La classe 2^E impegnata nella tecnica del ritratto
Di: Susanna Bosio
16/2/2016
Il ritratto è un’ opera artistica che rappresenta solitamente una persona. L’arte del ritratto è molto antica e quasi “naturale” e spontanea per l’uomo. Per realizzarlo serve principalmente un “modello” da copiare in ogni sua fattezza e particolarità, secondo la sensibilità dell’artista.
I ritratti realizzati dalla classe 2^E
Noi, ragazzi della 2^E, abbiamo lavorato con la prof. Ballani sui ritratti. Lo scopo era di riprodurre il meglio possibile il compagno che stava di fronte a noi e lui/lei doveva fare lo stesso. E’ stata utilizzata la tecnica dei pastelli e degli acquarelli. I risultati sono stati più che soddisfacenti.
Per farvi un’ idea vi mostriamo delle foto che li rappresentano … ci riconoscete?
SofieReed e la BigHarp Blues Band, con la loro carica esplosiva, accendono il pubblico del Teatro Verdi. Sul palco anche i ragazzi del gruppoPMB: emozionatissimi intonano un famoso refrain insieme a Sofie e la band.
di Bossi Francesca e Zucchini Aurora
16/2/2016
È venerdì 5 Febbraio, una serata come tante di questo strano inverno in cui non vuole far freddo. Il teatro non è gremito, ma tutto sommato sembra che il paese abbia risposto in buon numero alla proposta, ideata a sostegno dell’Istituto Comprensivo di Castel San Giovanni. Tutto sembra pronto, noi ragazzi, ognuno con i rispettivi incarichi, siamo sul pezzo, pronti chi a fotografare, chi a prendere appunti per adempiere al nostro compito: un vero e proprio reportage della serata. La nostra mitica professoressa di musica, Adriana Egivi, sale sul palco per presentare lo spettacolo. Finalmente le luci si abbassano, ed ecco salire alla ribalta i 4 componenti della Big Harp Blues band che attaccano con il primo pezzo in scaletta; ciascuno ha uno strumento: basso, chitarra elettrica, batteria e… un’armonica magistralmente suonata da Max Casazza, il leader della band. Max ripete il refrain “Ehi,ehi, the blues is all right” più e più volte cercando di coinvolgere il pubblico in sala; la risposta inizialmente è freddina, ma “Big Harp” dimostra di avere le idee chiare e scende dal palco, aggirandosi tra le poltrone armato di armonica e microfono per far sì che nessuno possa restare indifferente al richiamo.
Max Casazza (fotografia di Martina Rebora)
Alla fine del pezzo torna sul palco e sempre rivolgendosi alla sala, con tono di premonizione dice: “Voi amerete il blues!”. I pezzi successivi scivolano via piacevolmente tra virtuosismi di chitarra, basso e batteria, con Max che di volta in volta sfodera dal cinturone magico che porta in vita, armoniche sempre diverse a seconda della tonalità richiesta dal brano in esecuzione. Mentre si spengono le ultime note del quinto o sesto pezzo, Max si avvicina al fondo del palco e, rivolgendosi a qualcuno dietro le quinte, chiede: “Are you ready?”. La risposta non si fa attendere: “Yes I’m ready!” e subito sbuca una figura femminile che, grazie alle sue straordinarie abilità canore e artistiche, si guadagna ben presto tutta l’attenzione e l’ammirazione del pubblico.
Max Casazza e Sofie Reed (fotografia di Martina Rebora)
Il suo nome è Sofie Reed. La sua postazione è già pronta dall’inizio dello show: una seggiola, uno strano strumento a 4 corde appoggiato sopra, un microfono, una pedana, i fogli con la scaletta appoggiati sul pavimento. Alcuni alunni della nostra scuola le fanno una breve intervista: Sofie Reed è di origine svedese, ma vive negli States; la sua vita si svolge prevalentemente tra Nord America e Nord Europa. Sofie si siede, appoggia lo strumento a 4 corde sulle ginocchia, posiziona l’archetto con l’armonica intorno al collo, i piedi accennano la base ritmica.
Sofie Reed (fotografia di Martina Rebora)
L’attacco del primo pezzo coinvolge decisamente chi ancora non conosceva il personaggio : Sofie Reed è un vero e proprio “one man band” al femminile! E la voce: un mix perfetto di potenza e melodia, completa la magia iniziata da Big Harp. Il pubblico di Castel San Giovanni, decisamente difficile da coinvolgere, è ora inequivocabilmente “a bordo”. Tutti dalla propria poltrona seguono il ritmo, chi con i piedi, chi con le mani, chi cantando.
