I giochi del due aprile

A cura della redazione

2/4/2025

Il giorno 4 aprile, i bambini di prima della scuola primaria “Tina Pesaro” si recheranno al campo giochi di via Fratelli Bandiera per una mattina di giochi in ricordo della strage di Pizzolungo, dove persero la vita Giuseppe e Salvatore Asta, di 6 anni e la madre Barbara Rizzo. Si tratta di un evento all’interno del progetto sulla legalità che verrà gestito dalle classi 2 A e 2 E della scuola secondaria “Giuseppe Mazzini”.

La solitudine degli occhiali

Le parole sono più di semplici suoni o segni scritti. Sono chiavi che aprono mondi, sono strumenti che ci permettono di entrare in contatto con gli altri, di raccontarci, di esprimere ciò che siamo e ciò che proviamo. A volte, una parola può curare, altre volte può ferire, ma sempre lascia un segno. Le parole hanno un grande potere. Eppure, non sempre riflettiamo su come le usiamo. Troppo spesso dimentichiamo che ogni parola ha un peso, che ogni frase può avere conseguenze. Così in seguito a queste riflessioni gli alunni della 2°E, hanno deciso di leggere un libro per approfondire l’argomento.

Il libro in questione ha una storia che comincia a Venezia, nel 1938. Roberto, ovvero il protagonista del libro, è un ragazzo normale, o almeno così crede da tempo. Finché chi gli sta vicino comincia a fargli notare quanto sia diverso da tutti gli altri, visto che porta gli occhiali. E forse è meglio che nessuno li veda con lui e forse è meglio che cambi scuola, che vada a scuola tra ragazzi che portano tutti gli occhiali.
Questo romanzo di Matteo Corradini, descrive ciò che gli ebrei hanno vissuto, attraverso la metafora della storia di esclusione di Roberto, dei suoi amici e della sua famiglia. Le leggi, le restrizioni e gli sguardi critici avevano creato una tensione che nessuno poteva evitare. Roberto non riusciva a capire perché essere diversi fosse un motivo di esilio. Le lenti non avevano mai modificato chi effettivamente era, ma per alcune persone apparivano una linea sottile di differenza fra lui e gli altri…Lo scrittore ha deciso come titolo del libro “Solo una parola” così da sottolineare l’importanza delle parole, non solo come strumenti di comunicazione, ma anche come elementi carichi di significato e potere, in grado di influenzare profondamente le vite delle persone. Infatti il libro vuole riflettere sull’impatto che una sola parola può avere, specialmente in un contesto di grande sofferenza e tragedia come quello della Shoah.

Dopo la lettura, la classe ha lavorato realizzando alcune poesie per esprimere cosa significano le parole, cosa possono fare e come usarle. La nostra riflessione si completerà con la visione del film “Il ragazzo dai pantaloni rosa”.


Ecco due delle poesie scritte da noi: 

Erasmus+ “Be-tweens”: destinazione Suomi!

24/3/2025

Anche quest’anno, come da tradizione, la nostra scuola ha progettato e realizzato diverse mobilità grazie al progetto europeo Erasmus+. Agli studenti delle classi terze è stata offerta la possibilità di realizzare uno scambio con una scuola finlandese: avremmo ospitato i compagni stranieri a novembre e, a febbraio, saremmo partiti per una settimana in Finlandia, nella città di Vaasa, ospiti dei nostri amici. Finalmente, il 6 febbraio, siamo partiti dall’aeroporto di Milano Linate, accompagnati dalle professoresse Ceruti e Stefli. Nonostante il ritardo dell’aereo, aver perso la coincidenza per lo scalo ad Amsterdam e aver quasi dato per disperse le valigie, intorno alle ore 01:30 siamo arrivati in hotel a Helsinki. 

L’indomani mattina, con calma, abbiamo fatto un giro per la città e visitato i monumenti principali, come le due cattedrali, la piazza del senato e il lungomare. Nel primo pomeriggio, ci siamo diretti verso la nostra destinazione finale, ovvero la città di Vaasa, in treno. Sabato, ci siamo recati nella parte vecchia della città e ci siamo divertiti a più non posso andando sulla neve con gli slittini, poi abbiamo fatto merenda con i marshmallow abbrustoliti sul falò ed infine ci siamo recati in un edificio storico per cenare e svolgere alcune attività legate al nostro progetto.

