Come ogni anno, gli alunni delle classi terze della secondaria di I grado “G. Mazzini”, commemoreranno la Giornata con la lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie, alle ore 10 presso la biblioteca del plesso di Via Verdi.
4 luglio 1984: un ragazzino con un braccio rotto, un volo Barcellona-Roma, l’incontro con un eroe. Questi sono gli ingredienti della storia che ci racconta Luca, un dodicenne con il talento della musica e un sogno: quello di distinguersi dagli altri.
Tutto comincia per caso, quando la sorte decide di intromettersi tra lui e la sfortuna: due dita rotte per colpa del fratello erano davvero una maledizione per un pianista come lui! Non poteva di certo immaginare che presto il suo destino sarebbe cambiato… Complice l’ennesimo litigio con Filippo (il fratello), tutto eccitato per la presenza di Diego Armando Maradona sul loro aereo, Luca si ritrova sul sedile accanto a un vecchio signore, somigliante a Babbo Natale non solo per il suo aspetto, ma anche per le sue parole e per l’espressione del suo volto: sembrava davvero capace di fare magie! Inizia così il racconto della vita di Albert, un bambino polacco nato cieco da un occhio alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, che salvò il mondo. Perché questo misterioso uomo anziano decide di consegnare a Luca il regalo di questa avventura straordinaria? “Andrà tutto per il meglio. Basta che tu lo voglia con tutto te stesso”… forse la chiave di lettura è racchiusa in questa affermazione iniziale: sono poi così diversi Luca e Albert?
Il cacciatore di sogni ci consegna un grande incoraggiamento: trovare la colonna sonora della propria vita e suonarla con coraggio e determinazione, pensare in grande ed essere generosi. Ci ha colpito la capacità di Albert, come anche di Luca, di saper trasformare le fragilità in trampolini per dare il meglio di sé. Un romanzo per ragazzi (e non solo) magnetico e delicato.
Se il libro fosse un OGGETTO sarebbe una CALAMITA, perché ti attrae dall’inizio alla fine.
Se il libro fosse un COLORE sarebbe il VERDE, perché insegna a sperare ed è simbolo di crescita.
Se il libro fosse una CANZONE sarebbe “SCATOLE” dei Pinguini Tattici Nucleari, perché invita a seguire i propri sogni e passioni.
Mercoledì 14 febbraio scorso il cielo era limpido, il sole brillava e un’arietta frizzante ci pizzica le guance: la classe 1^ E, accompagnata dalle insegnanti Michela Braga e Emanuela Tricarico, alla terza ora, passeggiava per le vie di Castello. Camminavamo velocemente per non arrivare in ritardo, e mostravamo orgogliosi le nostre case e i campi dove al pomeriggio e in estate andiamo a giocare.
Arrivati in via Carlo Manzella, nei pressi del rio Lora, in una grande area verde, abbiamo incontrato il sindaco, gli alpini, gli assessori, il parroco del nostro paese, il fotografo, per celebrare con loro il “Giorno del Ricordo”. Il sindaco ci ha accolto sorridendo e ci ha mostrato un piccolo albero che era stato impiantato l’anno precedente, sempre nel “Giorno del ricordo”. Ci ha spiegato che il “Giorno del ricordo” si celebra il 10 febbraio di ogni anno e che è un’occasione per fare memoria delle vittime delle foibe (buche molto profonde) e degli italiani innocenti che, al termine della Seconda Guerra Mondiale, sono stati perseguitati e che hanno dovuto abbandonare i territori dell’Istria e della Dalmazia, dove vivevano.
La sindaca ci ha fatto capire che “la storia siamo noi”, che abbiamo il compito di fare memoria degli sbagli e delle violenze commessi nel passato, per imparare che la violenza è da condannare, che ogni vittima innocente merita rispetto e che il dolore di ogni persona ha valore.
Ci è stato spiegato che fare memoria ci permetterà di costruire un futuro migliore perché impareremo dal passato a non commettere gli stessi errori e impareremo a riconoscere il bene dal male.
Il nostro professore di arte, Bernini Giuseppe, ci ha proposto un’attività da creare con il compasso e arricchire con mille colori, alternando tonalità calde e tonalità fredde: il rosone. Ma cos’è un rosone?Il rosone è un finestrone decorativo di forma circolare applicato alle facciate delle chiese romaniche e gotiche; appare alla fine del XII secolo.È una vetrata tonda e colorata, presenta una decorazione circolare che alterna una serie di elementi, geometrici e floreali stilizzati che partono da un centro.