Il pubblico del teatro (fotografia di Martina Rebora)
Tra un pezzo e l’altro Sofie intrattiene, parla di se’, della sua esperienza musicale, delle difficoltà iniziali prima del successo, mettendo a confronto uomini e animali come nelle favole. La gente la segue, approva, applaude. A tratti chiede l’aiuto della prof. Mariangela Ceruti, che con grande disinvoltura si presta a tradurre i passaggi linguistici meno immediati. A metà serata c’è spazio anche per noi ragazzi della PMB. Sofie e Max ci invitano a salire sul palco a cantare con loro un paio di pezzi tra i più classici del repertorio blues. Siamo tutti un po’ in imbarazzo a cantare al fianco di simili “giganti”, ma loro sono grandi anche in questo e fanno di tutto per metterci a nostro agio.
I ragazzi del gruppo PMB sul palco (fotografia di Martina Rebora)
L’impaccio iniziale a poco a poco si dissolve e riusciamo a tirare fuori anche le nostre voci, se pur piccole piccole al loro confronto. Poi la performance continua con la Big Harp tornata protagonista insieme a Sofie; propongono altri pezzi arricchiti da virtuosismi vocali ed assoli musicali. Lo spettacolo si conclude con noi di nuovo tutti sul palco, ormai più disinvolti, per un esplosivo finale collettivo. Il pubblico ormai è tutto in piedi, trascinato e letteralmente travolto da questo uragano di note…
La profezia iniziale di Max si è avverata: in questo momento, alla fine di questa fantastica serata, di certo tutti i presenti amano il blues!
Apprezzamenti sul film di Miloš Forman basato sulla vita del grande compositore classicista
Di Baftjari Eglantina e Zambianchi Matteo
9/2/2016
Alla fine dello scorso anno scolastico, le classi seconde hanno visto, insieme alla Prof.ssa Adriana Egivi, il film “Amadeus” del regista ceco Miloš Forman.
Il film, che all’apparenza sembrava recente, è stato in realtà realizzato nel 1984.
14 anni dopo la sua uscita, l’American Film Institute l’ha inserito nella lista dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi.
Racconta la vita di W. A. Mozart (1756 – 1791) , bambino prodigio dallo straordinario talento, oggetto di venerazione ma anche di invidie, con i suoi lati positivi e quelli bui. In particolare si parla del suo contrasto con il musicista antagonista Antonio Salieri che, secondo la versione romanzata del film, sarebbe arrivato ad ucciderlo.
Tuttavia la prof.ssa Egivi ci ha spiegato che, in realtà, Salieri non ha ucciso Mozart, come invece il film racconta: si tratta solo di un’ipotesi fantasiosa.
Alle celebrazioni del 4 novembre, un canto contro la guerra
di Dagradi Sofia e Nani Camilla
2/2/2016
In vista del concerto del 4 novembre, in memoria della fine della Prima Guerra Mondiale, gli alunni della classe 3°A hanno ideato un testo per riflettere sul tema della guerra usando la metafora della tempesta.
Tale testo è stato accompagnato dalla musica rielaborata di A. Vivaldi “La follia” e cantato dal gruppo musicale PMB.
Il gruppo PMB con alcune classi della scuola in P.zza XX Settembre
La tempesta, come la guerra, colpisce, distrugge, non rispetta i confini, ferisce tutti.
Poi viene la pioggia: sta a noi trasformare il suo pianto in acqua che nutre la vita per far rinascere la speranza.
Questo è il testo:
Nuvole nere che avvolgono la terra è la tempesta arriva la guerra
Schegge di ghiaccio feriscon le mani disperazione non c’è un domani
Pioggia che scende è come un pianto le lacrime lavano il male col canto
Nuvole bianche vento di vita luce speranza la guerra è finita.
All’interno della festa annuale del gruppo degli alpini, uno spazio anche ai PMB
di: Ianaro Wiktoria, Fornari Arianna, Bollani Lorenzo
2/2/2016
La sera del 6 Dicembre 2014, presso il Teatro “G. Verdi”, il gruppo musicale PMB della scuola sec. di I grado “G. Mazzini” ha partecipato ad un concerto promosso dal gruppo degli alpini di Castel San Giovanni. Per noi è molto significativo conoscere realtà, come quella degli alpini, portavoce di valori e principi così radicati nella nostra storia.
