Open day Istituti superiori

Visita al liceo A.Volta a Castel San Giovanni

di Valeria Brusamonti, Lorena Gjordumi e Giada Bongiorni

20/05/2019

Durante il mese di maggio la nuova Rete Provinciale sull’Orientamento “Piacenza-Orienta” ha offerto ai ragazzi della seconda media la possibilità di visitare i vari Istituti superiori della provincia di Piacenza, e quindi anche di Castel San Giovanni, per iniziare il percorso di orientamento.  Noi abbiamo visitato il Liceo scientifico “A. Volta” il 4 maggio, dalle 15 alle 18.

Una volta entrati ci hanno divisi in gruppi. Ogni gruppo era guidato da un ragazzo frequentante il liceo, che ci ha accompagnato nelle diverse aule dell’edificio. La prima aula che abbiamo visitato è stata quella di chimica, in cui abbiamo trovato altri studenti che ci hanno presentato vari esperimenti: il dentifricio di elefante, la provetta arcobaleno, il DNA della banana e il fluido non newtoniano. La seconda aula che abbiamo visitato è stata quella di fisica. Anche qui ci hanno presentato altri esperimenti che raffiguravano il moto. Uno di questi era costituito da due macchine che si scontravano e veniva messa in relazione la velocità della prima macchina con lo scontro tra le due. La terza aula che abbiamo visitato è stata quella di robotica, in cui due ragazzi ci hanno presentato un robot che si muoveva in base ad un sensore e ai colori che captava. Alla fine della nostra visita un professore e una professoressa ci hanno presentato un altro progetto svolto da alcuni alunni durante ore supplementari: la costruzione di pannelli solari sui banchi.

Il liceo scientifico è articolato in corso tradizionale e scienze applicate. La differenza sostanziale tra i due è la presenza del latino nel tradizionale. Di solito questo liceo è frequentato da ragazzi con preferenze per le materie scientifiche. Personalmente questa visita ci è piaciuta molto e ve la consigliamo.

Eco alcune foto dei vari esperimenti svolti:

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provetta arcobaleno   

 

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dentifricio di elefante

Giornaliamo 2019

Atteso il Meeting “Giornaliamo”, evento che quest’anno si tiene il 21 maggio, in cui alcuni delegati della redazione si recano a Piacenza ed incontrano le varie redazioni scolastiche del piacentino

di Arianna Capelli e Virginia Dagradi

20/05/19

Anche quest’anno una delegazione della nostra redazione parteciperà al Meeting “Giornaliamo”, che si terrà domani, martedì 21 maggio, presso il Centro di Formazione Crédit Agricole Italia a Piacenza. Sarà l’occasione per portare materiale da scambiare e mostrare, mentre i giornali on line mostreranno i loro elaborati attraverso il loro computer.

Ospite d’onore della mattinata il Direttore di Libertà, a cui sarà possibile fare alcune domande, a  seguire ogni redazione dovrà presentare una scenetta o un video della durata massima di 3 minuti su uno dei due argomenti proposti: una conquista sorprendente o il nostro contributo per l’ambiente. La nostra redazione ha realizzato un contributo speciale sul primo spunto; un ragazzo di ogni redazione sarà scelto come membro di giuria con lo scopo di votare e verrà votato la presentazione migliore.

Alla fine ogni redazione riceverà un premio in denaro dato dallo sponsor, Crédit Agricole Italia.

Non vediamo l’ora che sia domani!

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La nostra redazione a “Giornaliamo 2018”

 

 

Torneo di pallavolo di Istituto

di Alessio Gazzola e Mattia Repetti

13/05/2019

Anche quest’anno, come ogni anno, i Prof. di Motoria (Manfredi, Rossi e Beghi) organizzano un torneo di pallavolo, al quale partecipano classi seconde e terze. Questo torneo si suddivide in tre gironi: i vincitori di ognuno si sfidano per decretare un vincitore; le squadre di ogni girone si affronteranno nel primo pomeriggio o alla mattina nel mese di maggio, mentre la finale si svolgerà al Palazzetto dello Sport l’ultimo giorno di scuola. In quell’occasione verranno premiati anche i vincitori delle numerose gare scolastiche affrontate durante l’anno e saranno presenti tutti i ragazzi della scuola. A questo torneo possono partecipare tutti, anche chi non gioca a pallavolo; i Prof, per preparare i ragazzi, li allenano simulando delle mini partitelle nella palestra della scuola.