Durante il tempo assegnatoci, ci siamo sbizzarriti con i colori, facendo viaggi spaziali con l’immaginazione, creando anche accostamenti stravaganti ma sempre cercando di essere molto precisi.
di Carella Aurora, Petito Sofia, Ramundo Eleonora e Zarattini Anna
4/3/2024
Autrice: Kate Di Camillo
Edward è un coniglio di porcellana molto vanitoso, che ama solo se stesso. Vive insieme alla sua padroncina Abilene in una casa abbastanza grande in Egypt Street. L’unica nella famiglia a non avere una buona opinione di Edward Tulane è la nonna Pellegrina: secondo lei quel coniglio non merita l’amore che riceve. La sera dell’undicesimo compleanno di Abilene, il padre annuncia l’imminente partenza della famiglia, compreso Edward, con una nave per Londra; saliti sulla nave Abilene saluta la nonna, che rimane al porto, quindi si siede su una sdraio sul pontile, con in braccio Edward. E’ proprio quest’ultimo ad attirare l’attenzione di due gemelli, che lo prendono con forza dalle mani della sua padroncina e iniziano a lanciarselo… finché Edward finisce in mare. Inizia così per lui un viaggio “miracoloso” pieno di avventure e peripezie che, dal fondo dell’oceano alla rete di un pescatore, da un mucchio di spazzatura al falò di un campo di vagabondi, passando attraverso la baracca di una bambina malata di tisi, lo avvicinano al suo mondo più profondo. Cosa imparerà Edward durante le sue peregrinazioni? Il cuore si spezza e si ri-spezza e spezzandosi vive.
Di questo libro ci sono piaciuti tutti i viaggi fatti da Edward e le persone che lo hanno accudito e amato. A noi questo libro ha insegnato il vero significato della parola AMORE.
In occasione della Giornata della Memoria 2024, tutte le classi seconde e terze della scuola secondaria di I grado “G. Mazzini”, si sono recate al cinema Moderno di Castel San Giovanni per vedere “Anna Frank e il diario segreto” , un film di genere animazione del 2021, ispirato al celebre “Diario” di Anne Frank. L’occasione è stata offerta dall’Associazione Lions Club di Castel San Giovanni. Durante la mattina, c’è stato anche un intervento di Giorgio Garolfi, membro della famiglia Pesaro, che ci ha fatto riflettere su come la storia della Shoah sia ancora viva nella nostra comunità che a Tina Pesaro, morta in un campo di sterminio, ha dedicato la sua scuola primaria.
Il film ci ha molto colpite, sia per la storia che per la tecnica di animazione e quindi vogliamo proporvi la nostra recensione.
Nel museo di Amsterdam, la Casa di Anne Frank, cade un fulmine sopra la teca dove è custodito il diario di Anne, ragazza ebrea che ha subito, con la sua famiglia, le persecuzioni naziste durante la Seconda Guerra Mondiale. Dal diario, fuoriesce l’inchiostro che modella Kitty: il personaggio immaginario a cui Anne si rivolge, nel suo diario, per avere un’amica che possa farle superare la solitudine e la paura. Kitty, quindi, prende vita ai giorni nostri e inizia a cercare la sua creatrice senza trovarla. Non sapendo cosa è successo ai Frank, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, prende il diario e cerca di presentare una denuncia di scomparsa per Anne alla stazione di polizia. La polizia le indica diversi luoghi ad Amsterdam (vie, piazze, scuole, teatri) intitolati ad Anne Frank prima di provare ad arrestarla, quando scopre che lei ha preso il diario. Kitty scappa e incontra un ragazzo di nome Peter, che la aiuterà a sfuggire dalla polizia e le farà capire che purtroppo Anne non c’è più. Kitty non ci crede e per scoprire la verità si rivolge a diverse persone che, come Anne, si trovano nella condizione di perseguitati, emarginati, considerati inferiori dalla gente.
Scoprirà che Anne non si trova solo nei musei, nei film o nelle scuole dedicate a lei, ma è presente in noi sotto forma del messaggio più importante presente nel suo diario: far finire la sofferenza e la paura provocate dalla guerra e dalle discriminazioni.
Questo film ci è piaciuto molto perché insegna il valore di principi importanti come la solidarietà e il rispetto altrui. Il film ci ricorda che la bontà c’è sempre anche quando il mondo ti fa vedere il suo lato più oscuro e che non devi abbandonare mai la speranza.
Questo libro parla di Frida, una ragazzina che da poco ha perso i suoi genitori in un incidente, così si è trasferita dagli zii a Petrademone, in una casa avvolta nel mistero. Chiusa nel suo dolore, Frida incontra Gerico e Tommy, due gemelli con caratteri diversi, ma divertenti e Miriam, la cugina muta, dotata di un’ottima sensibilità. La misteriosa scomparsa dei border collie degli zii e degli altri cani del quartiere, è l’inizio di un’avventura che li trascinerà letteralmente in un grande mistero da risolvere, tra individui che parlano al contrario e per enigmi, fatti misteriosi, suspense ed eventi fantastici. E’ un libro da leggere tutto d’un fiato, perfetto per chi ama i thriller e i fantasy. E’ la storia di un’amicizia che supera ogni ostacolo. Mi è piaciuto particolarmente perché lo scrittore utilizza un linguaggio ricercato che rende più interessanti i fatti, collegati strettamente l’uno all’altro; mentre lo leggevo, molte emozioni insieme mi attraversavano la mente: se cercate un libro coinvolgente, questo è perfetto.
