Spettacolo Cardinale Agostino Casaroli

22 Marzo 2014.
Ore 21:00.
Teatro Verdi.
Minuti di attesa.

Ok siamo pronti a tutto, l’agitazione è normale, c’è sì,quella sensazione di tremolio alle gambe, il fiato corto, il battito cardiaco accelerato…
Sí, insomma, parliamoci chiaro: noi ragazzi di 2° media avremmo dovuto rappresentare lo spettacolo più importante dell’anno!!!
L’agitazione è una cosa normale.
La mattina avevamo già recitato davanti al resto delle classi della scuola e sì, eravamo stati agitati, ma, l’agitazione di presentare la recita a dei nostri compagni nonché amici non è minimamente paragonabile all’emozione che in quei pochi, ma lunghi istanti si stava insinuando dentro di noi!
Avremmo presentato la nostra recita a tutta la C I T T A D I N A N Z A di Castel San Giovanni!!!
Forza, tutti ci mettiamo in cerchio, un po’ di incoraggiamento e…..dieci, nove, otto, sette, sei, cinque, quattro, tre, due, uno…….shhh silenzio…..da quel momento non siamo più alunni delle classi 2C e 2D, ma veri e proprio attori e il palco è il nostro campo di battaglia.
Erano ormai quattro mesi che tra prove, prove e, ehm, prove stavamo dando forma ad una rappresentazione teatrale che raccontava, attraverso una ricerca assegnata ad una classe da una professoressa, la vita del Cardinale Agostino Casaroli.
Naturalmente ci fu un motivo che spinse i nostri professori a ricostruire la vita di questo personaggio: quest’anno è il centenario della nascita del Cardinale Casaroli e proprio il nostro istituto è dedicato a lui.
Grazie alle nostre prof, abbiamo avuto la grande occasione di recitare questa storia di una vita e tutti noi ragazzi abbiamo accolto la proposta con grande gioia.
Ok, ok, ok torniamo con la mente in quella stanza.
È ora, la campanella suona e tutti cominciamo ad entrare in scena, su quel palco che, a prima vista, è piccolo, ma quando lo si guarda da dietro le quinte cambia totalmente aspetto: da un compagno e amico che ci aveva accompagnato durante tutte quelle innumerevoli prove si trasforma in un ostacolo, una paura, un nemico, ma noi, si, noi siamo pronti a superare e a sconfiggere il nuovo “nemico”.
Comincia la prima scena dove tutti i ragazzi recitano una classe vera e propria; dopo qualche minuto è il mio turno, io Marta, o meglio, io professoressa, devo entrare in scena e in quel momento tutta la paura passa e vengo investita dall’allegria.
Il mio compito è quello di assegnare alla classe una recita che avrebbe, piano, piano, pezzo dopo pezzo, ricostruito la vita del Cardinale.
Luci basse e applausi…..
Non mi sono neanche resa conto che la scena è finita…….., ma so di aver dato il massimo e di essermi goduta il momento che poi sarebbe rimasto solo un ricordo.
La seconda scena viene recita dai ragazzi della 2D che con qualche risata hanno dato vita all’infanzia del Cardinale e, grazie ai fantastici attori, la scena è stata un grande successo.
Buio.
Silenzio dopo gli ultimi applausi.
Luce.
Entra Sara, srotola il tappeto e comincia la terza scena che racconta gli studi di Casaroli fin da bambino.
Con una magia di luci e un velo, dei fantasmi del passato entrano in scena e ci raccontano il carattere del nostro piccolo grande uomo.
Beh, sì, insomma, come sapevamo già anche questa scena è stata un grande successo e ne sono soddisfatta, anch’io che,  nascosta dietro le quinte, mi godevo lo spettacolo!!
Buio.
Silenzio dopo gli ultimi applausi.
Luce.
La quarta scena, interpretata dalla 2D, ci racconta la carriera ecclesiastica a Roma,anche questa un vero e proprio spettacolo.
Buio.
Silenzio dopo gli ultimi applausi.
Musica.
Cavolo, tocca a me, con l’allegria di guardare le altre scene mi sono scordata che tocca già a me, ma, per fortuna, sono comunque pronta.
Luce.
L’ultima scena ricostruisce la carriera diplomatica di Casaroli e con un’altra piccola magia facciamo tornare in vita due importanti personaggi che influenzarono la storia: Kennedy che rappresenta gli Stati Uniti e Kruscev che simboleggia l’Unione Sovietica.
Ce l’abbiamo fatta, anche questa scena è riuscita alla perfezione.
Buio.
Silenzio dopo gli ultimi applausi.
Luce.
Scena corale: entrambe le classi sarebbero entrate divise dai colori diversi delle maglie: 2C bianca 2D nera; tutto questo a rappresentare le diversità, ma, dopo qualche istante, tutti cominciamo a camminare, mescolandosi e dimostrando che insieme si sta meglio.
Posizione ok e ora il mondo va unito, lo spettacolo è finito.
Tutti fuori dalla scena e poi ancora tutti dentro per gli ultimi applausi e inchini che sono stati provati con grande attenzione la mattina.
Buio.
Applausi.
Luce.
Ma quella luce è diversa, infatti siamo tornati degli alunni e quella è la luce che sta ad indicare che tutto è finito.
Recuperate le ultime cose, vado sul palco e mi fermo un paio di istanti a guardare l’infinito e rivivo col cuore tutte le risate e i bei momenti vissuti in quei quattro mesi…..che mi hanno lasciato uno dei ricordi più preziosi che possa mai volere.
Buio.
Silenzio.
Lo spettacolo è finito.
Un ricordo è stato impresso in ognuno di noi.

Testo originale di Marta Queirazza.
Collaborazione speciale di Ruben Fornaciari

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