Il giorno dopo, ci siamo diretti alla fattoria Kertu. Tra caprette, lama, pecore, pony, galline e conigli c’erano anche le renne, a cui abbiamo potuto dar da mangiare dei licheni. Più tardi ci siamo riuniti intorno ad un falò e abbiamo mangiato delle ottime salsicce alla brace. Dopo una bella battaglia a palle di neve, siamo tornati ognuno a casa sua per fare una rilassante sauna.

Il lunedì abbiamo visitato la nostra scuola partner ed il preside ci ha accolto nel loro auditorium, dove abbiamo imparato un ballo tipico e suonato uno strumento a corde chiamato “Kantele”; successivamente abbiamo seguito delle lezioni insieme ai ragazzi. Il martedì ed il mercoledì, oltre a stare a scuola, abbiamo partecipato ad attività sportive molto particolari e divertenti, tra cui l’ice fishing, il floorball ( ovvero una sorta di hockey su pavimento)  e il pattinaggio sul ghiaccio. Abbiamo inoltre assistito ad una partita di hockey, e visto la fantastica aurora boreale, un sogno!

L’ultima sera, oltre ai saluti finali, abbiamo fatto un laboratorio di cucina a scuola (ebbene sì i ragazzi finlandesi hanno anche questo laboratorio nella loro scuola). Dopo esserci divisi in gruppi, ci hanno dato la ricetta per cucinare le squisite girelle alla cannella. Dopo i saluti e tantissime lacrime, siamo tornati a casa dei nostri ospiti. Giovedì mattina, siamo partiti da Vaasa in treno per dirigerci a Helsinki e da lì, tornare in Italia.

Per me, è stata un’esperienza indimenticabile e purtroppo irripetibile. Grazie al progetto Erasmus+ si hanno grandissime possibilità come costruire nuove amicizie e stringere nuovi rapporti, consolidare l’inglese, conoscere nuove culture e paesi.                                           

Correre per qualcuno, correre per qualcosa

Mercoledì 19 febbraio scorso, le classi prima C e prima E si sono recate in biblioteca per assistere alla presentazione di un’iniziativa molto interessante, il progetto “Corsa contro la fame”.
L’incontro è durato un’ora, durante la quale un’operatrice dell’associazione “Azione contro la fame” ci ha spiegato con competenza e passione che la malnutrizione di tanti bambini e la fame nel mondo sono un problema molto serio e che ancora oggi 45 milioni di bambini soffrono di malnutrizione acuta grave e per questo rischiano la vita.


Ci hanno spiegato che la malnutrizione è causata sia dalla mancanza di accesso al cibo e all’acqua potabile sia da un’alimentazione poco variata e carente di nutrienti vitali. A Tale proposito ci ha anche detto che, se noi mangiassimo sempre e soltanto il nostro cibo preferito, anche noi potremmo soffrire di carenze nutritive perché la nostra alimentazione non sarebbe bilanciata.
Quest’anno gli operatori di “Azione contro la fame” si indirizzeranno verso una zona dell’Africa centrale, la Costa d’Avorio: porteranno lì i kit contenenti le fascetta per misurare la dimensione del braccio del bambino e valutare la malnutrizione, oltre agli alimenti in pasta a base di burro di arachidi, molto nutritivi, capaci di rimettere in salute i bambini malnutriti.


Ci hanno detto che i kit, ovviamente, hanno un costo e, per acquistarli e darli ai bambini che hanno bisogno, serve l’aiuto economico di tutti, anche delle nostre classi!
E’ per questo che gli studenti della scuola media dell’Istituto Casaroli andranno a correre presso il parco di Villa Braghieri e daranno vita all’evento: “Corsa contro la Fame”. Prima ci accorderemo con i nostri genitori, che diventeranno i nostri sponsor, ed otterremo un compenso per ogni giro di corsa che faremo, poi con la collaborazione degli insegnanti, devolveremo il guadagno all’associazione “Azione contro la fame”. Insomma, sarà un’occasione per impegnarci per gli altri e non solo per noi stessi e per capire quanto siamo fortunati ad avere ogni giorno il cibo di cui abbiamo bisogno.

