Giovanni?

Manuel: Io non vorrei vivere a Castel San Giovanni, ma trasferirmi in America, tempio del basket, andrei con la mia famiglia.

Alessia: Io non vorrei restare a Castel San Giovanni, ma vivere a Miami con la mia famiglia, per dedicarmi al tennis, e prendere una villetta dove stare tutti insieme.

Camilla: Io invece non vorrei vivere a Castel San Giovanni, ma comunque in un posto vicino alla mia famiglia ed essere indipendente.

redazione: Perché avete in mente di lasciare l’Italia?

Alessia: Io vorrei lasciare l’Italia, prima di tutto perché è in crisi e poi perché mi piace molto l’estero e vorrei visitare nuovi paesi.

Camilla: Io non vorrei lasciare l’Italia definitivamente, ma mi piacerebbe comunque viaggiare, perché mi affascinano molto le culture europee e pian piano vorrei scoprirle tutte, facendo anche esperienze di studio e lavorative interessanti.

Manuel: Io  vorrei lasciare l’Italia, perché vorrei andare in America, per giocare con le squadre americane e vedere le città americane famose.

redazione: Avete già in mente il percorso di studi che vi permetterà di realizzare i vostri progetti?

Camilla: Io avrei in mente di iniziare con il liceo linguistico, proseguendo con l’Università di Medicina a Pavia, contesto in cui magari trascorrere un semestre di studi all’estero.

Alessia: Io vorrei fare il liceo sportivo a Piacenza, perché mi piace tantissimo fare educazione fisica e poi mi piacerebbe fare l’università, anche se non so ancora quale.

Manuel: Io vorrei fare l’Itis di Piacenza, perché mi piace meccanica e allo stesso tempo coltivare le mie passioni sportive.

Tracciare questo cammino significa costruire con fiducia la propria identità, vincendo le paure e le ansie, che spesso si accompagnano alla parola futuro. È l’augurio che la nostra redazione fa ad ogni adolescente di oggi!

 

Storia locale: la Resistenza a Castel San Giovanni

L’incontro dei ragazzi di terza con uno storico di Castel San Giovanni: Paolo Brega

di Matteo Calegari e Francesco Traversi

09/03/15

Venerdì 27 marzo, le classi terze si sono recate nella biblioteca scolastica per incontrare uno storico di Castel San Giovanni: Paolo Brega.

L’incontro ha riguardato la formazione dei gruppi partigiani nella provincia di Piacenza. Lo storico ha, inoltre, ricordato tutti i civili che furono uccisi durante la Seconda Guerra Mondiale a cui furono dedicate numerose vie e monumenti nella nostra città.

Paolo Araldi http://bongat.altervista.org

 

Numerosi i partigiani famosi nella provincia di Piacenza per le azioni che avevano compiuto; tra questi Giovanni Lazzetti (detto “Il Ballonaio”), Alberto Araldi (chiamato anche Paolo) che ricevette la medaglia d’oro al valore militare e Carlo Grazioli, che venne fucilato il 10 settembre 1944 sotto i portici del municipio di Castel San Giovanni.

Il Ballonaio http://bongat.altervista.org

In seguito, Paolo Brega ha elencato i nomi di alcuni civili che erano stati uccisi dai Nazi-Fascisti; tra questi Cesira Bonelli e, figura molto importante,  Don Giovanni Grandi che aveva avuto il coraggio di pronunciare un’omelia contro i fascisti.

Vari monumenti e vie furono dedicati ad alcuni di questi partigiani; ad esempio il Monumento ai Caduti, le due lapidi che si trovano sotto il municipio (ricordano i nomi di Carlo Grazioli, Giovanni Lazzetti, Enrico Amboli, Carlo Ciceri, Alfredo Valla, Pierino Varani, Giuseppe Albanesi, Angelo Grassi, Cesare Risposi, Daniele e Francesco Francia, Cesira Bonelli e Tina Pesaro).

Le strade che ricordano nella toponomastica personaggi di questo periodo sono le vie P. Araldi, Via G. Minzoni, F.lli Rosselli, Gobezzi, E. Curiel, F.lli Cervi e Don Mazzocchi.

L’incontro ha suscitato molto interesse tra i ragazzi di tutte le terze che faranno tesoro delle informazioni ricevute, anche per vivere con accresciuta consapevolezza il loro territorio.

Recensione del libro: ” La linea del traguardo”

di Camilla Nani in collaborazione con Sofia Dagradi

09/03/2015

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La copertina del libro

 

AUTRICE DEL LIBRO: Paola Zannoner

Editore: Mondadori

Il libro ci racconta le vite di Leo e di Viola, due liceali. Lui, dopo un incidente, è costretto a vivere su di una sedia a rotelle. Deve dire addio alle speranze di diventare calciatore e deve rifarsi una vita. Viola, invece, è una ragazza con una madre, in depressione per il divorzio, a cui sembra non importare quasi niente della figlia. L’unico posto dove si sente veramente accolta e compresa è la pista dove lei gareggia e si allena. Questi ragazzi vivranno delle nuove esperienze per crescere e maturare. Riusciranno a superare gli ostacoli che la vita metterà loro davanti?

Questo libro è bello e molto realistico. Racconta una storia che chiunque potrebbe vivere. E’ avvincente ed è anche molto coinvolgente capire e sapere cosa si prova a vivere in certe condizioni difficili anche dal punto di vista fisico. Certo che non è tutto rosa e fiori ma tu puoi migliorare con il tuo sforzo. Un libro che merita di essere letto.

 

Recensione del libro: “Cosa penso mentre volo”

di Sofia Dagradi in collaborazione di Tommaso Risposi, Andrea Marazzi e Daniele Oziegbe

09/03/2015

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La copertina del libro

 

AUTORE LIBRO: Carlotta Ferlito

Carlotta è una ragazza piena di se’ ed esuberante ma soprattutto è una ginnasta eccezionale che non si arrende mai. Fin da piccola ha capito che la sua vera passione era la ginnastica artistica. La sua carriera iniziò a nove anni a Catania, sua città natale. Dopo vari anni di allenamento, Carlotta si trasferisce a Milano per seguire il suo sogno: riuscire a partecipare ad un’ Olimpiade! Quando andrà a Milano, Carlotta  diventerà famosa per il programma trasmesso su MTV: “Ginnaste, vite parallele”. Carlotta spiega che la vita di una ginnasta non è semplice ed è ancora più difficile se ti alleni in una palestra privata e non studi in una normale scuola ma con insegnanti privati. Piano piano il sogno di Carlotta sembra avvicinarsi ma riuscirà la nostra amica a partecipare ad un’ Olimpiade?  Il libro è semplicemente bellissimo dato che racconta i sacrifici di uno sportivo: non è così semplice costruire una carriera a soli sedici anni! Naturalmente non è un libro perfetto  perché in alcuni punti è molto personale e non mi impazzire l’idea di sapere tutto di Carlotta. Dopotutto, nel complesso, è una lettura piacevole e avvincente.