La squadra favorita delle seconde è la 2°F, mentre delle terze è la 3°E, che arrivò in finale anche nell’anno passato, ma senza ottenere i risultati sperati. Alcuni dei ragazzi più forti in questo sport sono:

-Gerente Dansel, anche se non ha mai praticato questo sport, si è distinto per la sua agilità nel salto e la sua forza fisica;

-Laurino Giada, dotata di un’ottima battuta.

Per sapere il risultato finale, vi invitiamo al Palazzetto dello Sport il giorno 7 giugno 2019… un grande in bocca al lupo a tutte le squadre dalla redazione!

Pierre Paolo, lo zio di Haiti

Dal progetto interculturale lo spunto per conoscere la storia di Pierpaolo Pergolotti e della repubblica caraibica di Haiti

di Antonio Giuliani e Luca Guasconi

13/05/2019

“La fabbrica dei colori” è un progetto di educazione all’intercultura e alla lettura che ha coinvolto varie classi della Scuola “G. Mazzini”. I ragazzi della 1^C hanno preso spunto dalle storie delle loro famiglie per raccontare la bellezza della diversità e per riflettere sulla comune origine di tutti i popoli della terra. Ritagliando i simboli con cui sono formati i volti contenuti nel libro “ABC DEI POPOLI” di Liuna Virardi, utilizzato come spunto dalle classi, i ragazzi hanno composto dei nuovi volti, accompagnati dalla descrizione dell’etnia corrispondente e da brevi poesie. Il progetto sta a significare che i popoli della terra sono tutti diversi in riti e in tradizioni, ma tutti sono accomunati dal fatto di essere composti da esseri umani. Il volto che fra tutti si contraddistingueva era quello del gruppo di Antonio Giuliani,  Mirko Francesconi e Corrado Di Franco. Il volto ritraeva lo zio haitiano di Antonio, adottato da Antonietta e Piero Pergolotti, i nonni materni di Antonio. Loro avevano già due figlie e conoscevano molto bene la gioia di avere una famiglia e la volevano donare a un bambino meno fortunato, così hanno adottato Pierre. Il piccolo Pierre era in una condizione di disagio: i suoi genitori erano morti e lui era stato affidato alle suore Salesiane. Di quella congregazione religiosa faceva parte una sorella di Antonietta; la suora era una missionaria, a quel tempo era ad Haiti, così chiese alla sorella Antonietta se voleva adottare un ragazzo meno fortunato e lei accettò senza pensarci due volte. Il piccolo Pierre partì con la nuova zia e prese l’aereo verso l’Italia: fu un viaggio molto lungo. I suoi nuovi genitori non  vedevano l’ora di incontrarlo. Pierre Paolo vive in Italia da 37 anni, si è laureato in Economia aziendale e spesso ritorna nel suo paese per portare aiuto concreto data la situazione umanitaria sempre più critica.

Ecco la poesia dedicata a Pierre Paolo e all’etnia Yoruba:

Sono Pier Paolo, dagli occhi grandi e neri

Che celano profondi misteri

Ma quando la mia bocca si apre al sorriso

Si coglie la gioia del Paradiso

Sono lo zio che è nato ad Haiti

Terra che celebra molti riti

La festa più grande dal mio popolo celebrata

È il carnevale dei fiori, tradizione da tutti apprezzata

In quel giorno ci pitturiamo

Al ritmo di musiche caraibiche danziamo

Molti simboli sul volto amiamo disegnare

In onore degli dei da rispettare

Shango io lo scelgo per me

Difensore degli oppressi e della giustizia re

Il mio paese è tutto da scoprire

Per le ricchezze che nasconde può solo stupire

A Terezín, per seguire l’eco delle Farfalle

Un gruppo di studenti della scuola secondaria “G. Mazzini” a Terezín per un viaggio della Memoria

di Elisa Panelli ed Elena Antoniotti

6/5/2019

Finalmente ci siamo, siamo a Terezín , nella campagna boema a 60 chilometri da Praga e la cittadella fortificata ci accoglie con le punte affilate dei suoi bastioni, utili a tenere fuori o a chiudere dentro. Dopo tanti studi, ricerche, letture, rielaborazioni siamo arrivati.