Il docente STEM che rende la scienza “divertente”

16/3/2025

Ogni giorno, la tecnologia diventa sempre più importante nella nostra vita, cambiando il modo in cui comunichiamo, lavoriamo e impariamo. Il progetto STEM che stiamo portando avanti nel nostro istituto si occupa di formare le nuove generazioni per affrontare un mondo digitale, sviluppando competenze relative alla Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica. Nonostante l’importanza di queste materie, molti studenti le trovano difficili o poco interessanti, perdendo la motivazione. Gli esperti, però, ci consigliano di studiare le materie  STEM per essere pronti al futuro. Molto della riuscita dei progetti passa attraverso i docenti e il metodo di insegnamento; noi abbiamo intervistato il “Docente STEM che rende la scienza divertente” e che lavora con noi.

D: Buongiorno prof., siamo molto contente di intervistarla, direi di partire subito con la prima domanda. Qual è il suo nome completo?

R: Buongiorno, il mio nome completo è Bernazzani Alessio.

D:Ha per caso un soprannome con cui viene chiamato dagli amici o familiari?

R:No, non ho un soprannome magari qualche amico mi chiama “Berni” ma generalmente no.

D:Quanti anni ha? 

R:Io ho 25 anni.

D:Che tipo di musica le piace?  

R:Ultimamente ascolto musica Disney o Techno.

D:Ha mai praticato uno sport?

R:Sono appassionato di arti marziali,lo faccio ormai dall’età di 8 anni e ora lo insegno.

D:Ha mai avuto la possibilità di visitare diversi stati del mondo? 

R:Sì,sono stato in Italia, Germania,Austria,Francia ed Inghilterra.

D:Che scuole ha frequentato? 

R:Alle elementari ho frequentato la scuola “Vittorino da Feltre”, alle medie la Dante e alle superiori all’ITS, a Piacenza.

D:Qual era la sua materia preferita, da ragazzo? 

R:La mia materia preferita da ragazzo era Storia, probabilmente perché stimavo l’insegnante. 

D:Come mai si è appassionato al mondo della robotica? 

R: Mi sono appassionato alla robotica per lo più per gli amici, inizialmente mi sembrava una cosa molto interessante, ho iniziato a giocare un po’ con loro, poi si è sviluppato un po’ il tutto e poi, pian piano è diventato un lavoro.

D:Quali e quanti mestieri ha svolto prima di questo?

R:Ne ho fatti un bel po’, sono tuttora un cameriere, sono un insegnante di arti marziali e ho lavorato in una pescheria industriale.

D: Secondo lei, quali sono i lati positivi e negativi di questo mestiere? 

R:Il lato positivo è che vedo molti ragazzi e in parte i loro progressi, invece un lato negativo è che, non avendo tanto tempo a disposizione, non riesco ad avere un rapporto stabile con i ragazzi, non riesco a vedere grandi risultati e devo affidarmi anche agli altri docenti.

D:Se potesse risolvere un grande problema del mondo,quale sceglierebbe?

R:Quello dell’istruzione ne sono convinto, con un’istruzione adeguata anche il comportamento e il rispetto sarebbero ad un livello pari 

D:Se avesse la possibilità di scegliere un superpotere, quale preferirebbe avere?

R:In realtà non ci ho mai pensato, ho una spiegazione teorica lunghissima e super noiosa, comunque molto probabilmente sarebbe il teletrasporto 

Bene prof., la nostra intervista si conclude qui! La ringraziamo tanto per averci concesso un po’ del suo tempo prezioso e per il suo impegno per rendere questo progetto STEM così accattivante!

La Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie 2025

La commemorazione, per il nostro istituto, si svolgerà mercoledì 26/3 alle ore 10, presso la biblioteca della sede della scuola “G. Mazzini”, alla presenza dei rappresentanti dell’associazione Libera e delle autorità.

Paganini ripetente al Teatro Alla Scala

2/3/2025

Il 17 febbraio 2025, due classi della scuola “G. Mazzini” hanno fatto una gita a Milano, per visitare alcuni luoghi rappresentativi della città.