Il gruppo musicale PMB al Teatro “G. Verdi”
Il concerto ha avuto inizio alle ore 21:00: era prevista la partecipazione del coro degli alpini del nostro paese insieme a quelli Ana Valtidone e Montenero.
Inoltre, c’è stato un intermezzo recitato: Maurizio Caldini, attore piacentino, ha impersonato Cesare Battisiti, il famoso patriota martire della Grande Guerra.
Il Gruppo Musicale ha proposto la seguente scaletta: “La guerra di Piero”, “Girotondo”, “La tempesta”, “True colors”, “What a Wonderful world”, “Dona nobis pacem”.
Vi proponiamo il video della canzone “True colors”, un inno alla bellezza che è in ognuno di noi.
L’associazione nazionale Alboscuole premia il nostro giornale scolastico
a cura della redazione
2/2/2016
Il sito di Alboscuole
Il nostro giornale scolastico si è aggiudicato il premio “Giornalista per 1 giorno” assegnato dall’Associazione Nazionale Alboscuole.
L’Associazione Nazionale di giornalismo scolastico nasce il 1 ottobre 2002 e persegue i seguenti scopi: progettare, organizzare e realizzare attività per la ricerca, tutela, valorizzazione e promozione del giornalismo scolastico nelle scuole italiane.
Ogni anno, le migliori redazioni studentesche selezionate si incontrano nel corso del Meeting Nazionale che si svolge nel mese di Aprile. Circa 3.000 studenti e docenti provenienti da tutta Italia animano le giornate Meeting partecipando alle lezioni di giornalismo, cerimonie di premiazioni, escursioni culturali, feste serali private.
Una rappresentanza della nostra redazione parteciperà al prossimo Meeting che si terrà a Chianciano il 27 e 28 aprile.
Il Laboratorio d’arte della scuola secondaria promuove una bellissima mostra
a cura della redazione
3/7/2015
Negli spazi al piano terra della scuola secondaria “G. Mazzini”, il giorno 29 maggio, è stata inaugurata una mostra di pittura. Ad esporre i ragazzi del Laboratorio d’arte e di alcune classi della scuola.
I numerosi visitatori sono stati colpiti dalla qualità delle opere esposte, dalla quantità di temi, dall’originalità e dall’allestimento. Regia della mostra a cura dei professori Ballani e Bernini che hanno anche gestito la vendita delle opere. Un espositore conteneva inoltre numerose opere scultoree, sempre realizzate dai ragazzi.
A coronare il tutto, un elegante buffet, quasi un’opera d’arte anch’esso!
Vi presentiamo un video che propone le opere d’arte e alcune interviste ai giovani esecutori.
recensione di Marta Bossi in collaborazione con Aya Adnani
11/5/2015
” Heartland ” è un maneggio situato sulle colline dello stato della Virginia.
Qui trovano rifugio cavalli abbandonati, feriti, maltrattati, o comunque non più adatti ad essere montati; è dove vive Amy Fleming, con la madre Marion e il nonno Jack.
Amy è una ragazzina di quindici anni che ama i cavalli come la madre e il padre, Tim Fleming, entrambi ex campioni di salto ad ostacoli. Il padre, a causa di una brutta caduta da cavallo durante i campionati mondiali, finì su una sedia a rotelle, dovette dire addio alle gare e, non riuscendo a sopportare la sua condizione, abbandonò la famiglia.
La madre Marion iniziò ad occuparsi di cavalli in difficoltà proprio dopo la fine del suo matrimonio e dopo che la sorella di Amy , Lou, si era rifiutata di trasferirsi in Virginia, nella speranza che il padre ritornasse.
Amy aiutando la mamma, apprende l’arte di capire i cavalli, di entrare in stretto contatto con loro, curando non solo le ferite del corpo ma soprattutto quelle del cuore. Osservando la mamma, Amy impara nozioni di veterinaria ma anche sistemi di cura non convenzionali, con erbe, infusi, massaggi , ma soprattutto con tanto amore.
Così, quando a causa di un brutto incidente, perde la madre, proprio dedicandosi alla cura di un cavallo che si stava lasciando morire, Amy ritrova la fiducia in se stessa, la voglia di vivere e la forza di riorganizzare il lavoro del maneggio.
Grazie ad Amy e alla sorella Lou, giunta in suo aiuto dopo la morte della madre, il sogno di Heartland può continuare.