In questa stagione Terezín profuma di ippocastani in fiore; chissà se qualcuna di queste piante maestose avrà assistito al dramma del ghetto, custode muta di storie come l’ippocastano amico di Anne Frank! Terezín, in questa stagione, è immersa in una campagna gialla di fioriture gialle come le stelle che stiamo cercando di avvicinare. Qui la nostra missione è camminare nelle stesse strade, osservare gli stessi edifici, dormire sotto lo stesso tetto degli ebrei reclusi di settant’anni fa; vogliamo avvicinarci alla storia in punta di piedi, immaginare Petr Ginz che cammina nel cortile, la mente persa nelle sue storie avventurose, ascoltare la musica fioca dell’infermiera Ilse Weber che canta ninne nanne ai bambini malati, l’eco degli ordini e degli spari, le note di un pianoforte clandestino che nessuna catena può imprigionare.

Per aprire la porta di Terezín abbiamo usato una chiave, il libro “La Repubblica delle Farfalle” ed una guida, Matteo Corradini che ci ha introdotto con discrezione e rispetto nel campo, verso le ombre della storia e verso la vita delle persone che qui sono passate.

La piazza principale di Terezín

La cittadina non è proprio come ce l’eravamo immaginati: qui a Terezín tutto è normale e poche cose ci rimandano alle tragedie che sono avvenute tra queste mura. Forse è proprio questa la cosa più inquietante, il fatto che dobbiamo sovrapporre ciò che è successo alle immagini di un paese dove ora tutti vivono tranquillamente.

Appena arrivati ci siamo sistemati nelle nostre stanza nella foresteria del paese e successivamente ci siamo recati alla sinagoga per partecipare alla celebrazione di Yom Ha-Shoah, in ricordo delle vittime. Nel cortile della piccola sinagoga abbiamo incontrato e intervistato due importanti esperti professori universitari del Regno Unito che dedicano i loro studi alla musica e al teatro nei campi di concentramento e di sterminio: David Fligg e Lisa Peschel.

Nel cortile della sinagoga di Terezín

Abbiamo potuto riflettere sul fatto per noi apparentemente inconciliabile del rappresentare opere divertenti in un campo di concentramento; all’epoca era comprensibile per il fatto che le persone ricercavano qualcosa per evadere dalla quotidianità squallida del campo. Lo stesso discorso vale per la fede: la piccola sinagoga clandestina del ghetto sta a dimostrare la ricerca di restare ancorati alla speranza.

La piccola sinagoga

Camminare per le strade di Terezín è semplice: il reticolo delle strade è ortogonale, grandi edifici una volta caserme si susseguono con regolarità e precisione. L’ordine dell’esercito è matematico, come organizzato e pianificato è stato lo sterminio ad opera dei nazisti. La tappa successiva, infatti, la raggiungiamo camminando sui binari sui quali un tempo passavano i treni per Auschwitz. E’ stato un momento molto forte e toccante, soprattutto pensando che quelli per tanto tempo sono stati i ”binari della morte”.

Il passaggio sui binari

Dai binari alle “Colombaie”, dove troviamo lapidi e monumenti alla Memoria: ogni mattone del paese è un invito a ricordare. Qui, in particolare, osserviamo i contenitori di cartone che i nazisti usavano per riporre le ceneri in uscita dai forni crematori.

Le “Colombaie”

La tappa successiva è il cimitero ebraico dove ognuno di noi ha posto su di una tomba a piacere il proprio sasso, portato appositamente dai nostri paesi in Italia. Questo è stato uno dei momenti più emozionanti e commoventi, perché in qualche modo a Terezín è rimasto qualcosa di noi che non appassirà e non si distruggerà; allo stesso modo abbiamo prelevato un sasso dai binari del treno, perché noi e Terezín rimanessimo per sempre legati.

Il cimitero ebraico

Successivamente, la visita ai locali che ospitano i forni crematori del campo. In questa zona, resa sacra dalle iscrizioni bibliche che la precedono, solo silenzio e tristezza.

