Nella nostra classe, la prima B, siamo partiti con il progetto sulle emozioni andando a vedere il film”Inside Out”, insieme a tutto il nostro Istituto.
Il film è basato sulle emozioni, tra le quali: GIOIA, TRISTEZZA, RABBIA, DISGUSTO E PAURA, rappresentate da personaggi fantastici che si trovano nella mente della protagonista e che ne determinano il comportamento.
La settimana dopo, abbiamo iniziato a fare dei percorsi di lavoro, in cui abbiamo descritto il film. Per prima cosa, noi e la professoressa Murtas Monica abbiamo deciso di lavorare in gruppo, ogni gruppo aveva assegnata un’emozione da rappresentare su di un cartellone.
Una scena del film “Inside out”
Il lavoro consisteva nel trovare tante immagini che esprimessero le cinque emozioni del film, per poi attaccarle sui cartelloni da noi preparati utilizzando anche i colori più adatti.
Alla fine abbiamo scritto dei veri e propri testi, racconti basati sulla storia del film che avevano come protagoniste le emozioni. Questo ci è servito per riflettere e per conoscerci meglio.
Il 14 luglio 2015 si è tenuta a Sarmato la premiazione del concorso letterario “In punta di penna”, che prevedeva una competizione tra poesie o racconti.
La premiazione si è svolta nella piazza di Sarmato e quest’anno, nella categoria giovani, ha vinto una ragazzina di seconda media del nostro Istituto di nome Sara Fonso della classe 2 C.
Le è stata assegnata una targa di riconoscimento, una pergamena e un assegno di cento euro.
R- “Alleno tre squadre: under 13b, under 14 e under 16”.
D- “Da quando gioca a pallavolo?”
R- “Gioco sin da quando ero bambino. Poi ho fatto la scuola ISEF e mi sono perfezionato.”
D-”Oltre ad insegnare pallavolo, fa qualche altro lavoro?”
R- “Sì, sono insegnante di educazione fisica. Prima di diventare allenatore di pallavolo ha fatto l’allenatore di calcio, di atletica leggera e ginnastica”.
Ringraziamo il nostro allenatore, ci tenevamo a far conoscere ai nostri compagni pallavolisti e a tutti gli altri qualcosa in più su una persona che ha fatto dello sport la sua vita e la sua passione.
Contro il bullismo un’associazione di ragazzi: MaBasta!
Di: Matilde Frattola, Elisa Lombardi, Elena Magistrali, Carolina Mozzi
23/02/2016
Sulle pagine del “Corriere della Sera” abbiamo scoperto un’associazione interamente formata da ragazzi di 14/15 anni di Lecce, frequentanti l’istituto tecnico “Galilei Costa”, chiamata MaBasta! Movimento Anti Bullismo Animato da STudenti Adolescenti. Questo gruppo fa sentire la sua voce nella lotta contro il bullismo e anche altri ragazzi possono aderirvi. La nostra redazione ha pensato di informarsi su questa associazione perché ci rendiamo conto che non si può chiudere gli occhi di fronte a questo problema e perchè ci è piaciuto che l’associazione sia nata da ragazzi.
I ragazzi fondatori dell’Associazione MaBasta!
“Il bullismo in quanto fenomeno e malessere sociale deve essere individuato e affrontato, conoscendolo e dando il giusto valore ai comportamenti prepotenti mai lasciandoli passare senza intervenire”; questa è una delle frasi citate dal sito http://www.informagiovani-italia.com .
In presenza di atti di bullismo, il fenomeno non deve essere ignorato ma segnalato, in questo modo la situazione verrà affrontata e potrà essere risolta. La nostra scuola lavora in tal senso: anche recentemente abbiamo incontrato il capitano della Polizia territoriale che ci ha informati sulle conseguenze degli atti di bullismo e cyberbullismo e ci ha indicato come comportarci sui social network.
Sulla rete sono presenti in grande quantità siti pronti a fornire dati ed informazioni per aiutare i ragazzi che sentono di avere bisogno spiegazioni o vogliono segnalare un problema.