Di Cristiano Gobbi, Michelangelo Lucenti, Alessandro Bricchi
19/2/2024
Era un caldo giovedì di ottobre, e le classi prime della scuola secondaria “ G. Mazzini “ e “Guido Moia “ si sono trovate al campo scout di Castel san Giovanni per svolgere un’attività di benvenuto organizzata dai professori di motoria. Erano circa le otto e ci siamo incamminati verso il Campo scout.Ad accoglierci c’erano i ragazzi di 3^F con i prof. di educazione fisica. Durante il discorso iniziale, l’adrenalina era alle stelle, tutte le otto classi erano desiderose della vittoria.
Il percorso di gioco consisteva in tante stazioni e, ad ogni fischio del professore, si cambiava postazione. La prima stazione è stata la staffetta, che consisteva nel correre fino ad un conetto, girarci intorno e passare il testimone ad un altro compagno.
La stazione successiva prevedeva tiri in piccole porte da calcio. Poi abbiamo fatto il tiro al bersaglio, che consisteva nel tirare un pallone all’interno di un cerchio.
La stazione seguente era il salto in lungo da fermi: dovevi saltare il più lontano possibile. La quinta stazione era l’unica non sportiva, bisognava completare dei giochi mentali (cruciverba e sudoku).
Quindi, siamo passati alla sesta stazione, un percorso ad ostacoli con salti e scatti. La settima stazione era l’hockey su prato: con la mazza dovevi far muovere la pallina per il percorso. Nell’ultima stazione, bisognava passarsi la palla da una parte all’altra della rete senza farla cadere.
Poi è arrivato il momento finale, l’emozione era al massimo, ogni classe intonava un coro, e quando il professore disse la parola “classifica” fu il delirio. La classifica finale diceva:
1^C G.Mazzini
1^B G.Moia
1^A G.Mazzini
E’ stata una bellissima esperienza educativa e sportiva, che consigliamo a tutti.
Questo libro narra l’avventura di Alexander, un ragazzino di soli 15 anni. E’ la malattia della madre che lo obbliga a lasciare la sua città e famiglia e a trasferirsi dalla nonna paterna, Kate, un’avventurosa giornalista. Lei e il nipote partono per un viaggio dagli Stati Uniti alla foresta dell’Amazzonia, alla ricerca di una mitica “bestia” alta circa tre metri che, con il suo fetido odore, paralizza chiunque! Nella spedizione incontrano diversi personaggi tra cui Nadia, una ragazzina tredicenne. Lei ed Alex affrontano avventure magiche ed emozionanti, acquistando strani poteri e sensibilità che porteranno ad un cambiamento totale di Alex, da un timido e insicuro al guerriero che combatte contro le ingiustizie per salvare gli indifesi, un Giaguaro-animale totemico, abile e saggio.
Questo libro mi è piaciuto perché ciò che è diverso non sempre è pericoloso, per la lotta tra bene e male e perché mi ricorda la battaglia che quotidianamente ognuno affronta per proteggere in quello in cui crede.
In questi giorni, nella nostra classe, la seconda A, la professoressa Antoniotti ci ha proposto un’attività di scrittura creativa, ispirata alla poesia di Corrado Govoni “Le cose che fanno la domenica”. E’ una poesia che rievoca momenti di vita del poeta attraverso suoni, colori, immagini, personaggi e noi abbiamo provato a rielaborarla in piccoli gruppi. Quindi abbiamo deciso di condividere con voi alcune poesie che ci sono particolarmente piaciute. Buona lettura.
Le cose che fanno una verifica
Il rumore della matita che cade a terra;
seguito da un bisbiglio in cerca d’aiuto;
il compagno accanto che chiede la gomma;
la prof che gira tra i banchi;
come un falco che cerca la sua preda;
la prof si distrae per un minuto;
tutta la classe in cerca d’aiuto;
l’aiuto arriva.. amica amica;
mi hai salvato la vita.
Alla fine dell’ora confrontano le risposte;
e sperano di aver scritto mari e coste.
Le cose che fanno una squadra
I momenti che condividiamo,
la delusione dopo una partita,
la felicità dopo una vittoria,
tutti i nostri punti di forza che creano quello che siamo,
le parole di sostegno che abbattono ogni paura,
gli abbracci stanchi dopo una fatica,
i litigi e le incomprensioni che una volta risolti
ci renderanno più forti,
la voglia di dare sempre il meglio,
le risate che riempiono di vita qualunque luogo in cui ci troviamo.
Noi una squadra e una famiglia.
Le cose che fanno la mia classe
Le felici chiacchiere e lo sbattere della porta.
Il temperare di una matita troppo corta.
Il DRIIN della campanella.
Lo scartare di una caramella.
Il riflesso accecante sulla lavagna .
Indichiamo sulla cartina la Spagna.
Il gusto dolce della merendina.
L’accarezzare della luce di prima mattina.
Il richiamo del libro che manca
L’appoggiarsi di una testa stanca.
I rumori fastidiosi fuori dalla finestra,
come l’urlare della professoressa .
Le cose che fanno il lunedì
Il cigolio del letto.
Vedersi allo specchio e gridare “che brutto aspetto”.