Il locale dei forni crematori

Al termine della giornata, la caserma Magdeburgo, altro luogo di detenzione. Quest’ultima attualmente è un museo e raccoglie gran parte degli oggetti raccolti a Terezín: disegni, quadri, spartiti musicali, testi e ricostruzioni della vita nel campo.

E’ ora di cena: ci fermiamo a mangiare piatti locali nella mensa della caserma stessa. Cala il sole, arriva il tramonto. Su Terezín scende il silenzio.

La piazza di Terezín

Le uniche voci sono le nostre: organizziamo una partita a pallone proprio nella piazza centrale, quella che agli ebrei era vietato attraversare.

Una partita nella piazza centrale del paese

Non abbiamo fretta, non dobbiamo prendere un autobus, passeremo la notte a Terezín, nella foresteria, a due passi dalla piazza. Quando rientriamo, decidiamo di passare la serata insieme, in una sala riservata a noi, giochiamo, ci conosciamo meglio; insieme è la parola chiave per allontanare l’inquietudine che la visita ha fatto nascere in noi.

Il giorno seguente, dopo la colazione, ci rechiamo a piedi alla “Piccola Fortezza”, esempio magistrale di architettura militare settecentesca, trasformata prima in carcere speciale e poi in campo di concentramento. Qui vivevano sia gli ebrei che i prigionieri che i capi dei nazisti. Ci accoglie la scritta ”Arbeit Macht Frei” sopra l’ingresso ed è un susseguirsi di celle, camerate, luoghi per le esecuzioni posizionati a fianco del cinema e della piscina per lo svago delle SS.

L’ingresso al campo della Piccola Fortezza

Dal campo siamo usciti tutti  colpiti e sgomenti, dopo aver visto e toccato con mano il luogo in cui sono morte migliaia di uomini, donne e bambini.

Una zona della Piccola Fortezza

Per concludere la nostra esperienza ci siamo recati in visita al museo che raccoglie le testimonianze e la Memoria dei bambini e dei ragazzi di Terezín. In questo edificio è presente una stanza in cui, su ogni parete, sono incisi i nomi dei ragazzi morti o passati a Terezín e Matteo Corradini ci ha chiesto di collocare in ordine alfabetico il nostro nome su di una parete e di adottare i nomi accanto al nostro, serbandoli nel ricordo. E’ stato molto emozionante e angosciante perché ci siamo accorti che alcuni bambini erano davvero piccolissimi al momento della loro morte. Dei 150.000 ragazzi passati a Terezín, al termine della guerra, neanche 150 erano sopravvissuti.

Alcuni dei nomi dei ragazzi di Terezín

Nella mostra allestita in questo edificio, abbiamo ritrovato il disegno della farfalla che ha guidato le nostre riflessioni e rielaborazioni sulla Shoah. Ci aveva colpito soprattutto l’immagine contenuta in una poesia di un bambino che scriveva che le farfalle non volano nel ghetto, a simboleggiare la disperazione e la solitudine.

Disegno di un bambino di Terezín : la farfalla gialla

In una stanza dello stabile, inoltre, si trovavano clandestinamente i ragazzi di “Vedem”, il giornale che veniva scritto come forma di resistenza all’orrore del campo, a rischio della vita. Erano guidati da un quattordicenne di Praga, Petr Ginz, coraggioso e creativo, che scomparve ad Auschwitz.

Le finestre della stanza dove si trovava la redazione di “Vedem”, il giornale clandestino dei ragazzi di Terezín

Per concludere, a tutti noi è risultato molto chiaro che studiare storia sopra ad un libro è molto diverso dal viverla e toccarla con mano. Ci resteranno di Terezín il silenzio, qualche brivido, molte emozioni, gli occhi lucidi, i fiori di ippocastano, un sasso in tasca, finestre chiuse, stelle gialle, un tramonto.

Il cortile dei bambini

Sano chi sa!