Ad esempio c’è il sito della Polizia Postale https://www.commissariatodips.it o il sito ufficiale del Ministero dell’Interno http://www.interno.gov.it/it/notizie /cyberbullismo-difendersi-puo-0; inoltre molte associazioni lavorano in tal senso.
La redazione intende aderire quindi all’associazione Mabasta! che sta ultimando il sito (www.mabasta.org) e la pagina Facebook. Vi terremo aggiornati!
Robert Baden-Powell è fondatore del movimento mondiale dello scautismo e subito dopo di quello del guidismo. Gli scout e le guide lo chiamano più semplicemente B.-P. e il giorno della sua nascita, il 22 febbraio, è festeggiato col nome di Thinking Day (Giornata del pensiero).
Ogni anno, in ogni parte del mondo, scout e non solo ricordano questo anniversario, donando un simbolico “penny” per aiutare lo sviluppo del movimento nel mondo.
Quest’anno, insieme agli scout, si sono trovati tutti i ragazzi delle associazioni del paese che hanno voluto condividere un momento di riflessione e di gioco insieme.
I ragazzi di Castel San Giovanni festeggiano il Thinking day
Gli obiettivi della giornata 2016 sono quelli che lo scoutismo ha indicato come “Obiettivi del Millennio”, cioè “Sradicare la povertà estrema e la fame, garantire l’educazione primaria universale, promuovere la parità dei sessi e l’autonomia delle donne, ridurre la mortalità infantile, migliorare la salute materna, combattere l’Hiv/Aids, la malaria e altre malattie, garantire la sostenibilità ambientale, sviluppare un partenariato mondiale per lo sviluppo”.
Una giornata per pensare, perché solo così si può davvero comprendere e progettare delle soluzioni. Perché noi, da scout, siamo davvero convinti che sia importante ciò che abbiamo nel nostro motto: “Lasciare il mondo migliore di come l’abbiamo trovato”.
Gi stadi in cui si disputeranno le Olimpiadi sono: lo stadio “Nilton Santos” e lo stadio olimpico “Joao Havelange”. Proprio su quest’ultimo, recentemente, ci sono state alcune polemiche: soprattutto per il rischio crollo della copertura dello stadio. La struttura per le Olimpiadi di nuoto sarà l'”Acquatics Stadium”.
La città di Rio è la prima sudamericana ad ospitare un’Olimpiade, superando Madrid, Tokyo e Chicago. Per l’evento la metropoli è stata suddivisa in quattro aree: Barra, Deodoro, Maracanà, Copacabana e una zona esterna riservata al calcio.
Gli sport presenti sono 28, tra cui le nuove arrivate rugby e golf.
Le mascotte saranno un gatto e un albero: quest’ultimo rappresenterà le paralimpiadi. I pupazzi sono stati presentati in una cerimonia dove non è però stato svelato il loro nome: saranno gli appassionati a sceglierli tramite un concorso online.
Ricordando la Grande Guerra attraverso la figura di un eroe italiano
di Arianna Fornari, Wiktoria Ianaro
16/02/2016
Il 06/12/2015, il Gruppo Musicale ha avuto la possibilità di cantare, al Teatro Verdi, insieme al coro degli alpini della Valtidone.
Mentre assistevamo all’esibizione del coro degli alpini, abbiamo potuto conoscere la figura di Cesare Battisti, rievocato dalle parole di Maurizio Caldini, attore piacentino e alpino. Caldini ha impersonato il personaggio storico, facendoci provare forti emozioni.
Abbiamo così pensato di intervistare Cesare Battisti, per conoscere meglio la sua storia che è anche quella dell’Italia.
Cesare Battisti al fronte con l’uniforme degli Alpini
D: “Salve signor Cesare, vorremmo farle un’intervista. La prima domanda che abbiamo per lei è: dove e quando è nato?”
R: “Sono molto lieto di poter essere intervistato. Sono nato a Trento il 4 Febbraio 1875 da un commerciante di nome Cesare e da una nobildonna di nome Maria Teresa Fogolari. Ero un cittadino austriaco.”
