Il Laboratorio d’arte della scuola secondaria promuove una bellissima mostra
a cura della redazione
3/7/2015
Negli spazi al piano terra della scuola secondaria “G. Mazzini”, il giorno 29 maggio, è stata inaugurata una mostra di pittura. Ad esporre i ragazzi del Laboratorio d’arte e di alcune classi della scuola.
I numerosi visitatori sono stati colpiti dalla qualità delle opere esposte, dalla quantità di temi, dall’originalità e dall’allestimento. Regia della mostra a cura dei professori Ballani e Bernini che hanno anche gestito la vendita delle opere. Un espositore conteneva inoltre numerose opere scultoree, sempre realizzate dai ragazzi.
A coronare il tutto, un elegante buffet, quasi un’opera d’arte anch’esso!
Vi presentiamo un video che propone le opere d’arte e alcune interviste ai giovani esecutori.
recensione di Marta Bossi in collaborazione con Aya Adnani
11/5/2015
” Heartland ” è un maneggio situato sulle colline dello stato della Virginia.
Qui trovano rifugio cavalli abbandonati, feriti, maltrattati, o comunque non più adatti ad essere montati; è dove vive Amy Fleming, con la madre Marion e il nonno Jack.
Amy è una ragazzina di quindici anni che ama i cavalli come la madre e il padre, Tim Fleming, entrambi ex campioni di salto ad ostacoli. Il padre, a causa di una brutta caduta da cavallo durante i campionati mondiali, finì su una sedia a rotelle, dovette dire addio alle gare e, non riuscendo a sopportare la sua condizione, abbandonò la famiglia.
La madre Marion iniziò ad occuparsi di cavalli in difficoltà proprio dopo la fine del suo matrimonio e dopo che la sorella di Amy , Lou, si era rifiutata di trasferirsi in Virginia, nella speranza che il padre ritornasse.
Amy aiutando la mamma, apprende l’arte di capire i cavalli, di entrare in stretto contatto con loro, curando non solo le ferite del corpo ma soprattutto quelle del cuore. Osservando la mamma, Amy impara nozioni di veterinaria ma anche sistemi di cura non convenzionali, con erbe, infusi, massaggi , ma soprattutto con tanto amore.
Così, quando a causa di un brutto incidente, perde la madre, proprio dedicandosi alla cura di un cavallo che si stava lasciando morire, Amy ritrova la fiducia in se stessa, la voglia di vivere e la forza di riorganizzare il lavoro del maneggio.
Grazie ad Amy e alla sorella Lou, giunta in suo aiuto dopo la morte della madre, il sogno di Heartland può continuare.
Questo libro mi è piaciuto moltissimo perché è ambientato in un maneggio, un luogo a me famigliare, dove mi piace trascorrere i pomeriggi liberi e le vacanze estive. Adoro i cavalli e, anche io come Amy, cerco di entrare in sintonia con loro, parlandogli, accarezzandoli, accudendoli e portandoli a passeggiare. Mi piacerebbe,un giorno, poter gestire un maneggio come “Heartland “.
Il 2 aprile è stata la Giornata Mondiale dell’autismo.
Nella scuola media di Castel San Giovanni sono presenti due ragazzi affetti da questa condizione.
Abbiamo scelto di vestirci di blu e gonfiare palloncini di questo colore. Abbiamo preparato più o meno 40 palloncini e li abbiamo legati ad un filo, così da ottenere una striscia molto lunga. Davanti alla scuola abbiamo scattato delle foto con un cartellone preparato da un’altra classe su cui era scritto “Giornata Mondiale dell’autismo”. Abbiamo voluto così dimostrare la nostra attenzione e solidarietà.
E realizza il video “Sulla strada, un incontro senza scontro”
di Nani Camilla, Zanardo Andrea e Dagradi Sofia
25/5/2015
L’uguaglianza e l’unicità ci accomunano e ci distinguono dagli altri. Questa è la base del nostro progetto. Abbiamo incominciato il lavoro “Uguali e unici” alla fine di Febbraio. Tutto è partito dopo una conferenza cui abbiamo assistito: ci ha fatto capire che tutti siamo uguali. Tutti abbiamo un’ origine in comune ma ognuno ha il suo carattere ed il suo aspetto, quindi siamo unici e l’unicità è preziosa.