Questo libro mi è piaciuto moltissimo perché è ambientato in un maneggio, un luogo a me famigliare, dove mi piace trascorrere i pomeriggi liberi e le vacanze estive. Adoro i cavalli e, anche io come Amy, cerco di entrare in sintonia con loro, parlandogli, accarezzandoli, accudendoli e portandoli a passeggiare. Mi piacerebbe,un giorno, poter gestire un maneggio come “Heartland “.
Il 2 aprile è stata la Giornata Mondiale dell’autismo.
Nella scuola media di Castel San Giovanni sono presenti due ragazzi affetti da questa condizione.
Abbiamo scelto di vestirci di blu e gonfiare palloncini di questo colore. Abbiamo preparato più o meno 40 palloncini e li abbiamo legati ad un filo, così da ottenere una striscia molto lunga. Davanti alla scuola abbiamo scattato delle foto con un cartellone preparato da un’altra classe su cui era scritto “Giornata Mondiale dell’autismo”. Abbiamo voluto così dimostrare la nostra attenzione e solidarietà.
E realizza il video “Sulla strada, un incontro senza scontro”
di Nani Camilla, Zanardo Andrea e Dagradi Sofia
25/5/2015
L’uguaglianza e l’unicità ci accomunano e ci distinguono dagli altri. Questa è la base del nostro progetto. Abbiamo incominciato il lavoro “Uguali e unici” alla fine di Febbraio. Tutto è partito dopo una conferenza cui abbiamo assistito: ci ha fatto capire che tutti siamo uguali. Tutti abbiamo un’ origine in comune ma ognuno ha il suo carattere ed il suo aspetto, quindi siamo unici e l’unicità è preziosa.
Questo bellissimo progetto è durato circa due mesi. Sono stati coinvolti professori, come la nostra professoressa Antoniotti, tutta la nostra classe e la dottoressa genetista Anna Olivieri che studia il DNA. Il 28 febbraio ha tenuto una conferenza dove ha parlato del DNA e ha spiegato che questo non è contenuto solo nel nucleo delle cellule ma anche nei mitocondri che vengono trasmessi dalla madre ai figli. Da questo, gli studiosi sono riusciti a risalire alla “Eva” che viveva in Africa e che è la progenitrice della razza sapiens sapiens alla quale tutti gli uomini della terra appartengono. Grazie ad altre scoperte fatte, abbiamo appreso che le diversità sono tutte dovute all’ambiente e che non esistono “razze”.
In seguito a questa dimostrazione, abbiamo cercato di produrre delle idee per creare un lavoro su diversità, unicità, uguaglianza. Attraverso alcune parole chiave come “scarpe”, “strada”, “vivere”, abbiamo fatto e rielaborato poesie e testi che avessero come obiettivo quello di sottolineare che, anche se veniamo da posti diversi, siamo tutti parte della stessa famiglia umana. Il materiale è stato inserito nel progetto che stavamo elaborando insieme: simile ad uno spot.
Ci hanno ispirato molti testi e canzoni; una poesia che mi ha colpito molto è stata:”La mia vita non è stata una scala di cristallo”, nella quale una madre dice al figlio che, anche se ci sono difficoltà, non bisogna arrendersi. Anche un film mi ha stupito per il suo messaggio: “The terminal” che parla della storia di un signore che deve rimanere nel aeroporto di New York perché il suo passaporto non è più valido. Dopo un poco gli si presenta l’occasione di scappare ma lui resta lì perché vuole rispettare le regole ed essere trattato con dignità.
La canzone che abbiamo inserito nel video e che è anche una bellissima poesia è “Mio fratello che guardi il mondo” di Ivano Fossati. Ci è sembrato che riassumesse tutte le nostre idee.
Per concludere, è stato molto bello lavorare insieme ed è nato un bellissimo lavoro: non è stato semplicissimo trovare immagini, lavorare testi e creare video, ma ce l’abbiamo fatta ed è stato fantastico per me lavorare così. Ho potuto capire come la pensavano gli altri: noi in classe abbiamo anche degli stranieri che ci hanno parlato della loro storia, dove sono nati ed il motivo per il quale si sono spostati qui in Italia. E’ stato interessantissimo e mi ha aiutato a capire che, se anche qualcuno viene dall’altra parte del mondo,bisogna accoglierlo e rispettarlo come se fosse un fratello perché lo è veramente.