La classe 2^F ha realizzato un progetto sulla corretta alimentazione di ogni giorno

di Arianna Capelli e Virginia Dagradi

6/05/2019

La classe 2^F, durante quest’anno scolastico ha affrontato con il prof. di Scienze Motorie e Sportive, Paolo Beghi,  un progetto per imparare a mangiare sano ed equilibrato tutti i giorni. Si è affrontato in classe il tema dell’importanza della variazione degli alimenti, cioè di assumere cibi diversi ogni giorno.IMG_20190506_145711

Sempre collegato al lavoro con il prof. Beghi, gli alunni hanno compilato dei diari alimentari con la prof.ssa di Lettere, Mia Massarini, ragionando sulle pietanze che vengono consumate ogni giorno. DIMG_20190506_145758urante le lezioni  non sono mancate le risate, per rendere l’argomento più divertente e per invogliare i ragazzi a mangiare più sano .

Finito il lavoro del diario alimentare, la prof.ssa Massarini ha proposto alla classe un’indagine sui cibi preferiti, invitando gli alunni a riflettere se fossero sani oppure no.

Con la prof.ssa di Tecnologia, Camilla Cesena, è stato quindi fatto un lavoro sui diversi tipi di alimentazione e su come IMG_20190506_145742sono prodotti i cibi che vengono quotidianamente ingeriti. Infine ogni ragazzo ha dovuto calcolare il proprio fabbisogno energetico, utilizzando il proprio peso, la propria altezza, il posto e il clima in cui vive e quante volte effettua attività fisica.

Il cibo che rappresenta tutta la piramide alimentare è la pizza Margherita, perché alla base ha i carboidrati, sopra la verdura (salsa di pomodoro), le proteine costituite dai latticini e i grassi costituiti dall’olio.

“La Memoria, i Diritti, le Farfalle”

a cura della redazione

6/5/2019

Il giorno 8 maggio, alle ore 17 verrà inaugurata la mostra “La Memoria, i Diritti, le Farfalle” che racchiude i lavori dei ragazzi della scuola secondaria “G. Mazzini” realizzati durante l’anno all’interno dei progetti di Didattica della Memoria, Intercultura, Erasmus+ “Journeys for peace”, PON “Tutti diversi, tutti uguali: storie colorate”.

La mostra si terrà presso il foyer del Teatro Verdi e lungo il corridoio al piano terra della scuola secondaria.

Molti studenti ed insegnanti sono al lavoro per allestire gli ambienti con i quadri, le foto e i materiali preparati dai ragazzi.

Insegnanti e alunni al lavoro
L’allestimento della mostra
Ragazzi all’opera nel laboratorio di arte

Ed ecco la locandina della mostra, vi aspettiamo numerosi!

L’ABC delle etnie raccontato con poesie

Anche quest’anno, nel nostro Istituto, le classi hanno lavorato ad un coinvolgente progetto interculturale: ecco il percorso della 2ªB

di Alex Anelli e Stefano Ratti

4/05/2019

Nella nostra scuola i progetti interculturali sono stati sempre ben accetti, essendo appunto quelli tra i più sviluppati. Nel mese di febbraio, la classe 2ªB ha lavorato su queCL236x168_11218sto tema. Collaborando con i professori, gli iscritti al corso d’arte pomeridiano, inserito a sua volta nel più ampio PON “Competenze di cittadinanza globale”, e con altre classi ha realizzato un lavoro originale, basandosi su due libri: “ABC dei popoli”, di Liuna Virardi, proposto come stimolo a tutte le classi della Scuola Sec. di I grado, che presenta volti di diverse etnie, creati con gli stessi simboli, con relativa descrizione, e “Guerrieri di sogni”, di Vivguerrieri di sogniiana Mazza, scelto per noi dalla nostra insegnante di lettere. Questo libro narra storie reali di ragazzi provenienti da tutto il mondo, che hanno in comune l’obiettivo di realizzare i propri sogni con coraggio. Citiamo, per esempio, la storia di Wang Fuman, bambino “fiocco di neve”, dalla Cina, Aitzaz Hasan, martire anche per chi non lo meritava, dall’Afghanistan e Reshma Qureshi, ragazza coraggiosa rinata dall’acido, dall’India.