Questo bellissimo progetto è durato circa due mesi. Sono stati coinvolti professori, come la nostra professoressa Antoniotti, tutta la nostra classe e la dottoressa genetista Anna Olivieri che studia il DNA. Il 28 febbraio ha tenuto una conferenza dove ha parlato del DNA e ha spiegato che questo non è contenuto solo nel nucleo delle cellule ma anche nei mitocondri che vengono trasmessi dalla madre ai figli. Da questo, gli studiosi sono riusciti a risalire alla “Eva” che viveva in Africa e che è la progenitrice della razza sapiens sapiens alla quale tutti gli uomini della terra appartengono. Grazie ad altre scoperte fatte, abbiamo appreso che le diversità sono tutte dovute all’ambiente e che non esistono “razze”.
In seguito a questa dimostrazione, abbiamo cercato di produrre delle idee per creare un lavoro su diversità, unicità, uguaglianza. Attraverso alcune parole chiave come “scarpe”, “strada”, “vivere”, abbiamo fatto e rielaborato poesie e testi che avessero come obiettivo quello di sottolineare che, anche se veniamo da posti diversi, siamo tutti parte della stessa famiglia umana. Il materiale è stato inserito nel progetto che stavamo elaborando insieme: simile ad uno spot.
Ci hanno ispirato molti testi e canzoni; una poesia che mi ha colpito molto è stata:”La mia vita non è stata una scala di cristallo”, nella quale una madre dice al figlio che, anche se ci sono difficoltà, non bisogna arrendersi. Anche un film mi ha stupito per il suo messaggio: “The terminal” che parla della storia di un signore che deve rimanere nel aeroporto di New York perché il suo passaporto non è più valido. Dopo un poco gli si presenta l’occasione di scappare ma lui resta lì perché vuole rispettare le regole ed essere trattato con dignità.
La canzone che abbiamo inserito nel video e che è anche una bellissima poesia è “Mio fratello che guardi il mondo” di Ivano Fossati. Ci è sembrato che riassumesse tutte le nostre idee.
Per concludere, è stato molto bello lavorare insieme ed è nato un bellissimo lavoro: non è stato semplicissimo trovare immagini, lavorare testi e creare video, ma ce l’abbiamo fatta ed è stato fantastico per me lavorare così. Ho potuto capire come la pensavano gli altri: noi in classe abbiamo anche degli stranieri che ci hanno parlato della loro storia, dove sono nati ed il motivo per il quale si sono spostati qui in Italia. E’ stato interessantissimo e mi ha aiutato a capire che, se anche qualcuno viene dall’altra parte del mondo,bisogna accoglierlo e rispettarlo come se fosse un fratello perché lo è veramente.
Il 6 maggio siamo andati in gita a Lecco.
Partiti alle 7:20 circa, siamo giunti nella città lombarda alle 9:30.
Appena arrivati, la guida Ivana Giuseppina ci ha accolto e ci ha portato nella villa manzoniana. La prima stanza visitata è stata la piccola cappella dell’Assunta, dove è seppellito il padre di Manzoni e dove in alto si scorge una finestra che dà sulla stanza di Alessandro Manzoni che, quando non aveva voglia di scendere per assistere alla messa, poteva partecipare dalla sua camera.
Siamo poi andati in cantina dove c’erano due torchi da vino e una neviera a pozzo. Successivamente siamo passati per una serie di stanze dove sono conservate copie del suo più celebre romanzo: “I promessi sposi”.
Terminata la visita alla bellissima villa, ci siamo recati a Pescarenico (l’unico luogo di Lecco citato esplicitamente nel romanzo) da dove Lucia si allontanò per fuggire dalle mire di Don Rodrigo e dove si trova il convento dei cappuccini dove vivevano Fra Galdino e Fra Cristoforo.