La mattina ha avuto inizio con una visita al Binario 21 della Stazione Centrale, dove ci si ricorda di un importante fatto storico: la partenza dei treni per i campi di concentramento nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il pomeriggio ha invece avuto come protagonista uno dei più famosi simboli della città di Milano: il Teatro alla Scala. Il teatro in questione, fu aperto nel 1778 e denominato “Teatro Nuovo”, ma cambiò nome un po’ più tardi in “Teatro alla Scala” a causa della chiesa di Santa Maria della Scala, che fu in gran parte demolita per la costruzione del teatro. Il teatro è stato più volte ristrutturato nel corso degli anni, ma ha sempre mantenuto il suo fascino e il suo ruolo di protagonista sulla scena musicale mondiale.

Recentemente, la Scala ha accolto un evento veramente unico: un concerto intitolato “Paganini Ripetente”, un omaggio al famoso violinista e compositore Niccolò Paganini. Questo spettacolo ha combinato musica e teatro, creando un’atmosfera unica che ha incantato il pubblico. Il concerto viene chiamato così proprio perché, secondo alcuni storici, Paganini non concedeva il bis, non perché fosse capriccioso o arrogante, ma perché spesso era solito improvvisare ed era quindi impossibile ripetere in maniera uguale una sua creazione, nata al momento. Il concerto è stato condotto da Mario Acampa, il quale ha raccontato tutta la storia e, attraverso diversi interventi tra un brano e l’altro, gli alunni sono riusciti a capire a fondo la storia di Paganini. 

Una gita interessante e coinvolgente!

Haiku: poesie giapponesi e come crearle

23/02/25

Quello che avete appena letto è un “haiku”, cioè una tipica poesia giapponese. Dopo aver letto in classe il libro “Come Un Germoglio Di Bambù”, scritto da Chiara Lorenzoni e Pino Pace, un libro piccolo e veloce da leggere, ma con un grande significato che tocca il cuore, ci siamo appassionati di haiku e abbiamo contagiato la redazione del nostro giornalino.

Ma facciamo un passo indietro: cos’è un haiku? Gli haiku sono stati inventati nel 17esimo secolo da Matsuo Munefusa, detto Bashō; figlio di un samurai, nato da una famiglia povera. Per questo andò a servizio da un nobile della sua stessa età e con la passione per la letteratura. Con lui cominciò a comporre e pubblicare le sue poesie. Yoshitada morì pochi anni dopo e Matsuo Munefusa si trasferì a Tokyo. I suoi componimenti piacevano e il giovane maestro aprì una scuola di poesia con centinaia di allievi. Qui prese il soprannome di Bashō (banano in giapponese), come la pianta che gli allievi avevano piantato di fronte a casa sua. Poi, stanco della vita di città, decise di intraprendere dei lunghi viaggi in tutto il Giappone. Durante uno dei suoi viaggi si ammalò e morì poco dopo, a cinquant’anni. I suoi allievi fecero pubblicare le sue opere. Ci è piaciuto molto il maestro degli haiku perché deciderà di non versare sangue come i Samurai, ma inchiostro, come i veri poeti.

Bashō raffigurato da Hokusai

Ma ora che ci siamo acculturati un po’, torniamo a questi haiku. Sono delle piccole poesie di 3 versi, senza rima e titolo. Devono per seguire uno schema preciso, il primo verso deve avere in tutto 5 sillabe, il secondo 7 e il terzo ancora 5. Dunque 5-7-5, per un totale di diciassette sillabe. I contenuti dell’haiku colgono l’attimo, l’emozione del momento che deriva dalla natura, dalle situazioni che si stanno vivendo. Quindi, attratti da queste piccole poesie, noi della redazione abbiamo provato a comporne qualcuna, ed ecco il risultato: “Gli haiku della redazione”.