Com’è solito fare per questi lavori, ci siamo divisi in gruppi:  5 gruppi  composti da 5 alunni. Ogni gruppo aveva lo stesso tipo di traccia da seguire, ma basandosi su storie diverse: ognuno doveva approfondire due personaggi presi dal libro “Guerrieri di sogni”, disegnarli con appositi simboli, quelli presenti nel libro della Virardi, fare una descrizione dell’etnia e creare una poesia sulla storia dei personaggi. I ragazzi hanno lavorato molto su queste storie e hanno preso come esempio questi personaggi per raggiungere i loro obiettivi, proprio come questi “guerrieri di sogni”. Una volta create le facce con gli appositi simboli, il laboratorio di arte ha preso spunto dalle creazioni per  rielaborazioni più dettagliate.  Questo lavoro è stato svolto nel mese di febbraio, quasi completamente in classe, impegnando molte ore di italiano. Tra marzo e aprile i ragazzi hanno presentato i loro lavori alla classe e l’8 maggio saranno esposti alla mostra  “La memoria, i diritti e le farfalle”….non vi anticipiamo di più, venite a vederli!!!

 

Salto in alto: edizione 2019

Ai Giochi della Gioventù 2019 grande successo per la gara del salto in alto

di Giulia Parolini e Virginia Dagradi

4/05/2019

Il  giorno 27/03/19, al campo sportivo “Soressi”, si sono svolti i giochi della Gioventù delle classi seconde e terze della Scuola Sec. del nostro Istituto. La specialità che andremo ad analizzare è il salto in alto sia maschile che femminile. Le gare sono iniziate subito dopo essere arrivati, ovvero alle ore 9.00.

Hanno gareggiato per prime le femmine, che si sono fermate a 118 cm, successivamente i  maschi, che invece hanno saltato la bellezza di 135 cm.

Le prime 5 classificate sono state:

1. Giada Tirinti con un solo errore 118 cm (3 E)

2. Nada Majjati con due errori 118 cm (2 A)

3. Giulia Gobbi con 3 errori 118 cm (3 A)

4. Arianna Capelli (2 F)

5. Elisa Panelli (3 A)

I primi 5 classificati sono stati:

1. Jacopo Risposi con 0 errori 135 cm (3 D)

2. Matteo Mascaretti con 0 errori 130 cm (2 D)

3. Amedeo Berni con 0 errori 130 cm (3 E)

4. Mikele Tosku (3 B)

4. Walid Ramzane (3 C)

4. Elisei Morar  (3 C)

Per concludere due video che documentano le avvincenti gare.

 

Giochi sportivi studenteschi 2019: le staffette

 

I risultati delle staffette delle classi seconde e terze, in scena al campo sportivo “Soressi”

di Benedetta Curati, Giada Bongiorni, Lorena Gjordumi

04/05/2019

Il giorno 27/03/2019 le classi seconde e terze della Scuola Sec. di I grado di Castel San Giovanni e Sarmato si sono recate al campo sportivo “Soressi” per affrontare i Giochi della Gioventù. Queste gare sportive avvengono ogni anno e si tengono per avvicinare i ragazzi allo sport. Durante la mattinata i ragazzi hanno svolto diverse discipline sportive, tra le quali: salto in alto, salto in lungo, resistenza, scatto, getto del peso e lancio del vortex. A queste attività si aggiunge anche la staffetta, nella quale le classi, rappresentate da 4 ragazzi e 4 ragazze, si sfidano con grande spirito agonistico in una gara di velocità.

Queste le classifiche generali maschili e femminili.

Maschi :

1°posto: Faccioli, Brusamonti, Ferrari, Tosku (3^B Csg) con un tempo di 57″94

2°posto: Orecchio, Agazzi, De Palma, Cullhaj (3^A Csg) con un tempo di 59″20

3°posto: Morar E., Ramzane, Morar A., Kerri (3^C Csg) con un tempo di 1’00″17

4°posto: Gerente, Martulli, Mascaretti, Gazzola (2^D Csg) con un tempo di 1’00″77

Femmine:

1°posto: Majjati, Panelli, Gobbi, Tosca (3^A Csg) con un tempo di 1’04″90

2°posto: Dagradi, Castagna, Saliu, Giori (2^F Csg) con un tempo di 1’06″93

3°posto: Gerente, Maloku, Manduco, Frattini (3^D Csg) con un tempo di 1’07″05

4°posto: Tirinti, Laurino, Gurgaj, Jaouani (3^E Csg) con un tempo di 1’07″54