Dopo la visita alla chiesa (che possiede un’unica navata) ci siamo recati al ristorante che ci ha fornito un luogo coperto dove mangiare. Subito dopo è scoppiato un temporale, quindi abbiamo aspettato che si calmasse e poi siamo tornati a casa.
di Tommaso Risposi, Andrea Oziegbe, Andrea Marazzi, Amal El Aliane
25/5/2015
Noi ragazzi di seconda A abbiamo partecipato al torneo di pallavolo che si è svolto nella palestra della scuola media di Castel San Giovanni. La prima sfida contro la 2° B è stata vinta facilmente da noi 2 set a 3. Poi siamo volati alla finale delle seconde contro la classe 2° D, una partita durissima con assedi nostri e risposte loro ma abbiamo vinto 2 set a 1.
I ragazzi della 3° C, invece, hanno vinto contro la 3° D 2 set a 0, contro la 3°E 2 set a 1 ed infine sono passati alla finale delle terze contro la 3°B dove, contro ogni pronostico, si sono aggiudicati la vittoria 2 set a 1: ora sono in finale con noi!
La gara per aggiudicare il primo posto si svolgerà il giorno 6 giugno presso il palazzetto dello sport.
Gli esordienti 2002, quest’anno, hanno giocato a 11 su tutto il campo. Vi racconterò del Fontana Audax, una squadra proveniente da Fontana Pradosa (PC), di cui faccio parte. Forse non siamo bravi come altre squadre con le quali ci scontriamo ma se ci impegniamo, possiamo lasciare tutti a bocca aperta.
Nel nostro girone ci sono molte squadre: l’Arquatese, una squadra di Castell’Arquato con cui abbiamo vinto 3-1, la Borgonovese, che abbiamo affrontato poco tempo fa e abbiamo sconfitto 1-0; il Cadeo con cui abbiamo perso 11-1 (una sconfitta paurosa ci hanno letteralmente devastato). Poi incontriamo il Fiorenzuola, squadra forte ma noi possiamo giocarcela al loro livello e lo abbiamo dimostrato nella partita di tre sabati fa quando abbiamo perso 2-0 ma abbiamo giocato benissimo; passiamo al Gotico, dove gioca un nostro vecchio compagno che è abbastanza forte, la squadra ha però molti punti deboli, infatti abbiamo vinto; il Lugagnano con cui è andata male perché non eravamo in campo mentalmente. Il Piacenza è una buonissima squadra, infatti abbiamo perso 7-3; il Podenzano è stato sconfitto per 5-1; il San Giuseppe ci ha battuto per 11-1, come il San Lazzaro, con cui abbiamo perso 4-1. Infine abbiamo battuto il Vigor Carparneto per 3-1.
Nella classifica del campionato siamo arrivati sesti e adesso stiamo iniziando i tornei, nei quali non stiamo andando male…siamo in finale! Vi terrò informati, alla prossima.
Il giorno 8 maggio 2015 si sono tenuti i giochi sportivi studenteschi. In questa occasione i ragazzi hanno partecipato a diverse discipline, tra le quali c’era la resistenza che consisteva nel percorrere 800 m di corsa sulla pista, nel minor tempo possibile.
Vi elenchiamo la classifica dei primi tre posti della resistenza maschile:
1- Strozzi Mariano della classe 1^B tempo: 2,57
2- Bassanini Leonardo della classe 1^D tempo: 3,01
3- Brandolini della classe 1^C tempo: 3,04
I primi tre classificati
Ora, la nostra giornalista Paola Prifti vi racconta la sua esperienza nella corsa della resistenza femminile.
“Sono felice di aver partecipato, nonostante io sia arrivata ultima, col tempo di 5,3 minuti. Ho partecipato a questa gara consapevole del fatto che non sono un’atleta provetta. Devo dire che è stato stancante ma allo stesso tempo emozionante, sopratutto la partenza. Credo che l’importante, nello sport sia mettersi alla prova e non cedere mai.”
Il giorno 7 Maggio, noi della 2A, siamo andati a visitare Expo 2015 insieme alla classe 1A.
Ci siamo trovati in viale Amendola alle 7:30 per poi arrivare verso le 9:20. Dopo aver superato una rigida barriera di sicurezza con tanto di controlli, siamo finalmente entrati.