D: “Come e dove ha frequentato gli studi?”
R: “ Dopo aver frequentato l’ Imperial Regio Ginnasio a Trento, mi sono trasferito a Firenze per iniziare gli studi all’università dove, nel 1898, mi sono laureato in geografia.”
D: “Abbiamo saputo che ha deciso di andare a combattere; quali sono stati i motivi principali? Centrava col fatto che era irredentista?”
R:” Sono andato in guerra per seguire i miei ideali: migliorare le condizioni di vita degli operai, l’ autonomia del Trentino, la libertà.”
D: “Che ruolo aveva e come combatteva?”
R: “Ero un ufficiale degli alpini. Ho partecipato a molte azioni di guerra ed ho ricevuto molte decorazioni. La guerra in trincea, sul nostro fronte, è stata spietata. Nel 1916 ho ricevuto l’ordine di conquistare il monte Corno, in mano alle forze austro-ungariche. E’ stata molto dura: i rinforzi non arrivavano, ho visto tanti compagni cadere. Il 10 luglio è proprio durante quell’operazione che sono stat0 fatto prigioniero, insieme a Fabio Filzi .”
D: ” Le andrebbe di parlare della su famiglia?”
R: “Nel 1899 sposai Ernesta Bittanti con cui ebbi tre figli: Luigi, Livia e Camillo. Mi è dispiaciuto molto averli lasciati ma era mio dovere combattere per la mia patria.”
D: “Come si è svolto il processo e come si è sentito?
R: “Il 12 luglio 1916, sono stato condotto insieme a Fabio Filzi davanti al tribunale militare e sono stato processato per tradimento: io, che per nascita ero cittadino austriaco, combattevo contro l’Austria! Mi hanno chiamato “disertore”, “traditore” ma io restavo fedele all’Italia. Il mio animo era sereno. Durante il processo non mi sono mai abbassato alle scuse, e non ho mai rinnegato il mio operato.
Grazie Battisti, la sua storia è per noi un esempio e non la dimenticheremo!
Nel mese di ottobre, tutte le classi della scuola media si sono recate al cinema Moderno per la visione del film di animazione “Inside out”, ultimo successo della Pixar Animation che presenta un tema insolito: le emozioni e la loro influenza sulla nostra vita.
Qualche giorno dopo la classe 1^E ha iniziato a lavorare sullo stesso tema.
La professoressa Paratici ci ha divisi in gruppi e ad ognuno ha assegnato un’emozione: paura, rabbia, tristezza, gioia e disgusto, le stesse che compaiono nel film. I ragazzi hanno espresso il proprio pensiero e le proprie impressioni suscitate da queste emozioni su dei foglietti di carta che in seguito sono stati collocati su vari cartelloni; chi voleva poteva aggiungere anche immagini.
Il cartellone della classe 1 E sulla gioia
Nel dettaglio, l’attività si è svolta nel seguente modo: ogni gruppo cominciava da un’emozione ed esprimeva la propria idea, scrivendola; una volta finito il lavoro su di un cartellone passavamo ad un altro e ad un’altra emozione, facendo una specie di giro.
Il cartellone del disgusto
Così abbiamo potuto affrontare ognuna delle emozioni: ci siamo resi conto che dare un nome alle emozioni è davvero difficile ma importante perché sono loro che determinano il nostro stato d’animo e i nostri ricordi. Riconoscerle e provare a controllarle ci aiuta a vivere meglio.
Musica, creatività e divertimento hanno guidato la realizzazione di un bellissimo prodotto multimediale
di Paola Prifti, Traversi Arianna, Virtuoso Sara
09/02/2016
Diamo inizio al Carnevale
e ci andiamo a presentare:
questo mondo è rovesciato
qual è il suo significato?
Quest’anno la classe 2 A si è impegnata in un nuovo divertente e impegnativo progetto: sotto la guida delle professoresse Egivi e Antoniotti ha iniziato a lavorare per creare un e-book.