La redazione

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Le leggi POSSIBILI delle città ImPOSSIBILI 

2/3/2025

In un giorno di fine ottobre, alle porte di Halloween, la nostra prof di religione, Chiara Dionedi, ci ha proposto un lavoro di gruppo da fare in due settimane. L’obiettivo era quello di costruire una città con materiali da riciclo e di scriverne le leggi. Nella nostra classe, la 2 ^ A, abbiamo costruito tre città, ognuna con un tema diverso. Per esempio un gruppo ha creato: “La città del cinema”, dove ogni quartiere era dedicato ad un film o ad un genere cinematografico diverso. Gli altri gruppi si sono impegnati a costruire altre città con temi e idee diverse.

Costruite e ultimate le città, tutti gli alunni di tutte le squadre, dovevano creare e determinare delle leggi adatte. Il gruppo della città del Cinema, ad esempio, ha creato una città con quartieri con i nomi dei nostri film preferiti (Harry Potter, Ritorno al futuro, Cattivissimo Me, Scream, Top Gun, Pelé), governata da leggi legate all’ecologia e alla biodiversità. In questa città, ad esempio. si usavano solo bici, non si doveva produrre gas di scarico e non si doveva inquinare: era una città nella quale si utilizzavano soprattutto oggetti di riciclo. Ad esempio, una legge affermava che “È assolutamente vietato gettare rifiuti per strada, in quartiere troverete gli appositi cestini. In caso di non rispetto della regola la sanzione sarà di €50.”

Un’altra invece: “Non sono ammessi mezzi a motore, si può girare solo a piedi o in bicicletta.”, o anche: “Nel fiume è vietata la pesca, (tranne nelle apposite aree). In caso di non rispetto la sanzione sarà di euro €100”. Infine, ogni gruppo ha  presentato alla classe la sua città con le relative leggi che sono state analizzate e valutate dall’opposizione, composta dai nostri compagni. Alla fine di questa attività, non c’erano né vincitori né perdenti: è stata un’attività molto interessante e divertente basata sulla riflessione, sul ragionamento e sulla capacità di collaborazione e organizzazione del lavoro di gruppo.

Dietro le quinte dei rappresentanti delle classi terze

2/3/2025

Per la prima volta, nella storia della nostra scuola, tutte le classi terze hanno due portavoce, ovvero studenti e studentesse, che rappresentano la propria classe nei vari eventi organizzati dalla scuola e nei consigli di classe. Inoltre, sono anche consultati per gestire e creare degli eventi insieme alla preside. Noi siamo rappresentanti dall’ottobre del 2024: in questi 6 mesi, abbiamo avuto tanti confronti con la dirigente per organizzare, confrontarci sulle idee per migliorare la nostra scuola, oppure anche solo per dirle il nostro punto di vista su vari argomenti. Siamo molto grate di avere la possibilità di poter rappresentare i nostri compagni, di avere certe responsabilità e soprattutto di essere delle persone di cui la preside si fida. Oggi abbiamo chiesto alla nostra coordinatrice Elena Antoniotti e alla nostra dirigente Maria Cristina Dragoni cosa ne pensano di questa iniziativa e la loro opinione.  

D: Cosa ne pensa di questa idea dei rappresentanti?

Prof. Antoniotti: Credo che ogni esperienza che responsabilizza e mette al centro i ragazzi sia importante. Inoltre, quando decidiamo o progettiamo attività che ricadono sui ragazzi, spesso ci dimentichiamo di chiedere proprio il loro punto di vista. Coinvolgerli li fa sentire parte della scuola e sviluppa il loro spirito critico.

D: Noi rappresentanti siamo riusciti a raggiungere le sue aspettative? 

Dirigente: A dire la verità, siete andati anche oltre le mie aspettative, lo avete dimostrato in più occasioni, ogni volta che ho chiesto il vostro aiuto, siete stati pronti a darmi la risposta che mi aspettavo. E’ un’esperienza, dal mio punto di vista, molto gratificante ma credo lo sia anche per i miei ragazzi.
Con questo concludiamo il nostro articolo, grazie per essere arrivati alla fine. Vi lasciamo qui sotto una foto con la nostra preside, i sindaci di Castel San Giovanni e di Sarmato, il Sindaco del consiglio comunale dei ragazzi di Sarmato, i rappresentanti delle associazioni Avis, Lyons e Alpini, insieme agli alunni meritevoli dell’anno passato. E’ stato il nostro primo evento organizzato con la dirigente per la nostra scuola.