La sicurezza all’ingresso
Era come se fossimo finiti in un universo parallelo: semplicemente fantastico!!
Le vele del cardo con la prospettiva dell’albero della vita
La prima cosa che abbiamo visto è stato il palco dove hanno fatto l’inaugurazione e subito dopo abbiamo fatto una foto di gruppo.
Abbiamo percorso il cardo, una delle due vie principali del sito espositivo fino ad arrivare al padiglione Italia.
L’accesso al padiglione Italia
Per accedere all’interno abbiamo fatto una fila di almeno 20 minuti; poi siamo saliti ed abbiamo incontrato una guida che ci ha mostrato le potenzialità dell’Italia ovvero: la potenza del saper fare, della bellezza, del limite e del futuro.
Le quattro potenze
Queste sono le linee guida del percorso all’interno del padiglione che ci ha colpito perché, come in tutti gli altri luoghi di EXPO, i concetti sono stati espressi attraverso i sensi: vista, udito, tatto, olfatto e gusto.
All’interno del padiglione Italia: un gioco di specchi che disorienta per moltiplicare la vastità delle bellezze italiane
A seguire, abbiamo assistito allo spettacolo della fioritura dell’albero della vita, con musica e fontane.
L’albero della vita fiorito
Quindi, percorrendo le vie principali del cardo e decumano, abbiamo fatto sosta presso alcuni padiglioni.
Il coloratissimo padiglione dell’Ecuador
Bellissima l’esperienza del padiglione del Marocco, che riproduceva alcuni ambienti del paese: il mare e il deserto con il suo vento caldo e i suoi profumi.
Il padiglione del Marocco
Particolarmente divertente il padiglione del Brasile, dove abbiamo camminato su di una rete sospesa sopra le piante, come fossimo nella giungla amazzonica!
Il padiglione del Brasile
Dovendo scegliere quello che ci ha più colpito, senza dubbio individuiamo il padiglione del Giappone. Nel lungo percorso espositivo abbiamo potuto apprezzare la tradizione che si affianca alla modernità più sfrenata!
Giappone: la tradizione
Per non parlare del divertimento del “ristorante giapponese del futuro”, tecnologico, multimediale ma con un pizzico di… ironia!
Giappone: l’innovazione
Insomma: tra pareti d’acqua e muri di vegetali, architetture e decorazioni futuristiche, siamo stati entusiasti di visitare EXPO, abbiamo girato il mondo in una giornata e conosciuto novità antiche e modernissime!
La cyberfiaba “Cappuccetto blu e il bosco virtuale”
Di Arianna Traversi e Paola Prifti
25/05/2015
Quest’anno la classe 1^A, dopo aver terminato il progetto contro il cyberbullismo “Digito ergo sum”, ha rielaborato le idee emerse creando una cyberfiaba intitolata: “CAPPUCCETTO BLU E IL BOSCO VIRTUALE”.
Questa fiaba parla di un ragazzo che vive immerso nella tecnologia e che viene soprannominato”cappuccetto blu” a causa della sua felpa preferita. I genitori sono scienziati e lui vive a Fontana Pradosa con il suo pappagallo Einstein. Insieme ai suoi amici, Giotto e Azzurra, cade nella trappola di un haker, denominato “il lupo”, che conoscerà nel bosco della rete, ambiente che offre tante opportunità ma che è anche denso di pericoli per gli sprovveduti.
La 1 ^A ha deciso di realizzare un video a partire dal testo e ha dapprima scritto scritto una sceneggiatura. Quindi si è divisa in quattro gruppi: il gruppo che si sarebbe occupato dell’audio, il gruppo incaricato di studiare il video, quello che ha disegnato un fumetto a partire dalla fiaba e il gruppo dei lettori. Alla fine abbiamo messo insieme il lavoro di tutti i gruppi ed il risultato è un bellissimo video di cui siamo tutti molto orgogliosi.
La professoressa Elena Antoniotti ha curato la regia, aiutata dal professor Gianandrea Guerra.