La classe 2 A al lavoro per creare l’e-book
Il tema di questo lavoro è stato l’autore Camille Saint-Saëns, musicista francese che visse a cavallo tra Otto e Novecento e la sua musica, in particolare l’opera è chiamata “Il carnevale degli animali”. Si tratta di una composizione musicale formata da quattordici pezzi nei quali l’autore descrive degli animali che associa a persone del suo tempo, con l’intento di rivalersi su coloro che non apprezzavano la sua arte o di criticare chi faceva musica non essendo motivato e preparato (esecutori, critici, compositori…).
Dal momento che lo scopo dell’autore è critico, abbiamo associato ai brani musicali poesie e favole che sottolineassero lo stesso concetto: gli animali umanizzati sono lo specchio dei difetti umani.
Quindi, la nostra classe si è impegnata a inventare delle poesie e delle favole, lavorando a gruppi e da soli, cercando di cogliere lo spirito dell’autore. Inoltre abbiamo cercato di collegare le poesie trovando un filo conduttore: se ogni animale fa il proprio verso senza curarsi degli altri e senza rispettare le regole non ci sarà mai armonia e non si potrà mai lavorare come un’orchestra.
Ci sono stati poi approfondimenti in inglese, legati agli animali (filastrocche, indovinelli, canzoni con lo stesso tema…) preparati dalla classe 3 A, sono state fatti disegni e registrazioni anche dalle classi 2 B e 2 C.
La realizzazione di un animale musicale
Per rendere ancora più accattivante il libro, abbiamo pensato ad un modo per realizzare delle decorazioni: con il suggerimento della prof.ssa Di Pierro, scultrice, abbiamo realizzato degli “animali musicali”, strutture di carta tridimensionali. Anche il video – tutorial che spiega come realizzarli è stato inserito nell’e-book.
Animale musicale: il canguro
A questo punto la prof.ssa Egivi ha montato tutto il materiale ed, utilizzando un programma apposito, ha creato un libro interattivo multimediale, che ha già ricevuto molti apprezzamenti dagli esperti e che ci ha dato molta soddisfazione.
Molti la considerano la più bella favola di Natale, un vero miracolo
di: Matilde Frattola, Elisa Lombardi, Elena Magistrali, Carolina Mozzi
9/02/2016
Nell’estate del 1914, l’Europa era divenuta teatro di una guerra: da una parte Gran Bretagna, Francia e Russia e dall’altra impero Austroungarico. Era una guerra dura e spietata, combattuta nelle trincee.
Si stava avvicinando il Natale 1914, siamo nelle trincee del fronte occidentale, tra Francia e Belgio e nel cuore di ogni soldato c’era un grande desiderio di pace.
La notte della Vigilia, accadde qualcosa di straordinario: ognuno nelle proprie trincee, Tedeschi e Inglesi intonarono insieme la canzone “Stille nacht” e sospesero le ostilità.
Il giorno dopo, sul confine delle trincee Tedesche, c’era affisso un cartello con scritto: “Buon Natale. Non sparate, noi non spariamo”.
Il primo passo venne fatto da un soldato Tedesco che dalla nebbia delle difese del suo esercito, uscì disarmato avanzando verso gli Inglesi.
In questi giorni i nemici, ormai diventati amici, si scambiarono diversi doni, come cibo e tabacco.
Inoltre disputarono una partita di calcio nella terra di nessuno, definita memorabile, che voleva dare un messaggio di pace e fratellanza.
Purtroppo queste testimonianze furono censurate dai capi dell’esercito per non far crescere il desiderio di pace nei giovani soldati. La partita di Natale rimase come una leggenda. Recentemente però sono emerse, dagli archivi militari di tutta Europa, lettere, diari e persino fotografie che dimostrano senza dubbio che la tregua, anche se non ufficiale, avvenne e durò addirittura più giorni.
Su questo argomento sono recentemente stati scritti libri e sono stati girati film. E’ un esempio molto forte di come il sentimento di fratellanza possa partire dal basso e sconfiggere ogni separazione imposta dagli ordini dei superiori.